mercoledì 27 ottobre 2010

Cose dall'altro mondo.

"Insegnare ai giovani". 
Così intitolava ieri il "blog-del direttore" di Vogue. 
Tre i punti fondamentali dello scritto:
  • L'importanza del considerare i giovani come "risorse positive", a cui insegnare e da cui apprendere
  • L'importanza dell'impegno nel lavoro per realizzare la propria carriera, senza attendere la manna dal cielo "solo perché sei tu".
  • L'importanza del coniugare formazione e retribuzione (questo dai commenti degli utenti)

Mi piace leggere un po' di tutto. Anche Vogue. Sono convinta che si possa imparare molto da chi ci sta accanto, soprattutto quando a donare parti di sé è una struttura come questa azienda. E, al di là del nome dell'azienda, se un prodotto, un'idea, è valida, io lo considero.

Da ieri continuo a pensare a quanto ho letto, sentendomi trapassata da innumerevoli eurostar di emozioni e riflessioni. Contemporaneamente mi trovo a lavorare per me stessa, per varie redazioni, strutture e persone. E continuo a riflettere, rimuginare, valutare, pormi domande. 
L'articolo che potete trovare qui  è interessante.

Nemmeno 24 ore più tardi una delle redazioni per cui lavoro mi contatta per mettermi al corrente di iniziative, novità, investimenti, progetti che prendono davvero corpo, trasformandosi da idee astratte in tangibili offerte.
Ringrazio ancora Marta per avermi dato le dritte necessarie. La mail ricevuta da questa redazione mi ha aperto gli occhi sul modo di lavorare e la mia risposta è stata immediata: per favore, datemi la possibilità di imparare. Mi piace lavorare così, per favore, voglio imparare. 
Sono consapevole di non conoscere tante cose, avete la mia disponibilità e volontà di essere formata.  
Per favore, che qualcuno mi si sieda accanto e mi mostri, per davvero, come fare.
La gestione degli aspetti editoriali, in questa redazione, è fatta in maniera tale che ogni volta con cui mi ci confronto non posso pensare ad altro se non alla voglia di saperne di più. 
La risposta è stata positiva, immediata. Anche se ci vorrà tempo per realizzare tutte le sorprese.
Ora come ora mi sento come una vagabonda che elemosina formazione solida, professionalità. Non avete idea di quanto mi faccia star male questo. Appesa, senza certezze. 
Vorrei urlare, a volte: insegnatemi! Sono qui! Voglio imparare! Santo cielo, sono qui! 
Ci credete se vi dico che a volte bisogna tacere perché "pare brutto"? Beh io comincio a sentirmi stanca di dover tacere. Sono più che disposta a stringere i denti e fare sacrifici, ma insegnatemi! Non mi spaventano le responsabilità, men che meno il carico di lavoro. Sono giorni in cui non ad altro che alla mia formazione. Sento il desiderio di voler potenziare quanto ho. 
Avere a che fare con persone che hanno idee, che si muovono per realizzarle, che investono, che cercano di aprirsi nuove strade, che ancora studiano nonostante la laurea e il master, perchè vogliono migliorare ancora... inevitabilmente ti cambia lo sguardo e ancora, ancora, ancora, ti pone domande e domande. Domande a cui dovrò dare risposte, perchè la mia vita dipende da questi quesiti.

L'articolo comparso sul "blog-del-direttore" è stato una sorta di detonazione dentro di me.
Ieri ero convinta d'aver letto qualcosa di alieno. Le parole lette erano come un vortice.

Insegnare ai giovani e imparare dai giovani. 
Trovare positiva l'iniziativa del singolo, incentivarla, viverla serenamente.

