mercoledì 26 gennaio 2011

"Sul Romanzo.it" : Intervista a Morgan Palmas

"Sul Romanzo" è uno dei progetti web in ambito letterario maggiormente di spicco nel panorama dei blog/siti italiani. 
Sono orgogliosa di farne parte e sono felice di poter scrivere anche per la webzine. Oggi vi presenterò il mio "capo", ovvero Morgan Palmas, autore di "Scrivere un romanzo in 100 giorni", Marco Valerio Editore e ideatore del lit blog. 



Dovendo spiegare cos’è, com’è nato, come è cresciuto, di cosa si occupa “Sul Romanzo”, alle persone che ancora non conosco questo progetto editoriale e questo blog, cosa potresti dire in merito?

Sul Romanzo era un’idea che avevo da anni e si è concretizzata come blog letterario nel 2009, poi si sono aggiunte nel 2010 la webzine e l’agenzia. Vi sono circa cinquanta collaboratori che postano articoli che gravitano attorno ai mondi dell’editoria e della letteratura dal lunedì al sabato, tante sono state finora le iniziative e le partecipazioni a festival ed eventi.  Non saprei dire con precisione perché la crescita è stata costante e continua, forse, così mi è stato detto spesso, il progetto trasuda onestà intellettuale, desiderio di rispettare il lettore, accettando critiche e apprezzamenti con la medesima curiosità. 

Sul Romanzo” ha una sua particolare opinione riguardo l’editoria riservata agli emergenti. Ci puoi spiegare quale e che reazioni ha avuto all’interno del mondo letterario la presa di posizione forte di questa redazione nei confronti degli editori a pagamento?

Una premessa. Non mi stanco mai di sottolineare come un blog letterario sia una goccia nell’oceano all’interno del pianeta libri. Certo, si creano ponti e collaborazioni, stima e fiducia, ma se solo si pensa alla quantità di imprese legate all’editoria si comprende con facilità che non sarà certo un lit blog – qualsiasi, dai più piccoli ai più importanti – a mutare di una virgola alcune dinamiche. Ciò non significa tuttavia che un blog non possa influenzare un numero più o meno considerevole di persone a scegliere con maggior consapevolezza, per tale ragione noi portiamo avanti questa battaglia che riteniamo giusta. L’editoria a pagamento, oggi, nella contemporaneità, è un modo di fregare soldi agli scrittori esordienti, spesso ignari di quanto accade dietro le quinte. L’editoria a pagamento punta al denaro, non vi è nessuna cura della qualità letteraria, o meglio, non vi è nessuna garanzia sulla qualità letteraria. Perché? Perché l’editore una volta intascati i soldi della pubblicazione del libro dall’autore non ha interesse a spenderne per promuoverlo, è un rischio d’impresa, meglio trovare un altro pollo da spennare, rischio zero. Il sistema è talmente semplice nella sua ovvietà che la qualità letteraria è un espediente dialettico per conquistare fiducia; infatti, a sentire gli editori a pagamento, le mie sembrano parole senza senso e lo si dichiara pubblicamente. Ma chi conosce i meccanismi fra gli addetti ai lavori sa benissimo che loro – le case editrici a pagamento – rappresentano la cloaca culturale dell’editoria. E noi, da tempo, abbiamo deciso di rimanerne il più possibile lontani. 

In Italia si dice spesso che gli italiani non leggono, eppure un rapido sguardo Ai canali internet e subito ci si accorge della quantità di blog dedicati alla critica letteraria senza considerare la crescita esponenziale del mercato legato agli e-book e degli e-book reader, ad Amazon che sceglie di aprire una libreria virtuale in Italia, alle librerie che rinnovano contenuti, occasioni, tipologie di sconti, a quelle on-line che non sanno più che cosa inventarsi per dare ampia possibilità d’acquisto agli utenti. Secondo te questo slogan che ultimamente serpeggia, corrisponde a realtà? 

Ahimè gli italiani non leggono, siamo fra gli ultimi in Europa. Dati probanti, si veda il Rapporto sullo stato dell’editoria in Italia 2010. Poi che vi siano novità tecnologiche affascinanti che spostano fette di consumatori o che modifichino alcune scelte dei consumatori non significa che vi sia un solo lettore in più, perché i dati sono quelli che citavo prima. Purtroppo. 

La letteratura virtuale: nuovo grande sbocco della tecnologia ad ampio raggio. Molti i siti che permettono di scaricare in formato pdf opere dal diritto d’autore decaduto da secoli, i grandi classici latini e greci, per esempio. Secondo te tutta questa attività culturale per rendere accessibile a tutti testi di Altissima Letteratura, contribuiranno a modificare l’approccio alla cultura delle persone? Secondo te qual è il vero valore aggiunto della letteratura, nella vita di una persona?

Alla prima domanda ti rispondo intanto in politichese editoriale. I lettori avranno più opportunità, più scelta, più modalità di selezionare livelli di interpretazione nel tempo, nello spazio, nelle priorità. L’editoria sta implementando soluzioni con grandi prospettive, forse uniche nella storia della letteratura. Ne godranno tutti, anche quelli ancora lontani dalla bellezza dei libri. 
Ora risposta di cuore, senza filtri. Sono tutte conseguenze gli approcci di qualcosa che non sta cambiando per nulla, l’italiano medio non è interessato alla lettura, e con medio intendo la maggior parte degli italiani. Non si vuole investire sulla cultura della lettura, sono scelte politiche a monte, scelte folli da parte di gente incompetente e con una sensibilità culturale pari alle poesie di Bondi. 
Per quanto concerne invece il vero valore aggiunto della letteratura sono ancora troppo giovane per parlarne, quando sarò anziano forse scriverò il mio “De senectute” e proporrò la mia visione. Nel frattempo, fra i numerosi, consiglio di leggere “Una biblioteca della letteratura universale” di Hermann Hesse, in particolare i primi capitoli. 

