venerdì 16 luglio 2010

Ungaretti a Roma - Marco Onofrio

Copertina di "Ungaretti a Roma", Marco Onofrio.
Iniziai a leggere "Ungaretti a Roma" di Marco Onofrio per dovere di studio, il penultimo esame incombeva.
Da subito un  formicolio interno, un'ansia, un'emozione, un sussulto e un grappolo nella gola che mi diceva: attenzione! Si, attenzione: siamo davanti a un testo di poesia in prosa che parla nel più delicato e struggente dei modi della vita di una persona, spugna di vita e pregna di vita, che ha conosciuto l'Amore nel suo senso più ampio.

Guardate la copertina di "Ungaretti a Roma" di Marco Onofrio. Guardate l'espressione degli occhi, soffermatevi sulle rughe, espandetevi nel suo sorriso. Non vi pare di percepire un lunghissimo racconto di vita, anche solo sgusciando per un attimo fra le grinze della pelle?

Marco Onofrio ci catapulta nella sensibilità ungarettiana aprtendo dalle origini, da Alessandria d'Egitto e subito il Tempo, la Storia, il caldo, il sole, la memoria, i resti avvolgono la vita del poeta, iniziando a fecondare quell'animo puro su cui cresceranno i migliori frutti di poesia. E poi Parigi, una Roma a intermittenza fino al terzo varco. Leggevo e mi sentivo affine, vicina: come non capire l'enormità della realtà romana, fatta di strati di epoche, arti, stragi, eccellenze, stucchi, oro, travertino? Io, emigrata dal Friuli in terra capitale, ho provato e provo la medesima difficoltà. Sentore reverente per la Storia, voragine e vertigini. Stuzzicano la mia anima le riflessioni sulla Memoria e l'Innocenza, la Giustizia e la Pace.

Ho trovato questo esame sensazionale: peccato solo doverlo studiare "per 6CFU".
Ho provato a consocere Roma anche attraverso Ungaretti, quindi San Clemente, il Colosseo in una domenica mattina di sole accecante, nel bel mezzo di uno scorcio d'estate violento con la sua calura. Sapete cos'ho provato? Un lampo. Ho capito che mi era accessibile una opportunità (che prenderò quando le calure si stempereranno e l'autunno dipingerà Roma con clemenza).
Vivere a Roma non significa essere semplicemente a contatto con l'Impero e sentire in me quella nostalgia che tocca ancor oggi molti romani quando pensano al glorioso passato di questa città simbolo d'Impero terrestre e celeste.
Roma è contatto con la letteratura. Il Verano, ma anche Keats, Byron, Shelly. E molti altri. E sono tutti a un passo da me, a qualche fermata di metro, nelle svariate biblioteche e librerie. Lawrence con i suoi paesaggi e passeggiate etrusche tanto quanto Stendhal con le sue passeggiate romane. D'un tratto mi si palesa Michelangelo tra le pagine di Onofrio. E Borromini e Caravaggio.
Un lampo ancora. Più leggevo più comprendevo: Ungaretti si è trovato davanti una mirabilia di realtà e per farle sue profondamente ha avuto bisogno di tempo. Tempo per superare le diffidenze, la sensazione di inferiorità, i pregiudizi e l'adattabilità a una realtà tanto diversa dal suo Egitto. Eppure Parigi e l'Egitto saranno ulteriori chiavi che permetteranno al Poeta la fusione con la Città.

Trovo emozionante quel genere di libro che dà voce al personaggio tramite lettere, articoli, poesi, appunti, suggestioni, ricordi di amici. E' come se fosse un romanzo corale insito in una biografia.
Da non ancora cittadina romana comprendo la struggente emozione di Ungaretti di fronte ai paesaggi romani, ma è con Gogol, ulteriore protagonista del mio esame, che mi sono sentita proprio affine. Gogol racconta i roseti di Roma ed io, vi assicuro, non trovo nulla di più bello in Roma, a livello naturalistico, dei fiori che la decorano in ogni stagione. Sono profondamente innamorata dei suoi roseti, di quegli oleandri che irrompono nel paesaggio grondanti fucsia e bianco, cumuli e filari di rosmarino e lavanda, ulivi e piante che mai in vita mia ho veduto. Per non parlare dell'aranceto e di quel profumo rimasto impresso nel mio olfatto di ricordo in modo indelebile. Ma sapete qual è la cosa che più di tutte mi ha emozionato, leggendo "Ungaretti a Roma", studiando?

Ho letto dei testi scritti con linguaggio letterario e poetico, come raramente riscontro nei libri di letteratura contemporanea, come difficilmente riesco a creare io stessa. Eppure amo questa cura e dovizia nella scelta delle parole, quel tocco di sensibilità che porta anche alla scelta di arcaiche parole. Ho voglia di scrivere così. Ho tutto da imparare. Ungaretti mi ha parlato anche attraverso l'esperienza in Brasile.
Ecco un uomo fatto spugna che assorbe ogni frammento e pagliuzza di colori e vita e che trasuda amore per la letteratura e la cultura in cui è vissuto e lo esplicita nelle sue lezioni universitarie. Quand'ecco il dolore più atroce per un genitore: la morte del figlio a soli 9 anni per un errore medico. Il ritorno a Roma e la tragedia amplificata: il bombardamendo di San Lorendo, le Fosse Ardeatine, la caduta del fascismo, i tragici ultimi anni di guerra. Anche in questo momento Ungaretti vive il dramma con spirito poetico, dove per poetico non intendo "illusionista", ma "reale", capace di penetrare la realtà oltre se stesso.
Struggenti le poesie che raccontano l'assenza di quel figlio che più non tornerà.
Ma ancora una volta luce.

Finita la guerra, nell'inverno della sua vita, dopo la perdita della moglie, nuovamente luce e cambiamento. La società è cambiata e a lui viene data una ulteriore vita in seno all'Amore per un'altra donna. Nuovi premi da ritirare e una fine che lo attende in quell'America così lontana ma ugualmente importante per lui.
"Ungaretti a Roma" di Marco Onofrio è un testo che parla di speranza e di valori, di eprcorsi di vita e difficoltà da superare, compromessi e denti stretti per non mollare, scelte e idee che mutano davanti a una realtà che si sfalda. Ma è una coccola anche per l'anima. Leggere una storia di valore, scritta con talento è assolutamente un dono prezioso che ci si può fare.

3 messages:

  1. bright star è bellissimo...ma puoi vederlo in streaming se vuoi senza aspettare il dvd:
    http://megavideo.myblog.it/archive/2010/06/13/bright-star-streaming-ita.html

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  2. Speranza, valori, percorsi di vita... che meraviglia, non vedo l'ora di leggere questo libro. Grazie per il consiglio, e' veramente un dono.

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  3. bella segnalazione, grazie

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