domenica 17 gennaio 2010

Librerie e biblioteche di Roma.

Le librerie di Roma.
Tutto ebbe inizio da qui.
Tutto: l'amore come lo studio.
Cambiamento.
Punti di riferimento.
Radici che piantai, la mollica di pane per ritrovare la strada di me stessa, come Pollicino.

Mi recai alla Biblioteca Nazionale (in foto) quasi sei mesi or sono. Ero abituata a biblioteche dagli spazi e cataloghi limitati, alla risposta :"Non c'è".
Questo mastodontico edificio raccoglie libri datati anche milleottocento, mappamondi in radica, scrivanie in legno e una quantità sconfinata di libri in lingua, originali o copie, che mi hanno letteralmente commosso. Libri delle più svariate discipline, manoscritti originali accessibili solo previo permesso scritto. La foto della mia tessera d'ingresso è illuminata dai miei occhi scintillanti d'emozione e incredulità: ho la possibilità realmente di accedere a tutto questo tanto?

La Biblioteca Nazionale è uno dei posti principali in cui porterò i miei genitori quando verranno a trovarmi a Roma. Vorrei regalargli la possibilità di sentire la meraviglia, il palpito che è stato per me, quando scoprì questo posto. Anche i miei genitori amano leggere.
Sfogliando una storia della letteratura spagnola nella sezione "Letteratura", della biblioteca pubblicata quasi due secoli fa, ho sentito il mio cuore avvampare e un pensiero iniziare a farsi largo nella mia mente: a questo tesoro avrei potuto avere accesso praticamente ogni giorno, trasferendomi.
E' stato come un comprendere: ok, posso, mi è permesso, lo merito.
Lussuria, fame a voragine, impulso di possessione frenetico: volevo tutto questo per me.
Al contempo quasi piansi scossa dal brivido d'emozione.
E mi sentì piccola, un granello di sabbia. Ero abbastanza degna di cotante ricchezza?

La seconda biblioteca con cui entrai "virtualmente" in contatto è quella dell'Università di Tor Vergata: cento dieci mila libri. Un numero talmente grande che non me lo so nemmeno prefigurare in mente. Ancora non ho avuto il coraggio di tuffarmici dentro, lo ammetto.
Lettere e Filosofia di Tor Vergata è un complesso mastodontico, mozzafiato, monumentale. Varcai il sentiero che porta alla Facoltà quando i roseti agli angoli della strada erano in fiore: fui conquistata immediatamente, anche se la burocrazia e i tempi mi imposero lungaggini ed arrovellamenti cerebrali.
La biblioteca della mia recedente università era molto più limitata, dispersiva. La vissi poco perchè dislocata in tanti edifici nel circondario di Udine, ma anche per una mia intima disaffezione a tutto ciò che riguardava il mio (ex) ateneo. Dire che è tutto diverso, qui a Roma, è dire poco.
Non peggiore o migliore, diverso.

Roma mi catturò anche con le sue librerie in strada, le bancarelle di libri usati, antichi, quasi introvabili, sotterranei con offerte stupefacenti della Newton (tipo tre libri a un euro).
Decoravano piazza Navona tanto quanto vicoletti estrapolati dai quadri in Trastevere.
Mi catturò con la polvere sulle copertine cartonate, con il profumo di cioccolata che si fonde con quello degli scaffali in legno.
Sono follemente innamorata delle edizioni antiche della Newton e qui trovai librerie nascoste nei posti più impensabili ricche di pubblicazioni Newton, allettanti pacchetti e promozioni.

