sabato 5 febbraio 2011

Laboratorio di scrittura creativa: parliamone insieme.

Prima di rispondere ai commenti sull'incipit del racconto che ho pubblicato ieri vorrei porvi una domanda. Ho notato una certa tendenza. 
Rispetto ai miei racconti non avete problemi nell'esporvi, nel dire la vostra opinione anche in maniera molto dura. Date spunti, suggerimenti, spendete del tempo (e ve ne ringrazio) per cercare di leggere attentamente e darmi dei riscontri precisi, su cui poter discutere, anche animatamente, ma con dei contenuti interessanti. Questo non è mai accaduto con i racconti delle altre persone o con le demo letterarie. Non avete mai dato una vostra impressione o pensiero o suggerimento agli autori che ho pubblicato, né avete mai detto: "Qui potrebbe migliorare, lì quella parola è mal usata, non mi da emozioni, mi ha annoiato". Mi chiedo e vi chiedo perché.
Penso che coloro che si sono messi in gioco proponendovi i propri lavori creativi, hanno piacere ad ascoltare i vostri commenti, suggerimenti o altro. Chi pubblica un brano su questo blog sa perfettamente che, al momento, non posso garantirgli la stessa visibilità che può dare un sito di lunga data o un concorso letterario o una casa editrice eminente o una rivista di settore blasonata.
Se lo fa, lo fa perché vuole voi. Nient'altro che voi.
Che cosa succede, quindi? E' timidezza, disinteresse, paura di ferire? 
Il vostro aiuto attraverso i vostri commenti mi è molto utile nella riflessione sul mio modo di scrivere e su dove posso migliorare o essere maggiormente attenta. Penso che questo patrimonio nato dal vostro sentire sia assolutamente appetibile (per non dire indispensabile) anche per le altre persone che scelgono di intervenire.
Per me è importante sapere che Cicabuma non ha sentito alcuna emozione leggendo le prime sei righe del racconto. E' una cosa dura da sentirsi dire, ma è importante perché un romanzo viene scartato o acquistato anche in base alla primissima impressione vissuta leggendo..non sei righe, ma una.
Quindi il messaggio di Cicabuma, per me che vorrei diventare scrittrice a tutti gli effetti, è di fondamentale importanza. Soprattutto se poi lo inserisco nel contesto di altri commenti in cui mi viene detto l'opposto, ovvero che altre persone, in altri momenti storici di vita, hanno sentito delle emozioni e sono state "bene".
Vi esorto a donare i vostri pensieri anche agli altri autori perché ritengo fondamentale questo modo di fare. Anche loro, come me, hanno bisogno di sentire e sapere in presa diretta, se quel che hanno scritto è piaciuto o meno. I vostri feed back aiutano, indirizzano, migliorano la rotta, soprattutto quando si parla di critiche costruttive, come quelle che mi ha mosso Vele Ivy. E' importante scegliere la giusta parola.
Una parola ha il potere di sconquassare un significato, l'armonia della frase, il contesto.
Così "gorgogliare" e "ciarlare" possono essere fondamentali, metaforici, onomatopeici nei giusti contesti ma stonati, antipatici, criptici in altri. Non ho volutamente modificato il testo scritto l'anno scorso, lasciando volutamente certe parole. A me piacerebbe creare un laboratorio di scrittura on line capace di generare un dibattito interessante. Non posso fare tutto da sola, non posso auto commentarmi e non posso nemmeno fingere di essere un utente anonimo.
Perderei di credibilità e mi sentirei alquanto scema. Tutti noi abbiamo paura del giudizio degli altri.
Esporsi in pubblico con una cosa così delicata come un racconto, come la nostra conoscenza, sensibilità e fantasia, mette paura. Non c'è nulla che lasci più allibiti come il silenzio.
Cosa significa il silenzio? Piace, non piace, i lettori cosa pensano?
Voi siete la forza vigorosa che determina il successo delle iniziative, dei libri pubblicati, di un blog, di un prodotto, di un'idea. Non dimenticatelo. Gli autori sono in grado di reggere il "non  mi piace, mi annoia, non mi emoziona, non lo trovo interessante". Fa parte del percorso di crescita di ognuno saper accettare anche le critiche, così come la possibilità di metterle in discussione e continuare a seguire una propria strada se siamo intimamente convinti che quanto abbiamo scritto vada bene e abbia un valore.
Parliamone un pò.
Ogni tanto in questo periodo ho dovuto sottolineare la necessità di una maggiore educazione nella composizione dei commenti, ma questo è successo perché mi sono state mandate frasi del tipo "tal editore è un truffatore punto", "tu sei mafiosa perché non stai con gli studenti sfascia città" e via dicendo, ovviamente in forma strettamente anonima. Non posso pubblicare queste cose.
Via libera al dissenso educato, alle critiche costruttive, alle proprie opinioni e pensieri se contestualizzati e in grado di considerare l'importanza e la delicatezza dello strumento web che stiamo utilizzando.
Vi ascolto e da lunedì pubblicherò gli incipit che mi sono arrivati tra ieri e oggi.
Mi scuso per non aver ancora pubblicato  quello di Vele Ivy ma è stata  una giornata molto amara e di grande delusione, nonché di forte impegno. Mi metto in pari non appena sbarco dal viaggio.

