mercoledì 15 dicembre 2010

Demo Letteraria: "I due viaggiatori", Paolo Ciampi

Il consueto appuntamento del venerdì con le demo letterarie questa settimana viene spostato ad oggi. 
Da domani a domenica avrò una tre giorni universitaria e familiare da "urlo", tra laurea, esami del master, festeggiamenti di altre novità personali e di coppia.

Immagine tratta dal profilo Blogger dell'autore.
Questo pomeriggio vi presento Paolo Ciampi, presente in "Sotto i fiori di lillà" con il suo blog "I Libri son viaggi" nell'elenco dei blog interessanti da conoscere, seguire e apprezzare. I temi che tratta abbracciano la letteratura, la storia e i viaggi. Per questo motivo ne sono sempre rimasta affascinata: sono argomenti e campi di interesse molto forti e vivi in me. Lui è capace di raccontare l'anima, anche solo attraverso una citazione.

Chi è questo scrittore lo spiegherà lui stesso, attraverso la biografia realizzata per il suo ultimo libro recentemente pubblicato: "I due viaggiatori", Mauro Pagliai Editore.

Paolo Ciampi, giornalista professionista e scrittore, ha lavorato come redattore o corrispondente per diversi quotidiani, dal Giornale di Montanelli al Manifesto, dal Secolo XIX al Tirreno, e oggi è redattore nell’Agenzia di informazione del governo regionale della Toscana. Da anni ricopre incarichi nell’ Ordine dei Giornalisti e nell’ Associazione Stampa Toscana. Si divide tra la passione per i viaggi e le esplorazioni di tutti i tempi e la curiosità per i personaggi dimenticati nelle pieghe della Storia. Ha all’ attivo una dozzina di libri, tre dei quali sono biografie scritte con il taglio dell’inchiesta giornalistica e il ritmo del romanzo. Con Gli occhi di Salgari (2004 e ristampa primavera 2007) ha vinto il premio Castiglioncello assieme alla Comencini. Finalista al Premio Firenze con Il poeta e i pirati (2005), con Un nome (edizioni Giuntina) ha vinto, tra l’altro, il premio nazionale Villa Morosini ed è stato finalista al premio Alessandro Tassoni di Modena. Dal libro, che prossimamente sarà tradotto in Israele, è stato tratto anche un fortunato spettacolo teatrale Un nome nel vento, che ha debuttato nell'ultima Giornata della Memoria.

Con Beatrice, uscito nel maggio 2008 (prima ristampa luglio 2008), ha vinto numerosi riconoscimenti nazionali (tra gli altri, primo premio “Calliope” e “Livio Paoli”, secondo premio “Maestrale” e “Il Litorale”, finalista al premio di letteratura naturalistica “Parco Majella)
Dopo l’uscita di tre volumi di Le parole e il silenzio, curati assieme a Massimo Orlandi per le edizioni di Romena, con Vallecchi ha pubblicato Caduti dal muro assieme a Tito Barbini, con cui nel dicembre 2009 ha ottenuto il premio Selezione “Scrittore toscano 2009”.
Nel 2010 è uscito per Giuntina con un nuovo libro, Una famiglia, e per Mauro Pagliai con Una domenica come le altre. Libri a cui hanno fatto seguito in queste settimane L’ultimo dei poeti per Sarnus e Miss Uragano con Romano editore.
Per Mauro Pagliai dirige la collana Le non guide, inaugurata con un libro di Marco Vichi.

Dopo questa breve presentazione dell'autore, a voi un brano tratto da "I due viaggiatori". (Collegamento diretto con il sito IBS. Basta cliccare sul titolo).


" Ecco, così inizia I due viaggiatori (Mauro Pagliai editore), parole per sognare con il grande Emilio.


Come da piccolo, quando una febbre vera, oppure dichiarata e generosamente riconosciuta, mi liberava dalla scuola. Non erano brutte giornate, quelle, però non filavano mai. Le ore erano un cargo appesantito che risale la corrente e chissà se e quando arriverà a destinazione.

Chiunque l'abbia detto aveva ragione: i decenni volano via, sono certi pomeriggi che non finiscono più.
E la televisione non era mica come ora, che a ogni momento c’è il cartone animato, il supereroe alle prese con i mali del mondo, la partita del campionato brasiliano. A parte L’isola dei Gabbiani e Avventura – da brividi la sigla, Joe Cocker con She came in through the bathroom window – tutto era di una noia mortale. Corsi di tedesco per principianti, lezioni sui principi della termodinamica, documentari sulle api o sul baco da seta, cose così insomma.
Meno male che c’erano i libri. Meno male che c’era Emilio Salgari.

Se il tempo passava e non passava, per farlo passare meglio avevo molti amici che si erano raccolti intorno a me per tenermi compagnia. Sandokan e quella simpatica canaglia di Yanez. Tremal-Naik e tutti i tigrotti di Mompracem. Il Corsaro Nero e la bella Jolanda.

Leggevo, in giornate così. Leggevo finché la testa faceva male, le righe ballavano sotto gli occhi, le pagine diventavano una macedonia di lettere. Se perdevo il segno era un problema ritrovarlo, perché la pagina girata si confondeva con quella ancora non letta. Tanto era un pezzo che la storia aveva abbandonato il libro.
Oppure no, ero io che avevo abbandonato quella stanza e già veleggiavo verso Maracaibo, sempre che non mi fossi perso tra i coccodrilli del delta del Gange.

A un certo punto il libro scivolava dalle ginocchia, le palpebre si abbassavano a saracinesca. Me ne andavo via, sul serio.
A volte mi portavo dietro una manciata di parole. A volte erano loro a inseguirmi, come un’eco. Parole tipo quelle del fratellino Yanez.

Noi non siamo uomini da condurre una vita tranquilla. Siamo invecchiati fra le urla di guerra dei malesi e dei dayachi ed il fumo delle artiglierie, e rimpiango sempre Mompracem.

Sapete, hanno continuato a risuonarmi anche molti anni più tardi, queste parole. Anche quando mi sono ormeggiato a una scrivania con computer e ho insediato la mia Tortuga in una bella casa di un quartiere residenziale. Noi non siamo uomini da condurre una vita tranquilla. Anche quando ho messo su pancetta e famiglia, quelle parole.

E come è vero, rimpiango sempre Mompracem.
La rimpiango e la cerco ancora sulla mappa dei miei sogni."


Disponibile su IBS. Per ordinarlo basta cliccare sul titolo dell'opera e sarete direttamente indirizzati alla pagina relativa nella libreria on line.

3 messages:

  1. ..."i decenni volano via, sono certi pomeriggi che non finiscono più" ruberò queste parole...grazie per avermele fatte scoprire e per le tue parole scritte da me. Mi fa piacere che tu senta l'odore di pino...il mio intento è riuscito! =) Buona serata

    RispondiElimina
  2. Credo che questo sia il luogo più adatto per sciogliere un mio dubbio...regelerò un libro...la dedica dove si scrive?Sulla seconda di copertina o altrove? Grazie mille.

    RispondiElimina
  3. Occhi di NotteDec 20, 2010 03:48 AM

    Di norma la dedica la scrivo sempre nella seconda di copertina. Però penso che sia più importante il "cosa" del "dove"... :-)

    RispondiElimina