Intorno alla Stazione Termini ruotano quattro librerie una più emozionante dell'altra (da visitare con saggezza, onde evitare una dilapidazione immediata dei propri averi): parlo della libreria interna a Termini (su tre piani), parlo di Melbookstore (luogo a me caro, nonchè punto scelto da Cupido per scoccare le sue frecce tra i classici latini ed inglesi), parlo delle due Feltrinelli , internazionale e italiana.
Queste librerie rappresentano le prime pietre miliari che posai costruendo la mia scelta di Roma, tolto l'aspetto prettamente sentimentale.
L'estate appena passata mi ha regalato una serata romantica ed emozionante ai piedi di Castel Sant'Angelo, lungo il Tevere: una distesa sconfinata di bancarelle illuminate dai lampioni piene zeppe di libri antichi o nuove edizioni, oggettistica etnica, addirittura la lavanda di Venzone! Ho trovato Lawrence a un euro nei suoi itinerari etruschi e a due euro nella sua grande raccolta di di racconti (poco conosciuti, altrimenti commerciati a 12 euro).
Ho una venerazione per Lawrence ("Lady Chatterley's lover" è fra i miei rpeferiti in assoluto). Trovai anche tutto il teatro Shakesperiano in super offerta ma lo lasciai: con il mio lui avevamo già saccheggiato abbastanza!
A zonzo nella Città Eterna scoprì anche la Mondadori vicino a Via del Corso, una libreria incassata non troppo lontano dal Parlamento, la libreria del Touring Club Italiano tra Cipro e Ottaviano.
Mervaglia.
Ogni nuova libreria era un palpito.
Ho ritrovato un idea scovata nel "Triangolo" a Barcellona: il bar e le poltroncine all'interno.
Soprattutto mi piace non essere obbligata a capitolare fra Feltrinelli e Mondadori.

Ieri bighellonavo nella capitale in cerca di Dante.
La libreria della stazione Termini ha un reparto dedicato alla critica letteraria di tutto rispetto. [Ho trovato anche la biografia della Gaskell della mia amatissima Charlotte Bronte!!!! Ho lasciato anche un libro sulla simbologia di Dante: 48,88€ e un cinquecento e passa pagine di piacere.].
Borri Books, così si chiama questo luogo della perdizione, è suddivisa su tre livelli.
Quello più basso accoglie i libri per bambini, i fumetti, il cinema, il fantasy, la poesia, il teatro, la critica letteraria, l'archeologia, psicologia, spiritualità, filosofia occidentale o orientale, sociologia, scienze, manualistica, cucina, natura, novità letterarie.
Nel primo piano troviamo nuovamente i classici, la storia, le novità, i gialli, il settore vampiristico, l'horror; nel terzo piano manuali e libri turistici e in lingua. Puzzle, anche.
Mi sono persa fra gli scaffali e mi sono nuovamente sorpresa del mio essere una sorta di "drago" alla Hobbit. Varie persone hanno chiesto informazioni sulla posizione dei libri ai commessi e in diversi momenti ho ascoltato stanchezza ("me dici come posso fa' passà er tempo?"), disinteresse, noia, talvolta anche ignoranza ("Dottor Jackill... che?") da parte di questi ragazzi che lavoravano.
Dentro al mio cuore sapevo esattamente dove indirizzare quelle persone, cosa suggerire.
Sono stata spettatrice di un siparietto interessante: una signora chiede a un commesso un "libro antico" perchè a lei piacciono i libri antichi. Questo si spazientisce perchè la rischiesta è vaga e la signora non sa dare risposte più concrete. Risultato? La signora se ne va e lui si sente frustrato.
Ero poco distante e ho dovuto placare la voglia di bloccare quella signora e chiederle:"Scusi, ho sentito che cerca un libro antico, posso darle una mano se vuole... per chi è questo libro? Per lei? Quali sono i suoi generi, le sue preferenze? Lo vuole scritto da una donna o da un uomo?"
Oh, per carità, anche il commesso ha fatto alcune domande ma il messaggio era:" Mi stai infastidendo, che vuoi?". Cercava un classico, la signora.
In questi cinque minuti passati ad ascoltare, fingendo di cercare un libro, ho capito ancora di più la mia attitudine alla letteratura; un misto fra Chocolat ("questo è il suo preferito, assaggi"), Tolkien e molti altri.
Ho trovato Dante.
"L'inferno", edito da BUR.
Nel prossimo esame lo studierò ancora.
La prima cantica commentata passo passo. Ho comprato questo libro come supporto alla "Divina Commedia" che la mamma mi ha mandato.
Ho letto qualche cosa che mi ha colpito molto, sfogliando il libro: non approcciatevi a Dante tenendo a mente la barbalunga dei dotti dantisti che hanno contribuito solo ad allontanarlo e a renderlo incomprensibile.
Avvicinatevi a Dante con cuore aperto, pensando che è un libro che racconta un'esperienza umana, la sua, comune a quella di molti.
Mi piace questo approccio, l'ho sperimentato sulla mia pelle e gli do credito.
Amo molto Dante e la "Divina Commedia".
Ho trovato anche Sgorlon con il suo romanzo sulle foibe.
Nel brusio frenetico di Termini, mi sono seduta davanti a un cappuccino e ho letto.
Quante emozioni. Quante scoperte.
"Che nome gli si può dare, se non felicità?"

