martedì 10 agosto 2010

Letteratura a lume di candela

Il mantello di velluto blu cobalto del cielo mi avvolge. Silenzio interrotto da fuochi d'artificio in lontananza. Nemmeno un grillo o l'abbaiare dei cani, solo quiete, solitudine, pace.
L'uomo che amo riposa nel nostro letto ed io scrivo a lume di candela.
Sono una donna fortunata.
E ricca, incommensurabilmente ricca.
Abbiamo un balcone, che io chiamo "il nostro giardino". Ho piantato glicine e rose, olmo e melograno, piante grasse e piante strane di cui ignoro il nome, margherite e orchidee.
Quando ho tmepo mi ci riparo fra le foglie a leggere.
Le grandi tende che riparano dal sole durante il giorno sono vele rigonfie di vento e salsedine, cigolano scosse dalle correnti, sono i capi saldi della nostra barca. In questa estate dal clima che fatico a comprendere, che sento scorrere fra le mie dita senza riuscire a fermare, a vivere davvero, che monitoro scrutando con apprensione la presenza delle rondini nei nidi, sui cornicioni, nel cielo, ci sono momenti preziosi che significano tanto per me quanto la mia vita stessa.
Questi momenti sono notturni.
Dopo cena, quando anche la luminosità del lampione è attenuata dall'oscurità, io e l'uomo che amo viviamo perle di preziosità. Per noi lo sono. Candele intorno a noi, gambe rilassate, letteratura. Libri, tanti libri.
Fra le mani o nei nostri discorsi.
Non so pensare a nulla di più bello del tempo passato nel raccontarci le emozioni, i sospetti, le curiosità scovate sugli autori che più ci hanno colpito. Mai in vita mia ho vissuto tanto piacere e condivisione con un uomo.
Ho anche capito perchè "Il Profumo" non mi ha esaltato così tanto, sino a portarlo nell'olimpo dei miei prediletto. Perchè avevo iniziato a leggere Cecilia Dart-Thorton. L'avevo lasciata per Grenuille e, a libro chiuso, mi sono rituffata in lei trovando quelle risposte che nell'altro testo non avevo trovato.

Cecilia Dart-Thorton è un'autrice australiana che mi ha toccato le corde più profonde, che ammiro e che rispetto. E' una scrittrice veramente amante dell'Irlanda, della mitologia, dello studio, del bello, della poesia. Nei suoi libri riversa tutta se stessa, tutto il suo conoscere, tutto il piacere della ricerca scientifica sul mondo celtico e, soprattutto, si permette molto.
Si permette descrizioni e poesia come mai ho avuto modo di leggere, con una capacità tecnica, con conoscenze di tipo linguistico, storico, culturali veramente da togliersi il cappello.
Avventure in mare descritte con precisione terminologica e pratica da lasciare senza parole.
Ricchezza di vocabolario, martellante avvicendarsi di avventure quasi una a pagina.
Fiato sospeto, mai banale. Cinquecento pagine in cui viene mantenuto il mistero sui personaggi principali utilizzando la tecnica del "vedo non vedo, non dico ma svelo" in maniera magistrale.
Leggere gli elenchi è un piacere. Elenchi di piante, di amuleti, di tessuti, di profumi ricchi e dipinti con un linguaggio davvero creativo.
Addirittura superiore alla Hobb nell'uso della penna e della fantasia, nella creazione di intrighi e incastri. Le cede il passo solo rispetto le emozioni: Robin scrive di "pancia", per questo giunge maggiormente sotto l'aspetto emozionale.

Lo so, alcuni storceranno il naso: sto parlando di fantasy. Già, è fantasy.
Ma questi suoi libri e questa autrice, Cecilia Dart-Thorton, possono benissimo essere inseriti nella letteratura di viaggio come nella poesia. Questa scrittrice è una miniera d'oro per gli aspiranti scrittori desiderosi di dedicare all'apprendimento umile ore e ore di studio.

