martedì 22 dicembre 2009

L'Ombra del Vento - Carlos Ruiz Zafòn

Sagrada Familia - Barcellona - Particolare di vetrata.
"L'Ombra del Vento" di Carlos Ruiz Zafòn è un romanzo di cui ho diffidato per anni, mi pareva uno dei classici "casi editoriali", avevo dei pregiudizi nei suoi confronti. Lo ammetto. "Questa città è magica, Daniel. Ti entra nel sangue e ti ruba l'anima". Così inizia a concludersi questo romanzo eccezionale. Barcellona è il cuore pulsante in cui viene costruita la vicenda.



La trama de "L'Ombra del Vento" di Carlos Ruiz Zafòn è complicata, piena di piccoli tasselli ad incastro, che stridono fino a pagina 500. C'è un giovane ragazzo, un padre librario, un Cimitero dei Libri Dimenticati, c'è un circolo di amici librai più o meno d'antiquariato. C' è un libro. Queste le figure iniziali da cui tutto prende l'avvio.
Il ritrovamento di un libro "dannato", Daniel, il ragazzo, che lo legge, lo ama e non lo cede a nessun librario per nessuna cifra, le iniziali indagini per capire chi era l'autore, la scoperta di un personaggio oscuro, che vive nell'ombra, sfigurato, terribile, che cerca disperatamente tutte le copie di ogni libro di questo autore, Jiuliàn Carax, per bruciarle.
La curiosità, le similitudini con la storia narrata ne "L'ombra del vento" e la vita quotidiana di Daniel portano la curiosità del ragazzino all' ossessione, fino alle più estreme conseguenze.
E' arduo riassumere questo libro in poche parole.

Ci sono piani diversi, generi diversi, stili diversi.
Fino a pagina 499 mi sono chiesta: "Ma perchè? Qual'è il senso di tutto questo?" .
A pagina 500 sono giunta alla risposta ai miei dubbi. E le 499 pagine precedenti si sono tinte di nuova luce. Mancava un senso, un significato.

Continuavo a ripetermi:"Ma infondo chi glielo fa fare? E' solo un libro, solo un autore, perchè questa indagine così costante e ossessiva? Perchè è nata l'ossessione? Dov'è il punto di contatto?".
Mi infastidiva non capire ma non riuscivo a smettere di leggere. Non riuscivo a capire se questo libro mi piaceva o meno. Perchè sentivo che mancava "qualcosa"...
Ero estasiata eppure dubbiosa.

Il che è indicativo. Non è uno di quei libri che la tirano alla lunga con la presunzione di obbligare il lettore ad arrivare alla penultima pagina prima di interessare veramente, prima di dire veramente qualcosa. Questo libro racconta un macro mistero e dei sotto misteri.
E' una sorta di Cubo di Rubik.

I primi colpi di scena sono piuttosto scontati, in seguito diventa avvincente e non banale. Una cosa che mi è piaciuta veramente ma veramente molto è la presentazione di Barcellona: nuda e cruda ma non volgare o involgarizzata come molta pubblicità squallida la vuol far apparire ai giorni nostri. Barcellona non è solo droga, sesso. Mi è piaciuto scoprire la Barcellona degli inizi del Novecento, la Barcellona della guerra civile e della Seconda guerra mondiale, mi è piaciuto tornare in quei luoghi in cui ho scoperto la mia libertà attraverso le parole di questo libro, mi ha emozionato guardare a Barcellona con uno sguardo "letterario": non ci sono sexy shops o covi dove trovare erba, ci sono librerie, antiquari, antichità, palazzi in costruzione, bombette e auto d'epoca. Ci sono luoghi di cultura. E c'è l'amore dell'autore nei confronti di questa città, che definisce "Donna". Barcellona è donna. Concordo, è vero. Lo è. Fin nelle viscere. Mentre leggevo del Teatro sulla Rambla, del Monumento a Colòn, del Barrì Gotic, del muro su cui sono ancora impressi i segni delle mitragliatrici che fucilavano, le Golondrinas, Paseo de Gracia, calle Moncada e molto ancora, le immagini mi scorrevano negli occhi e nel cuore.
I bar fumosi, le tortillas, Barceloneta. Cavallerie di ricordi si scontravano con il pressare di una storia avvincente che spostava man mano la vicenda nei quartieri più disparati di Barcellona.
Era come esserci. Il Tibidabo, soprattutto. La funicolare per giungere lassù. Il Montuijc. Il TIbidabo è un luogo che vidi prima di tornare in Italia, qualche giorno prima. Fu un'esperienza bellissima. Le case sono meravigliose, il trenino che porta fino lassù..su.. in alto..alto.. è eccezionale. D?epoca ed emozionante.
Sul Montuijc sono salita due volte, ma mai l' ho vissuto come attraverso le pagine di questo libro. Per me è sempre stato uno dei luoghi migliori per vedere il mare, fotografare le navi da crociera e rilassarmi. I toni macabri, assassini, di tortura che assume ne "L'ombra del vento" sono stati nuovi e mi hanno aperto la mente. Incuriosisce, Zafòn.

