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| Bomboniere per matrimonio. Immagine da:www.google.it |
Proprio perché si tratta di ricordi, di simboli, di emblemi che trascendono il tempo, non possono essere scelti con superficialità. A mio avviso è importante tenere a mente anche un'altra cosa: per quanto epicentro di memoria, anche le bomboniere possono essere vissute con disprezzo, disinteresse o stanchezza da chi ne ha già ricevute tante, magari tutte identiche.
Una bomboniera speciale, a mio avviso, è un libro che accomuna gli sposi, che li ha uniti nell'emozione, o grazie al quale si sono conosciuti, un libro che racconti una storia, una speranza, un'emozione.
Un libro è per sempre, più di un diamante, più della ceramica, del vetro di Murano, del cristallo di Boemia. Inoltre è qualcosa di cui si può parlare.
Dopo il matrimonio, dopo il viaggio, dopo la vita che riprende.
Non rimane immobile su uno scaffale a prendere polvere, sotto invisibilità agli occhi.
Chi lo riceve "ci può interagire", lo può leggere, si può soffermare, si può emozionare ancora e conoscere gli sposi una volta in più. Ne può parlare con i novelli marito e moglie.
Può ridere, può piangere. PUò annoiarsi, interrogarsi, gettarlo dalla finestra.
Può sottolinerare le frasi che lo toccano, lo può tenere sul comodino, in libreria, accanto al fuoco la sera, nelle lunghe notti invernali.
Non rimane immobile su uno scaffale a prendere polvere, sotto invisibilità agli occhi.
Chi lo riceve "ci può interagire", lo può leggere, si può soffermare, si può emozionare ancora e conoscere gli sposi una volta in più. Ne può parlare con i novelli marito e moglie.
Può ridere, può piangere. PUò annoiarsi, interrogarsi, gettarlo dalla finestra.
Può sottolinerare le frasi che lo toccano, lo può tenere sul comodino, in libreria, accanto al fuoco la sera, nelle lunghe notti invernali.
Se doveste scegliere un libro da regalare come bomboniera, quale scegliereste?
Qual'è il libro che accompagna la vostra coppia e che vi piacerebbe condividere con le persone a voi più care?
Oppure una poesia, un verso, un lembo di letteratura che racchiuda il mondo delle vostre esperienze.

Francisco Véjar
RispondiEliminaCiò che ti offro
Nulla di ciò che t’offro
è irraggiungibile:
cieli e solchi d’uccelli, carezze come nubi
– il tuo cuore che batte inimitabile –
Tutto questo è possibile
senza bisogno di fantasticare.
Altro non siamo che argentate tracce
lasciate dalle chiocciole nei luoghi
visitati nei sogni.
E mai nessuno chiederà in che giorno
o in che mese viviamo.
Un lampo che s’incunea dentro il tempo
è quanto ci rimane da salvare.
L’illusione di stare l’un con l’altro.
Nulla di ciò che t’offro
può sembrare impossibile:
pensieri in volo simili ad uccelli,
un ponte teso fra i nostri due mondi.
Mi hai emozionata!
RispondiEliminaQualcosa che scriverei io, espressamente per loro.
RispondiEliminaBisogna stare molto attenti ai luoghi comuni tentatori, ma secondo me ci si puo' riuscire benissimo.
Personalmente pero' non credo nella 'vita di coppia' e quindi ritengo che il vero compagno di noi stesso, e quello con il quale davvero dobbiamo imparare a convivere, sia la nostra ombra.
Per questa coppia bizzarra abbiamo tutti scritto pagine su pagine su pagine ;-)
Mio marito non legge...
RispondiEliminaMia sorella al suo matrimonio ha regalato Siddartha.
Io al battesimo di mia figlia "Brodo caldo per l'anima" sperando di rincuorare gli invitati non lettori. Credo l'abbiano letto in due.
