giovedì 15 ottobre 2009

Donne che corrono coi lupi - Clarissa Pinkola Estès

"Donne che corrono coi lupi" di Clarissa Pinkola Estès è uno dei migliori amici di una donna ed è un pugno capace di riverberare e generare il cambiamento. Tradotto in moltissime lingue, realizzato in edizioni quasi a cadenza annuale, questo libro è un must per molte. C'è magia. 
Una magia scaturita dalla vita.


"Donne che corrono coi lupi" è uno di quei libri che facilmente si banalizza nelle recensioni. 
Una serie di favole, leggende, miti studiati e sviluppati in modo psicoanalitico in chiave junghiana, per spiegare e gettare un fascio di luce sul mondo femminile, per aiutare le donne a comprendere e comprendersi, per dare indizi agli uomini che vogliono avvicinarsi al femminile, alle proprie donne, con una consapevolezza in più che potrebbe permettere loro di non guardare la femmina al loro fianco con occhi strabuzzanti, mentre si chiedono: ma chi è questa? Prima era una cosa ora tutto è cambiato, come mai?

Nel libro c'è anche questo. Il racconto dei cicli di una donna.
Può essere letto in modo disordinato, oppure no. Inizia con Barbablù, con i sogni "dell'uomo nero", con l'iniziazione femminile, raccontando l'incontro con il predatore sia nella psiche che nella vita reale per procedere poi con Vassilissa e la Baba Jaga, piccola bambina e strega spaventosa ma equa, che narrano ancora l' iniziazione femminile, le difficoltà delle donne nel lasciare situazioni calde e confortevoli e al contempo la profonda necessità che avvicina tutte di incontrare quel lato oscuro, selvaggio ma profondamente indispensabile in ognuna di noi.



Racconta le voci che quasi ogni donna sente dentro di se e intorno a se stessa: non sei abbastanza brava, non devi, non puoi, conformati, rinuncia, lascia, non guardare, non sentire, non vedere, uniformati
Racconta la difficoltà di un percorso. La donna non accetta più di essere sommersa da tutto questo, impara a scindere, a scegliere, ad affidarsi al suo intuito, impara a seguire la sua voce interiore, a non sopportare più quando è tempo di mettere confini o tenere a distanza. 


L' uomo selvaggio viene raccontato e c'è un paragrafo bellissimo che parla in modo franco, quasi con il cuore in mano, alle donne, al tipo di uomo da cercare. racconta anche come genitori, amici, gli stessi partner possono essere figure che ammazzano una donna profondamente. Racconta la rabbia, il processo del perdono, racconta la difficoltà di essere se stessi quando tutti ti vorrebbero omologati e lo fa nel capitolo stupendo dedicato al Brutto Anatroccolo.

Parla del trauma nel capitolo più duro e fondamentale di tutto il libro, un capitolo che mi ha vista piangere e piangere e che ha visto piangere tutte le donne che lo hanno letto con cuore aperto e con la volontà di entrare nei temi trattati: la Fanciulla Senza Mani.


Non è un libro di self help alla "Scopri le tue paure e vincile" oppure "Le buone stanno a guardare e le cattive vanno dappertutto" oppure "Falli soffrire, fai la stronza e avrai successo" e libri del genere che, a mio avviso, non meritavano l' ok alla pubblicazione perchè portatori sani di idiozia e non cultura. Nemmeno aiuto, ma solo illusione e falsità.


Lascio alcune citazioni tratte da "Donne che corrono coi lupi":

"La nostalgia affiora quando capita di incontrare una persona che si è assicurata questa relazione selvaggia. La nostalgia affiora quando ci si accorge di aver dedicato poco tempo al mistico falò o al sogno, troppo poco tempo alla vita creativa, al lavoro della propria vita o ai veri amori. (...) Ci fanno sentire così deprivate, così agitate, così desideranti che alla fine dobbiamo inseguire questa natura selvaggia. (...) Cercando sotto, cercando sopra, cercando un indizio, un resto, un segno a conferma che lei (la donna selvaggia) vive ancora e non abbiamo perduto la nostra occasione. E quando ne troviamo le tracce, è tipico delle donne mettersi a correre forte per riguadagnare il tempo perduto, liberare la scrivania, liberarsi da un rapporto, svuotare la mente, voltar pagina, insistere su un intervallo, una pausa, rompere le regole, fermare il mondo, perché mai più faremo a meno di lei.
(...) Quando le donne stanno con la Donna Selvaggia, il fatto di quella relazione brilla attraverso di loro."

