martedì 16 novembre 2010

Cultura contro Crisi

Una delle ricette per superare la crisi, dicono, è l'investimento su se stessi, sulla propria attività, sui propri progetti.
Secondo me questo assioma è corretto, ma manca di una piccola, ulteriore, specifica.
Per investire su se stessi è necessario superare la pigra ignoranza sorretta da comodità e arroganza.
Oggi ho ricevuto una telefonata interessante, benché mancante di proposte concrete di lavoro retribuito.
Questa telefonata mi ha comunque fatto capire una cosa.
Posso sentirmi arrabbiata (giustamente), impotente (talvolta), frustrata (tal altra) per la situazione lavorativa e le difficoltà contro cui mi scontro giornalmente con i curriculum mandati a vuoto.
Ma posso anche spostare lo sguardo, mettere a fuoco meglio la vista, aguzzare l'ingegno, dare spazio.
Poche ore fa ho compreso che è stato un bene, per me, intraprendere determinate scelte.
Il motivo mi è stato ancora più chiaro oggi, quando ho sentito le mie percezioni "di pancia" risultare corrette.


Non ci può essere evoluzione, speranza, miglioramento, crescita, ampliamento di mercati, laddove manca la volontà di superare il proprio non sapere, dando per buona e bastante la cultura ristretta di certi luoghi. Così, riflettendo su di me, ho capito di essere mancante nella conoscenza delle tematiche legate all'editoria on line, al web e via dicendo.

Ho provato un moto di gioia pensando che domani inizierò il master in comunicazione digitale. 
Parte della mia ignoranza sarà colmata da questo corso di studi universitari. Ho cercato informazioni sui docenti e con gioia ho visto comparire una serie di nomi interni ed esterni all'università, docenti dell'ampio ventaglio di facoltà che offre il mio ateneo. Questo mi ha fatto sentire libera e felice. Potrò imparare. Non solo. Ho respirato. E' stato un respiro ristoratore, che mi ha riempito i polmoni, infondendomi un senso di pace. Esistono contesti in cui la cultura è un valore aggiunto e una speranza, in cui si possono incontrare persone desiderose di migliorare le proprie competenze. Ho respirato ancora e ho pensato che le donne della mia generazione, così come gli uomini, hanno una grande opportunità fra le mani: creare un nuovo tipo di "classe dirigente", con nuovi valori, improntati sulle competenze, sul merito, sull'apprendimento continuo, sulla modernità, sulla cultura, sul coltivare il proprio panorama culturale. 

Una settimana fa prendevo un aperitivo con un'amica che mi ha detto: "Io non capisco come certe persone non pensino al fatto che uscite dall'università avranno un curriculum vuoto, se non si danno da fare nel mentre, cercando di combinare lavoro, esperienze e cultura. E' tragica!" Condivido proprio! Respiro ogni volta che incontro persone che condividono questa visione della vita. 
La voglia di cultura (intesa anche come rinnovamento del sapere in tutti gli ambiti) è forse uno degli aspetti più positivi della crisi, un lume di speranza affinché se ne esca, un giorno, proprio grazie a quanto di nuovo verrà prodotto dalle menti e dalle mani della mia generazioni e da quella subito affine. 
Tuttavia questo non mi basta. 
Soprattutto considerando che a breve partirà un progetto per me molto importante. 
Voglio conoscere le cose, per potermi garantire almeno la possibilità di probabilità di successo.

L'altra sera ho ascoltato un'intervista a Dino de Laurentiis, su RAI Storia. Parlava dei suoi metodi per il successo. Ciò che mi ha colpito è stato il suo desiderio di mettersi costantemente alla prova, cercando immediati feed back riguardo ai suoi film, in modo tale da poterli migliorare in corso d'opera, fino a renderli i successi che sono diventati. Questo mi ha toccato. E' stato benefico, come incontro.
Ho assorbito la voglia di fare e di migliorarsi, di non farsi bastare l'orticello che aveva.  E ho capito che ciò che mi aveva maggiormente spaventato, in un dato contesto, era proprio l'assenza di tutto questo. Un tempo lessi un articolo che si intitolava "La dotta ignoranza". 
Ho conosciuto la flemmatica, compiacente, ignoranza, felice d'esser tale. Il che è peggio. Ne sono uscita spaventata e piena d'ansia. 

Dopo questo pomeriggio di riflessioni, evoluzioni, vampate d'energie e speranza, sono stata su BOL e ho riempito il mio carrello della spesa-libri. Per conoscere meglio l'editoria sul web, per allargare gli orizzonti, per darmi una chance al di là delle dinamiche di mercato. Punto su di me.
I libri in questione sono: "Scrivere 2.0", "Un mare di notizie" più due antologie-guide turistico-letterarie di Roma. Mi è stato affidato l'incarico di Roma letteraria per Sul Romanzo, da dicembre in poi... indi per cui urge studio e capatine in loco!

7 messages:

  1. Sei una grande, una grande donna!
    Sono certa che la tua determinazione, la tua preparazione e le tue capacità ti porteranno lontano. Credici sempre, credici davvero!


    ps. Posso fare una piccola critica?Non mi piace molto come è impaginato il blog. La parte del post, così importante è troppo piccola rispetto alle colonne laterali...

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  2. Marta TraversoNov 16, 2010 11:46 AM

    Scrivere 2.0 deve essere bellissimo, l'ha scritto Luca Lorenzetti che è un tipo in gambissima!

    Ma che bella l'iniziativa per Sul Romanzo!! Non vedo l'ora di leggerti!

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  3. Occhi di NotteNov 16, 2010 01:00 PM

    @Alchemilla: rispetto al template, va meglio così? Stavo facendo delle prove.. sto cercando anche una fotografia migliore da mettere come sfondo, mi consigli qualcosa? Va un pò meglio stasera?

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  4. Occhi di NotteNov 16, 2010 01:00 PM

    @Marta: poi ti farò sapere com'è. Sono molto curiosa di leggerlo!

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  5. Sì meglio. Ci sono alcuni siti...mi sembra che avevo cercato photo header blog e avevo trovato tante fotografie.

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  6. Occhi di NotteNov 16, 2010 01:03 PM

    Ma per quanto riguarda i permessi?... Mi informo, comunque!

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  7. Sono molto felice di leggere tanto entusiasmo e tanta voglia di fare. Sono certa che riuscirai a realizzare ogni tuo desiderio perchè spesso è la sola volontà che serve.
    Un abbraccio
    Francesca

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