martedì 20 aprile 2010

La libreria del buon romanzo - Laurence Cossé

"La libreria del buon romanzo", di Laurence Cossé, fa al caso nostro!Mentre leggevo pensavo a noi, a voi, a tutti coloro che amano la letteratura di valore e con valori. A tutti quelli che in un libro cercano conforto, evasione con stile. A tutti coloro che sono stanchi di librerie-supermercato identiche, a coloro che sono stanchi di un'editoria che promuove la mediocrità di tendenza. Ma pensavo anche a me stessa e a tutte le volte in cui avrei voluto dire che la diversità non significava essere aderente "ai fasci" o propensa al "ghetto" o alla discriminazione.

Per molto tempo ho sentito un bavaglio, come lo hanno sentito in tanti. Ora mi sono trovata fra le mani un libro, "La libreria del buon romanzo" di Laurence Cossé che, con semplicità, ha detto ciò che ho sempre desiderato dire e che ho sempre pensato.

"La libreria del buon romanzo" mi appartiene come sogno, ed è mia tanto quanto lo è il sogno di una rivalutazione di certi valori. Questo romanzo è stato una boccata d'aria. Comprai questo libro vicino al Teatro Olimpico,in quella deliziosa libreria di cui ho parlato anche qui. Mi aveva attirato il titolo e la quarta di copertina aveva stuzzicato la mia propensione all'apertura verso il nuovo. Era da un pò, infatti, che mi dedicavo solo ai classici, sapendo di non essere delusa nella aspettative.
Mi sono detta: un giallo, perchè no? Apriamo gli orizzonti. E' un genere che non sperimento, infatti.
Viene proposto come un giallo ed inizia come tale: tre attentati, uno dietro l'altro e la storia che si snoda lentamente, passo passo, l'inchiesta, le indagini, il risultato, la conclusione.
Eppure fatico a considerarlo "giallo" nel puro senso della parola.

"La libreria del buon romanzo" è un libro che si lascia leggere piacevolmente, molto intimo, molto sentito, sgorgato dal cuore dell'autrice come a rispondere a un bisogno. Tutta la vicenda nasce dalla decisione di due appassionati lettori di creare una libreria contenente solo e soltanto buona letteratura, letteratura di valore, libri che abbiano qualche cosa di importante da dire e da tramandare. Non ciarpame o best seller urlati e sbandierati ma privi di sostanza. Non autori con il vento in poppa solo grazie a conoscenze, denaro o favori. No, solo letteratura e autori, anche di nicchia, che però hanno scritto i loro libri con il sangue, portando tutta la loro anima in ogni singola parola.

Pagine che odorano di sudore e fatica perché è così che sono state scritte, con genio, con umanità, adatte a dare conforto o a indicare una via, compagni di vita per sempre. La creazione di questo sogno, la messa in atto, l'apertura della libreria sono raccontati in modo tale che, se uno volesse, potrebbe benissimo realizzare questa finzione letteraria nella realtà.Logicamente la libreria ha successo e questo successo infastidisce. Arriva il mobbing tipico, arrivano le bordate della stampa, arriva la violenza verbale e gli atacchi tremendi che vanno a colpire la libreria, i libri, la letteratura, le persone che vi lavorano e il privato delle persone. Facendo male. Con tutta la gratuità, la banalità, l'insolenza e l'ignoranza di accuse del tipo: "Chi vi credete di essere, voi, per giudicare che cos'è un buon romanzo? Questa è una libreria elitaria, la proprietaria è una snob altolocata ignorante, classista " e tutti i soliti discorsi che fa una qual certa parte politica e i seguaci adeguatamente indottrinati come cassa di risonanza.

