martedì 8 febbraio 2011

L'onore dei Vor - Lois McMaster Bujold

Il treno semivuoto, un tragitto molto lungo, ore di attese sul binario e un libro a farmi compagnia. "L'onore dei vor" di Lois McMaster Bujold mi ha rapita portandomi fino a Barrayar.

L'onore dei Vor è il primo romanzo di fantascienza che leggo, in assoluto. Sono salita sulla navicella, quindi, da Colonia Beta a Escobar a Barrayar. Vi parlerò dell'esperienza, non vi farò una recensione.
Si sedimenta nel cuore e diventa pietra, flusso che scorre nella coscienza. Non è turbinio d'emozioni, ma razionale riflessione. Aggancia la mia attenzione con la mancanza di fronzoli, il dire "pane al pane e vino al vino", il non concedere scusanti o protezioni a nessuno dei personaggi sgusciati via dalla sua penna. Cordelia, la protagonista, e Aral, il nemico famigerato dalle tante sorprese, sono due esseri umani capaci di toccare e infastidire, andando a punzecchiare e stuzzicare la voce del Grillo parlante che vive in ognuno di noi. L'autrice fa parte di quelle femministe convinte, probabilmente sconfessate dai movimenti femministi.
E' dello stesso stampo della Fallaci. Donna che corre coi lupi.

Il punto focale da cui prende avvio la vicenda de L'onore dei Vor di Louis McMaster Bujold è il rapporto uomo-donna, pregiudizi-ignoranza, guerra-pace, coscienza-giustificazioni. Ci sono momenti epici, capaci di generare in me emozioni tali dall'avere addirittura reazioni fisiche bloccate solo chiudendo il libro. Quando la protagonista, per esempio, è chiusa in una stanza, nuda, legata al letto, consapevole che a breve subirà stupro e tortura. Questo passo mi ha letteralmente fatto venire le vertigini e la voglia di rimettere, il senso di soffocare, la voglia di scappare all'aria aperta e respirare. E' stato interessante leggere la sua difesa personale senza armi, né possibilità di scampo.

Un altro momento davvero toccante è stato il ritorno in patria della donna, insieme ad altre prigioniere di guerra che realmente avevano subito violenze e torture, umiliazioni e deprivazioni. E' interessante questo passo perché mostra la crudeltà e la violenza del voler a tutti costi omologare un'esperienza diversa a quella prestabilita. Il voler rendere Cordelia vittima, obbligandola a raccontare fatti ed episodi che non aveva vissuto, anche sottoponendola a droghe o prigionia, pur di comprimerla nel meccanismo stabilito.

Il canale della fantascienza è utilizzato magistralmente per mostrare la follia di certi modus operandi, come per esempio quando l'autrice tratta dell'aborto, dei figli nati dallo stupro, del permettere a un feto di vivere nonostante la madre non possa o voglia tenerlo. Oppure il classico tema "mare magnum" che abbraccia la scelta del partner, i pregiudizi tipici fra uomini e donne, l'accettare un uomo (o una donna) conoscendo l'aspetto umano e i difetti, gettando via l'ideale del principe azzurro.
La Bujold non ha parole tenere per nessuno, ma non è rabbia quella che filtra dai suoi capitoli. Piuttosto emotiva, razionale volontà di indicare una strada, mettendo a nudo e toccando quei tabù di cui ancora si preferirebbe ignorare l'esistenza.

Consiglio questo libro a tutti coloro che amano la letteratura di qualità. A tutti coloro che apprezzano le penne che scandagliano, mostrano il sapore acre della bile che sale verso la gola, come veleno di serpente.

2 messages:

  1. Prendo subito nota del titolo.
    Grazie per il suggerimento.

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  2. Occhi di NotteFeb 8, 2011 04:48 AM

    Te lo consiglio! Merita proprio!

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