Racconta l'amicizia, la carità, la menzogna, la furia, la tragicità e le conseguenze dell'ingenuità. L'amore paterno, le passione impossibili di innamorati contrastati fino alla morte, le scelte per sopravviere, scelte che portano anche alla perdita di dignità. E' crudo, crudele, racconta le torture nel Montuijc e l'odio che nasce e rinasce e i danni che la violenza e la fiamma dell'odio compie. Non manca l'ironia, il personaggio-caricatura, la donzella mala femmena, l'angelo puro che in realtà ha pecche e falle, l'amore che supera le difficoltà. Tanti registri, tanti generi, variegato panorama.


"L'Ombra del Vento" di Carlos Ruiz Zafòn si conclude con la speranza. Anzi, di più. Con la speranza nelle nuove generazioni. Con la speranza che il giovane che incarna il nuovo mondo, le nuove possibilità, un nuovo modo di vivere, spazzi via l'onta di tanto dolore insito nel Novecento, nelle guerre, negli odi personali, nella terrificante conseguenza del potere e dell'ignoranza, per creare un mondo nuovo, migliore, con l'amore alla base. Con il perseguire i propri sogni. Con la possibilità di amare realmente e di non rinnegare le proprie radici, con l'addio alle illusioni e infantilismi per una saggezza che non nega la gioia e la serenità.
Con la cultura e i libri. Fondamentali.

17 messages:

  1. "L'ombra del vento" è un libro che non ho amato... L'ho letto più di un anno e mezzo fa ma mi rendo conto, leggendo la tua entusiastica recensione, che non ho conservato che poche immagini, pochissime impressioni... Uno dei rarissimi romanzi di cui non ricordo quasi nulla!!!
    Non ho avuto la fortuna di conoscere bene Barcellona. Ci sono stata, certo, ma solo per un paio di giorni, e non ho fatto in tempo ad assorbirla sotto la mia pelle. Questo sicuramente può essere una spiegazione alla mia freddezza nei confronti del lavoro di Zafòn...
    Un abbraccio
    Francesca
    P.S. Ti faccio tanti tantissimi auguri di BUON NATALE!!!

    RispondiElimina
  2. Occhi di NotteDec 22, 2009 07:08 AM

    Io sono rimasta colpita dalla bravura tecnica come "costruttore" di mondi in epoche che io sento lontane (quella della guerra civile, per esempio).
    NOn è obbligatorio avere le stesse opinioni in fatto di libri, anzi!
    Un abbraccio e Buon Natale!

    RispondiElimina
  3. Mi segno anche questo e per queste feste me ne compro due, grazie a te!
    augurissimi di tantissima serenità.

    RispondiElimina
  4. Occhi di NotteDec 22, 2009 10:17 AM

    Sappimi dire poi se ti sono piaciuti o le tue impressioni! Buone feste anche a te!

    RispondiElimina
  5. Ciao anch'io mi ero avvicinato a questo libro con la diffidenza che di solito si riserva ai best seller troppo magnificati, anch'io ne ero stato catturato, con sensazioni che ora ritrovo più o meno in quanto tu scrivi. Con più tempo provo a raccontarti meglio. Intanto tanti auguri e grazie, paolo

    RispondiElimina
  6. Sei Bravissima!

    RispondiElimina
  7. Io ho letto questo libro tutto di un fiato, ho spento la luce a mattina presto solo dopo aver letto anche l'ultima pagina. Ho fatto fatica anche io a decidere di cominciare, ma una volta iniziato ho dovuto assolutamente finirlo. Mi piace il suo modo di scrivere, avvincente e enigmatico, tant'è che ora sto leggendo "Il gioco dell'angelo" ... con più calma!
    Augurissimi!!!

    RispondiElimina
  8. l'ho letto un paio di anni fa e mi ha preso tantissimo. per queste feste nella pila c'è "il gioco dell'angelo" dello stesso autore, consigliatomi vivamente.
    buon natale

    RispondiElimina
  9. Tanti cari auguri di buon Natale.
    a presto
    Pinta

    RispondiElimina
  10. Auguroni!

    RispondiElimina
  11. Occhi di NotteDec 26, 2009 03:50 AM

    Tantissimi auguri a tutti!

    RispondiElimina
  12. Non sono arrivato alla fine, mi sembrava appunto un romanzo un po' banale, a parte l' nvenzione del cimitero dei libri.
    Mi sono fermato troppo presto, evidentemente...
    La tua recensione mi ha fatto venire voglia di dargli una seconda possibilità.

    Ne approfitto per gli auguri.

    RispondiElimina
  13. Occhi di NotteDec 30, 2009 09:11 AM

    Sono contenta di averti trasmesso qualche cosa.
    Se lo rileggerai fammi sapere!
    Anche io ho trovato piuttosto scontate le prime 100 pagine ma ho trovato anche un qualche cosa... che mi ha spinto ad andare più in la...

    RispondiElimina
  14. Questa si che è una signora recensione! Mi hai proprio incuriosito. Ti confesso che ho letto da poco "Il palazzo della mezzanotte" di Zafòn e non mi ha entusiasmato, ma penso che leggerò al più presto anche questo...mi hai ispirato a farlo...:-)

    RispondiElimina
  15. Sarei felice se tu poi mi dicessi che ne pensi!

    RispondiElimina
  16. Non mancherò! :-)

    RispondiElimina
  17. L'ho appena iniziato e sto divorando le pagine! :-)

    RispondiElimina