Il romanzo pone diversi problemi: l'editoria, la stampa, la scelta, la qualità, la libertà di espressione e di essere diversi, di portare un modo diverso di fare e vedere le cose, le manipolazioni dei consumi e via dicendo. E' evidente dalla lettura attenta che i protagonisti non hanno alcuna intenzione ghettizzante. La loro colpa è l'amore per la letteratura e la voglia di realizzare un sogno comune a tanti, ma da molti taciuto. E' un sogno, sarebbe un sogno una libreria così: piena zeppa di capolavori imprescindibili, di letture che lasciano il segno, senza scaffali che gridano al miracolo letterario sotto il nome di Dan Brown o autori in linea. Sarebbe un miracolo poter entrare in una libreria libera, dalla pluralità di pensiero, capace di accogliere libri e saggi indipendentemente dal colore politico.

Questo libro è interessante anche per un altro motivo: evidenzia in modo netto quanto lavoro c'è per i traduttori di opere letterarie! La linea seguita dalla casa editrice è quella di lasciare i titoli citati in lingua originale se non tradotti in italiano. Quelli tradotti in italiano sono una percentuale davvero irrisoria. Quindi, se qualcuno è bravo con le traduzioni.. beh questo libro offre validi spunti per eventuali lavori da proporre, per arricchire il panorama letterario di testi significativi!

In questo romanzo c'è tutta una gamma di emozioni, sensazioni, sentimenti. Chiudi il libro e conosci le persone. Sai che Van, Oscar, Anis e Francesca amano i libri ma si entusiasmano davanti a diverse cose. Sai che Francesca mangia poco e trova uno slancio per ricominciare a vivere dopo la perdita della figlia suicida, solo nella libreria. Sai che Van è impacciato, ma paziente. Che Oscar è focoso e intraprendente, maturo per l'età che ha. Che il comitato segreto è composto da persone con un cuore grande e un amore infinito per le lettere.
E' impossibile leggere le accuse rivolte alla libreria senza sentire un senso di straniamento. La falsità di tali accuse giunge nella pancia proprio perché noi lettori privilegiati conosciamo le persone che vengono infamate, e sappiamo che nulla di ciò che viene loro rivolto è vero.

Il meccanismo di violenza è quello solito, che abbiamo potuto notare anche ultimamente in Italia: una persona, un'entità viene definita "nemico" e per questo, chiunque sia affiliato sotto questo sentimento si sente in diritto di fare qualche cosa per distruggere tale nemico, senza rispetto, senza pietà, senza considerarlo essere umano, senza considerare quanto male si può fare. Stroncare con le parole, con la critica, con le finanze, con la concorrenza fino ad arrivare agli attentati, alle minacce, al pedinamento, alla morte. Sono cose che tutti noi conosciamo giacché in Italia questo è stato presente ed è ancora presente sia a livello nazionale che personale, molto.Va da sé che questi attacchi violenti, pieni di calunnie, sono portati avanti da pochi (soliti noti, infondo) capaci di fare talmente tanto baccano da portare la gente - e il lettore - a credere che siano molti di più. Come accade anche qui, la vicinanza, il sostegno della gente, degli appassionati di buona letteratura, è silenzioso, caldo, ma non gridato. per questo a volte serve aggrapparvisi con tutto se stesso per non cedere e chiudere. Francesca, al proprietaria, colei che ha sempre saputo di essere "a rischio" perché ereditiera, colei che ha scelto di rimanere nell'ombra per non condizionare la libreria, è la più fragile ed anche colei che rimetterà tutto per questo sogno.

Una pallida storia d'amore in sottofondo, diventa un abbraccio che scalda quando le ultime pagine del libro volano verso la conclusione. mi è piaciuta l'eleganza nella descrizione di eventi, persone, vestiti, cibo, interni, fiori. Non ho mai visto Parigi, ma con questo romanzo posso dire di aver fatto una bella vacanza in Francia.
Trovo interessanti alcuni trucchetti da scrittrice che ha usato l'autrice e... considero un ottimo consiglio quello che ha dato fra le righe, facendo parlare un personaggio (scrittore) abituato a rileggere un testo tre volte: una per gola, una per piacere, una per studio.

