lunedì 20 dicembre 2010

Albero Letterario di Natale: Un senso al Natale.

Vivere il Natale, non credendo nella Chiesa Cattolica o in uno dei tanti "credo" possibili. 
Dare un "senso", sentendo sentimenti di speranza, fratellanza, fiducia. E' possibile? 
Come si può penetrare nel profondo significato di questi giorni di nascita, cambiamento, sboccio e fioritura d'amore simboleggiata con la venuta al mondo d'un bambino, nella fede cristiana? 
Come si può partecipare a questo momento pur sentendosi distanti dalla Messa e dalle dottrine impartite dal pulpito? Dove si trova il cuore pulsante del "senso" che rende magico, prezioso, speciale, fondamentale, il Natale, nei cuori e nella vita di tutti noi, irrinunciabile momento di emozioni?
Non riesco a riconoscermi nella Chiesa Cattolica, ma non sono atea.
Credo in un dio che si chiama Amore. 
Non è l'amore romantico, cavalleresco, sognatore. Non è l'amore millantato, promesso. Non è un regalo per tacere una bugia, non è un fiore per nascondere una ferita. Non è l'angosciante gelosia, l'ansia che fagocita e ti risucchia all'interno della paranoica paura di perdere una persona importante. 

L'Amore in cui credo io, quell'amore che mi aiuta a trovare un senso al Natale, laddove non riesco a trovare forza a sufficienza per ascoltare l'omelia clericale, è un abbraccio che accoglie, sostiene, perdona, placa, anima, disseta, genera significati, forza. 
E' un Amore che si realizza e allo stesso tempo supera una persona fisica specifica, che va oltre. 
Questo amore abbraccia l'uomo più importante della mia vita e lo scavalca. Giunge a me.
Mi appartiene. Non risiede in un contorno corporeo, ma è dentro di me.
L' Amore in cui credo non si limita, nello stesso tempo, allo stretto spazio che dipinge il mio cuore. 
Mi sorpassa. 

Natale è Amore.

Non so dire se la nascita di Gesù bambino sia una bellissima favola che ha aiutato milioni di popoli a superare le difficoltà, le crisi, le angusti condizioni di vita. Posso dire che quei momenti, raccolta intorno al presepe, sono stati un sostegno in molti, molti, molti attimi bui. 
Ho passato molti Natali da sola. Anche quando ero in compagnia, mi sentivo sola. 
Ho conosciuto la solitudine delle feste, la tristezza, la malinconica sensazione di mancanza, di incompiuto, di gelido inverno in me. La messa di Natale, a mezzanotte, in certi momenti, è stata una "mano santa" per sciogliere il ghiaccio del dolore in lacrime che diventano calore. 
Il senso di quei Natali è stato un momento. Un attimo accanto a mio padre e mia madre, mentre fuori nevica e la chiesa batte i denti. La famiglia, l'unione, è stato quel senso che ha saputo cancellare, per un momento, quel vento cristallizzato di solitudine. 
Quel sentire una forte mano posata sulla mia testa, che mi diceva "Abbi fede. Passerà." Mi sentivo amata. Per un secondo. Un attimo. Ma quella stessa parola - passerà, abbi fede - mi aiutava a non mollare. 
Era fede che addentavo, cercando di aggrapparmi ai lembi dei suoi stracci, per non cadere definitivamente nel burrone della morte e della non speranza. 

I pranzi di Natale sono solo riti, per me. Non mi fanno impazzire, non mi trasmettono quelle stesse sensazioni intime di amore, non mi penetrano nell'animo, gonfiandolo di calore umano. 
Non di rado le diatribe di tutti i giorni, le grettezze umane, le invidie, le gelosie, la politica, l'attualità, sporcano quei momenti che dovrebbero essere di comunanza, conoscenza, condivisione, abbraccio. 
Il cuore del Natale, per me, è nell'intimità, in quell'unico momento in cui riesci a sentire il cuore immerso e riempito da una calda sensazione di pienezza, pacata tranquillità che permette al gesto più generoso di affiorare, foss'anche solo un sorriso a un barbone per strada.

8 messages:

  1. CaterinaDec 20, 2010 08:11 AM
    Buon Natale cara anche se siamo diversi e un grande abbraccio
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  2. Occhi di NotteDec 20, 2010 08:12 AM
    Buon Natale e che questi giorni portino tante belle cose nella tua vita. La diversità ci rende ricchi.
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  3. E.Dec 20, 2010 08:34 AM
    Quest'anno io ho ritrovato il contatto col divino, in una piccola chiesetta, a Gennaio.. mentre i fedeli cantavano la mia preferita "Adeste fideles" ho sentito quel calore e quella vicinanza umana di cui avevo molto bisogno e che un po mi hanno curata..

    Buon Natale, a tutti..
    che sia riconciliazione con se stessi e con gli altri, pace, e soprattutto serenità
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  4. Occhi di NotteDec 20, 2010 08:36 AM
    Ci sono momenti di intimità e spiritualità che toccano corde dell'anima davvero insospettabili. Saltano blocchi e chiusure e ci si sente un tutt'uno con... una sorta di divino profondo.
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  5. OdelineDec 20, 2010 08:49 AM
    Io francamente aspetto solo che il Natale passi...Ciò nonostante ti auguro buone feste e soprattutto congratulazioni per la laurea!!
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  6. Occhi di NotteDec 20, 2010 08:51 AM
    Auguri anche a te...e speriamo passi in fretta senza lasciare troppi danni... :-)
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  7. Vince SymoDec 20, 2010 12:23 PM
    Le tue parole mi hanno commosso, Carolina. Mi ci sono in parte riconosciuto...
    Ti auguro un Natale e un anno nuovo pieni d'amore.

    Vince ;)
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  8. Occhi di NotteDec 21, 2010 01:46 AM
    Ti ringrazio molto!
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