@Gio: mi paice tantissimo l'idea di scrivere qualche cosa di "speciale". Certo i luoghi comuni sono quanto di più insidioso... ma se venissero lasciati da aprte, facendo parlare l'anima, probabilmente il risultato sarebbe migliore..
RispondiElimina@Alchemilla: scelte impegnative. Siddartha è un libro particolare, bello ma non per tutti, credo.
DI che cosa parla "Brodo caldo per l'anima"?
E' una raccolta di storielle che scaldano il cuore, tirano sù il morale e consolano.
RispondiEliminaCarino. Solo mia mamma, mia nonna e mia suocera l'hanno letto e apprezzato.
Sento molta amarezza nelle tue parole e molto dispiacere. Mi spiace che solo così poche persone abbiano letto il tuo dono... E' vero che i libri sono "cosa ostica" per chi non pratica..diciamo così.
RispondiEliminaSai quanto senti spesso persone lamentarsi, o le vedi spesso triste e infelice, e credi di fare qualcosa, di semplice, per aiutarle e invece non raccolgono e preferiscono continuare la loro vita lamentandosi...resti male.
RispondiEliminaResto spesso male per questo.
Forse mi sento una "salvatrice" e pretendo di essere capita...dovrei essere più umile.
Anch'io scriverei qualcosa di speciale appositamente per la coppia. In effetti è una cosa che faccio continuamente con i regali di Natale, per un compleanno o per altre occasioni. Ho le mie fissazioni per i regali. Penso che, se decidiamo di farne, dovrebbero essere espressione delle nostre emozioni per quella persona sola.
RispondiEliminaIo e mio marito siamo insieme da 22 anni. Il libro è decisamente Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen e ci capita spesso di scriverci l'un l'altro qualche riga del dialogo finale del libro. E devo dire che dopo tanti anni, mi commuove ancora...
@Alchemilla: non sono sicura che si tratti di umiltà (dover essere più umile). Io penso che se una persona è sempre infelice e non fa assolutamente NULLA per migliorare la sua vita, è una sua scelta. Come tale va rispettata. C'è stato un lungo periodo in cui anche io non VOLEVO smuovermi da una tristezza e infelicità molto forte, e avevo le mie ragioni per non volerlo fare. E anche le mie comodità. Penso che il punto sia capire che l'importante siamo noi e se sentiamo di voler agire su qualcuno, l'unico su cui possiamo avere effetto reale siamo noi stessi. Non siamo Dio, non possiamo salvare nessuno, non possiaomk nemmeno insegnare agli altri a vivere, o imporre una svolta solo perchè PER NOI è giusto così..
RispondiEliminaNOn è colpa tua o loro. Non sei migliore tu e sbagliati loro e viceversa. SEmplicemente non puoi ottenere risultati laddove il tuo intervento non è stato richiesto.
AMo molto "DOnne che corrono coi lupi".
Ho una lunga lista di persone a cui l'avrei voluto regalare proprio con l'intento "salvifico".
Mi sono sempre imposta di non farlo.
Perchè un regalo non può essere fatto con l'intento salvifico. Men che meno un regalo importante come quello che si fa in occasioni importanti. NOn può essere apprezzato un regalo che dice:"VEdi te che stupido che sei? Guarda in che guado sei infognato!"
@Erica: esattamente quello che penso. Un regalo è un donare qualche cosa di se stessi. Bello Orgoglio e Pregiudizio e bello che anche il tuo lui lo ami e lo apprezzi!
RispondiEliminaNon posso che darti ragione. Mi costa fatica e spesso ci ricasco ma sto cercando di arrivare dove dici tu.
RispondiEliminaCi casco puntualmente anche io. E' un percorso. A volte non è nemmeno "supponenza" chiamiamola così (ma non è esattamente il termine giusto)... è solo il piacere di condividere, la preoccupazione per qualcuno, al voglia di sentirsi utili, un moto d'affetto...
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