martedì 29 settembre 2009

La mia vita con George - Summers Judith

"La mia vita con George" di Summers Judith è la soluzione ideale per ritrovare gioia e speranza nella vita oppure il libro perfetto da regalare all'amica bisognosa di sorrisi e sollievo. I temi forti dell'abbandono, della morte vengono stemperati dalla rinascita, dalle occasioni, dalla possibilità di aprire la propria vita con nuove strade. "La mia vita con George" racconta le vicissitudini dell'autrice e del figlio a partire dalla morte dell'amato marito e padre, Udi.
Il tragico lutto sarà superato grazie all' aiuto di un' inaspettato compagno di vita, George, un bellissimo cagnolottino dalla razza altisonante (cavalier king spaniel), dalla dinastia canina di tutto rispetto (stiamo parlando dei Tudor) e da alcune fisse alimentari - comportamentali dall'accento stravagante (pollo, coccole e lettone, in sintesi). Ho letto questo libro tutto d'un fiato, mi ha commosso, fra lacrime e risate, lasciandomi un senso di nostalgia a libro concluso.


L'inizio è comune alla vita di tutti noi. E' una giornata qualunque nell'esistenza di Judith e Joshua: un balzo in avanti dopo la morte di Udi, dopo l' acquisto di George, per poi tornare indietro nel tempo ai tragici momenti in cui gli accertamenti medici rivelarono alla coppia un cancro in uno stadio tale che ogni giorno di vita in più dell'uomo sarebbe stato un regalo di Dio.

Udi, produttore televisivo, psicoterapeuta, interessato a tutto, esuberante, era sempre circondato da persone, estroverso, coltissimo, vivo di quel vivo che non può non ammaliare. Era un uomo il cui motto recitava più o meno così: "si alla vita" o, parafrasato: "perché no?". Riempiva la casa la sua presenza, la sua confusione, il suo fumo, il suo mangiare tanto, troppo e male, le sue lunghe ore di telefonate nella sua speciale sedia a capotavola mentre cercava di dare sostegno telefonico a qualche paziente con problemi.
Riempiva la vita la sua energia, la sua voglia di sperimentare, il suo amore per la nazione a cui aveva chiesto asilo e sostegno, scappando dall'Austria, non riconoscendosi in quello Stato. Dava sicurezza il suo sapere sempre che cosa fare, la facilità con cui prendeva le decisioni, l' altruismo, l' umiltà, la passione per il figlio, l'albero di Natale e tutto ciò che rende estremamente ordinario eppure speciale ogni giorno.
La musica che ascoltava, come attendeva Judith che rientrasse.


L' autrice trasmette il calore, quel senso di famiglia, anche caotico se vogliamo, eppure vissuto, intenso. 

A Udi viene diagnosticato un tumore allo stomaco e gli vennero date tre settimane di vita.
Intollerabile la sua scomparsa. La casa vuota, buia, silenziosa, non risuona più con jazz e blues, racconta lo spazio, il vuoto lasciato dalla morte di Udi. 
Nelle parole dell'autrice solo amore.

Joshua porterà la madre a considerare l' idea di un cane. George. Adorabile, capriccioso, capace di un amore sconfinato fin da subito, goloso di prelibatezze, testardo come un mulo, incapace di violenza o aggressività, amante dei fazzoletti di carta da fare a pezzi, indifferente ai giochini per cani come la pallina da rincorrere. George era un cane particolare a cui, come disse il veterinario, "capitavano le cose".
La vita di Judith prende una svolta nuova con l' arrivo di questo cane.

Il romanzo si snoda sulle peripezie che accadono a questo cane e come, con il passare del tempo, il lutto lasci il posto ad una sensazione di riuscire a sopravvivere che porterà poi ad una stabilità emotiva più salda, ad una crescita. Judith dovrà imparare a scegliere, a stare da sola, ad affrontare il quotidiano senza che il marito le dica ciò che deve o non deve fare, cosa scegliere, che strada imboccare.
Dovrà re-inventare il suo lavoro. 
Piano piano si riaffaccia anche l' ipotesi dell'amore nella sua vita, i "treni sbagliati", le occasioni non prese, lasciate sfuggire per sempre, le persone con cui condividere qualcosa ma non tutto, non i valori importanti, non quel suo stesso senso di famiglia, di vita in famiglia, men che meno George o il figlio. George è sempre l' aspetto primario nel libro ed anche attraverso il cane Judith imparerà molto sulle responsabilità personali, sulle emozioni, sull' importanza dei limiti, sul non farsi manipolare.
George è un cane che da tanto ma chiede altrettanto. Vuole amore, teme l' abbandono, vuole dormire solo e soltanto con Judith. E questo diventerà un problema con i fidanzati, alcuni dei quali riuscirà a farli andare via. L' incontro fortuito con il secondo amore della sua vita avverrà - come spesso accade - quando lei avrà avuto modo di assaggiare la solitudine in termini positivi: il figlio in campeggio, il cane dato in affido momentaneo ad una sorta di "hotel per cani" ed il tempo tutto per lei. Quando si scoprirà in grado di vivere anche senza un uomo, con un suo centro... ecco che entra nella sua vita Zach.

