31 marzo 2014

Il web per il turismo (Udine, 9 maggio 2014)

Sono davvero orgogliosa di presentarvi il programma della giornata di formazione "Il web per il turismo", che io e la collega Sara Tortelli stiamo organizzando. Il workshop si terrà a Udine, il 9 maggio e le iscrizioni sono già aperte

Il workshop comprende anche il pranzo organizzato dai ragazzi dell'Istituto. 
Sono previste degli sconti speciali per:

- ex studenti I.S.I.S./I.P.S.C.A.R.T. Bonaldo Stringher; 
- coppie (amici, fidanzati, coniugi etc.);
- gruppi superiori a 3 persone;
- soci, clienti, affiliati, partner di Agenzia Turismo FVG, Movimento Turismo dei Vini FVG, Consorzio Pordenone Turismo, Uffici IAT FVG;

Potete contattarmi a info@carolina-venturini.com. Se desiderate iscrivervi, invece, vi basterà compilare il form di iscrizione disponibile in calce al programma. 

PROGRAMMA
Ore 8:30          Welcome coffee
Ore 9:00          Saluti
                                  Anna Maria Zilli, Dirigente Scolastico ISIS Stringher
Ore 9:30          La promozione turistica della regione FVG attraverso i social network
                                 Alessandro Gaetano, Responsabile Marketing Agenzia Turismo FVG
Ore 10:30        Case study: www.vinoesapori.it come strumento di promozione integrata del territorio
                                 Massimo Del Mestre, Direttore del Movimento Turismo del Vino FVG
Ore 11:30        GoogleLocal e GoogleSearch per la ristorazione e la ricettività
                                    Enrico Rivasi, consulente web
Ore 12:30        Visual Storytelling. Nelle immagini il fascino di un istante 
Walter Saidero, Art Director Alterego // Graphic Design + Communication
Ore 13:30        Pranzo e visita guidata della scuola
Ore 15:00        Brand Reputation. Marchi che raccontano emozioni
Filippo Giustini, consulente di marketing
Ore 16:00        Hotel & Restaurant Online Reputation: come parlano della tua azienda online?
                      Simone Bianchini, Direttore Generale Hotel Patriarca, consigliere Consorzio Pordenone Turismo, Delegato FVG e Puglia dell’Unione Italiana Ristoratori
Ore 17:00        Tripadvisor: curare il cliente attraverso il dialogo
Carolina Venturini, Content & Community Manager, Scritture Social
Sara Tortelli, Event & Communication Manager, Fuoridaglischemi Strategie
Ore 17:30        Question Time e conclusione

05 marzo 2014

La Grande Bellezza

Ieri sera, insieme a milioni di altri telespettatori, ho visto "La Grande Bellezza", film di Sorrentino, Premio Oscar 2014. Cercavo Roma e il motivo che ha portato l'ambita statuetta di nuovo in Italia, dopo 15 anni. Volevo vedere quella specialità, che eleva una produzione cinematografica rispetto a un'altra. Avevo bisogno di quella storia, capace di toccare le corde dell'anima, emozionando su più livelli, scatenando riflessioni a tunnel verso la profondità dell'essere umano.

La storia, di primo acchito, pare scontata. Uno scrittore anziano, Jep Gambardella, con in attivo un solo (e unico) libro di successo, ha perso l'ispirazione e, per ritrovarla, dovrà vivere alcune esperienze di perdita affettiva, relazionale ed esistenziale. Giunto al limite del vuoto, perso il significato e le persone a lui più care, sguazzato nel nulla cadenzato di mattine senza qualcosa da fare, incontra la spiritualità e trova il coraggio di porre la domanda che conta e che lo ha bloccato per una vita intera: "Perché la donna che amavo mi ha lasciato?". Non solo quesiti rilevanti per l'esistenza. Anche risposte, quelle vere, di valore: "Perché hai smesso di scrivere?" risuona da tante voci in tutto il film. Mai viene data la giusta risposta, quella capace di cambiare l'esistenza e di rimetterla in moto, portando energia e linfa, un respiro di libertà nell'animo umano. Questa domanda suona come: "Perché hai smesso di vivere?". La risposta finale, circondato da cicogne, simbolo per eccellenza di nascita, è: "Perché cercavo la Grande Bellezza". 

