lunedì 16 agosto 2010

Diario di una scrittrice - Atto di Fede

Lo so, dovrei essere in vacanza, ma un'anima come la mia difficilmente riesce a rimanere indifferente davanti a tanti stimoli di fantasia e creatività.
Così sono a Venzone, fra lavanda, Alpi, bruma, gocce di pioggia a gara con il vento che titilla gli scaccia spiriti appesi ai terrazzi e finestre e dalla mia terra ritorna il nutrimento.
Dalla Natura tornano le idee. Dall'aria pura, nitidia, priva di smog e fracasso, dai silenzi di lunghe strade semi vuote, da una maschera lignea di mostri di montagna appesa alla parete di un bar di una volta, gli ingranaggi della mia mente ritrovano olio e movimento, come mulini eolici in piena attività.

Eva e Giulia. Mare e Montagna. Estate e inverno. Un certo tipo di percorso e un altro simile ma diversissimo. Un inizio e una metà. Un viaggio terminato, uno da iniziare. Brina e bruma. Fiere e fiori, tradizioni e tenzoni. L'amore dopo, per entrambe, dopo. Nutriente e caldo, ma dopo, quando ilterreno dell'anima sarà arato, curato, fertilizzato, drenato e ricco d'acqua. Piante e piantine delle case, romanticismo. Lavanda, rosmarino e cioccolata. Bianco, verde, lilla, rosa. Ferro, frassino e olmo. Un salice, una quercia. Ricordi imbastiti fra sogni e percezioni, librerie antiche. Eva e Giulia sarà questo.
La speranza amoreggia con la creatività, il sogno con la realtà.

In questi giorni le ferie mi paiono spina di ricarica a cui sono attaccata, accesa, in funzione, a basso voltaggio ma con display mentale illuminato. Ho iniziato a creare una sorta di "scheda del personaggio" per entrambe le protagoniste. Non riesco a condividere le mie idee sul blog, ne sono gelosa come una gatta lo è dei suoi cuccioli appena nati. Li serbo per me, protettiva.
Ho comprato dei libri sul Friuli, sui fiori, sul folklore. A Roma mi attendono i testi in spagnolo sul cioccolato e di nuovo l'aroma avvolgente di Barcellona bussa alle mie porte. Mi porterò la guida di Vienna e della Catalogna, come quella dei boschi e dei sentirei del Friuli montano. E Roma, mia amata, fondamentale Roma, entrerà nel mio respiro ogni giorno. Ho scoperto che all'aria aperta, immersa nel verde più variopinto, il mio lavoro rende meglio. Ho scoperto che devo vincere la pigrizia e trovare il coraggio, i miei luoghi, la mia natura nella Capitale, i miei rifugi segreti in cui riempire pagine e pagine, come desidero, più di quel che desidero e nutrirmi realizzando le mie fantasie più romantiche perchè anche questo si può ed anche di questo ho bisogno.

Sono un'anima romantica e non lo voglio più nascondere o temere o non vivere, perchè il cinismo, la durezza, il timore, la razionalità che tanto mi hanno accompagnato, mi nutrono ma non mi scaldano. Mi donano timore. Non solo protezione e lungimiranza. E' bello perter pensare, accarezzare l'idea di potermi permettere romanticismo. Crepita la pioggia, rumoreggia il cielo: non so pensare a nulla di più bello, in questo momento, del temporale in Friuli, del temproale vissuto a casa mia, davanti ai miei occhi, respirato quasi con naso da segugio.
E' bellissimo pensare di potermi permettere romanticismo, poesia, Bellezza, sensibilità e sapere di poterla accogliere nel mio cuore, indipendentemente dalle accuse esterne, qualsiasi esse siano, ovunque esse provengano. Intenso come la terra bagnata. Rido pensando alle battute di scherno ricevute mostrando questo lato di me in altri contesti. Rido e penso che non voglio più nascondermi. Questa sono io. Va bene così.

La Natura mi dona speranza, mi sussurra nei canti degli usignoli, nel gallo al mattino, nelle sagome del Monte Canin e del San Michele che è mio dovere proteggere il guizzo che c'è in me. Proteggerlo dalla sfiducia, dalla negatività, dalla stanchezza, dalle domande che spianano il terreno all'incertezza. Non è presunzione. Si tratta di fede. Avere fede. Si tratta di rispetto verso quel qualcosa che per me è sacro: scrivere, creare. E ancora fede. Fede in un dono, in un progetto, in uno spasimo benevolo d'amore che sgorga dalle dita. Fede in un Dio diverso, forse ancora più intenso e conglobante, che risponde con amore ad atti d'amore. Fede in me e nella mia voglia di combattere, di studiare, di limare, cancellare, perfezionare, imparare, osservare.

