lunedì 2 agosto 2010

"Il viaggio" di Daniel Steel

Il viaggio di Danielle SteelNon ho mai particolarmente amato questa scrittrice, l'ho sempre ritenuta "da ombrellone" e continuo a pensare che questo giudizio possa essere applicato a non pochi fra i tanti libri che ha scritto. 
Eppure costei ha reso un servizio alle donne ed è per questo che ne parlo. 


Una mia cara amica mi regalò Un viaggio di Daniel Steel due anni fa: lo lessi a perdifiato. Le pagine scorrevano senza che nemmeno me ne accorgessi. In questi giorni torna attuale tanto per il romanzo che sto architettando, tanto per la quotidianità con cui ognuno di noi fa i conti. 

Maddy, la protagonista, ha una storia molto simile a quella di tantissime donne in tutto il mondo. Meccanismi collaudati. Proviene da una famiglia in cui le violenze e i sopprusi sono dati per scontati, habituè, all' ordine del giorno, giusti. Bobby Joe. Il suo primo matrimonio. 8 anni ed è l'inferno.
Un colpo del destino mette lei e Jack, suo futuro marito, nonchè proprietario di rete televisive sulla stessa strada tanto che lui le promette di salvarla e così, apparentemente, fa, portandola via da quel paese degradato in limusine. La fascinazione è uno dei classici strumenti usati "per rimbambire" una donna, per abbassare le sue difese, per agguantare la sua fiducia "a costo zero", per esercitare un potere - inizialmente - mentale ed economico su di lei.
La protagonista lo scoprirà strada facendo. 
Ci sono tanti tipi di inferno. Quelli più "evidenti" sono anche "rassicuranti". Quelli viscidi, sotterranei, striscianti, sono intensamente devastanti, agiscono sul tuo raziocinio e Maddy vivrà esattamente questo. Confusione fra principe e bestia, fra uomo dai modi garbati e gesti portentosi e animale incapace di trattenersi, di riflettere, di rispettare.
Molti ignorano che questo è uno dei meccanismi più ardui a cui prestare ascolto, quando si è vittime di violenza coniugale, perchè la costante rigenerativa è la speranza. 


Rimbambita tra botte e regali, dove trovi la strada? Qual'è la verità? Nessuna verità.


Danielle Steel è brava nel mostrare proprio questo. In questa "nessuna verità" c'è il fulcro della prigionia. Jack permette alla moglie di studiare e di lavorare presso la sua emittente e lei, con la sua bravura, mostra ben presto di che stoffa è fatta. Ma non se ne rende conto. Sentendosi grata a lui. Lui le permette una vita agiuata, di lussi, viaggi in jet privato, shopping a New York, vestiti, diamanti. 
Lei è una sua creazione, senza di lui lei non sarebbe niente, gli deve rendere grazie per ogni cosa che ha, senza di lui lei non sarebbe in grado di vivere. Abituata a questo non dà peso alle parole del marito, non suona l'allarme. Infondo Jack non la picchia, non le mette le mani addosso. 

Dopo 8 anni di terrore fisico, come non capirla? Come non capire il suo sentirsi grata ed in paradiso avendo un marito che tutte invidiano, che le permette una vita non plus ultra, che provvede a lei in tutto e per tutto. Scegliendo per lei, decidendo per lei, mostrando capacità di gestione della loro vita, Jack la fa sentire protetta e risponde al suo bisogno d'amore. Ma non considerandola, non avvertendola, non domandandole cosa e se qualcosa le piaceva, lo desiderava, cancella l'amore dal loro rapporto giorno, dopo giorno, dopo giorno, creando la prigione. Lui sceglie. Lei obbedisce. Lui ordina. Lei fa. Lui è potente. Lei è sua dipendente. Quante facce ha la violenza. In quanti subdoli modi si manifesta. Dietro quanti sorrisi e modi garbati.