La libreria del buon romanzo di Laurence Cossé è una critica molto forte al mondo dell'editoria e del Potere. Da leggere. Per riflettere, per emozionarsi, per pensare. Mi piacerebbe da morire una libreria Al Buon Romanzo. Ne ho bisogno come l'aria. A modo mio raccoglierò l'invito dell'autrice. I

23 messages:

  1. Mi hai fatto venire una voglia pazza di leggere questo libro.
    Anche io da ragazzino avevo un desiderio: aprire una libreria, una libreria con libri solo mistici e spirituali... Sogno accantonato per cose più concrete ma penso che il romanzo che suggerisci mi piacerà davvero tanto.
    Un abbraccio e un grazie
    Francesca

    RispondiElimina
  2. Occhi di NotteApr 20, 2010 01:21 PM

    Ti dico solo una cosa: me lo sono portata anche in bagno. Non riuscivo a staccarmi. A volte avrei urlato: si! Oddio ora si! Esiste! Sto leggendo un libro che dice questo!!! Si!!! Da esaltata proprio!

    RispondiElimina
  3. grazie di cuore per questo splendido post, per le bellissime cose che hai scritto!!!
    voglio leggere quel libroooo!!!!
    nn vedo l'ora!!! grazie!!!!!!!!

    RispondiElimina
  4. Occhi di NotteApr 22, 2010 12:40 AM

    Grazie a te e un abbraccio!

    RispondiElimina
  5. Grazie, inserirò questo libro nella lista di quelli da leggere... complimenti per il blog.

    Ciao
    Cristina

    RispondiElimina
  6. Lo leggerò, mi hai incuriosito. Grazie
    Giulia

    RispondiElimina
  7. L'ho visto proprio oggi nel reparto libri dell'ipermercato Ipercoop, mi piaceva il titolo, ma ho pensato fosse un libro da "supermercato".
    Invece, tu mi hai fatto venire voglia di leggerlo.
    Brava

    RispondiElimina
  8. Ho finito da poco la lettura del libro. Troppo bello. Troppi sentimenti mi son sentito dentro per non cercare una qualche continuazione. Questo è il primo sito che ho beccato e rispecchia in pieno ciò che provo, ad esempio accertare se possa già esistere una libreria del genere (on line?).
    Che dire piu'? La vita è bellaaaaa!! Anche cose piccole ( ) la rendon degna di viverla tutta. AD MAJORA.

    RispondiElimina
  9. Davvero una bellissima recensione. I miei complimenti, davvero, e un ringraziamento, perchè sono corso in libreria e l'ho letto (e recensito :-) d'un fiato!

    RispondiElimina
  10. Wow! Dopo aver letto questa tua splendida recensione, mi è venuta una gran voglia di comprare il libro.
    L'ho messo in cima alla lista dei desideri :-)
    Ciao... a presto!

    RispondiElimina
  11. Occhi di NotteMay 28, 2010 08:54 AM

    Benvenuta nel mio blog! E' un libro davvero bello, merita una lettura e qualche riflessione!

    RispondiElimina
  12. io lo sto leggendo in questi giorni,a piccoli sorsi,ogni capitolo è più appassionante del precedente!Ma soprattutto mi ha aperto, anzi ri-aperto, un mondo da esplorare!perchè, dopo una non tanto piccola parentesi di facebook-dipendenza, mi è venuta una voglia matta di passare il mio tempo libero a leggere molti dei titoli citati!

    RispondiElimina
  13. Occhi di NotteJul 26, 2010 10:41 AM

    Fammi sapere poi che pensi del romanzo, quando lo hai concluso! Ottima idea favorire i libri al posto di facebook!

    RispondiElimina
  14. Mah, bello ma fino a 70 pagine dalla fine, poi mi ha un po' deluso. Io non metterei La libreria del buon romanzo dentro la libreria del buon romanzo: nel finale si è un po' persa, non ha saputo secondo me chiudere bene tutte le fila, e mi ha lasciato con un senso di insoddisfatto e di "tutto qua?".
    Soprattutto se ripenso alle 350 pagine precedenti, che invece mi avevano preso e che ho letto volentieri...
    Lo spaccato di vita francese è coerente, e la trama è ben organizzata e scritta, ma il finale proprio non mi è piaciuto.
    Ma do credito all'autrice e cercherò altri suoi libri.