2 messages:

  1. Ciao, per quanto mi riguarda: i commenti precisi sui tuoi racconti rispetto ad altri sono giustificati dal fatto che un po' "ti conosciamo", ovviamente limitatamente al tuo blog, e quindi viene più facile commentare quello che scrivi, in un certo modo c'è più "confidenza". Nel blog, attraverso i commenti, c'è un confronto piuttosto diretto, per es. io faccio un commento e tu mi rispondi dicendo che ho interpretato male, poi magari scrivi un post di approfondimento, io allora ribatto ecc.
    Così è qualcosa di costruttivo perché c'è dialogo. Forse per gli altri autori è diverso, magari fare delle critiche a qualcuno di cui abbiamo solo letto 1 racconto e qualche riga biografica non è così scontato, si ha paura che le critiche siano mal interpretate e la cosa sia morta lì.
    E poi c'è questo: leggere attentamente e fare un commento strutturato prende tempo ed energia, soprattutto per chi ha poco tempo per collegarsi in rete. Lo si fa più volentieri e con maggior facilità per la persona che cura il blog, secondo me.
    Con questo non sto dicendo che sia un atteggiamento giusto, eh! Credo anch'io che un esordiente abbia bisogno del nostro aiuto e potremmo "sforzarci" un po' di più. Però, se questo non avviene, per quanto mi riguarda può essere legato ai motivi elencati sopra :-)
    PS: no problem per la tempistica. A me va pure meglio così!
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  2. Occhi di NotteFeb 5, 2011 01:11 PM
    Cara Vele Ivy,
    innanzi tutto grazie per la tua opinione e per avermi fatto notare cose a cui non avevo affatto pensato, come per esempio il tempo a disposizione, la preferenza verso l'autore del blog. Accolgo anche quel che dici in merito alla difficoltà d'esprimere un'opinione con "poca ciccia" su cui basare un giudizio. Quello che mi piacerebbe e che farebbe piacere anche agli autori è conoscere le vostre emozioni e sensazioni. Sono le emozioni che permettono a un libro, a un racconto, di essere ricordato. Nemmeno la grammatica ha un così potente effetto nella memoria. Nel cuore. Penso che almeno questo si possa dire. E penso si possa anche provare a "dare" di più. Gli autori sono tutti a disposizione nel dibattito, tanto che quando c'è stato modo sono anche intervenuti. Penso ad Adele Cavalli, per esempio. Penso a Frank Spada.
    Nei commenti è possibile anche conoscerli meglio o approfondire di più qualcosa...se c'è stato qualcosa che ha suscitato l'interesse.
    Ti ringrazio per la comprensione... conto di essere più serena e con più tempo da lunedì in poi. Un abbraccio e buona serata!
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