Maddy è un oggetto. E' sua moglie ed è una sua giornalista. Di sua proprietà. Come una macchina, una cravatta. Gli incontri del caso, il destino che supera il volere dell'uomo. Il vissuto è dentro la pupilla. Puoi tacere, ma chi ti è affine lo sente. C'è una magia che accade in alcune donne. Una magia che si crea dagli spunti che le bassezze altrui propagano, come polvere di stelle filtrata nella polvere da sparo. Mad non si ferma. Non può tacere, non può far passare sotto silenzio ciò che sa, non può mentire: questa donna non era pazza, era vittima di violenza. Mad paga ancora. Paga, profumatamente, la sua voglia di verità, la sua corretteza, il  suo cervello. Paga con le umiliazioni, con gli insulti, con gli strattoni, con un lui violento ed aggressivo a letto. Che le fa del male per farle capire chi è che comanda, a chi deve rispetto. Cerca in ogni modo di usare i sensi di colpa per farla strisciare. Passa da carnefice a vittima rigirando la frittata. E' un incubo. Sensi di colpa che non permettono lucidità. Annullamento. Incapacità di uscirne. Gelosia come "amore". 

Il processo di consapevolezza di Mad è duro e faticoso, nonostante momenti di lucidità non riesce a lasciarlo, non riesce a trovare la fiducia in se necessaria per dire: VIVO ANCHE SENZA TE, NON HO BISOGNO DI TE. Un pellegrinaggio continuo. Tra lucidità e disperazione, terrore e buoni propositi che cadevano davanti alla speranza che l' amore avrebbe fatto calmare i suoi istinti aggressivi, che lo avrebbe salvato... ancora una possibilità... ancora una... ma infondo non è poi così pericoloso... infondo ha ragione... sono io la colpa... eppure no... lui non si comporta come dovrebbe.... mi fa del male.... ma magari ha solo un periodo funesto.... provarci e cadere... 

E'  interessante Mad. Come si è difesa, come si è creata la fuga, come ha trovato la forza per uscirne. Il silenzio. O l' accondiscendenza. Per evitare di far arrabbiare e creare pericolo. 
Evitare insulti o ceffoni. Spegnendosi. Lui drizza le antenne: perchè non reagisce?  Alza il tiro. La umiliava  sul lavoro, addossandole ogni colpa possibile. A letto è sempre un animale, giustificando questa sua "passione" con il fatto che era sua la colpa, "non sai quel che mi fai".... La volontà di lei non era consierata. Mai. E lui stesso non si considerava diverso da una bestia.

In tutto questo c'è spazio per un nuovo amore.

"Non avere paura Maddy", sussurrò Bill. Tenendola fra le braccia si accorse che tremava.
"Invece sì, io ho paura. Non voglio perderti".
"Su questo non ci sono garanzie. Tu ha davanti molta più strada di quanta ne abbia io.
Ma credo d' aver capito, a questo punto della mia vita, che l' importante non è quando arrivi,
o quanto in fretta, ma il viaggio in se stesso. Finchè si va avanti insieme, 
e lo si fa bene, forse non bisogna chiedere altro. 
Nessuno può sapere cosa si troverà dietro l' angolo." 
Era una dura lezione che lui aveva imparato e altrettanto Maddy. 
"Bisogna avere fiducia" 
Lei continuava a non capire che cosa le volesse dire. 
Ma Bill, più di qualsiasi altra cosa, voleva rassicurarla:
"Non ho intenzione di lasciarti, Mad, nè di farti del male".
Forse sarebbe successo di tanto in tanto, 
ma non lo avrebbero fatto intenzionalmente, 
e lo sapevano entrambi.

Consiglio Il viaggio di Daniel Steel a tutte le persone che vogliono informarsi ed emozionarsi. Lo consiglio a chi cerca delle risposte, perchè il nome dell'autrice lo rende "innocuo" davanti occhi (ignoranti) che indagano. Mad è un'amica a cui chiedere consiglio. Un aiuto per cercare aiuto. Se ce ne fosse bisogno.

9 messages:

  1. Mi sono letta questo post tutto d'un fiato. Anche io, come te, ho sempre snobbato questa scrittrice. E credo che solo il tuo modo di raccontarla me l'abbia resa interessante.


    Vorrei farti partecipe di questa mia riflessione: perché ad "accompagnare" la rinascina di una donna, il suo cambiamento, la sua ribellione, ci deve sempre essere un nuovo amore ?

    Molto spesso le donne trovano la forza di separarsi solo quando c'è un altro uomo nella loro vita.

    Sarò un po' dura nella mia esposizione ma credo che la donna è veramente libera dai soprusi dell'uomo quando riesce ad andarsene senza un altro uomo pronto ad aspettarla.
    Cosa ne pensi?

