giovedì 30 dicembre 2010

Il valore economico del lavoro on line.

Prendo spunto dal post di Marta Traverso, nel suo blog "Prove Tecniche di Sogni" per ampliare la riflessione nata dai commenti. Il suo articolo si intitolava: "Trovare lavoro come blogger, redattore, web content" e trattava il lavoro scrittorio on line.
Le ho lasciato una piccola riflessione, ovvero quanto vale, economicamente, il lavoro di blogger, web editor, web content o web come dir si voglia? Quanto è possibile guadagnare on line? E' possibile guadagnare come scrittore freelance, scrittore online? Come si può "conteggiare" una giusta remunerazione? 
Considerando che il più delle volte non si tratta di testate registrate e considerato che il lavoro da blogger/web editor/web content non si limita alla mera scrittura giornalistica ma è molto più ampio, che "prezzo" ha il servizio offerto? Parliamone insieme. Non ho risposte, ma ho tanta voglia di conoscere il vostro pensiero.
E' piuttosto evidente che il mondo di internet rappresenta una frontiera di cambiamento e sviluppo, anche nei settori legati al lavoro. Penso all'e-commerce, penso alla pubblicità personale, penso a tutti quei settori che si sviluppano on-line sistematicamente, come i giochi e la tecnologia in genere. 
Penso anche alla scrittura via web e a come l'incremento di blog di un certo tipo sia stato una delle cause capaci di mettere in crisi il giornalismo tipico, cartaceo. 
Internet offre lavoro e permette ai singoli di crearsi impiego, lavorando in proprio.

La mia esperienza in merito è limitata a due diverse realtà, escludendo questo blog.
A settembre mi ero proposta come web editor per quanto riguarda un blog incentrato sui temi del matrimonio all'interno della casa editrice per cui lavoravo. Il mio impegno non avrebbe dovuto essere limitato solo alla scrittura di tre articoli a settimana. Avrei dovuto ampliare i contatti dell'azienda, intessere nuovi rapporti a livello web e dal vivo, pubblicità, presenza in fiera, interviste e cura degli aspetti legati a tutti i social net, Anobii incluso. Inoltre avrei dovuto svolgere anche attività di web master, per quanto possibile con le mie competenze. Un impegno full time, settimana dopo settimana. 
La mia proposta, considerando tutto il considerabile, era stata di 800€ mensili, rilanciata al ribasso dall'azienda per 400,00€ mensili.
Non se n'è fatto nulla di tutto questo per diversi motivi. 

La mia seconda esperienza riguarda un'associazione sportiva di arti marziali con cui collaboro da giugno per un corso di difesa personale molto particolare. L'idea base si è talmente ampliata che ha incluso anche l'apertura di un blog che curerò io a partire da gennaio. 
Le mie mansioni saranno pressoché identiche: scrittura, collaborazione, contatti, pubblicità, apertura canali, cura dell'immagine e della pubblicità attraverso social net, presenza in fiere e, eventualmente, nei viaggi che l'associazione seguirà. Il tutto dando particolare importanza, spazio al corso di difesa personale integrato. 
E' un progetto veramente bello a cui abbiamo lavorato in tanti, per sei mesi di seguito, senza (o quasi) pause.
Il mio ruolo non sarà limitato al "dietro lo schermo", ma anche sul tatami, sia per la "cronaca" delle lezioni, sia con esercitazioni, schede e scrittura creativa integrata. 
Quanto vale questo mio lavoro? Qual'è la cifra onesta che mi spetterebbe? 
Al momento tutto dipende dal numero di iscritti al corso ma, considerando come sono andate le demo e come sono andati i primi contatti extra tatami ho buone speranze affinché il corso abbia il suo boom e le sue nuove edizioni. Quest'associazioni mi da molta fiducia perchè sin da subito è stato messo in chiaro la volontà di remunerare il lavoro svolto, cosa che ho apprezzato e che mi ha dato non poco sollievo, visto i miei precedenti molto, molto diversi.