Un inizio perfetto, romantico, sotto la pioggia, come la sua canzone preferita "Cheek to Cheek". Il tempo lima la fantasia ed il romanticismo e porta alla scoperta la realtà di due persone che si amano ma che hanno due visioni opposte della vita in famiglia. In mezzo George che tenta ogni cosa possibile ed immaginabile per allontanare Zach. 
Zach vuole Judith, la vuole come donna, come compagna, come amante. Ma Geroge è sempre in mezzo, soprattutto nell' ora di andare a letto, soprattutto quando c'è la prospettiva di un' intimità e Judith scappa dall'intimità. Lo psicologo comportamentista per cani consultato per George porta alla scoperta le falle nel rapporto fra Judith e Zach e lei stessa lo descrive come una sensazione di tentare a tutti i costi di farti entrare un paio di jeans della taglia e della forma sbagliata. Inevitabile la rottura del loro legame. 


Si pensa che a cinquant'anni una persona abbia già imparato tutto quello che deve ed invece non è così. Lei farà nuovamente i conti con i confini, lui con il proprio egoismo ed entrambi dovranno imparare a cedere, un passo per volta, realmente, per poter condividere insieme un progetto di vita che non è solo mediazione e compromessi ma gesti d' amore fatti con amore, senza scopo di lucro o recrimino, il più possibile.
George intanto ne passerà delle cotte e delle crude, alcune spassosissime, altre commoventi fino alle lacrime.


"Zach aveva ancora molta strada da percorrere prima di diventare un amante dei cani
o un perfetto uomo di famiglia, ma io continuavo a sperare.
Infondo i miracoli possono accadere. Non si sa mai cosa ti riserva la vita.
Un minuto si cammina per strada a testa alta, con aria compiaciuta ed invincibile.
il minuto dopo sei steso a faccia in giù sull' asfalto, ferito, ammaccato e convinto del fatto che non ti rimetterai più in piedi. ed il minuto dopo ancora un angelo altruista compare dal nulla, ti raccoglie e non solo ti rimette in piedi, ma ti porta anche in ospedale, com'è accaduto a mia madre (...).
Ci vuole tempo per superare i lividi fisici ed emotivi, ma ci si riesce.
Ed alla fine qualcosa arriva a sollevarti da quel tuo stato di sofferenza e scopri che sei di nuovo felice.
Come diceva sempre mio padre:"Le persone più felici al mondo sono quelle che hanno poche aspettative".
Credo intendesse che la felicità si trova apprezzando ciò che si ha, anziché desiderando ciò che non si ha. E se c'è qualcosa che ho imparato dalla perdita sua e di Udi avvenute a distanza così ravvicinata, è che devo godere delle piccole cose della vita.
COme per esempio condividere una barzelletta con mia madre e mia sorella. portare George a fare una passeggiata fredda mattutina d' inverno, quando l' erba dell'Heath è così bagnata dalla brina che brilla come fosse decorata da paillette. E lavorare nel mio studio con George che dorme nel divanetto accanto a me. e sentire il suono delle risate di Joshua al piano di sopra, mentre poltrisce sul divano a fare i compiti, guardando allo stesso tempo una partita di calcio alla TV, giocando a carte sul computer e mandando sms al cellulare.
Oh si, e mangiando una pizza nello stesso momento.
Multifunzione, in altre parole. Quello che era solito fare suo padre."

12 messages:

  1. è molto interessante il racconto, credo lo leggerò non appena avrò modo di trovare il libro

    tintinnti www.sappiamodinoi.splinder.com

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  2. i libri non arrivano mai per caso ...

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  3. Occhi di NotteOct 1, 2009 08:40 AM

    E' vero. Nella mia vita nessun libro è arrivato per caso.

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  4. In bocca al lupo per il tuo nuovo blog. Good review! MG

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  5. Occhi di NotteOct 2, 2009 03:16 AM

    grazie! e Benvenuti a tutti voi!

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  6. Ma questo non è un blog di splinder, vero?

    Comunque, mi fa piacere ritrovarti, per parlare di libri... e di animali!

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  7. Carissima, devo un pò riprendermi, io non ho capito ancora di chi è questo blog. Sei Aroma essenziale che è venuta a salutarmi nel mio post? Sei Julka? mi aiuti a capire? Chiunque tu sia, complimento per queste pagine e per il modo di esprimerti . Un abbraccio, a presto Maria

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  8. Occhi di NotteOct 3, 2009 06:57 AM

    No non è un blog di Splinder ma di Google! MI trovo meglio! Lieta di ritrovarvi tutti! Un abbraccione!

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  9. E' un piacere conoscerti, anch'io ho un cane anzi una cana, si chiama Gianna e divde la sua vita con me da oltre sei anni...
    A presto e auguri per il tuo blog
    Nino

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  10. Ho iniziato a leggerlo nelle lunghe ore trascorse in ospedale e devo dire che mi piace proprio, fra tante ore malinconiche, un po' di rilassante lettura, non mi può fare che bene.
    Grazie

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  11. @Ciao Nino benvenuto nel mio blog e grazie!

    @Rosimicia: Penso che fai bene a leggere qualcosa di rilassante... sorpattutto quando certi eventi e pensieri mettono tristezza.

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  12. Ciao, ho letto già da più di un anno "la mia vita con George" e mi è rimasto nel cuore! Adesso sto divorando "George è tornato" che mi emoziona parola dopo parola. Sarà perchè io vivo sola con Tommaso, uno splendido boxer bianco che ho preso con me all'età di 3 mesi, con il quale ho un rapporto simbiotico che mi riempie la vita e che consiglio a tutti!Cinzia
    www.artmajeur.com/nicarte

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