venerdì 6 agosto 2010

Il Profumo - Patrick Süskind

Non un horror, non un thriller, non un giallo, non un noir. Per me questo libro è un viaggio dell'eroe, prima ancora di qualsiasi altra accezione o classificazione.
Letto nel giro di cinque ore, anche mentre preparavo il pranzo, "Il profumo" mi ha affascinata sin da subito. A libro chiuso, tuttavia, le sensazioni che permangono dentro di me sono molto confuse e ambivalenti e per questo mi scuso in anticipo se il mio scritto sarà poco chiaro e lineare. Mi trovo in un limbo d'emozioni. Quasi un senso vago di irrealtà, la percezione di alcuni vuoti o note stonate.

Le recensioni che si leggono ovunque chiamano Grenuille "mostro", e in effetti un pluri omicida non può che esserlo.
La sua storia è tragica: nato nel fetore più assoluto, subito a contatto con il pericolo di morte, orfano nel giro d'un batter d'occhio, rifiutato, disprezzato, tenuto a distanza, chiamato "demonio".
Senza odore, lui che dall' olfatto straordinario era guidato in qualsiasi scelta. Possedeva un talento, un dono, un genio senza pari.
Dentro di me divido questo romanzo in due parti: dalla nascita di Grenuille sino al marchese e dal marchese sino al tragico epilogo. Se nella prima parte la forza della ricerca linguistica, stilistica per imbastire una storia e un percorso dell'eroe intorno al profumo è a dir poco da studiare e da sentire con l'animo aperto, nella seconda la verosomiglianza lascia il passo alla fantasia, perdendo, a mio avviso, forza e credibilità. E' curioso che tutti i compagni di cammino di Grenuille muoiano di morte violenta. L'ottica di questo romanzo è la morte, quella più tragica, quella interiore, non solo quella fisica. E' la morte dell'Amore e della Speranza.
Grenuille usa i vari "insegnanti" che incontra sul suo cammino come strumenti utili.
Impara quel che deve e poi se li lascia alle spalle, senza legarsi a loro e questi muoiono come farfalle a contatto con l'elettricità.
Mi sono rimasti alcuni dubbi sull'esperienz ain carcere del protagonista. Un plurimo assassino poteva disporre di branda con lenzuola e materasso in un carcere? Avrebbe potuto nascondere la boccetta in vestiti? Li aveva ancora addosso? Nella foga della violenza possibile che quella boccetta sia rimasta intatta nelle tasche dei pantaloni? La stessa folla delirante e piena d'amore esplosa al solo percepire le prime gocce di questo profumo mi è sembrata forzata, esagerata, più un delirio che altro.
L'amore non può nascere da una goccia di profumo, non può essere generatore di vita, sanatore di ferite, gemma di speranza, calore duraturo. Come il profumo anche questo genere di entusiasmo affettivo evapora con il tempo, lasciando un vuoto assordante.
Ritengo l'autore assolutamente straordinario sotto questo aspetto: dalle incongruenze della storia passano emozioni e messaggi ancora più forti, silenti, ambigui talvolta.
Raggiungere lo scopo, la vendetta, il riscatto, realizzare l'ossessione che ti ha tenuto in vita sino ad ora e non trarre alcun piacere, alcuna soluzione al miasma interiore, alcun conforto a trent'anni senza amore, è veramente un tema appassionante, struggente, notevole, importante.
"Il Profumo" racconta una storia vicina a molti, comune a tanti, inscritta nel dna della nostra anima: il rifiutato e disprezzato che inizia un viaggio assolutamente complicato, spesso a rischio della propria vita, trovando come unico scopo, forza, aiuto, amore, sostegno, il confidare strenuamente in una parte di sè. In questo caso l'olfatto.
Grenuille supera gli anni della sua vita solo attraverso il suo talento come profumiere, la potenza del suo naso. Il desiderio di creare Il Profumo lo spinge a zonzo nella Francia Settecentesca, mettendosi in salvo dalla guerra e apprendendo tutte le tecniche possibili.
Ogni suo passo è un passo mosso con odio e allo stesso tempo con oculata attenzione, ossessiva attenzione. Grenuille cade nel rischio della "non trasformazione".
Lui che trasforma aromi, essenze, oggetti, il sè stesso fisico, non trasforma il sopravvivere attraverso odio e vendetta nella possibilità di vivere traendo soddisfazioni dal suo lavoro, magari mettendosi in proprio, trovando l'amore per la vita in altri contesti.
Nelle pagine non troviamo sbotti di rabbia furente. >E' una rabbia spietata, congelata, violenta mille volte di più. Una rabbia silenziosa, capace di fondersi con il daimon e distruggere, come ogni forma di rabbia lasciata a sè stessa, alimentata con esperienze e vuoti che costantemente la rinforzano, senza pietà, senza futuro, senza speranza.
Il Profumo stesso non è altro che il picco massimo di tutto ciò.
La metafora con la zecca è interessante e contestuale alla scelta di dare a questo tragico personaggio un'accezione negativa senza speranza. Grenuille è uno sguardo fisso su una meta - il Profumo - capace di muovere anche i passi più impensati solo e soltanto per raggiungere quella meta.
Siccome oltre a quella non v'è altro, la morte sopraggiunge non appena il risultato è stato ottenuto.
Lo scopo evapora, come un profumo. Lasciando il nulla.
La frase conclusiva riguardo il gesto d'amore che i cannibali avrebbero fatto divorando il protagonista, mi ha lasciata non poco perplessa.
La morte data a uno sconosciuto sofferente in modo macilento è un atto d'amore?
Solo la morte può sanare una voragine d'amore così profonda e allucinante?
Un'altra cosa che mi ha lasciato perplessa è stata l'esperienza nella caverna: simbolica, perfettamente in linea con i numeri "magici", indubbiamente arricchita dall'opera di Jung. Però... perchè non mi è arrivata nella pancia? Conosco quel genere di solitudine allucinante, cercata e odiata, fonte di risotoro e gabbia fino a quando non scegli di tornare a contatto con gli uomini. Conosco il mulinello di pensieri, gli attimi di disperazione e pianto. Mi sono rivista nei passaggi antecedenti, quando cioè lui, Grenuille, prova talmente tanto schifo delgi uomini che si ritira nel posto più lontano e inaccessibile per proteggersi anche solo dal loro lontano odore.
Questi passaggi sono importanti, a mio avviso.
La Hobb, per esempio, tratta questo momento-caverna con un libro intero, un libro anima.
I momenti caverna sono fondamentali nell'uomo. Fondamentali. E' il buio, è il dolore, è il cambiamento. Dal punto più basso inizia la rinascita.
"Il Profumo", infondo, racconta anche la via e le conseguenze che ci attendono nel momento in cui nutriamo il nostro animo solo da un rancore senza fine, una voglia di vendetta assordante, una rabbia cinica e violenta. Quando il diamon, il talento è usato in questo modo, inevitabile è la sconfitta.

