venerdì 10 dicembre 2010

Demo Letteraria: "Come l'Acqua di fiume", Elisabetta Raviola

"Come l'acqua di fiume" o "l'incontro con una Lia". 
Recensii questo libro alcune settimane fa per Critica Letteraria e, come scrissi nella mia recensione, rimasi particolarmente colpita dalla cura e dal pensiero che quest'autrice aveva avuto nei miei confronti, allegando alla copia in omaggio una lettera di ringraziamento, speranza e augurio di buona lettura. Non mi era mai successo prima. 
In seguito ci incontrammo su Facebook e, tra una chiacchiera e l'altra, scoprimmo d'avere una sensibilità comune e la passione per la scrittura condivisa. 
Questa settimana la demo letteraria di "Sotto i Fiori di Lillà" presenta quest'autrice emergente, qualche pagina tratta dal suo romanzo "Come l'acqua di fiume". Non è nuova in questo blog.
L'abbiamo già conosciuta con la sua speciale pallina per l'Albero Letterario Natalizio, qui. Le pagine sono state scelte da Elisabetta, seguendo quanto avviene normalmente nelle presentazioni del suo libro e nella scelta delle letture per le serate speciali.
In calce, se vi farà piacere, troverete tutte le indicazioni e i link utili per poter conoscere meglio questo romanzo, lo'autrice e i luoghi in cui poterlo acquistare, se vorrete farvi un piacevole regalo di Natale.
Buona lettura!
VIALE LUNGO LE SFINGI.

Il cielo era completamente terso, in alto risplendeva un sole lucentissimo che si rifrangeva sulle statue in mille tonalità diverse del color terra; si aveva la sensazione di assistere all’allegoria di un dio saggio, paziente con gli uomini spesso affannati e in agitazione per futili motivi, pronti a lasciarsi andare all’ira e facili alle guerre pur di salire sul trono del potere; un sole buono che perdonava le disobbedienze dei poveri mortali e donava loro, a ognuno di loro, un proprio raggio per scaldare il cuore di ciascuno e dare forza vivifica di salvezza.
Nei regni intermedi dell’Antico Egitto, quando le dinastie al potere non duravano che pochi anni in un susseguirsi di disordini interni e invasioni esterne, quanti uomini potenti avevano percorso il viale delle sfingi, con fremiti e paure, in attesa di ascoltare un responso divinatorio positivo dal sacerdote del dio Amon.
A Lia pareva di vederli, di udire quei passi frammisti a battiti di cuore in affanno tormentoso.
A ogni passo che Lia faceva, nella testa le rimbombavano quei battiti.
Le sfingi, illuminate in ogni loro punto dallo scintillio lucente del sole che abbacinava gli occhi, parevano di sabbia solidificata, come se tutte le paure, le ansie effimere che sconvolgono l’animo umano avessero trovato forma e solidità in quegli esseri sovrumani.
Il viale sacro incuteva timore nell’animo di Lia; aveva l’esatta percezione di seguire un percorso obbligato che doveva portarla a scoprire le contraddizioni più profonde del proprio essere, a confrontarsi con se stessa.
Shamir era rimasto assorto, in silenzio; Lia quasi non scorgeva gli altri turisti che camminavano vicino a loro; le palme intorno, oltre il viale, in lontananza non erano sufficienti a distrarla dagli affannosi pensieri; non riusciva a distogliere lo sguardo dalle sfingi che, una dietro l’altra, ad ogni passo erano lì, sempre lì, sempre uguali a se stesse, a ricordare la pochezza dell’animo umano.
Lia avrebbe voluto correre, arrivare fino in fondo al percorso, liberarsi dal peso che la opprimeva, ma le sue gambe erano diventate pesanti con i piedi inchiodati a terra; la forza le veniva meno, non aveva più certezze.
Sentiva una gran sete, il cuore le bruciava in petto, un’arsura le dilaniava la gola e le esplodeva in testa; il suo corpo si era trasformato in  battito, teso all’infinito, come se dovesse farne uscire l’anima.
Desiderava che il viale terminasse al più presto, credeva di aver percorso una strada interminabile, più lunga, molto più lunga di quei tre chilometri che erano il percorso originario del viale delle sfingi. Intravedeva al termine il portale d’accesso al tempio, ma era lì fermo immobile sullo sfondo: ad ogni passo non appariva né più vicino né più lontano, ma sempre a una distanza immutata.
Come d’improvviso, senza che si fosse accorta prima  di essere giunta all’entrata del tempio, si ritrovò di fronte al portale che veniva a bloccare il cammino con un muro immenso; aveva la sensazione di doversi scontrare contro quel muro: ogni affanno, paura che aveva accompagnato il pellegrino lungo il viale, tormentandone l’animo a dismisura, veniva ad infrangersi contro quel muro in un’esplosione violenta, un boato che fracassava la testa e faceva vacillare il corpo.
Il pellegrino era colto dal desiderio di inginocchiarsi davanti alle due statue di Ramses II, di chiedere perdono, riconoscendo di essere stato sconfitto e di essere pronto ad abbandonare il proprio corpo purchè il tormento dell’animo cessasse.
A stento si intravedeva una via d’uscita tra le due statue; con l’ultima forza rimasta il piede, trascinandosi, riusciva a varcare l’angusto ingresso: pace.
L’animo diveniva improvvisamente leggero, libero, si rasserenava.
Tutto all’intorno era segno di ordine e pace; gli affanni e le contraddizioni si erano ricomposti nella quiete ritrovata del proprio animo.
Si era scesi nell’abisso, nel baratro, a toccare le nefandezze umane senza più veli, per poi risalire alla luce della salvezza, alla suprema verità dell’essere divino, superiore all’uomo, ma da cui l’uomo procede.


Per poter acquistare il libro di Elisabetta Raviola, lo si può ordinare alla Casa Editrice www.gruppoalbatrosilfilo.it   . Nelle librerie bisogna dire che la casa editrice è Gruppo Albatros Il Filo e che è distribuito dalla Mursia; lo si trova anche su CIAO - LIBRERIAUNIVERSITARIA - UNILIBRO - BOL - IBS. 

4 messages:

  1. Ciao Occhi di Notte! Arrivo fino qui seguendo il filo del commento che hai lasciato da me.
    Mi autoinvito a prendere quel caffè di cui parlavi... :))
    E intanto mi perdo nei tuoi bei post... se mi cerchi mi trovi qui! ;)

    un saluto, polepole del CIrcoloVizioso

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  2. Benvenuta e piacere di averti qui!

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  3. ah che meraviglia l'Egitto.
    Ancora penso a quella terra da sogno!

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  4. Per me è stata una scoperta. Non sono mai stata in Egitto.

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