Perchè lei si e "Il Profumo" no?
Perchè Cecilia è penna di razza.
Non che Suskind non lo sia. Ma lei è varie ottave sopra, secondo me, con il suo canto lirico pieno d'amore. Vero anche che si tratta di due generi differenti. Eppure partono entrambi da una situazione simile: il protagonista è un reietto, rifiutato, insultato, usato. Un viaggio dell'eroe per entrambi. Due modalità di svolgimento diversissime, due approcci, due sensi del rispetto per l'umana fragilità e la necessità di risposte nettamente staccati.
Ogni pagina sgorgata da Cecilia Dart-Thorton è tripudio di strumenti letterari fusi nella dolcezza del verbo.
Lo plasma ad immagine e somiglianza della raffinata delicatezza del suo esprimersi. Nulla è lasciato al caso e nulla, nessun protagonista, è usato, inserito o abbandonato per puro vezzo.
Ogni avvenimento ha un perchè, ogni abbandono un seguito.
Ogni creatura seelie o unseelie ha una letteratura alle spalle.
Le regole del mondo creato vengono esplicitate e mantenute nel corso del romanzo. L'autrice è onesta e precisa.
Un pendolo quasi maniacale. Ticchetta il meccanismo con cui avanza la storia e ancora, alla fine del primo libro della trilogia, la curiosità e la voglia di procedere è intatta.
Chi è la protagonista de "La ragazza della Torre"? E' muta, non ha memoria, dubbio il suo sesso, non ha storia. S'imbatte in un mondo ai limiti della fantasia. Ai limiti belli, mozzafiato della fantasia.
Unica nota stonata: anche in questo caso la traduzione italiana sarebbe da denuncia in alcune parti. In primis il titolo. Tutto il mistero viene svelato, purtroppo, già dal titolo.
Che in inglese è diverso.

Chi ama l'Irlanda, chi ama la mitologia, chi ama la scrittura, chi ama gli ottimi libri dovrebbe conoscere Cecilia, secondo me. Sono rimasta di stucco davanti a metafore assolutamente emozionanti come le foglie autunnali descritte come scintille rubate dall'incudine dell'autunno. Per non citare la bibliografia per ogni creatura citata o canzone o frase in rima. Senza tralasciare l'attenzione alla lingua: vocabolario incluso per le parole lasciate in antico. Musicale, fondamentale.

Mi mancava, alla mia anima mancava.
Abituandomi a letture d'un certo tipo, i romanzi inferiori per struttura di storia, linguaggio, idea, non riscuotono dentro di me la stessa eco. Non mi sento in colpa per questo. Ho solo voglia di buon nutrimento, di esempi da cui imparare. Non mi voglio cibare di qualsiasi cosa, solo perchè è di moda o fa tendenza. Quasi mi infastidisce spendere del tempo per libri mediocri o mediani per quanto comprendo che anche da questi posso imparare molto ... o almeno qualcosa. In questo periodo mi affido molto ai gusti del mio lui perchè ha un palato sopraffino, gusti da intenditore.
Ho molto da imparare da lui.
Per esempio inizialmente "La ragazza della Torre" l'ho guardo con diffidenza, ora non riesco a staccarmi dalle sue pagine e mi sento relativamente serena perchè davanti a me ho ancora altri due libri della trilogia. Lui se li è già mangiati uno dopo l'altro. Attende fremente che li legga anche io per ptoerne parlare insieme.... :-)
Mi mancava, inoltre, una donna che avesse ancora voglia e coraggio di usare orpelli letterari per il puro piacere di abbellire la storia e viziare il lettore con le belle parole, curate, ricercate, scelte, ricamate. Una donna capace di scrivere con la sensibilità di una donna, senza dover essere rude a posta, o cinica perchè i lavaggi del cervello negli anni hanno prodotto femmine senza un'anima da donare alla pagina. Una donna che non si vergogna di se stessa e delle cose che la emozionano, ci si buitta a capofitto e ne crea gioielli.
Non è noioso lo stile di scrittura della Thorton. E' un incanto, magia, sospensione di razionalità, fascino. Mi mancava un'autrice grondante passione, sicurezza e romanticismo.
Sono così stanca dei romanzi che devono per forza finire male o dove l'uso della parolaccia finto-realista o del volgarismo d'avanguardia sono necessari per attrarre pubblico.
Cecilia - scusate se la chiamo per nome ma ormai è diventata parte della mia vita, familiare presenza indispensabile in questi giorni impegnativi - Cecilia, dicevo, viene da una università che ha come motto "Ancora imparo" ed è la risposta più che lampante a quanti snobbano l'importanza dello studio nella scrittura. E' anche una risposta netta a quanti banalizzano il fantasy come fenomeno commerciale o come mera centrifuga di folletti e fatine.
Quest'autrice tratta il mito con rispetto, consapevole che del mito l'uomo ha bisogno, che non ha mai smesso di cercare e creare mitologia. E' consapevole del richiamo potentissimo che il bardo che intona una canzone esercita sull'anima umana, così come creature marine, donne-cigno, unicorni, eotauri, mostri-serpenti, minatori soprannaturali, vecchiette che filano, casette in mezzo a un bosco sono tutti elementi quasi archetipici che fanno parte di noi. Per questo i suoi libri quasi stonano nella sezione
"fantasy". Dovrebbero essere inclusi nella sezione "anima", secondo me.