Tuttavia manca una tabella, un tariffario, un'indicazione dei minimi e dei massimi. 
Senza contare che manca una vera e propria differenziazione specifica sul ruolo, sulle competenze che rendono tipico il ruolo del web editor da quello del web content. Esiste, per esempio, un contratto valido sotto l'aspetto contributivo e sindacale del lavoro del blogger?
Sapete:  far nascere, vivere e crescere un blog è tutto fuorché semplice, soprattutto quando questo strumento aspira a diventare canale di lavoro che non si limita ai banner o agli Adsense di Google come fonte di guadagno. C'è una professionalità alla base. Che nessuno ti insegna, che ti costruisci giorno per giorno. Uno studio e un aggiornamento costante, dei costi a carico giornalieri (foss'anche solo la connessione internet o le eventuali telefonate). Il mondo del lavoro si è aperto a questo aspetto del futuro nel nostro presente?
Quali sono le opzioni disponibili per le blogger o i blogger che ritengono di svolgere un lavoro o che sono chiamati a svolgere questo lavoro per conto di aziende, associazioni o privati?
Che cosa ne pensate voi?

31 commenti:

  1. Grazie di aver preso spunto dalle mie parole per aprire una discussione su un tema così importante. Penso che il valore del nostro lavoro stia anzitutto in quella parte di noi che esce dalla tastiera e arriva alle parole, il fatto che non siamo semplici "compilatori" ma diamo un valore aggiunto ai post che parte dalla nostra identità. Nessun denaro può ripagare questo.

    Il discorso economico e contrattuale è più complesso. La maggior parte dei siti offre zero remunerazione, o una manciata di euro a post. E la cosa più agghiacciante è che ci sono molte persone disposte ad accettarlo.

    Ho da poco scoperto un sito che si chiama Articoli in vendita (www.articoliinvendita.net) e un gruppo su Facebook sul tema (www.facebook.com/home.php#!/home.php?sk=group_121821124551582). Sarebbe importante che queste persone capissero che non è al ritmo di 0.01 cent a parola che si costruisce il proprio futuro.

    RispondiElimina
  2. Agghiacciante. A due mie amiche hanno proposto 2,50 ad articolo scritto, con pagamenti trimestrali. Sostanzialmente è come far parte di una fabbrica di lavoro nero cinese. Direi che è piuttosto folle come meccanismo e di certo non premia la qualità dei contenuti, la ricerca precisa per quanto riguarda le fonti e via dicendo.
    Il lavoro da blogger sarebbe anche un lavoro da libera professionista e quindi, probabilmente, si andrebbe a toccare l'aspetto partita IVA.
    ma come guadagnare abbastanza per coprire i costi che una partita IVA impone?

    RispondiElimina
  3. proprio in questi giorni cercavo possibilità di collaborazione con alcuni siti di cinema ma tutti sono a titolo gratuito...per amore di fare un po' di esperienza alla fine si tende ad accettare comunque anche se ovviamente si spererebbe in una realtà diversa....

    RispondiElimina
  4. Il guaio è che ci sono molti sciacalli, in giro, con i radar puntati verso persone come te, come me, come molti altri, che, animati dalla passione, e pur di lavorare nel proprio ambito, accettano di considerare anche l'ipotesi del lavorare a gratis. Non è giusto lavorare gratis.
    Lavorare senza essere pagati equivale a sminuire tutto di sé stessi. Tutto di quel nocciolo importante che è la passione e la competenza. Trovo stupido dire: "ma tu non hai esperienza, quindi lavori gratis". e' fuori da ogni logica un discorso del genere.
    Lavoro significa anche retribuzione.
    Altrimenti si chiama volontariato.
    Penso che tu abbia moltissimo talento, competenze e capacità di rendere le emozioni in parole. Il tuo blog è stupendo e, secondo me, potresti puntare molto sul tuo blog.
    Se ti può interessare, possiamo anche organizzarci per una sorta di "collaborazione" fra blog, in modo tale da creare una rete di pensiero e di cultura diversa.
    Per ora ti auguro di passare un buon capodanno... a presto!

    RispondiElimina
  5. Federico Bergna31 dicembre 2010 10:25

    Ciao a tutti! Vedo con piacere che nel giro di due settimane si sta movimentando sempre più un focolaio che, sono convinto, punterà un faro sui webmaster dicendo: "forse forse c'è di meglio che comprare contenuti ad occhi chiusi..."