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  2. Occhi di NotteAug 2, 2010 01:25 AM

    Brava! A'n vedi che mi hai dato un suggerimento e un sostegno a un'idea che avevo per il mio romanzo?.... INFATTI HAI RAGIONE! MOlto spesso le donne trovano la forza di lasciare solo se c'è una motivazione "valida" e il più delle volte questa motivazione non è "se stesse" ma un altro uomo.
    COndivido in toto.
    E, credimi, è dura.
    Il mio romanzo inizia proprio dalla fuga. Senza un'altro uomo pronto a "prendere il posto". SEnza una casa precisa dove andare, senza molti vestiti se non quelli addosso, senza un lavoro. Una fuga con i crismi.
    Danielle Steel... nooooooooooo... non l'ho snobbata.... DI PIU'!!!!!!!!!!!! E' l'unico romanzo suo che ho letto fino alla fine...
    Ne ho a casa... ma se proprio "devo".. preferisco la Pilcher! Almeno mi fa sognare la Cornovaglia! :-)
    COndivido quanto dici!
    In questo caso ho apprezzato l'intento della scrittrice: per lo meno ha sollevato un velo!
    POi sai, rinascere da sola... è molto, molto, molto difficile. Un nuovo amore è una soluzione molto allettante se non vuoi addentrarti più di tanto, creando un prodotto destinato al grande pubblico, che deve diventare molto venduto...

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  3. Sono felice che nel tuo romanzo tu abbia preso in considerazione questo punto.

    E mi sembra molto bello anche il tuo farci partecipi della nascita della storia.

    Volevo anche puntualizzare (nel caso qualcuno che legge avesse avuto questa impressione) che la mia non è una critica né un giudizio verso chi se ne va con l'aiuto di un uomo, ci mancherebbe...

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  4. Occhi di NotteAug 2, 2010 01:34 AM

    No, assolutamente. Ma hai dato uno spunto più che interessante, nonchè importante. Perchè la dipendenza nasce proprio dal guardare all'esterno e cercare le rispsote ai nsotri bisogni in altri.
    Un uomo, in particolare.
    Noi donne dovremmo rpestare più orecchio a quanto dici. Forse riusciremmo anche a stemperare la rabbia e l'odio stesso verso gli uomini e a portare a una sorta i evoluzione del pensiero "femminista" ancora ancorato agli anni '70. Mi piacerebbe riprendere il discorso che hai proposto.
    Qui non si tratta di giudicare, ma di capire se un comportamento è utile o meno, il senso, i motivi, i perchè. Ti ringrazio ancora perchè mi hai dato, mi hai regalato.

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  5. E' vero sembra che gli uomini o si odiano o si è loro schiave...
    E' difficile trovare una via di mezzo. Questo in generale perché nel particolare vedo coppie molto ben affiatate con un buon equilibrio.

    "Cercare le risposte ai nostri bisogni negli altri" spesso è l'uomo, molto spesso i figli, altre volte i genitori, alcune volte anche il proprio lavoro.

    Mi piacerebbe molto se riprendessi l'argomento.

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  6. Occhi di NotteAug 2, 2010 01:54 AM

    Lo riprenderò perchè fa aprte di quei capi saldi che costituiscono la mia persona. Cerco l'indipendenza, perchè sono stata "in prigione".
    Esistono miliardi di alibi e comodità con cui ci inganniamo.
    Brava e grazie, Alchemmilla. Mi hai aiutato a focalizzare anche un'altro passo importante del romanzo che voglio scrivere. Questo: gli alibi e le situazioni che si accettano per "comodità" o pigrizia, non solo perchè non si riesce a fuggire. SOno altri modi in cui noi donne ci ammazziamo da sole, per mancanza di coraggio.
    Brava anche perchè hai portato l'attenzione al "giudizio". Importante tassello!

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  7. Ciao, ti volevo segnalare questo blog
    http://wondermamma.splinder.com/
    Proprio oggi ha pubblicato un post che per certi versi è una risposta alla nostra discussione e può anche essere d'aiuto alla tua ricerca sul libro conoscere questa donna eccezionale.

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  8. Occhi di NotteAug 3, 2010 05:59 AM

    HO già sentito il nome di questo blog. Ora vado a dare un'occhio! Ti ringrazio, intanto!

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  9. Occhi di NotteAug 3, 2010 06:03 AM

    Che dire?.... Ho letto e mi sono sentita colpita perchè molto di ciò che racconta l'ho vissuto sulla mia pelle, anche se non ho tre figlie e non sono sposata. Ti ringrazio.

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