Cos'è la Grande Bellezza se non quell'esperienza estatica e rivelatrice, capace di inondare l'occhio, fluire nel cuore, spalancando l'orizzonte, generando una libertà matura e connessa con l'ordine delle cose? Una bellezza così potente da aggiustare tutti i cocci sparpagliati sotto le nostre scarpe e magica a tal punto da farci scordare, lasciandoci consapevoli, le bruttezze dell'esistenza, poderosa dal renderci capaci di guardare ad esse cogliendone le loro bellezze, nonostante tutto. Lo scrittore la trova, questa grande bellezza: davanti a lui, il Colosseo illuminato dall'alba, il cielo solcato dallo stormo in migrazione, il silenzio della capitale ancora addormentata.

Il film è attraversato da voragini di quiete e silenzio ammantati di spiritualità e meraviglia in contrapposizione al caos volgare e trucido di feste della "Roma Bene". La fauna umana è un insieme di stereotipi e personaggi realmente esistenti a Roma, esattamente ora, sia nelle borgate, sia nelle più elevate sfere della ricchezza inaudita. 

La Grande Bellezza ben racconta l'andare avanti cercando un'emozione, una vibrazione, quel caso di indefinito che ti fa sentire vivo, per un momento: la droga, l'alcool, gli eccessi, la prostituzione, i gioielli, i vestiti stravaganti, i selfie su Facebook. Tutto per sentire di valere, di importare, di provare qualcosa, di esistere e di non essere degli zombie, nella vacuità dei rapporti interpersonali, nella falsità delle menzogne raccontate per necessità esistenziale di sentire di valere qualcosa per davvero. "Me ne vado, Roma mi ha deluso" dice uno dei pochi amici di Gep, riuscito a realizzare il sogno di portare a teatro un suo lavoro e, proprio nel momento del successo, capisce che tutto ciò che ha intorno, per cui ha speso speranze, era nulla. Perdita di senso, perdita d'anima, viaggio per ritrovarla, tornando alle origini. Tutti i viaggi del film portano alle radici, come quelle mangiate dalla suora mistica: "Perché le radici sono importanti".

Roma è tutto questo, porta a queste abbaglianti illuminazioni e tragiche perdite d'anima ed è, come la vita, identica al quadro dipinto dalla bambina in preda a uno stato alterato di coscienza: terribile e magnifico, allo stesso tempo. Persino questa giovane pulzella diventa simbolo di una realtà quotidiana: il vuoto che circonda i bambini, riempito dalla creatività usata dai genitori per guadagnare denaro, reputazione, posizioni. 

L'assenza delle persone comuni, del traffico e dei problemi che la gente qualsiasi della capitale vive ogni giorno, non sono mancanze: sono dettagli per rimarcare la differenza e distanza abissale fra mondi irraggiungibili: l'universo dell'attico fronte Colosseo non si mischia alla massa urbana e non ne viene mai contaminato. Viaggia nell'esclusività, nel lusso, nei luoghi irraggiungibili dai comuni mortali. E pur nel tutto, il niente e il niente per trovare il tutto.

Su Twitter, La Grande Bellezza ha scatenato moltissimo chiacchiericcio e scambio di opinioni. Persino Twitter, nel contesto della Grande Bellezza, è divenuto parte del film, entrando nello stereotipo: i favorevoli, i contrari, gli insulti agli uni e agli altri perché l'altro manifestava opinione diversa, le battute ironiche taglienti. Il rito che si ripete ogni qual volta c'è un evento da giudicare, sprezzanti di tutto, impugnando il potere di un tweet per demolire o innalzare perché infondo, nonostante i container di articoli sull'uso dei social, nessuno insegna il rispetto dell'altro e del lavoro svolto, la capacità di guardare senza per forza alzare l'ascia delle battute secche per stroncare o decantare un grande impegno concretizzato in un Premio Oscar.