"Sul Romanzo” e i grandi eventi. Le fiere dei libri, le presentazioni, le occasioni speciali. Come si è giunti fino a qui? Progetti futuri?

Credo che sia il desiderio condiviso nella redazione di trattare l’attualità letteraria, nelle sue diverse dimensioni, quindi libri, ma anche autori, aneddoti, ecc. Vogliamo osservare la letteratura ed esprimere la nostra opinione. I progetti futuri avranno a che fare con la passione per i libri. Quindi Sul Romanzo potrebbe essere ancora presente nei festival, non solo. A Vicenza stiamo portando avanti le Notti di Sul Romanzo, due cicli di conferenze, resteremo solo in Veneto? Forse che sì forse che no. 
La mia idea è che il sito possa ora permetterci di lanciare iniziative con un sostegno informatico adeguato, nei prossimi mesi capirete meglio queste mie parole. 

7 commenti:

  1. Ho letto il suo saggio, "scivere un romanzo in 100 giorni", e non mi è piaciuto molto.
    Non so, svilisce un po' l'impeto artistico che c'è dietro alla scrittura. E' una mia opinione ovviamente, ma i grandi romanzieri, da Zola a Tolstoj, piuttosto che Conrad o London, secondo me erano in primis artisti che utilizzavano il mezzo scrittura per comunicare una visione del mondo complessa e lucida. Non credo che si possa arrangiarsi a scrittori, o "imparare" ad esserlo. Credo che sia, come per tutte le forme di espressione artistica, una tendenza intima che ad un certo punto si manifesta, al di là della "preparazione". Di romanzi da bancaralla ce ne sono molti, e forse davvero sono frutto di molta passione e poco talento, ma le grandi opere immortali sono rare e non sono frutto di apprendistati o master o corsi di scrittura. Insomma Goethe era Goethe! :-)

    Margherita

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  2. Occhi di Notte26 gennaio 2011 13:30

    Cara Margherita,
    io non ho letto il libro in questione ma di una cosa sono certa, perchè lo sperimento sulla mia pelle ogni volta che mi accingo a scrivere. Non basta solo il talento e non basta solo la tecnica.
    Rispetto i corsi di scrittura e i master sono piuttosto critica anche io, verso l'approccio.
    Permettimi di dirti però che i Grandi della Letteratura non se ne stavano in panciolle attendendo l'ispirazione. Alcuni erano dei Mozart della scrittura. Ma tutti studiavano, leggevano, viaggiavano, provavano e riprovavano.
    Probabilmente avevano dalla loro un considerare la letteratura come qualcosa di alto e strettamente correlato con l'anima.
    oggi come oggi è più una questione d'ego, secondo me, che di reale attenzione per la letteratura.
    Che cosa ne pensi?

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  3. Begli gli spunti emersi dall'intervista.
    Il "movimento" virtuale di scrittori e amanti della lettura in internet non finisce mai di stupirmi, spesso nei blog mi imbatto in racconti e riflessioni molto più interessanti di quelli letti nei libri che trovano pubblicazione. Però è vero che questi blog sono gocce nell'oceano, perché non avranno mai la visibilità che meritano. Che dire? Noi continuiamo a leggere e scrivere, almeno per noi stessi e la piccola cerchia che ci segue! Mai scoraggiarsi :-)

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  4. Occhi di Notte26 gennaio 2011 17:51

    Pubblicare un libro non significa, al giorno d'oggi, fare cultura o avere a cuore la letteratura, creare un movimento o pensare di poterne creare uno. Non so se questo genere di blog avrà o meno visibilità. ho la sensazione che il web sia una "bestia particolare" , ancora realmente da scoprire nelle sue potenzialità.

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  5. @Margherita: l'impeto artistico è di pochi, pochissimi. Beati loro, in tutta sincerità, grande ammirazione da parte mia, io volevo soltanto condividere parte dei miei appunti di scrittura, con visioni assai più limitate di Tolstoj o Goethe. Neanche a dirlo.

    Morgan

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  6. Occhi di Notte27 gennaio 2011 14:51

    @ Morgan: condivido... beati loro proprio!

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  7. I miei migliori auguri a Morgan Palmas e complimenti a tutti sia per l'intervista che per i commenti al seguito, mi da gioia al cuore sentire l'amore per la letteratura che tutti abbiamo e mi incuriosisce il modo differente con cui lo percepiamo.
    Il web per me è un'invenzione fantastica, stiamo vivendo il futuro..., e poi se non altro non sarei qui a scrivervi ;)
    Dante Alighieri è letto in web, se avessero provato a spiegarglielo, a Lui che la Commedia se l'è scritta con piuma d'oca e calamaio ... mi vien da ridere solo a pensarci :)
    Grazie a Lui che ha scritto, io ho potuto amare la sua grandezza, a Lui e a tutta la ricca costellazione di autori conosciuti e non che hanno arricchito la mia vita sarò grata per sempre.

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