13 messages:

  1. Yuki aka PrismaJan 17, 2010 07:12 AM

    Che bello, questo tuo post! Quanta passione, quanto amore...
    Oggi, in questa domenica un po' triste per me, mi hai ricordato i luoghi che ho amato e che amo... gli stessi tuoi! Quante volte mi sono persa, sognante, solitaria, tra quegli scaffali... in cerca di me stessa.

    Grazie.

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  2. Anche per me Roma significa librerie, biblioteche, teatro, cinema e tanti bellissimi ricordi dei tempi lontani dell'università. Non torno mai da Roma senza aver messo piede in una delle sue librerie, non riesco a passare davanti a una bancarella di libri senza fermarmi a sforgliarne almeno un pò ( e senza comprarne almeno uno!)
    Bello questo tuo lunghissimo post.
    Buona domenica.
    MG

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  3. Occhi di NotteJan 17, 2010 08:47 AM

    @Yuki: sono luoghi fondamentali, secondo me, per coloro che amano la lettura e hanno una sensibilità tale che permette di apprezzare, "sentire", amare un libro.

    @Mariagrazia: grazie per essere passata e..che dire? nelle tue righe rivedo me stessa..

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  4. :) forse dovresti dire che stai cercando di acquisire quelle librerie per dormire sopra la pila di libri come un drago sul tesoro però!!!

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  5. Occhi di NotteJan 18, 2010 02:00 AM

    Si, in effetti, dovrei dirlo... :D

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  6. Cara Carolina,
    mi viene da sorridere...io me ne sono andata da Roma, per andare in Puglia, Bari con il mio compagno.
    I luoghi che descrivi li conosco bene, anche io sono affamata di libri e amo la polvere....
    Devi andare assolutamente ai chioschi di libri di Piazza Esedra, nonostante l'odore nauseabondo di pipì, potrai trovare molte cose interessanti.
    Pensa, ho trovato un libro della Malipiero che dicevi volevi.Forse è ancora lì.
    Poi potresti andare alla libreria Tamburini, credo si chiami così, prendi via nazionale, in fondo c'è una curva che porta a Piazza Venezia.Lì c'è la libreria.Oppure a Via Merulana c'è la libreria esoterica Rotondi, famosissima a Roma.Un' altra libreria, dell'usato però, si trova a ottaviano, prendi via ottaviano fino a piazza risorgimento, giri a destra e di nuovo a destra...
    Ogni volta che salgo a Roma, vado sempre nei miei posticini "impolverati".
    Un abbraccio,
    P.s....la biblioteca di lettere della Sapienza è molto suggestiva.
    Sonia

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  7. Occhi di NotteJan 19, 2010 04:07 AM

    Ciao Sonia! Quanto tempo! Come va? Grazie per i suggerimenti, andrò sicuramente a visitare questi posti!

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  8. libreria Fahrenheit 451 di Campo de' Fiori! Aperta fino a mezzanotte!

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  9. Occhi di NotteFeb 7, 2010 07:23 AM

    Grazie!

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  10. Grazie a te per la piacevole lettura di quanto hai scritto! ai tempi dell'Università la Biblioteca che piu' mi sorprese fu quella del CNR, P.le Aldo Moro, vicino sede principale de La Sapienza! per articoli scientifici.. magari giusto per curiosità, dalle un'occhiata.
    Ah.. per libri usati: c'è Maraldi vicino a S. Pietro... be', poi se me ne vengono in mente altre.. ciao /EP

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  11. Occhi di NotteFeb 7, 2010 07:45 AM

    Queste dritte sono veramente molto utili! Senti ma sei lo stesso anonimo del altro post? tanto per capire se..sto parlando con la stessa persona..

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  12. Si, sono la stessa... (il realtà potrei anche iscrivermi...! ;) ) /EP

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  13. Occhi di NotteFeb 7, 2010 07:55 AM

    :D in effetti....

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