    Da parte mia sto portando avanti questo progetto sia nel portale Articoliinvendita.net sia nel relativo forum con sezioni dedicate agli articolisti e che, avvicineranno nella pratica, il rapporto di lavoro tra webmaster ed i più autorevoli blog italiani. A presto per eventuali aggiornamenti, auguro a tutti buone feste e tante nuove iniziative! :-)

    RispondiElimina
  6. In realtà questo articolo non nasce dai tuoi scritti, ma da quelli di Marta Traverso. Ho conosciuto il gruppo facebook a cui sei unito anche tu grazie a Marta. Queste riflessione noi le stiamo facendo già da molto tempo, in modo autonomo, nei nostri reciproci blog.

    RispondiElimina
  7. Avevo scritto un poema a riguardo e sfortunatamente mi si è cancellato.
    Volevo fare delle considerazioni riguardo al mondo del blogger e del lavoro online. Il mio primo consiglio è quello di avere dei contratti con delle reali aziende, che abbiano partita iva (quindi esistano fisicamente) e che siano disposte a mettersi nelle mani di un esperto del web per curare i propri siti. Molto spesso online, come avete potuto notare, si richiede questa mansione per tenere in vita delle vere e proprie community che NON SONO AZIENDE, ma semplici congreghe di persone accomunate da un interesse. Scrivere presso siti internet che parlano di musica, spettacolo o non so cosa, può essere uno stupendo passatempo, ma vi assicuro che non vi daranno nulla. Né come esperienza lavorativa, né come esperienza di produzione. Bisogna cercare dunque delle vere aziende che hanno bisogno di esperti nel settore e che vi scelgono per la vostra reale competenza! A questo punto il lavoro del blogger non si distanzia molto da qualsiasi altro lavoro che ha a che fare con l'IT.
    Il problema partita iva è aggirabile. Mi è capitato di ottenere dei contratti a progetto, ma si sa, aprire una partita iva sembra quasi essere un must. L'anno scorso ho aperto una partita iva per i giovani under26. E' indicata per tutti quei giovani professionisti che non hanno un guadagno superiore a 35 mila euro l'anno (mi pare). Le tasse si aggirano sui 20-23% di IRPEF e 15% di INPS. Insomma...l'unico costo effettivo dell'operazione è il commercialista che però per questo tipo di lavoro deve proprio fare poco e niente.
    Per esperienza personale vi sconsiglio vivamente di "vivere" sperando nel web 2.0. Si tratta di un'occupazione che non da' alcuna certezza...ma ottima se si è ancora incappati nello studio e si vuole guadagnare qualche soldo.
    Spero, con la mia testimonianza, di essere stata utile a qualcuno!

    Buona fortuna a tutti!

    RispondiElimina
  8. Occhi di Notte08 gennaio 2011 19:27

    Brava! Hai portato un argomento veramente da tenere in seria considerazione: la partita I.V.A.

    GRAZIE per le informazioni che hai aggiunto. dAVVERO.

    RispondiElimina
  9. Occhi di Notte08 gennaio 2011 19:31

    Non condivido solo una cosa. Secondo me ogni persona è in grado di poter attingere da ogni esperienza qualche insegnamento. Che non ci sia spazio sul web, per quanto riguarda nuove professioni.. non ne sono così convinta, anche partendo dai contenuti che sto incontrando nel master e da quanto osservo "nel mondo reale" parlando con persone reali.
    Penso ci sia necessità di un percorso.

    RispondiElimina
  10. No al contrario, volevo dire che il mondo del web è talmente tanto variegato che bisogna avere occhio nello scegliere. Per aziende reali intendo quelle che sono tali a livello "giuridico" e che operano nel web. Ci sono milioni di opportunità sul web, ma poche sono veramente redditizie. Si impara qualcosa dal web se si studia il concetto che vi è alla base (dove scrivere articoli è proprio la ultima preoccupazione): bisognerebbe avere delle competenze adeguate in programmazione(anche base), web marketing e procedure SEO. Quando si lavora guardando questi tre punti allora si può ben dire di aver imparato/tratto esperienza...da un mondo quale il web!

    RispondiElimina
  11. Occhi di Notte08 gennaio 2011 21:49

    Per quanto mi riguarda sto studiando da autodidatta e con il master tutto questo. Ritengo che i tre aspetti che hai citato siano assolutamente fondamentali e propedeutici, basilari.