    Mandi
    UnFriulanoARoma

    RispondiElimina
  15. Occhi di NotteJul 31, 2010 04:24 AM

    :-) NO, non lo rivedrei perchè le emozioni che mi hanno spinto a scrivere questo post hanno un valore. E non ho intenzione di smentirle.
    COn il tempo posso dire che queste stesse si sono evolute. Ovvero, come giustamente dici tu, il finale poteva essere reso in maniera diversa. La sensaizone che si è fatta strada in me è una sorta di "nulla di fatto", ovvero una sostanziale "perdita" del Buon Romanzo.
    Penso anche che "ci stia" nelle logiche di mercato e di "mafia" e penso anche che probabilmente tutto questo dibattito nato dalla chiusura del libro era -ipotesi - voluto proprio per scaturire riflessioni, magari cambiamento.
    Perchè ti fa piacere aver suscitato "un minimo" di "dibattito?
    Ripensamento, no. Semmai l'evoluzione era in atto molto prima del tuo post.

    RispondiElimina
  16. anch'io l'ho appena terminato, l'avevo preso così x caso in libreria, x istinto. Bello, pieno di sentimento e verità e con tatni spunti interessanti x "nuovi" libri da leggere. Lo trovo anche molto attuale xchè affronta un argomento che in questi giorni affrontano anche i giornali - troppi libri, di cui la maggior parte mediocri, vengono spinti e osannati.
    Mi piacerebbe leggere altro dell'autrice avete suggerimenti?

    RispondiElimina
  17. Occhi di NotteAug 13, 2010 07:38 AM

    Condivido il tuo pensiero. E' un'idea talmente bella quella relativa a una libreria "di qualità" che a moltissimi è nato il dubbio: ma se la creassimo?
    Caro Anonimo, benvenuto nel mio blog, la prossima volta ti prego di firmarti almeno con una lettera.
    Costei ha scritto anche altro libro:
    "LA sesta prova".
    Sul tema di libri e librerie ci sono vari altri romanzi... ma ti conviene fare un salto preciso in libreria con del tempo a disposizione. Per annusarli e per sentire quali di essi ti parla di più.
    Ti consiglio comunque "Il caso dei libri scomparsi" e altri di cui mi sfugge il titolo che iniziano per "Il libraio di..."

    RispondiElimina
  18. Lo sto leggendo e devo dire che pur condividendo pienamente tutto quello che viene detto nella recensione e tutti i principi dei protagonisti del "Buon romanzo", non riesco ancora a capire che cosa non mi convince pienamente, c'è quaalcosa che mi lascia perplessa. Lo finirò e cercherò di capire. Per onestà devo dire che purtroppo so come funzionano i meccanismi editoriali, non importa quello che scrivi e come lo scrivi, importano altri fattori, lo scoop, la fama, la collocazione geografica, le "amicizie" giuste, etc, e poi tutto può diventare un capolavoro. Non ho il dente avvelenato, sono moglie di uno scrittore che solo dopo gavette e gavette è riuscito finalmente ad arrivare a pubblicare con Mursia, un editore di qualità, ma poco "commerciale".

    RispondiElimina
  19. Occhi di NotteAug 13, 2010 10:28 AM

    Sarebbe interessante se condividessi con noi l'esperienza vissuta in prima persona perchè in tanti, me inclusa, aspirano a diventare scrittori e a pubblicare.
    Per quanto riguarda me la gavetta l'ho iniziata e sono più che consapevole sarà lunga e richieerà molto impegno, lavoro e sacrificio.