In questi giorni ho capito una cosa. E mi dispiace. Ma devo farlo, come tutela a me stessa.
Non pubblicherò commenti o link di alcun genere improntati su messaggi e panagerici pessimisti, aggrovigliati su pregiudizi, vittimismo o negatività congenita.
Non voglio questo.

Credo che se una persona ha un sogno sia in dovere di tentare ogni strada per realizzarlo, con impegno, coraggio e consapevolezza che non sarà facile, ma sarà un viaggio.
Credo che esista uno spazio per il merito e per l'ingegno.
Credo che sia possibile realizzare i propri sogno solo impegnandosi con l'anima tutta, senza mezze misure.
Credo
che se riceverò rifiuti o fallirò vorrò trovare il coraggio per mettermi ancora in gioco partendo dalla comprensione degli errori o dalle certezze che mi potrebbero portare al fallimento.
Voglio positività. Ma non pillole dorate capaci solo di morire una volta scritte e pubblicate.
La positività di cui parlo è qualcosa che sgorga e si ingrossa nella fede nelle persone e nelle idee.
Credo anche che se un editore riceva un manoscritto con un'idea valida, con una prosa che emoziona, con un concentrato di studio, amore e novità, non abbia alcun reale motivo per sbatterti la porta in faccia.
Credo che il talento non possa mai essere dato per scontato o tratto con superbia.
E' un lavoro costante, per sempre. Come per sempre è la dannazione truculenta che l'anima sperimenta laddove la passione viene sepolta da una visione perdente in aprtenza, priva di grammi di forza, morta perchè mai sperimetata. Non voglio diventare una delle tante anime zombie che si aggirano nel mondo dicendosi che si, sono contente della loro vita, sono proprio tanto contente, anche se hanno lasciato alle loro spalle quel sogno che dava senso a tutta la loro esistenza. Per questo voglio proteggermi e per questo verrà fatta una selezione di commenti, persone, attività nella vita reale, libri e nutrimento ad ampio raggio. Il mio è un messaggio diverso. Voglio persone che lo condividano.

Ho letto un racconto tragico, ultimamente. Una persona aveva fra le mani la Bellezza, il Mito, la Storia, l'Amore Cosmico e se l'è lasciato sfuggire per incapacità personale. Questo racconto mi ha colpito perchè sono consapevole che questo è un rischio onnipresente, incapace di perdonare, talvolta anche di generare ulteriori possibilità.

Ieri sera davanti a una grigliata profumata di bosco, illuminata dalle stelle, dalle nubi e dal fuoco, ho sorriso dicendo: "in media scrivo quasi oltre le dieci ore al giorno".
In me si è diramata una felicità così autentica che non ho potuto non sorridere.
Un sorriso ampio, così colmo di gioia, un sorriso che mai è spuntato nella mia vita sino ad ora.
La mia vita è scrivere, la mia vita è la letteratura, la mia vita sono Giulia ed Eva, la mia vita è il viaggio.
La mia vita è l'Amore.

6 messages:

  1. Marta TraversoAug 16, 2010 09:47 AM
    Brava, brava, brava!
    RispondiElimina
  2. Occhi di NotteAug 16, 2010 09:56 AM
    .. questione di sopravvivenza anche qui... :D
    RispondiElimina
  3. Folletto del VentoAug 17, 2010 01:56 AM
    Sono pochi i limiti dell'uomo che ha la capacita' di sognare, ma chi crede nei propri sogni, non ha nemmeno quelli.
    RispondiElimina
  4. Occhi di NotteAug 17, 2010 03:04 AM
    Però, al contrario, ha tanti che disprezzano. Sono quelli che dei propri sogni hanno fatto falò.
    Quanto ti possono odiare le persone per il solo fatto che hai un sogno e fai in modo di realizzarlo davvero! :-)
    RispondiElimina
  5. Hai un modo di scrivere che incanta...
    Bellissima l'immagine con la lavanda ^^
    RispondiElimina
  6. Occhi di NotteAug 18, 2010 05:33 AM
    Ti ringrazio... davvero!
    RispondiElimina