    RispondiElimina
  12. VerdeSalvia delle colline di Firenze08 gennaio 2011 22:23

    Attinente solo in maniera laterale all'argomento, colgo però al balzo l'occasione per far conoscere ai "non creativi" la posizione di allegro e masochistico sfruttamento in cui le bloggers creative come scrappers, hobbiste di maglia, cucito creativo, riciclo etc etc, si pongono: maggior parte delle riviste di settore hanno trovato nelle bloggers un'inesauribile fonte di progetti inediti a costo zero. Con la scusa di offrir loro un'ottima vetrina, anche le più conosciute e costose testate nazionali costruiscono le loro riviste a suon di progetti, istruzioni, foto ambientate ad alta definizione, persino la cessione dei diritti, tutto fornito gratuitamente dalle ingenue bloggers che, pur di veder pubblicato il frutto del loro ingegno, della loro abilità e del molto tempo dedicato, tutto firmano, tutto accettano, senza in cambio pretender niente: non 1 euro, non un abbonamento, non un kit di prodotti.
    E se una si impunta e non cede, 100, 1000 saranno felici di far arricchire l'editore e nessun altro...
    Questo sfruttamento consenziente mi fa imbestialire, ma a quanto leggo non è un uso esclusivo della comunità creativa.
    Ciao, Occhi, e grazie della visita!

    DaniVerdeSalvia

    RispondiElimina
  13. Occhi di Notte08 gennaio 2011 22:26

    Ciao VerdeSalvia
    Grazie per l'esperienza che hai voluto condividere con noi, è sempre importante denunciare questi fatti.
    Se ti fa piacere potremmo trovare il modo per ampliare questo discorso e per dargli visibilità.

    RispondiElimina
  14. VerdeSalvia delle colline di Firenze08 gennaio 2011 22:43

    Ti ringrazio per questa disponibilità, ma evidentemente son l'unica, o una delle poche cui la cosa sembri assurda.
    Molte mie amiche, vere artiste, non aggeggione della domenica come me, non trovano niente di strano nel costruir loro queste riviste senza alcuna remunerazione.
    Io piuttosto ho offerto la mia collaborazione pro bono ad una rivista di creatività on line, ArtigianalMente, fatta da un gruppo di ragazze che si sbattono come pazze per metter su trimestralmente un gran bel giornale scaricabile gratuitamente. Io lavoro gratis, loro lavorano molto più di me altrettanto gratis. Allora ha un senso!

    RispondiElimina
  15. Marta Traverso08 gennaio 2011 22:50

    Sono d'accordo con Lidia e VerdeSalvia. Penso che le questioni da affrontare in merito siano due:

    1) Il web 2.0 non può essere da solo una fonte di reddito e lavoro, uno può anche scrivere 50 articoli al giorno e guadagnare l'equivalente di uno stipendio medio, ma così facendo non ha il tempo per studiare, per incontrare gente, per vivere.. tutto ciò che invece dovrebbe essere parte integrante di chi fa comunicazione.

    2) La visibilità a costo zero è comunque qualcosa, e le fashion blogger o chi per esse sono - se non altro - un settore di nicchia. Quello che più mi spaventa sono questi presunti "articolisti" che scrivono un giorno di funghi, un altro di viaggi in Sudamerica e un altro ancora di cinema. Sanno poco di tutto e tanto di niente. E per questo sono più sfruttabili (in ogni senso).

    RispondiElimina
  16. Occhi di Notte09 gennaio 2011 11:11

    @ Verdesalvia: Ritengo sia di fondamentale importanza portare alla luce tutti questi aspetti. Anche io collaboro gratuitamente con due siti che trattano di letteratura e recensioni e per la maggior parte tutti noi lavoriamo gratuitamente in questi progetti. Forse ci saranno speranze per il futuro, forse no, non lo so ad oggi.
    Quello che i ha sempre colpita è la finzione. In realtà molte proposte sono armi a doppio taglio: non c'è redazione, ci sono solo le bloggers che creano completamente a livello gratuito contenuti. Non c'è ricerca sulle fonti, non c'è controllo dei dati, non c'è nulla. Che sia il mondo delle fashion o delle handmade poco cambia, il meccanismo è identico.
    Sarebbe da approfondire questo aspetto, non credi?

