venerdì 4 febbraio 2011

Laboratorio di scrittura: a raccolta la fantasia.

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Un anno e un mese fa ero accucciata sul divano della mia vecchia casa, di fronte all'albero di Natale. Scrivere, inventare e lasciarmi abbandonare ai flussi della creatività: questo facevo. Il salotto della mia casa era una sorta di laboratorio di scrittura privato. Intorno a me musica e romanzi, fogli e matite.
Era semplice scrivere, ero da sola in casa, le mie gatte-elefanti appollaiate sui miei piedi (uno a testa!)mentre io mi concedevo il lusso d'entrare nel flusso della fantasia. 
In questi giorni mi è capitato nuovamente tra le mani uno dei quaderni-tesoro. 
Sfogliavo a casaccio le sue bianche pagine pregne di storie. Appunti di storia medievale, letteratura latina, numeri scritti di fretta per non dimenticare, schemi per "Eva e Giulia" e... esercizi, incipit di racconti, "prove tecniche" per i concorsi letterari. Ho trovato un brano "intimo".
Al tempo doveva essere un racconto da inviare a selezione.
Non ricordo nemmeno la traccia del concorso, l'argomento o la città/associazione che lo aveva indetto. Dovevo parlare di figure importanti nella mia infanzia e subito mi è venuta in mente la suora e il parroco con cui sono cresciuta da bimba. Vorrei condividere con voi l'incipit di quel racconto e poi vorrei chiedervi le opinioni e uno sforzo pratico di creatività. 

" - Bambiniiii!!!! - una vichinga brizzolata torreggiava sull'alveare di fanciulli. Lo sguardo di ghiaccio e l'acuto stridio della sua voce li aveva bloccati all'istante. 
- In cappella, forza! - Donna di poche parole, compresse l'ordine che non ammetteva repliche o ritardi in un unico gesto. Un dito puntava la porta. In fila indiana, i pargoli rumorosi, che fino a pochi attimi prima erano apparsi gorgogliare nel giardino, presero posto trattenendo il respiro. "

Da questo brevissimo incipit vi chiedo due cose:
  1. Emozioni, pensieri, critiche. Se vi convince e vi prende oppure no. Se non vi convince che cosa manca.
  2. Provate a scrivere anche voi un ricordo legato alla vostra infanzia e a una persona specifica e tradurlo in non più di sei righe. Poi mandatelo a: [email protected] e, se vi va, inizieremo a dare via a questo laboratorio di scrittura on line a partire da noi.
Come ultima cosa.. ve lo giuro: oltre a preparare la presentazione di "Saprò difendermi!" mi impegno a scrivere anche la continuazione di Lia. Ho tante idee in mente, ma a volte mi manca lo slancio e la pace per scrivere. Non la voglio lasciare, comunque. Vi chiedo solo un pò di comprensione e pazienza.

11 messages:

  1. Mi piace molto l'immagine dell'alveare di bambini; rende molto bene l'idea della confusione e della concentrazione. Non amo molto l'immagine dei "pargoli rumorosi" e trovo troppo ricercata e non molto spontaneo il termine "gorgogliare" riferito a dei bambini.
    Certo, non si può dire molto di pochissime righe, ma queste sono le impressioni. Emozioni? Nessuna... troppo poco!!!
    Passo per il mio incipit... Non sono dell'umore giusto!!!
    A presto
    Francesca
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  2. Che bello! Mi hai fatta ritornare piccina!!!
    Baci friulani e una tazza di camomilla!