In queste calde e complicate notti d'estate è un piacere sedersi attorno a un tavolo e ascoltare le leggende e i canti dell'antica Irlanda, raccontati da stallieri, tuttofare, viaggiatori, messaggeri, guerrieri o cavalieri, in una Torre o nascosti in una caverna.
E' bello poter sognare, respirare l'aria e sentire quella struggente voglia di un bagno intenso in quelle terre lontane, in cui l'anima tutta si spande, abbracciando laddove la vista non si rivela sufficientemente ampia.

Noi guardiamo pochissimo la televisione, ma parliamo tanto.
Quando non parliamo, leggiamo o studiamo o scriviamo.
Prego Dio ogni notte che non mi tolga la Felicità che vivo e lo ringrazio ogni giorno per avermi dato la possibilità di conoscere un Amore così bello e così vasto, che include anche la Letteratura e la scrittura nel suo cuore potente di vita.
Talvolta tremo all'idea di perdere tutto questo.
Non mi importano gioielli. Il mio tesoro l'ho trovato. Non voglio altro. Ho un uomo che mi ama ricambiato, abbiamo i nostri sogni, abbiamo le maniche rimboccate per realizzarli, condividiamo profondamente tanto. :-) E abbiamo una libreria in costante aumento! Ho tanto, davvero.
Così tanto che a volte nemmeno me ne accorgo.
Soprattutto perchè i miei occhi e i suoi brillano ancora di speranza.
E' bello avere al mio fianco una persona come lui.

4 messages:

  1. ciao, non ho mai letto niente di questa scrittrice... in realtà il fantasy non è propriamente il mio genere preferito, però, il tuo post me l'ha fatta trovare interessante...

    ^________________^
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  2. Folletto del VentoAug 10, 2010 12:54 AM
    ... e per lui avere al fianco una persona come te.
    Ne sono "quasi" certo!
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  3. Occhi di NotteAug 11, 2010 04:38 AM
    @Pupottolina: Nemmeno io sono ed ero una patita di fantasy. Mi ci sono sempre approcciata con l'idea che fossero "Per bambini" o comunque un insieme di - quasi - sciocchezze. Poi ho iniziato a conscere autori di un certo livello, a scoprire che non si tratta sempre e solo di baggianate o di storie uscite dalla partite di D&D. Ora come ora accarezzo l'idea di scrivere fantasy. Sai perchè? Perchè permette una libertà pressochè sconfinata. E uno studio non indifferente. Mi piace.
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  4. Occhi di NotteAug 11, 2010 04:38 AM
    @Folletto: ti ringrazio davvero..
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