    RispondiElimina
  17. Occhi di Notte09 gennaio 2011 11:16

    @Marta: la cosa che mi ha veramente colpito del tuo scritto (e che in parte ho vissuto in prima persona) è stato il tuo dire che per racimolare uno stipendio mezzo-lontanamente-dignitoso (mia definizione)una persona è costretta a scrivere 50 articoli al giorno, smettendo o rinunciando alla vita. Stai a casa, scrivi come una matta, rimaneggi gli articoli altrui e basta. Per....?? Un euro e mezzo ad articolo. Fossero anche 4. Sempre di sfruttamento di parla.

    Il web offre, anche secondo me, un mare di opportunità. Temo però che il punto sia - e qui concordo con tutte voi - la necessità di studio, professionalità, idea del mezzo, praticità, aggiornamento costante. Anche "solo per scrivere" ci vogliono basi, tecniche, teoria e pratica. A mio avviso una persona è liberissima nell'avere tante passioni o nel conoscere molti ambiti. Immagino però che questo background non sia per tutti gli argomenti lo stesso.
    In Italia c'è troppa improvvisazione e poco interesse per il conoscere, per la ricerca, epr lo studio.
    Anche in questo caso, secondo me, si parla di ricerca. Il web è un mondo importante, al giorno d'oggi. Non si può sperare di "campare improvvisati" per sempre.
    Per quanto riguarda le fashion blogger ... andare da Tezenis e dire: ah!!! com'è figo questo reggiseno, ora ci faccio un'articolo!.... è molto diverso dall'aver studiato moda e costume. Molto.

    RispondiElimina
  18. Concordo sulle competenze. Anche in un lavoro come questo ne servono, e più di quanto si creda. Però io non capisco "a monte" il vostro ragionamento. Il blog per definizione è un diario online. Oggi è diventato una sorta di angolo di discussione dove vengono inseriti articoli commentabili o meno. Ma voi dovreste chiedervi: qual è il sostentamento di questi luoghi di informazione? Qual è il loro guadagno che potrebbe permettere la remunerazione dei propri articolisti? Esistono varie possibilità.
    a) il blog è gestito da un'azienda. Chessò...Vogue che ha investito in un blog per essere più vicina al mondo del web.
    b) il blog nasce dallo spirito di alcuni ragazzi che vogliono creare una vera e propria azienda, legale. Chessò mi viene da pensare ad un sito chiamato Irlandando.it dove si era partiti come semplice community e poi si è arrivati ad un vero e proprio business. Ma ad esempio i proprietari erano anche proprietari di un'agenzia pubblicitaria.
    c) un ragazzetto che non ha altro da fare che aprirsi un blog perché gli piace la musica. Come ad esempio ho fatto io. Si apre il sito, cerca qualcuno con la stessa passione e spera che qualcuno lo aiuti a scrivere altri articoli.

    Se voi puntate al C è chiaro che siete fuori dal concetto stesso di web 2.0.
    E soprattutto...questa è una mia opinione strettamente personale: nel momento in cui un articolo (nel sito Articolinvendita)viene messo in vendita per 4 euro, presuppone che uno scrittore debba con quell'articolo guadagnare magari 3-4-5-n volte...perché quello stesso articolo verrà comprato da diversi blog. Allora il principio di unicità di contenuto, che fa la differenza nel web, viene a mancare! Quale blog vorrebbe acquistare un articolo che probabilmente soggiorna già in altri 10-100-1000 siti?! Nessuno...perché è l'unicità dell'informazione che fa di un sito, un sito di qualità.
    Mi illuminate? Mi fate comprendere il senso di questa cosa?