Non vi so dire se mi sia piaciuto o meno. Mi verrebbe da dire sensazionale .
Allo stesso tempo sono pervasa da una tristezza vaga.
Sicuramente potente, un libro potente.

10 messages:

  1. Grazie per aver condiviso la tua opinione :)
    Ora, prima di commentare, dovrò rifletterci un po' sopra.

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  2. Occhi di NotteAug 6, 2010 01:32 AM

    Grazie a te per voler condividere la tua. :-)

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  3. stavo pensando di regalare questo libro al mio amore, ha visto il film e credo che il libro gli piacerà molto! grazie per il bellissimo post!!!
    ieri ho letto un libro, breve ma intenso, "Donna Ferula", un viaggio nella memoria, momenti di vita passata ( che mi hanno risvegliato ricordi di quando ero bambina) storie di un tempo lontano
    ambientato in Sardegna, tutto ha inizio dal ritrovamento di una vecchia foto, una storia di amiciazia, amore, dolore, passione ...

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  4. Occhi di NotteAug 6, 2010 03:40 AM

    sembra veramente interessante! CHi l'ha scritto?

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  5. Maria Cinus,
    ho preso il libro in una libreria di porto san giorgio ( nelle Marche) nn so dove si può trovare, cercando in internet nn si trova nessuna informazione, è appena uscito, io l'ho scoperto tramite il mio amore che conosce il marito dell'autrice

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  6. Occhi di NotteAug 6, 2010 04:27 AM

    SE hai modo di parlarne con il tuo lui e con l'autrice, se vuole può mandarmi una copia del libro e io gliela recensisco o qui oppure su Critica Letteraria o Sul Romanzo.
    Magari questo può aiutarla a far conoscere la sua opera, chissà!

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  7. bellissima proposta!
    in queste settimane l'autrice è fuori quando rientrerà sentiremo cosa ne pensa

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  8. Occhi di NotteAug 6, 2010 04:53 AM

    SE le fa piacere può anche contattarmi direttamente tramite l'indirizzo mail che ho indicato sotto il mio profilo! Un abbraccio

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  9. Letto molto tempo, mi ha lasciato dentro qualcosa di magico. Uno dei miei libri preferiti, uno dei libri più consigliati, uno dei libri che più spesso prendo e sfoglio, leggendone qualche riga.
    Con questo post mi è tornata la voglia di aprirlo e scoprirlo... ancora... per vedere se ha un nuovo odore.

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  10. Occhi di NotteAug 8, 2010 01:11 AM

    Perchè è fra i tuoi preferiti? CHe cosa ti ha lasciato di così indelebile?

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