mercoledì 5 gennaio 2011

Fable III per XBOX360: dal controller al romanzo.

"Fable III" o il terzo capitolo della leggenda di Albion, la trilogia della Lionhead, creata da Microsoft Game Studios in un gioco adatto all'XBOX360 e pubblicato per questa consolle il 29 ottobre 2010 come "Action RPG", ovvero come videogioco di ruolo che richiede azioni e partecipazione attiva del giocatore. E' disponibile anche in modalità multiplayer e presto uscirà un'edizione speciale creata ad hoc per pc.
"Fable III" in modalità Action RPG si differenzia dai normali giochi di ruolo cartacei o per pc in quanto l'attacco dei nemici avviene a più riprese, quasi senza sosta, senza darti la possibilità di scegliere se affrontarlo o meno. Ti ci imbatti e fai punti esperienza nel combattimento diretto.
"Fable III" è la storia di un regno, di eroi, nemici, magie, non morti, piagati, conquiste, sesso e favole.
E' stato il mio compagno durante molte ore di queste vacanze agguantate per la collottola e create ad hoc.

Scrittori o aspiranti tali, avete mai considerato i giochi per consolle o per pc come strumenti ideali per entrare in confidenza, imparare, riflettere sugli schemi, le strutture e i meccanismi tipici delle storie narrate su qualsiasi supporto (telematica, cartaceo, vocale)?

In Fable III la narrazione inizia catapultandoti immediatamente nel nocciolo della questione e tu, giocatore, devi scegliere, non hai possibilità di scampo, non puoi sottrarti. Sarai un paladino o uno spietato e diabolico agente del male? Sarai caritatevole oppure strangolerai la popolazione unendoti al male?
Albion è un regno mal governato, sfruttato, ridotto alla fame, in cui serpeggia la volontà di rivolta contro il cattivo sovrano. Un inizio "tipico" in molti giochi e in molti romanzi.
Interessante è notare come questo viene reso.

Lo strumento di chi ha ideato quest'avventura è la semplicità e l'immediatezza di una gallina. Si, una gallina.
Rinchiusa in una cassa insieme ad altre, una gallina sceglie di ribellarsi all'oppressione e spicca il volo, superando l'uomo che spinge la cassa e vivendo tutta una serie di avventure prima di finire uccisa e bollita, mentre una sua piuma vola fino alla finestra del ribelle a cui passa il testimone. Mi ha incuriosito come scelta. Potrebbe far scoccare dei sorrisi e invece è interessante, secondo me.
Consideriamo l'incipit di un romanzo qualsiasi, d'avventura e ribellione contro uno status quo soffocante, oppressivo, deprimente. Riuscire a rendere la valanga che si abbatterà, nel corso del tempo, partendo da un insignificante granello di sabbia, da una piuma di gallina, non è cosa da poco. Impostare i presupposti. La gallina è significativa per questo: è il granello di sabbia, invisibile ai più, assolutamente ignorato da chi detiene il potere, capacissimo di passare inosservato, che però darà il via a stravolgimenti completi del mondo e dell'orizzonte di persone e città.
Mostrare una panoramica della situazione attraverso l'uso di metafore poco dispersive, facilmente comprensibili, capaci di parlare al profondo senza la necessità di un dispendio di parole esagerato. Imparare a padroneggiare questi strumenti, queste tecniche, questi passaggi, permette, a mio avviso, di abbrancare il lettore, avvolgerlo e coinvolgerlo all'interno della vicenda, permettendogli di avvicinarsi all'avventura sentendo risuonare nel proprio animo quei campanelli speciali che richiamano le proprie oppressioni e la propria voglia di libertà, desiderio, vendetta, bisogno di amore o riconoscimento, a seconda del genere di romanzo che si andrà a scrivere. Questi sono degli elementi fondamentali, secondo me, nella tecnica di uno scrittore. Impossibile, a mio avviso, rinunciare all'apprendimento di queste capacità, o all'affinamento degli stratagemmi nel creare questo particolare tipo di situazione.
Saper creare un buon incipit è una buona premessa affinché il lettore non abbandoni la nostra storia. Mi ha colpito molto il momento dell'uccisione della gallina.
Costei, per arrivare alla libertà, si è scontrata con tutta una serie di figure e limiti della società, con le sue simili e con gli uomini, fino a giungere davanti a una statua di un combattente e morire fronte a lui, sotto il fuoco nemico di un cuoco desideroso di cuocerla.
Quando stramazza al suolo la scena si sposta sulla piuma. Rallenta il ritmo, panoramica minima e la finestra.
Il passaggio del testimone è uno dei punti chiave in una storia. E' lì che ha inizio l'avventura e il romanzo. Le premesse si chiudono e il lettore ha ben chiaro in mente che il proprio mondo ordinario è sinceramente in pericolo. Non solo. Ora inizia il bello, letteralmente gamba in spalla e pronti per l'ignoto.
Se l'eroe designato accetterà di intraprendere la sua selvaggia avventura per salvare il mondo (il suo mondo) .... allora state certi che presto, molto presto, inizierà la battaglia!


Noi, aspiranti scrittori o voi scrittori emergenti, avete mai prestato attenzione, orecchio, a questo aspetto legato alle premesse di una storia, al passaggio del testimone, al contesto del mondo ordinario, a quei particolari insignificanti che messi uno vicino all'altro riescono a far procedere un'epica avventura capace di rimanere nel cuore dei lettori per sempre? 
Questo, a mio avviso, è un modo per riflettere sulla profondità e sulla letterarietà della propria opera.
Sono fermamente convinta che siamo tutti in grado di scrivere, ma in pochi sono interessati al creare letteratura. Mi rivolgo a queste persone, perché vorrei un confronto con loro, un pensiero, uno scambio.
Quando vi trovate davanti al foglio bianco e dovete dare il là al cambiamento, come pennellate la tragedia insita nella situazione iniziale, oppure lo snodo, il contrappasso?
Inoltre: oltre ai libri, ai blog, ai corsi di scrittura creativa, avete mai usato strumenti come videogiochi per ampliare il vostro potenziale di conoscenza e di strumenti adatti ad essere piegati sotto il fuoco della vostra arte? Giocare, sperimentando sulla mia pelle, con "Fable III", è stato ed è molto istruttivo e ne continuerò a parlare, focalizzandomi sui vari elementi, di tanto in tanto.

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