    RispondiElimina
  19. Occhi di Notte09 gennaio 2011 11:59

    Per quanto mi riguarda, ti rispondo con l'approccio che seguo io.
    Il blog è, come giustamente dici tu, definito come diario virtuale. A mio avviso, in questi anni, il blog ha iniziato a mutare il suo significato. Non è solo un luogo in cui una persona può raccontare la sua vita e condividere i suoi drammi o la sua ricerca del peso perfetto. E' un modo accessibile ai più per far conoscere la propria attività (penso alle cake designer) o al proprio talento (penso ai tanti blog nati unicamente come raccolta di racconti di un autore che spera di essere notato da una casa editrice e di avere, nel mondo reale, un contratto che gli permetta di realizzare un suo sogno letterario). I blog, inoltre, possono diventare, con il tempo, dei siti veri e proprio, con una struttura architettonica e organizzativa di tutto rispetto.
    Possono diventare anche testate giornalistiche, volendo.
    Oppure possono diventare luogo d'incontro fra domanda e offerta, fra scrittori e case editrici, fra spose che cercano la loro torta nuziale e specialiste del campo, fra amanti dello zen e scuole di arti marziali e via discorrendo, esattamente come accade nei siti internet.
    Per me il blog era un diario virtuale e lo è stato dal 2005 al 2009. Dal 2009 a metà 2009 è stato un'entità con un grosso punto di domanda pendente sulla testa e, or ora, è uno strumento di studio, di pratica, un campo di abttaglia per fare esperienza, per conscere persone, per testarmi in vari ambiti.
    HO in mente un progetto per questo blog e ho dei risultati "e dei guadagni" in fatto di contatti, incontri. Economicamente non ho, al momento, guadagni. Ma questo blog, per esempio, mi ha permesso di parlare con un editore a cui domani mostrerò la mia tesi: magari verrà fuori un libro, magari no. Il blog mi ha aiutato ad entrare in contatto con questa realtà. E' uno strumento.
    Guadagnare con le pubblicità di Google è un'ipotesi quasi inesistente.
    Secondo me la professione va realizzata e portata avanti passo dopo passo.
    QUesta è la mia visione. Per Marta può rispondere solo lei.

    RispondiElimina
  20. Beh se punti su google devi agire per altre vie. Devi avere enormi competenze SEO e soprattutto devi lavorare sulla quantità. Ossia il mio ex datore di lavoro aveva online 2000-3000 siti. Anche se guadagni 10 cent a sito, ecco qua che al giorno ti sei guadagnata i tuoi 300 euro. Ma voglio dire...la cosa è inattuabile per noi.
    Io sono d'accordo che un blog (ma ormai è inutile parlare di blog! Parliamo di Sito..è un sito vero e proprio ormai!)può renderti più visibile al mondo intero, e io stessa uso il web per questo motivo. Ma questo ragionamento è molto lontano dal "guadagnare" e "lavorare" effettivamente nel web. Questo non è lavorare...è passare il tempo!

    RispondiElimina
  21. Occhi di Notte09 gennaio 2011 12:20

    Infatti io non punto su google come guadagno in termini di Adsense. Come puoi notare non ho più alcuna pubblicità google.
    Rispetto il SEO mi sto muovendo in questo senso.
    Rispetto il "passare il tempo", beh non mi trovo d'accordo. In questo momento è molto difficile trovare lavoro, è molto difficile che i curriculum mandati non vengano cestinati a prescindere, è molto difficile balzare all'occhio ed avere una chance. E, cosa non indifferente, è estremamente difficile essere pagata per il lavoro svolto.
    Nel 2010 ho mandato un numero infinito di curriculum, ho lavorato quasi completamente gratuitamente per una casa editrice capace di darmi solo sogni e bugie e nient'altro, int ermini di guadagno.
    Il mio pensiero è: pià lavorare a gratis per una testata che non paga, più investire sul mio futuro e su me stessa ANCHE attraverso il blog, meglio puntare sul secondo. Questo, ovviamente, secondo la mia opinione. Senza contare che le redazioni che cercano gente che sappia scrivere, senza poi ipotizzare nemmeno un compenso, ne è pieno il mondo. Gratis per gratis preferisco investire su di me.
    Il tuo messaggio parrebbe dire: lasciate perdere, vis tate solo illudendo, non c'è niente di concreto o reale o fattibile in quello che state facendo. Parlo per me, ma credo di esprimere anche un pensiero di Marta: io ho un sogno e un progetto. Gli inizi sono sempre difficili e le cose da imparare sono assolutamente tantissime. Non ho intenzione di mollare per il semplice fatto che è difficile o che ci vogliono tanti passi,strumenti e competenze. Non mi spaventa questo.