    RispondiElimina
  20. Mio marito ha collezionato più di cento rifiuti di pubblicazione da editori "grandi" e tutti con più o meno la stessa formula "Pur apprezzando la qualità del lavoro, ...i nostri programmi sono già completi ...". Ha sempre pubblicato con piccoli editori, senza pagare una lira, ma con poco pochissimo mercato. Perchè anche i librai per ultimi non tengono romanzi di editori "piccoli", tengono solo ciò che ha avuto recensioni gonfiate o i cosiddetti "capolavori" che durano tre mesi o poco più (vedi situazione del Buon Romanzo)e i distributori per secondi non fanno circolare se non i libri osannati in tv o altrove...Ma scusate comunque tutto ciò non centra con quello che dovrebbe essere l'argomento di questo blog, e cioè i libri... scusate ancora.

    RispondiElimina
  21. Occhi di NotteAug 14, 2010 06:13 AM

    Tuo marito ha provato a far rileggere il romanzo/i romanzi ad altre persone, magari cercando modi per migliorare o per accrescere il pontenziale di quanto ha scritto?
    Sai io non so cosa pensare del mercato dell'editoria. E il tuo commento non è out post perchè anche io sono una ragazza che scrive, pubblica e fa il possibile epr realizzare il suo sogno: diventare una scrittrice affermata e vivere scrivendo.
    Penso però ch non voglio ragionare dando la colpa agli editori, al mercato, alle scelte economiche delle librire. Per un semplice motivo: mi sentirei fallita e senza speranza.
    Non voglio questo.
    Mi aiuta pensare di potermi migliorare e poter studiare, lavorare, apprendere con umiltà anche leggendo e confrontandomi con quei casi letterari che hanno sfondato e guadagnato.
    Ci sarà stato pur qualche cosa di buono.
    Un'idea, uno stile, una proposta, un personaggio... qualcosa.
    Qualcosa da cui imparare.
    Per poi renderlo a modo mio nei miei scritti.
    Penso che focaizzzare l'attenzione su cosa si può fare per realizzare un sogno sia molto più utile che dare la colpa al mercato editoriale.
    Se a tuo marito fa piacere, comunque, io recensisco libri per Critica Letteraria e Sul Romanzo.
    Se vuole può contattarmi all'indirizzo mail sotto il mio profilo e possiamo trovare un modo per far si che la sua opera sia conosciuta.
    Pensateci, se vi fa piacere.

    RispondiElimina
  22. Scusa se non sono più intervenuta nel blog... Forse non mi sono spiegata bene e me ne scuso. Mio marito, del quale per correttezza taccio nome e cognome, attualmente ha un certo successo, ma ci è arrivato dopo 40 anni di sacrifici, lavorando per uno stipendio e scrivendo di notte, studiando, leggendo, migliorandosi.
    Ti posso solo augurare buona fortuna, i casi non sono tutti uguali. Certo è che in Italia quelli che vivono di scrittura credo siano veramente pochi...
    In bocca al lupo!

    RispondiElimina
  23. Occhi di NotteAug 28, 2010 03:36 PM

    Mi scuso io se non sono riuscita a comprendere il tuo messaggio.
    Guarda, è disarmante. Credo che sacrificio, studio, abnegazione, costanza, lacrime, compromessi, delusioni facciano parte del mestiere di scrittore. Anche se non paga l'affitto è comunque un mestiere visto la mole di tempo e di lavoro che chiede, l'anima che chiede. NOn riesco a vederlo, a sentirlo solo come "hobby". E' troppo minimo come termine.
    Capisco quanto dici.
    A volte mi trovo anche io a scrivere di notte... in questo periodo non ci sono riuscita perchè ero letteralmente in coma. Sto finendo la laurea, sto investendo in sogni di lavoro con stipendio (forse, un giorno, chissà, magari??).
    IN bocca al lupo anche a tuo marito...
    Leggendo mi è venuta in mente una cosa.
    Parli di lui ma non di te.
    Mi spiego:
    TUtta quest'esperienza che avete vissuto insieme sicuramente ti ha chiesto sacrifici.
    Penso alle notti senza di lui, mentre lui scriveva... Scrivere è dura. Sia per chi lo vive in parte attiva, sia per chi "lo subisce", in un certo senso..
    TU che pensi? Che cosa ti ha aiutato nei momenti più difficili? DOve hai trovato fiducia?

    RispondiElimina