sabato 24 aprile 2010

Vedi alla voce:amore - David Grossmann

"Vedi alla voce: amore" di David Grossmann è un libro che sgorga dall'esperienza dell'Olocausto, vissuta di riflesso da un bambino figlio di ex deportati. Non ho ancora terminato di leggerlo. A dire la verità non sono arrivata nemmeno a pagina cento, ma già sento che ne desidero parlare. 
E' un libro eccezionale.


"Vedi alla voce: amore" di David Grossmann è un libro che parla di un
bambino che vede soffrire indicibilmente i propri cari e che desidera salvarli dall'Olocausto e dalla Bestia Nazista che si annida nel buio e miete ancora paura.

Rimango sbalordita dalla capacità tecnica di questo scrittore: l'ossessione, la paranoia, la paura, il bisogno stratosferico, cieco, d'amore reso attraverso la punteggiatura, la grammatica, la sintassi. Le parole e le ripetizioni cantano una nenia che ricorda il comportamento di questo nonno piombato dal nulla, in questa famiglia che lo dava morto nel lager.



La solitudine assordante di questo bambino, ricco di amici immaginari, affamato di libri, dalla viva e fervida fantasia è un qualche cosa che colpisce nello stomaco e arriva dritto al cuore.
Ripeto: sono appena a pagina ottanta.

Non so cosa succederà nelle cinquecento pagine che mi attendono.
So che sono emozionata e vorrei condividere questo con voi, amanti della buona lettura.
Il tema dell'Olocausto è trattato con gli occhi di questo bambino piccolo, a cui nulla viene spiegato, ma che sente e vive e soffre soprattutto nei momenti del pasto, in cui i genitori sono fortemente condizionati dall'esperienza nel lager. E' piccolo ma si pone delle domande e capisce che ci deve essere qualche significato se la madre conta ossessivamente addirittura quante frangie ci son nel tappeto, e solo quando tutto torna pare che la serenità possa posarsi momentaneamente in casa. Sono solo momenti, poi "Quel paese lì" che è Auschwitz, che è l'Olocausto, torna nuovamente in primo piano. Il bambino, Momik, vuole salvare tutti da questo.



Noi capiamo che il luogo in cui Momik vive è un luogo di sopravvissuti al nazismo e ai lager perchè l'arrivo del nonno attira come una calamita tutta una serie di persone, accomunate da un numero sul braccio che non va via con nessun tipo di sapone, che cominciano a parlare un linguaggio comune, nei loro deliri incomprensibili. E' struggente questo bambino che cerca di decifrare il segreto di questi numeri sul braccio, immaginandosi codici segreti di cassaforte , simbologie numerali al posto di lettere dell'alfabeto.


Non è la prima volta che leggo David Grossmann, ma è la prima volta che mi affaccio su un libro che ti incatena a sè con paragrafi lunghi pagine, così metodici e puntuali da parere uno spartito musicale tutto punteggiato da note sincopate o brevi. Capisci che l'io narrante cambia perchè il linguaggio cambia: quando parla un bambino allora è semplice, le considerazioni sono anche "futuristiche", allucinanti e piene di fantasia traboccante, incredulità, domande, dubbi, soluzioni evidenti come il fatto che la Belva Nazista, essendo chiamata "belva" non può che essere un animale che vive nei dintorni della loro via, visto che li la conoscono tutti.

Quando parla un adulto, David Grossmann usa toni e modi da adulto. Trovo che questo sia un'esperienza, un libro-esperienza. 
Continuerò a leggere "Vedi alla voce: amore" con calma, molta calma. Intanto ve lo suggerisco di cuore.

9 messages:

  1. Grazie per la raccomnadazione, me lo sono segnata. Sto vivendo lo stesso che vivi tu, ma con un altro libro: "Venuto al mondo" di Margaret Mazzantini. Piango, maledico, sorrido, riconosco i posti e i paesaggi, la gente, mi meraviglio... Non mi capitava da anni di emozionarmi tanto a ogni pagina!

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  2. Ciao! Grazie del suggerimento, lo leggero' sicuramente! E grazie anche del consiglio di prendere nota di tutto cio' che accedva nei giorni del caos aeroportuale! Come va? :D

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  3. Occhi di NotteApr 25, 2010 08:26 AM

    @Vittoria: io tutto ok, sto scrivendo per un progetto e va tutto bene!

    @Selene: sto girando da unpò intorno al libro che citi, sai? Mi sono sempre sentita in difficoltà nel comprarlo, temendo fosse solo un caso editoriale... me lo racconti?

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  4. Grazie per lo stimolo e il suggerimento, mi catturano sempre le storie che ci parlano di quanto accaduto avendone anche vissute, seppur dopo, in famiglia. Grazie ciao Giuseppe

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  5. Cara mia, te lo consiglio vivamente! Il libro merita tutta la fama che ha, è scritto bene, e la trama è unica! Non lo leggere se hai il cuore debole, è molto intenso... ci sono paesaggi di guerra, di morte, di inferno... E' una storia di una donna giovane che non può avere figli, che fa di tutto per averne uno, descrivendo la città di Sarajevo prima, durante e dopo la guerra e l'assedio. Compralo, non te ne pentirai! ;)

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  6. Occhi di NotteApr 29, 2010 02:58 AM

    :-) Lo stomaco forte ce l'ho (non è che Grossmann sia più leggero.. :D ).
    SEmbra molto intenso come libro!

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  7. vero, bellissimo

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  8. L'ho letto anche io e l'ho trovato molto intenzo. Concordo con le tue osservazioni.
    Un caro saluto
    Giulia

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  9. Un saluto, un libro interessante :)

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