    RispondiElimina
  22. Il fatto che io abbia usato le parole "passare il tempo" piuttosto che "perdere tempo" equivale a dire che non intendevo espletare il messaggio che tu hai inteso. Tutto fa brodo. Imparare dal web smanettandoci, magari incastrandosi in situazioni e collaborazioni non remunerate...sai quante me ne sono capitate? Ho aperto più o meno una decina di domini nella mia esistenza e parecchi ne ho chiusi e forse altri ne aprirò! Sono tutte esperienze, ma permettimi di dire che non è "lavoro". Mi è servito per trovare lavoro, quello è sicuro, ma uno "strumento" non è un oggetto...rimarrà sempre uno strumento, un mezzo per arrivare a qualcos'altro! Il mio non è un dire: "ragazzi lasciate perdere non ce la farete mai", ma un modo per scindere le due cose, ossia il LAVORO e il MEZZO per ottenerne. Tutto qua.

    RispondiElimina
  23. Per come la vedo io ci sono due tipi di realtà lavorative legate al web.
    La prima è quella di chi vuole lavorare più o meno nel campo dell'IT, fornendo servizi e competenze a chi le vuole acquistare a vario titolo. Vedi webmaster, web editor e tutti i vari lavori con il prefisso web. Di sicuro è un mondo molto ampio e variegato e per quello che ne so anche molto complesso.
    La seconda realtà è quella di chi attraverso gli strumenti del web si "mette in vetrina". Ovvero fa conoscere le proprie idee, il proprio talento, le informazioni che raccoglie ed elabora alla comunità degli utenti del web.
    Chiaramente in questo caso non c'è un guadagno diretto, ovvero nessuno paga direttamente gli “articoli” che in effetti nascono proprio in modo indipendente. l’indipendenza in questo caso è una delle chiavi. Si presume che le opinioni, le informazioni etc.. pubblicate sul blog siano slegate da logiche commerciali rapaci o da necessità di scuderia. L’affidabilità ed il seguito del blog a questo punto sono legate alla serietà, alla autorevolezza alla puntualità di chi lo gestisce. Nessuno paga per questo servizio che per definizione non è acquistabile.
    Il guadagno, se così si può dire, di chi scrive è la “reputazione”, il riconoscimento delle competenze nel campo di riferimento e la visibilità.
    Gli eventuali guadagni monetari sono a questo punto indiretti. Qualcuno può essere interessato a sottoporre prodotti, articoli o che altro per avere una recensione “libera”. Ad esempio diversi blogger famosi sono stati contattati da alcune aziende per ospitare una recensione indipendente di servizi o prodotti.
    Le opinioni di chi scrive possono essere così interessanti che un editore può voler investire su di un libro che le tratti in modo più ampio ed approfondito, oppure il talento letterario può essere così evidente (come può essere interessante il seguito che l’autore si è già guadagnato) che gli vengono affidati dei progetti letterari come sceneggiature o libri. Anche in questo caso ci sono riferimenti noti nel mondo dei blogger italiani.
    A mio avviso i blog in alcuni casi possono essere una vetrina per poter evidenziare le proprie competenze, cosa che in effetti non è molto semplice nel nostro mondo, in cui la meritocrazia ha i suoi problemi ad affermarsi.
    Di certo il web non risolve tutti i problemi, già infatti è uscito fuori chi vuole comprare articoli a prezzi da fame, e così via.
    Però offre delle opportunità, ed a mio avviso questo non è manco poco!
    Elwe

    RispondiElimina
  24. Occhi di Notte09 gennaio 2011 18:55

    @ Lidia: quindi, portando il discorso su modalità più positive e propositive, secondo te, che cosa dovremmo fare io e Marta per poter realizzare i nostri sogni? Che cosa ci suggerisci? Come pensi potremmo migliorare o che libri ci suggerisci per raggiungere "lavoro" e una migliore capacità nell'uso del "mezzo"?

