martedì 7 dicembre 2010

Albero Letterario di Natale: nuova decorazione.

Questa nuova decorazione arriva da una scrittrice emergente che vi presenterò presto attraverso una demo letteraria interamente dedicata a lei. Entusiasta, ha accettato di partecipare alla decorazione dell'albero letterario di questo blog. 
Il suo pensiero natalizio, da agganciare al ramo profumato dell'abete di "Sotto i Fiori di lillà". 

ALBERO

Non ho voglia di addobbarti, albero.
Sei lì: i tre pezzi infilati l’uno nell’altro, i rami distesi. In terra uno scatolotto - troppo grande per essere scatola e troppo piccolo per essere uno scatolone, la misura giusta per il mio sottoscala per starci per il resto dell’anno – pieno di palline e ganci, una borsa di nylon con qualcos’altro.
Sei lì: mi guardi da due giorni.
Che vuoi?

In una mattinata di nebbia freddo e neve mancata ho deciso che non ti avrei fatto.
Quest’anno no. I presepi ci sono già, quelli son comodi, già fatti, regali e souvenir di posti visti da altri: fanno bella mostra di sé sul mobile, ordinati, uno vicino all’altro. Carini pure. Qualcuno suggestivo.
E Gesù è già al suo posto. Mi guarda anche lui?
Tutto è al suo posto.
Ma quest’anno no. Io non sono al mio posto. 
Albero, non ti faccio.
Rito senza entusiasmo: quest’anno non ho tempo per te.
Ho deciso di no.
Non guardarmi neppure.
Te ne starai lì, spoglio, privo di tutte quelle cose che a me mancano.
E però sei verde. Sì, sei di plastica, ma sei verde.
Il tuo verde rappresenta comunque la vita di un albero, e però è plastica o non so quale altro materiale. Sì, plastica, tutto quello che residua e non è specifico è plastica, ma una plastica intelligente, compatta in sé qualunque cosa e risparmia la vita di un albero vivo.
Non ti faccio.
Anche questa sera andrò a dormire e ti passerò accanto senza farti.
Mattina.
Residuo di un sogno strano: mi sentivo una pallina, ero diventata  la pallina rossa dei bimbi, quella acquistata qualche anno fa. Il suo prezzo era andato in beneficenza a qualche associazione di cui non ricordo il nome: bella luminosa ai piedi dell’albero quell’anno aveva pulito la mia coscienza tra i tanti regali fatti e quelli ricevuti; gli anni successivi bastava un bollettino postale.
Ero pallina che si dimenava in una scatola, con quella forza assurda che si può avere solo nei sogni ero uscita fuori, mi ero appesa all’albero, ero l’albero, ero verde, ero viva, ero una foresta dove tutti i bambini giocavano in un gigantesco girotondo, mani bianche e mani nere che si intrecciavano ai piedi di abeti e baobab.
Mi sentivo libera, ero uscita dalla scatola degli addobbi natalizi, ero vita e sarebbe stato sempre così, senza bisogno di replicare ogni Natale il rituale dell’addobbo dell’albero.
Mi sono alzata da letto, uscita dalla camera: il mio albero era lì, verde, senza addobbi, ma risplendeva di luce. Ho tolto scatola e borsa e li ho riposti, pieni di addobbi, nel sottoscala.
Ti faccio, albero.
Quest’anno ti farò di amore.
Proverò ad amare anche quando non voglio, anche quando è difficile.
Non ho bisogno di andare a comprare nuove lucine.
Quest’anno, albero, ti farò di amore.
So che ci vorrà tempo.
Proverò ogni giorno a lasciare una scia di amore suoi tuoi rami.
Il prossimo Natale sarai pronto o forse ci vorrà una vita.
Ora non mi guardi più.
Sei già luminoso e ti fai guardare da me.

3 messages:

  1. OdelineDec 8, 2010 04:12 AM
    Bellissima l'idea di fare un "albero d'amore" dovrei provarci anche io.
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  2. TuristadiMestiereDec 8, 2010 08:56 AM
    oh, finalmente una decorazione originale, altro che palline dorate, argento, blu o rosse, palline d'amore, ecco il must di quest'anno!
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  3. Occhi di NotteDec 8, 2010 10:15 AM
    @ Odeline: in effetti è in linea con il Natale..

    @Turista: non so se questa mia invenzione possa definirsi un "must".. però è una cosa che mi piace!
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