giovedì 4 novembre 2010

Migliorie al racconto

Mi sono giunti molti commenti al racconto che ho postato qualche giorno fa. Alcuni attinenti, altri pretestuosi, altri ancora con valide proposte. 
Oggi mi sono concessa del tempo per lavorare sul pezzo. Queste le modifiche.

Ho corretto alcuni errori e reso maggiormente fluida la lettura. Mi sono resa conto che la stanchezza di questi giorni mi aveva portato a non accorgermi di piccolezze da correggere (per es. una "i" al posto di una "e"). Ero talmente stanca che non me ne accorgevo. I miei occhi, semplicemente, passavano oltre. Non è stata una settimana facile. 
Ho aggiunto piccoli dettagli sulla "me-protagonista", contestualizzando meglio i miei movimenti e la mia stessa vicenda concomitante a quella dell'anziana. 
Ho deciso di proporre il mio racconto a dei "giudici diversi". Non quelli dei concorsi letterari, non voi ancora. Almeno per quanto riguarda questo brano. Per "giudici diversi" intendo componenti di una redazione che devono valutar e il materiale che costantemente giunge da loro. Quindi con la necessità di una cernita, un si e un no, ai brani proposti. E' la prima volta che propongo un mio racconto a una rivista letteraria. 
Non so se sarà accettato o rifiutato, se mi saranno chieste modifiche o altro. 
So che il limite di 9000 battute mi ha aiutato a "compattare" la vicenda, sfoltendo laddove la prosa rischiava d'esser troppo "pesante" o ripetitiva nel concetto. 
Non ho modificato lo stile poetico, romantico, le immagini, il tono personale, emotivo, confidenziale, privato, intimo, che caratterizzava quanto inizialmente avevo scritto.
Questo perché a me piace e questo è il mio modo di scrivere. Esattamente come mi piace utilizzare aggettivi, metafore, parole talvolta ricercate, onomatopee all'interno della frase. Lo stile è questione soggettiva. 
So che la moda odierna vorrebbe imporre altro, ma io so scrivere solo seguendo il cuore.

Ringrazio le persone che hanno voluto dare un contributo al racconto attraverso pensieri, riflessioni, sia tramite blog, facebook, e-mail, telefono, chat o di persona.
Mi sono resa conta, in questi giorni, che per seguire le chimere delle false promesse ho dedicato tanto tempo della mia vita a mondi lontani dalle mie aspirazioni, perdendo la bussola, la penna e la luce negli occhi.
Tornare a scrivere mi ha dato serenità. Mi ha fatto capire che c'è molto su cui lavorare.

4 messages:

  1. infatti ognuno ha il suo stile,
    tu proponi e ogni testa ha il suo parere :).. se lo chiedi a 400 persone e ti arriveranno 400 spunti diversi.
    poi sta a te scegliere cosa cambiare e cosa mantenere uguale perche' comunque ti convince e lo volevi proprio in quel modo li'.
    :)

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  2. Bene, è un ottimo atteggiamente quello di far tesoro dei consigli. Facci sapere che esito avrà il tuo racconto, ora che l'hai proposto ad altri "giudici".

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  3. Occhi di NotteNov 4, 2010 11:50 PM

    @E. :La cosa importante, secondo me, è riuscire a "mediare" fra critiche o suggerimenti che potrebbero essere realmente utili e il proprio gusto personale. Così, a mio avviso, c'è spazio per le migliorie e la crescita.

    @Vele: per me è la prima volta che propongo un mio brano a una rivista letteraria. Non ho proprio idea cosa aspettarmi... vedremo!

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  4. Far leggere qualcosa di proprio a qualcuno è quasi una violenza, perchè ci si mette il cuore e l'anima, e c'è sempre il rischio di non piacere, di venire liquidati con superficialità...significa mettere in gioco sè stessi, e ci vuole molto coraggio, ma si ha anche la possibilità di migliore, di avere un punto di vista altro che può aiutare a maturare, a crescere!

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