    RispondiElimina
  25. Secondo me dovreste prima di tutto leggervi delle guide SEO, ce ne sono tante in giro, e seguire le community SEO più importanti come ad esempio quella di GiorgioTave.it. Sarebbe interessante anche comprendere a pieno il funzionamento di Google per quanto riguarda il posizionamento. In generale vi consiglio di cominciare un corso di programmazione (base) e ovviamente di leggere volumi riguardo al web 2.0 anche se, personalmente parlando, tutti i testi che riguardano questo mondo sono da considerarsi riduttivi. Cercate invece di ampliare le vostre conoscenze! Cercate di entrare in gruppi di lavoro, cercate di "lavorare" davvero a dei progetti. Non studiate e basta...che tanto la teoria qui serve quasi a nulla!!!
    PS: @Occhi di Notte - se posso, vorrei darti un piccolissimo suggerimento per iniziare bene un business nel web2.0. Se vuoi aprirti un blog, non farlo attraverso queste piattaforme come blogger, wordpress (intendo wordpress.com) etc etc...ma compra un dominio e costruisci lì sopra il tuo blog. Costa si e no 35 euro l'anno e ti da la possibilità di fare un backup di tutti i tuoi articoli. Se non sbaglio blogspot non ti permette di estrarre tutti gli articoli che hai scritto, il che equivale a dire che li hai già persi (sempre che non siano cambiate le cose da quando lo usavo io)!

    RispondiElimina
  26. Occhi di Notte09 gennaio 2011 19:14

    Come ti ho detto sopra, rispetto al SEO sto studiando su guide e con il master. CI vuole tempo, logicamente, ma mi sto muovendo in questo senso. Stavo pensando di comprare il dominio, al momento mi trovo bene con Blogger.
    Sto lavorando a diversi progetti nella vita reale.
    Sono curiosa di sapere che cosa ne penserà Marta di tutta questa discussione. :-)

    RispondiElimina
  27. Occhi di Notte09 gennaio 2011 19:34

    Dimenticavo, rispetto il backup per blogger...ho appena effettuato il back up seguendo questo link: http://bloggerbackup.codeplex.com/releases/view/12201

    RispondiElimina
  28. Già notavo...ma il backup presuppone l'esportazione in un formato che va bene per pochi database..ossia in xml! La domanda è: riusciresti a trasportare il backup dei tuoi contenuti, in un blog che non sia formato blogger?! Dubito... ;)

    RispondiElimina
  29. Occhi di Notte09 gennaio 2011 19:53

    ... Ah Lidia! Ma tu qualcosa di positivo riesci a trovarlo ogni tanto?... :D Se non ne fossi in grado, avendo comunque un file, potrei sempre e comunque chiedere aiuto a qualcuno! Se ti vuoi offrire di farmi da insegnante in questo, sei la benvenuta! :D

    RispondiElimina
  30. Ma non è che non trovo qualcosa di positivo! Semplicemente ti ho detto che in generale è preferibile usare un dominio privato perché ci sono difficoltà di gestione dei contenuti in piattaforme come blogger. Questa è una realtà, non una forma di pessimismo! Se vuoi entrare nel mondo del web devi anche considerare questi argomenti tecnici, ossia compatibilità dei formati e usabilità! Blogger ti limita in molti fattori...non solo in questo!
    ;) ;)
    Traslare un file da un formato ad un altro è qualcosa di estremamente complesso. Non è come passare un file audio da wmp a mp3...

    RispondiElimina
  31. Marta Traverso09 gennaio 2011 21:57

    Il mio caso è diverso da quello di Carolina, quindi i suggerimenti di Lidia (davvero preziosi e interessanti) valgono in modo diverso per ciascuna di noi.

    Nel mio caso voglio sviluppare un percorso professionale che da un lato si affermi attraverso lo studio e la "pratica" nel web 2.0, dall'altro lato mi porti a trattare l'informazione in modo diverso, attraverso aziende che si occupano del web ma non solo (ho fatto servizio civile in un centro Informagiovani, e martedì avrò un colloquio per - spero - tornare a lavorare lì un altro anno).

    In parallelo ho una collaborazione retribuita con Blogosfere e altre a titolo per ora gratuito, e mi va benissimo così. Tutto ciò che otterrò da qui in poi saranno piacevoli aggiunte, ma per me è il percorso quello che conta.

    Tornando alle parole di Lidia, vedo il blog come una proiezione di me più che un intermezzo per trovare lavoro. Pensare di guadagnare dal mio blog personale sarebbe come "svilirne l'anima", perché non è con questo spirito che è nato. E' il mio specchio, mentre ogni forma di lavoro e/o guadagno preferisco trarla da altro.

    RispondiElimina