Dal capitolo su Manawee:
"... Per amare una donna il compagno deve amarne anche la natura selvaggia. Se si prende un compagno che non può o non vuole amare questo lato, sicuramente sarà in qualche modo demolita e lasciata zoppicante a vagare.
... L' amante, l' amico, il genitore più prezioso è colui che desidera imparare. Coloro che non provano diletto nell'apprendere, che non si lasciano allettare da nuove idee o esperienze non possono andare oltre il punto in cui si trovano. SE c'è una forza che alimenta la radice del dolore, quella è il rifiuto di apprendere al di là di questo momento.
... Il compagno della donna selvaggia è quello dotato di tenacia e resistenza, che sa inviare la sua natura istintuale a sbirciare sotto la tenda della vita-anima della donna e comprendere quel che vede e ode. Il buon compagno è quello che continua a tornare e non si lascia scoraggiare.
Il compito selvaggio dell' uomo è quello di trovare i nomi, e di non abusare di quella conoscenza per impadronirsi della donna, ma piuttosto di apprendere e comprendere la sostanza numinosa di lei, di cui è fatta, e lasciare che ricada su di lui, che sorprenda, lo traumatizzi, persino lo frequenti come fantasma. E resti con quella sostanza. E canti i nomi di lei. Le farà brillare gli occhi. E farà brillare anche i propri occhi."

7 messages:

  1. dorameOct 17, 2009 02:02 AM
    Ho amato immensamente questo libro anche perchè mi è stato regalato in un momento in cui ero alla ricerca di quel che restava di me...non so se siano stati pensieri che mi ha donato, se sia stato solo un caso ma io mi sono ritrovata e ho vinto sulla vita...certo lei ogni volta ancora mi molla qualche schiaffone ma ora so che l'arrossamento della guancia e il dolore passano sono solo segmenti, più o meno lunghi ma segmenti con un inizio e una fine...buon W.E. cara!!!!
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  2. Occhi di NotteOct 17, 2009 02:27 AM
    E che razza di manrovesci! :D E' particoalre perchè non è clemente eppure emana quel senso di abbraccio profondo. Non ti senti sola o sotto giudizio anche laddove il dente più duole.
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  3. tisanillaOct 17, 2009 12:32 PM
    ho letto questo libro alcuni anni fa e mi era piaciuto tantissimo per questo mi fa piacere rileggerne alcune pagine grazie a te
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  4. Occhi di NotteOct 17, 2009 12:32 PM
    mi fa piacere... :-)
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  5. AnonimoNov 23, 2010 09:33 AM
    Mi ha cercato per tanto tempo, ma solo ora, solo ora che ne ho bisogno veramente e solo ora che è giunto il momento mi ha trovato! Sono ancora all'inizio (100 pagine), ma sono convinta che sia veramente un libro iniziatico e un po' magico come magiche siamo noi donne... Sembra che sia apposta li PER TE... continuate a leggerlo!!
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  6. cuminoMar 2, 2011 11:31 AM
    Sono d'accordo con voi è un libro iniziatico, che ti entra nelle ossa che dà una lettura di molti segni nella vita di una donna. Non so se troverò la mia "lupa" ma il libro è l'inizio di un percorso.
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  7. AnonimoOct 22, 2011 06:03 AM
    il libro è una chiave per aprire le porte dell'inconscio, ma una volta aperta il viaggio lungo e meraviglioso, ma anche molto doloroso, non si conclude mai e soprattutto, anche dopo brevi pause va ripreso, perchè è l'unica strada possibile...a volte indugiamo o crediamo di aver perso la strada ma il nostro inconscio ce la ripropone sempre finchè non decidiamo di percorrerla...
    buon viaggio!
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