lunedì 20 dicembre 2010

Albero Letterario di Natale: cuccioli di cane in spicchi di letteratura.

Natale, tempo di crucci e pacchetti. Lo so, regalare un cane a Natale può essere considerato di moda e di dubbio gusto, se l'occhio solca il tempo e giunge all'estate e alle stragi sulle strade, nonché ai canili trasbordanti di abbandonati. So anche che un cane non ha nulla a che fare con la letteratura, a meno ché non lo si interpreti come personaggio di una novella, oppure principale eroe di un'avventura. Un Zanna Bianca, un Marley, un Hachiko, un Occhidinotte. 
Oggi, la mia personale decorazione all'albero letterario natalizio ha a che fare con un desiderio, un sogno, un intreccio di ricordi, romanzi e desideri.

Un cucciolo di cane è una delle poche cose che desidero sinceramente. 
Non ho mai potuto tenerne uno: mancava lo spazio, mancavano i fondi. 
Vorrei un cane. Vorrei conoscere e vivere l'amore che può nascere con un animale del genere. 
Vorrei imparare l'amore. 
Il mio nick nasce da un lupo protagonista in un fantasy. Sono cresciuta con Beethoven, con i lupi e gli husky di Jack London, con "Balla coi lupi", con "Lilly e il Vagabondo" e tutti gli altri grandi cani del grande schermo. Questi sono stati i miei amici immaginari quando non avevo amici reali. Per molto tempo mi sono focalizzata sul Terranova, come ipotetica razza prescelta. 
Perché era grosso, peloso, orso e... dava soddisfazione nell'abbracciarlo. 
In molti mi hanno detto che, oltre ad essere sinceramente impegnativo per quanto riguarda muta, stazza ed esigenze, non avrei potuto tenerlo in casa. 
Per me, per come sono fatta io, non esiste, non concepisco, che il mio ipotetico cane possa stare lontano da me, dormire fuori al freddo, essere separato dalla famiglia. Non sono in grado di "trattare" su questo. 
Non lo desidero nemmeno, men che meno lo concepisco. So che sarei molto gelosa, molto possessiva, so che se qualcuno si azzardasse a fargli del male dovrebbe seriamente vedersela con me. 
Sono venticinque anni che lo attendo: nel momento in cui dovessi diventare custode di un cane ... 

Non mi spaventa l'impegno, non mi spaventano i costi. La discriminante è la vicinanza. Voglio un cane che possa avere vicino sempre, che non sia pericoloso con eventuali futuri bambini (molto futuri).
Di recente ho visto il film "Hachiko" e ho conosciuto gli Akita. Al cinema, quando vidi il film, vidi questi animali, perché li portarono in sala, per spiegare le peculiarità della razza e sollecitare l'acquisto se e solo se veramente intenzionati a prendersi cura di questa creatura per sempre.
All'inizio mi sono chiusa. 
Hachi, il protagonista del film, ama e predilige un solo padrone. E' una storia d'amore, di uguaglianza, non di predominio. Stasera ho rivisto il film e ho capito la mia reazione di allora, tanto quanto ho capito che un cane simile sarebbe esattamente ciò che vorrei. Quel tipo di amore vorrei. Esattamente quel tipo di amore. Esclusivo, prediletto, unico, intenso, fedele, presente, giornaliero. Un legame che può anche essere simbiotico ma che non mi causi danni come può accadere nel medesimo caso con gli esseri umani. 
L'unica cosa che mi terrorizza è l'idea di vivere la perdita. Un cane ha una vita limitata. So che soffrirei molto e questo tipo di dolore è forse l'unico capace di spaventarmi davvero nel profondo. Detona e mi sbriciola.
Tornando al protagonista del film.... non sono particolarmente avvezza nel leggere i libri portati al cinema. 
Se esiste un Hachiko in letteratura, non ho ancora avuto il piacere di conoscerlo attraverso la scrittura.

Un cane è più di un diamante. 
Non è solo "per sempre", ma è anche un "essere umano", nel senso che è vivo, con sentimenti, esigenze, necessità. Bisogno d'amore e capacità d'amare. Non mi immagino di lavorare distante dal mio cane, se dovessi sognare ad occhi aperti, tanto quanto non mi immagino di essere madre, un giorno, lontana dalla mia cucciolata. Sono attaccata alla mia libertà tanto quanto sento la necessità di "amore" e "famiglia" e presenza e costanza, vicinanza. Il mio ipotetico cane, stasera, lo chiamo "Amore". 

Dovrò aspettare ancora molto prima di potermi permettere di comprare un cucciolo. 
Un contratto, una casa, un giardino. 
A volte paiono miraggi. 

Ecco, questa sera, appendo all'albero letterario Natalizio una pallina su cui ho appuntato tutti i volti dei cani in letteratura che sono stati miei amici fedeli, compagni, amici.
Lilly, Buck, Beethoven, Occhidinotte, Marley, Hachiko.
E' una pallina speciale questa. 
Speciale perché il solo posare gli occhi negli occhi del cane immaginario mi porta in una realtà altra, in cui quest'animale esiste davvero ed io sono seduta sotto un pino grondante neve, nel bel mezzo dei boschi odorosi d'inverno, che lo abbraccio e lo bacio. Mi sposto sugli altri occhi e sono accoccolata davanti a un camino, sdraiata sul fianco, nella posizione fetale, che stringo a me il peloso animale.
Nel suo pelo morbido e lungo mi scaldo e mi riempio di profumi. Tramite i nostri odori ci conosciamo e riconosciamo. Rispettandoci nei tempi, nelle distanze, nei modi.

5 messages:

  1. mi par di capire che..
    a buon intenditore...

    :D

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  2. Il tipo di amore che descrivi riesce a darlo qualsiasi tipo di cane! Sono contraria a regalare cani sotto NAtale soprattutto quando chi riceve questo tipo di regalo è un bambino! Ho visto purtroppo questo genere di cose più di una volta e puntualmente il cane non ha mai fatto una bella fine. Non ho visto il film, dev'essere bellissimo.. ma quel tipo di fedeltà è in ogni cane.. di razza o non di razza...credimi!
    Un abbraccio

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  3. @Elwe: magari in futuro... ora come ora temo dovremmo metterlo sul palchettone ... :D sempre ammesso che trovi uno spazio!

    @Marifa: Mi trovi d'accordo..

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  4. Oggi ho deciso di frugare nel tuo blog i pensieri che mi ero persa, è questo è sicuramente il più significativo, quello che tra tutti sento mooolto vicino.
    Solo non focalizzarti sulle razze, ogni cane ha le propia personalità indipendentemente da quello.
    Se puoi cerca nei canili e vedrai che quando troverai quello giusto sarà lui a riconoscerti, avrai il classico colpo di fulmine (a cui non credo quando si tratta di persone, ma con gli animali è così).
    Ti auguro di trovarlo presto.

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  5. Ti ringrazio per i consigli.

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