lunedì 1 novembre 2010

La Bella e la Bestia: il musical.

"La Bella e la Bestia", in scena al Teatro Brancaccio, è un musical da mozzare il fiato. Ricorda molto Broadway ed è assolutamente fedele al film che abbiamo a casa, quello della Walt Disney. A dicembre, per sponsorizzare l'evento, è stata ideata e realizzata anche una rappresentazione in Piazza di Spagna, a Roma. le fotografie che vedrete di seguito sono state prese dalla pagina Facebook de "La bella e la Bestia".
A teatro pochi i cambiamenti, scelte tecniche dovute a necessità. Immaginatevi come sarebbe stato portare un cavallo in scena! Questo spettacolo è stato il mio regalo per l'onomastico di L..
Ho scelto quello delle 20:30. Ci piace molto il teatro di sera. 
Abbiamo i nostri riti, ormai. La pizza al volo prima dell'apertura delle porte, l'attesa minima davanti al Brancaccio, lo Piece teatrale e poi le chiacchiere su quanto visto fino a notte fonda. 
Ora chiudete gli occhi e venite a teatro con me, attraverso le mie parole. 





Gigantesche porte a vetri spalancate su Via Merulana illuminata a festa. Bar, pizzerie al taglio, fari delle auto, autobus, negozi e palazzi antichi. Lasciali alle tue spalle. Come il profumo di kebab e mozzarella di bufala cotta la forno. Allo smog non fare caso. In questi momenti scompare, si fa più rarefatto, la magia lo sovrasta e non te ne accorgi più. Il biglietto è verde mela, il guardaroba piuttosto caro, ma capiente. Non abbiamo più pesi da portare. Due rampe di scale salgono alla tua destra e alla tua sinistra. Prima galleria per stasera, sali pure a destra, il nostro posto è in centro, poltroncina rossa, laddove si vede meglio e le gambe stanno più comode. Che meraviglia il pesante tendone in velluto rosso, il brusio nella penombra, l'orchestra che tace, ma ancora per poco. Ecco: gli ultimi stanno prendendo posto e le luci si sono definitivamente spente. D'un tratto il musical inizia e il libro - ti ricordi? Come nel film della Disney! - si apre con un gioco bidimensionale computerizzato. La storia ha inizio. 
C'era una volta un principe bellissimo, che aveva tutto, viziato e desiderato, che non sapeva amare. Privo d'amore nel cuore. Capace di trattare come oggetti le persone che gli erano incontro. L'orchestra suona la colonna sonora de "La Bella e La Bestia", rimanendo fedele all'originale. Comodamente ti accomodi fra le strofe e sai che troverai un'ambientazione conosciuta, la casa in cui e con cui sei cresciuta. Il pubblico si emoziona presto ed ecco che Belle e Gastone lasciano il posto al castello incantato. Un coro di voci serpeggia dalla platea alle gallerie: ecco Lumiere! Mrs brick! Lei è la cameriera! Oh guarda: il cagnolino! Gli abiti dei protagonisti sono identici a quelli del film, curati nei dettagli, sgargianti, scintillanti! La storia è ritmata dai balli, fedele ma arricchita, talvolta, in solitari canti o gag canore dei protagonisti. Tutti, però, attendono la scena clou: la cena al castello!
Ed è meraviglia, ed è stupore, magia, luce, colore! I costumi di scena sono sensazionali: tovaglioli, posate, piatti, sale e pepe, pietanze, sono magicamente resi con strutture gigantesche arricchite dal can can, dai coriandoli, brillantini, oro, bianco luminoso, rosa intenso! Danzano e ballano ed è show allo stato puro! Ballerini e orchestra in virtuosismi che non si dimenticano! Il ritmo costante, che ti abbranca e non ti lascia più! Quasi tre ore di spettacolo con una pausa in mezzo. Un viaggio nel mondo della favola. Difficile rendere i particolari degli abiti, la comicità che smorza i momenti più drammatici, in un susseguirsi serrato di lacrimuccie e risate di cuore. Che dire poi delle strutture sceniche in costante mutamento, dei cambi di ambientazione, delle scale rotanti, del dinamismo che imperversava tutto lo spettacolo? Ti sarebbe piaciuto e ti saresti emozionata davanti agli abbracci tra Belle e il padre. L'arroganza tracotante di Gastone sarebbe stata un'occasione in più per ridere di gusto e Lumiere... ah Lumiere! forse la figura più esilarante di tutto lo spettacolo, quello che maggiormente si conficca nei ricordi.
La Bestia, forse, te la saresti immaginata più alta, corpulenta, pelosa. Invece l'attore è diverso, ma ugualmente emoziona. Forse, i suoi sono i passaggi più toccanti di tutta la vicenda, il cambiamento che lo sfiora, lo intimidisce, lo tocca, lo evolve, lo tramuta in essere umano capace d'amare, con l'amore nel cuore. Avresti pianto insieme a tutto il teatro e ne saresti uscita incapace di esprimere il piacere provato in questo spettacolo, come la maggioranza delle persone al tuo fianco!
Io e L. ne siamo rimasti sbalorditi. Finalmente, abbiamo pensato, un'opera che vale! Finalmente un lavoro che realizza davvero il teatro, finalmente un musical non banale o banalizzato. Qualcosa di nuovo, ma non già masticato come, invece, sono moltissimi altri spettacoli teatrali finto-moderni o finto-d'avanguardia. 






6 messages:

  1. Folletto del Vento02 novembre 2010 08:35

    Favole .....

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  2. le chiamano così anche se secondo me c'è molto di più.

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  3. ci sarà un motivo per cui l'umanità si racconta le favole praticamente da quando esiste o no?

    Magari nel tempo siamo diventati un pò più razionali, ma un pò più nevrotici.

    Ricordo una persona per me molto importante che diceva: "gli ateniesi, che stupidi non erano, passavano tanta parte del loro tempo in riti, o in teatro...
    un motivo ci sarà stato!"

    Meno male che ci sono ancora le favole và

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  4. Tu lo sai che per me le favole sono materiale fondamentale. Sorrido sempre quando sento persone disprezzare queste forme di letteratura e di "anima". Sorrido anche quando vedo presunti letterati storcere il naso davanti a questo genere di teatro, bollandolo come "robetta".
    Mi chiedo se non sia una mera questione di protezione, proprio per mantenere la razionalità.
    Le favole sono moti potenti che toccano.
    Sono terapeutiche, se uno presta l'orecchio e se, logicamente studia e si forma in tal senso.
    Le favole sono uno strato fondamentale della letteratura di ogni popolo presente sulla terra e anche oltre, immagino.

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  5. E' come se fossi stata seduta al tuo fianco, quello che descrivi tu si può viverlo chiudendo gli occhi. Sono contenta di aver rivissuto questa splendida fiaba.
    Aspetterò che la facciano al più presto alla tv, come il gobbo di Notre dame di Paris
    Sono contenta per te.
    Un abbraccio

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  6. Speriamo di poterla vedere insieme, un giorno..

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