Ho letto cose molto sgradevoli, molto "misere" umanamente, sul mio viaggio in Puglia, sul mio darmi da fare.
La mia iniziativa è stata presa per arrivismo e narcisismo. Se ripenso a certe cose mi chiedo come sia possibile che donne di una certa età arrivino a dire e fare certe cose. Per me è alieno.
Mi chiedo molte cose. Se dovesse andare in porto realmente l'idea ventilata a settembre (e, al momento, è ancora solo fantasia), se avessi la possibilità di scegliere con chi collaborare, non sceglierei quelle persone. Non per una questione legata a quel che hanno detto nei miei confronti: poco mi importa. 
Ma perché vorrei persone con una mentalità diversa, con una sorta di idea del lavoro e del rispetto, diverso. So che se desidero una cosa, nessuno me la regala. Mi devo impegnare per realizzarla. 
So che ci potrebbero essere richiesto o rinunce. 
Voglio avere a che fare con persone intraprendenti, capaci e che ritengono un valore importante il mettersi in gioco attivamente, in prima persona. Gente che ritiene utile continuare a formarsi, istruirsi.  Persone che non si sentono "arrivate" e perciò in diritto di pretendere.
A me non interessa avere una corte che mi adori. 
Se un giorno avrò la possibilità di scegliere con chi collaborare, voglio persone più in gamba di me, per poter costruire un successo e una creatività con la reciproca forza. Penso a tante cose in questo periodo. 
E mi sento stanca di attendere risposte che non arrivano, di essere un Don Chisciotte contro i mulini a vento.
Scorro i commenti del post e trovo molte risposte di persone che dicono: investire sui giovani si, ma come? Facendoli lavorare gratis a tempo indeterminato?
La direttrice lamenta che alcuni giovani hanno rifiutato uno stage in Vogue. 
Il mio primo pensiero è stato: pazzi! 
Il mio secondo è stato: dipende
Quali erano le condizioni chieste? 
Non ne ho idea, ma non mi va nemmeno di pensare che coloro che hanno varcato quella porta siano stati tutti giovani sfaticati, immaturi e negligenti.
Il mio dipende nasce anche dalla considerazione che uno stage gratuito è sempre uno stage gratuito, foss'anche lo stage nella Santa Sede. Quali son le prospettive che offre? Il buttarti in strada dopo tre, sei mesi, o il confermarti un nuovo lavoro non retribuito? Sono arrivate molte critiche. 
Eppure la cosa che ho apprezzato è che comunque costei ha messo la faccia e si è esposta con la sua idea, benché discutibile sotto tanti punti di vista.
Una ragazza ha scritto qualcosa come " è ben umiliante farsi mandare i soldi da casa per pagarsi l'affitto". E' vero, sapete? E' umiliante. 
E' umiliante, frustrante, stancante lavorare gratis, solo con la speranza di apprendere. 
Il bello, sapete, è che non è nemmeno certo che apprenderai qualcosa. 
Ti possono mettere a far fotocopie, ti possono tenere in un angolo, ti possono far fare un lavoro da segretaria. Se ti temono, direttamente non ti fanno fare nulla. 

Se dovesse partire il progetto, pubblicherò un articolo che ho chiesto a una mia compagna di corso e ho tutta l'intenzione di pagarla di tasca mia, anche se non sarà valido per nulla. 
La pagherò perché ha lavorato, è andata, è stata, ha scritto. Perché è semplicemente logico e giusto, normale così. Uno lavora e viene pagato. Fine.
E' una penna che vale, inoltre, ha una mentalità fresca e matura allo stesso tempo. 
E' acuta e ha occhio. Ilaria è in gamba. E mi piace l'idea di collaborare con lei. L'ho vista compiere scelte importanti per la sua formazione e il suo futuro lavorativo e.. ho pensato: beh io questa l'ammiro molto! 
Mi è d'esempio. E scrive molto bene.
Sono fortemente contro al lavoro gratuito, anche se si è alle prime armi. Ora come ora, nel mio piccolo, per cambiare le cose posso fare solo questo. Credo nell'iniziativa del singolo e credo che i cambiamenti possano partire solo da se stessi. Per questo agisco così.

Nel post del blog di Vogue si parlava anche dell'apprendere dai giovani, ma non ho ben inteso che cosa la direttrice abbia appreso dalle persone laureande con cui ha avuto a che fare. 

Sarebbe bello immaginare una donna intorno ai quaranta capace di prendere qualcosa di positivo da una donna più giovane. Sarebbe bello immaginare questa donna, a casa la sera, dire: mannaggia! Questa cosa me la segno e la metto in pratica!
Ma temo che qui il rischio sia di entrare in discorsi ancora più contorti sull'odio razziale persistente fra le donne delle varie generazioni, la paura costante del furto, il potere e la sedia che scotta.
Non ho voglia, a quest'ora di notte, di chiamare alla mente anche queste beghe.

Anche perchè fra poco preparerò gli arrosticini e non ho nessuna intenzione di vivere patemi stomacali e nausee.

5 messages:

  1. Capisco la tua "fame" di conoscenza, per scoprire, lanciarsi, conoscere, perchè la provo anche io, anche se in ambiti differenti :)

    Spero tu riesca a realizzare il tuo progetto, ma soprattutto spero che tu possa trovare un team di donne, ma anche di uomini, che possiedano le caratteristiche che cerchi in te stessa e negli altri :D

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  2. Marta TraversoOct 27, 2010 01:51 PM

    Sono partita da uno stage gratuito, ho imparato tanto su come lavorano i giornalisti e ho imparato tantissimo su come girare i denti al momento giusto. Ho imparato così bene che me ne sono andata. Sulla strada del ritorno ho scoperto i blog, e la mia vita è cambiata.

    Detto questo, quale persona sana di mente farebbe uno stage a Vogue dopo aver letto Il diavolo veste Prada? :-))

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  3. Occhi di NotteOct 28, 2010 12:29 AM

    @ Camilla: Lo spero anche io. E mi auguro la stessa cosa anche per te! Sei molto in gamba!

    @Marta: Ammetto che quando ho letto questo messaggio mi è sfuggito n sorriso! Sai che abbiamo imparato la stessa cosa?

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  4. Sei davvero un tesoro, grazie :)

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  5. Occhi di NotteOct 29, 2010 09:48 AM

    Grazie a te!

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