sabato 11 dicembre 2010

Albero Letterario di Natale: un addobbo dal passato.

Quest' oggi l'Albero Letterario Natalizio sarà decorato con il ricordo in racconto di un Natale di molti anni fa. 
L'autrice è una signora del Nord Italia e il suo pensiero ci farà fare un viaggio nel Tempo, in quei primi decenni dopo la seconda guerra mondiale, quando nemmeno il Natale riusciva a cancellare i segni indelebili della povertà.
Fa un certo effetto leggere questo racconto. 
Al giorno d'oggi suona così "d'altri tempi" ed è così difficile sentire l'atmosfera "magica"descritta perché, inesorabile, giunge l'assenza. 
Sono molto curiosa di conoscere le vostre emozioni leggendo questa speciale pallina in cristallo d'epoca.
A me ha messo molta tristezza, nonostante il brio della prosa.
RACCONTO DI NATALE.

La neve scendeva lentamente , si posava sul davanzale e formava delle montagnette che assomigliavano a panna montata.La mamma lavava i piatti e noi infilavamo le nostre scarpette di corsa e sgattoialavamo nel cortile.Che bello calpestare quella soffice neve, e vedere le nostre orme inpresse in quella coltre bianca.Gli uccellini svolazzavano sui rami sbattendo dolcemente le ali,ricorrendosi allegramente in un turbinio di di giravolte Quattro bimbetti che non avevano altro che manici di scopa per giocare,ma che sapevano inventarsi in giochi fantasiosi.Il più grande era il più pigro, non voleva mai correre, quello di mezzo era veloce come il vento, svelto a nascondersi nei posti più impensabili.La bimbetta, era una trottolina paffuttella che non si fermava mai,il più piccolo era timido e bello come un angioletto .Non sentivano il freddo pungere sulle loro guanciotte, e i capelli bagnati dalla neve sembravano brillare come dei prismi illuminati dal sole.
La vigilia di Natale era sempre ricca di allegria, la lettera a Babbo Natale era ormai scritta già da molti giorni. Lunga, ricca di richieste,colori a matita, magari Giotto perchè erano quelli che coloravano meglio, camion di pompieri, carrarmati cappelli da cawboy, soldati e forse anche una bambola.Era sera, i pigiamini erano stati infilati in un battibaleno,bisognava andare a letto presto e stare in silenzio, altrimenti Babbo Natale non avrebbe lasciato i doni nel corridoio accanto alle nostre vecchie scarpette.
La notte come per magia sembrava volesse passare in fretta ,correre veloce per permettere a Babbo Natale di lasciare a tutti i bambini un piccolo dono .

Anche nella nostra casa era atteso, tutto era pronto,sul davanzale alcune briciole di pane e una ciotolina di latte accanto ad un mucchietto di paglia, per la renna che di sicuro doveva essere affamata dopo il gran lavoro che aveva dovuto fare durante la notte.
I primi rumori che provenivano dalla cucina erano i ticchettii delle tazze per la colazione ,il profumo del caffè che mamma e papà si accingevano a bere e il miagolio insistente del nostro meraviglioso Romeo.Ecco ora potevamo uscire e correre e correre fino alla fine di quel lunghissimo e freddo corridoio.
Sì sì, per terra c'era qualche cosa di diverso, dei pacchettini colorati, bellisssimi con dei fiocchetti color dell'oro.La gioa era tanta,Babbo Natale era stato anche da noi e aveva mangiato tuttooo.....
Aprirli era un attimo, spalancare gli occhi e fare piccoli urletti di gioia nel vedere i famosi colori tanto attesi,e poi bagigi e noci e qualche caramella mischiata con qualche strisciolina di liquirizia .C'era pure dei piccoli mandarini che sapevano proprio di Natale.
I soldatini, la bambola,il cammion dei pompieri ,i carrarmati e tutto il resto erano rimasti nella sacca di Babbo Natale la renna era stanca ,ma tornerà........
Ma noi eravamo contenti lo stesso, ce li porterà il prossimo Natale,l'importante era stare insieme a mamma e papà, sgranocchiare bagigi e mandarini e correre a piedi nudi sulla neve come folletti nel bosco.
Infondo come diceva una famosa frase di un grande film:”Domani è un altro giorno “ e Natale ritorna ogni anno, basta saperlo aspettare... aspettare.... aspettare .. ….
Buon Natale a tutti

7 messages:

  1. DzhyggitDec 11, 2010 06:28 AM
    Bello...
    Penso che mia nonna passava Natale simile...
    Io ben diversi.
    Mia mamma invece diceva che per lei Natale odora di arance...
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  2. TuristadiMestiereDec 11, 2010 09:23 AM
    questo racconto è tenero e delicato. Trascorrere il Natale serenamente in famiglia credo sia già un regalo che non tutti possono permettersi...
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  3. Vince SymoDec 12, 2010 03:09 PM
    Questo racconto mi ha ricordato quelli dell'infanzia dei miei nonni: Natali certamente molto più duri, con molte più necessità primarie a cui pensare, ma forse più genuini, sicuramente meno consumistici, "superficiali" di quelli odierni...

    Saluti,
    Vince ;)
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  4. Occhi di NotteDec 13, 2010 01:02 AM
    @ Dz: Il Natale sa di agrumi, per molti, in effetti... Come passavi il Natale?

    @Turista: Si, penso che la chiave sia tutta nella parola "serenamente"...

    @ Vince: Non sono sicura che il concetto di Natale consumistico lo si possa applicare per tutti, però sicuramente c'erano tempi e modalità diverse...
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  5. DzhyggitDec 13, 2010 02:13 AM
    Troppe storie di Natale per raccontare ;)
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  6. DzhyggitDec 13, 2010 02:14 AM
    Troppe storie di Natale per raccontare ;)
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  7. Vince SymoDec 13, 2010 04:46 AM
    No, vabbé, non intendevo per tutti ;)... ma in larga scala credo sia ormai così, ahimé...
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