    (C'è un limite di tempo per l'incipit?)
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  3. Ciao!
    Dal punto di vista tecnico, trovo che "acuto stridio" sia tautologico, l'aggettivo replica un'informazione già contenuta nel vocabolo. Penso sia sufficiente "stridio".
    "Pargoli" non mi dispiace, mi sembra anche un po' ironico, mentre concordo con Cicabuma che gorgogliare non è molto spontaneo.
    Ultima osservazione: "compresse l'ordine che non ammetteva repliche o ritardi in un unico gesto" è una frase che ci ho messo un po' a capire, perché il verbo si riferisce all'ultima parola del periodo. Rallenta il ritmo della lettura, secondo me andrebbe reso in modo più semplice.
    Per il resto, io adoro gli incipit che iniziano subito mettendo in scena le azioni dei personaggi, perché fanno entrare nella storia, quindi l'idea mi piace!! Bella l'immagine della suora vichinga. Credo che tutti noi nell'infanzia abbiamo provato un misto di ammirazione e timore per una figura di adulto forte e decisa, come quella che hai tratteggiato con queste poche parole. Questa è l'emozione che mi ha suscitato.
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  4. PS: tempo fa avevo scritto anch'io una storia che riguardava la mia infanzia, se riesco a recuperarla ti mando l'incipit! :)
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  5. vale commentare anche se si conoscono le persone e i luoghi?:)
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  6. Occhi di NotteFeb 4, 2011 11:57 PM
    @R: vale, vale! Anzi, sorpattutto... tu che hai conosciuto puoi dire se le parole rendono davvero oppure no... :-)
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  7. Occhi di NotteFeb 4, 2011 11:59 PM
    Lascio ancora spazio per le vostre opinioni prima di dire qualche cosa. Mi fanno molto piacere.
    Rispondo solo a "La Flautista": considerando che si tratta solo di 6 righe al massimo, dire fino a lunedì. :-)

    Vele Ivy ha già mandato e dopo ne parleremo con lei.
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  8. Gentili amiche, mi meraviglio non abbiate letto gli incipit di "Marlowe ti amo" e "Dimmi chi sei Marlowe" di uno pseudonimo friulano.
    Buona domenica, sempreché OdN non cancelli - senza motivo - i miei commenti.
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  9. Felicità
    di Frank Spada

    Le corre incontro dall’infilata delle porte. Lo prende in braccio e accarezzandolo gli dice: – Piccolo caro, finalmente soli. – Poi alza la veletta nera e strofina il viso sul suo muso, felice; mentre l’unto della fede alimenta una fiammella su un tombale e la servitù, in lutto, attende ordini in salone.

    ps - "Felicità" (unitamene ad altri 9 microracconti, 7 racconti brevi e una novella di F.S.) è compresa nell'antologia "Riso nero / Riso amaro" - sponsorizzata da Carlo Lucarelli e recentemente pubblicata da Delos Book: cinquanta scrittori, più o meno noti (direi che sono di più quelli noti) affrontano il tema di far ridere i lettori tra brividi e risate.

    NdR - "Felicità", dove l'incipit e la fine suggeriscono una storia che può esere lunga... quanto un romanzo breve.

    Suggerisco a OdN di introdurre nel suo blog (a dx o sx) una colonna dove far comparire gli ultimi commenti - è utile, mi creda.
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  10. Rende eccome, soprattutto l'espressione "vichinga brizzolata"... in realtà la scelta delle parole usate, anche se a volte ricercate, credo abbia avuto per te uno scopo descrittivo, perchè per me che ho conosciuto la situzione hanno molto senso. Con l'andare avanti del racconto suppongo potrebbero acquisire un senso anche per altri lettori. Poi c'è sempre da vedere a chi è rivolto il racconto..trattandosi di una storia che parla di ragazzini, potrebbe anche essere un racconto per ragazzi e allora la lingua deve essere più semplice, non banale, semplicemnete più diretta forse. Ma se è un raconto per adulti, beh, alle volte c'è chi ama crogiolarsi nella strana disposizione delle parole della frase scelta dall'autore o gustare fino in fondo il sapore di sillabe desuete...
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  11. Occhi di NotteFeb 6, 2011 08:59 AM
    R: Il racconto è rivolto a un pubblico adulto. Parte da un ricordo e va verso l'odierna realtà, attraverso i cambiamenti.
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