mercoledì 23 marzo 2011

Il viaggio delle dee dentro la donna

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Ratto di Persefone. Immagine da google.it
"Le dee dentro la donna" e il viaggio dell'eroina descritti da Jean S. Bolen sono stati miei compagni di vita, quasi al pari de "Le donne che corrono coi lupi" e "Il femminile nella fiaba". 
Mi ci sono imbattuta grazie a un esame di letteratura inglese. Una docente "diversa" aveva il suo modo speciale per spiegare Amleto e le streghe shakespeariane. 
Ho ritrovato alcuni passaggi che mi ero appuntata, per non dimenticare.
In questa bellissima giornata di sole voglio condividere con voi questi spunti di crescita.

 CITAZIONI DA: "LE DEE DENTRO LE DONNE", J.S. BOLEN

" (...) La maggior parte dei viaggi eroici implica l' attraversamento di un luogo scuro per emergere finalmente alla luce. 

E' un viaggoi che corrisponde al passaggio attraverso la depressione. Nei miti, come nella vita, la viaggiatrice deve andare avanti, deve continuare a funzionare, deve continuare a fare ciò che ha sempre fatto, deve rimanere in contatto con i compagni di viaggio o deve farcela da sola,  non deve fermarsi e rinunciare, deve tener viva, nel buio, la speranza. 

Il buio può rappresentare quei sentimenti oscuri e rimossi di rabbia, disperazione, risentimento, biasimo, vendetta, tradimento, paura e colpa, attraverso cui dobbiamo passare se vogliamo uscire da questa depressione. E' una notte oscura dell' anima. Sofferenza e perdono, in genere, rappresentano la via d' uscita. 
Capire che la morte e la rinascita, nel mito, come nei sogni, sono le metafore della perdita, della depressione, della guarigione è di grande aiuto. 

Molti di questi periodi bui si rivelano come riti di passaggio, un tempo di sofferenza, attraverso cui la donna ha imparato qualcosa di grande valore ed è cresciuta o può essere stata temporaneamente prigioniera, come Persefone nel mondo degli Inferi, per poi diventare guida per gli altri."

" (...) Ad ogni crisi la donna è tentata di farsi vittima, anzichè rimanere un' eroina. 
Se rimane fedele all' eroina che è in lei, riconoscerà di trovarsi in un luogo pericoloso  e di correre  il rischio di essere sconfitta, ma continuerà a credere che qualcosa cambi. 
Se si farà vittima, condannerà gli altri o il destino crudele, si metterà a bere o si drogherà, aggredità se stessa con critiche che la corrodono, si arrenderà o penserà addirittura al suicidio. Un altro modo per rinunciare ad essere l' eroina della propria storia sarà quello di paralizzarsi, diventare isterica, permettere che il panico la riduca ad uno stato d' impotenza, agire in maniera impulsiva o irraazionale, fino a che qualcun altro non prenderà in mano la situazione."

"(...)Perdita e dolore rappresentano un' altra tematica presente nella vita delle donne e nei miti dell' eroina. (...) La perdita di un rapporto svolge parte significativa della vita della donna perchè, in genere, la donna si definisce nel rapporto, e non attraverso le realizzazioni. Quando qualcuno muore, la lascia, si trasferisce o si estranea da lei, si tratta dunque di doppia perdita: la perdita del rapporto in sè e la perdita del rapporto come fonte d' identità. (...) Dal punto di vista metaforico, avviene una morte psicologica ogni qual volta siamo costretti ad abbandonare qualcosa o qualcuno e dobbiamo soffrire per la perdita."

" L' eroina capace di scegliere deve ripetere il compito di Psiche, quello di "dividere i semi", ogni volta che si trova ad un bivio e deve decidere cosa fare. 
Deve fermarsi per dare un' ordine alle sue priorità, alle sue motivazioni, alle sue aspettative e alle prospettive che la situazione presenta. 
Deve vedere quali sono le scelte possibile, qual è il prezzo emotivo, dove la porteranno le decisioni che prende, che cosa, intuitivamente, conta di più per lei. 
Sulla base di chi lei è e di che cosa sa, deve decidere la propria strada da prendere"  

 " (...) Per poter fare delle scelte deve insistere nel prendere decisioni secondo i suoi tempi, consapevole che si tratta della sua vita e che è lei che ne vivrà le conseguenze"

" (...) Sia nel mito che nella vita, quando l' eroina si trova persa nel dilemma, tutto ciò che le rimane da fare è rimanere fedele a se stessa, fedele ai suoi principi ed ai suoi affetti, fino a che qualcosa di inatteso non le venga in aiuto. Rimanere nella situazione in cui ci si trova, sapendo e credendo che una risposta verrà, dà luogo a quello staio itnerno che Jung chiamava la "funzione trascendente". Con ciò egli intendeva qualcosa che sorge dall' inconscio a risolvere il problema o a mostrare la via ad un Io (o eroina) bisognoso d' aiuto che gli venga da qualcosa che è oltre la sua dimensione.

Allo stesso modo, il viaggio dell' eroina è una ricerca di individuazione. 
Percorrendo questa strada l' eroina troverà, perderà e riscoprirà ciò che ha senso per lei, fino ad ottenre stabilmente questi valori in tutte le circostanze che la mettono alla prova. Potrà incontrare più e più cose che la minacciano di sopraffarla, fino a superare il pericolo di perdere la propria identità.

La vita ci preprara ripetute occasioni per affrontare ciò di cui abbiamo paura, ciò di cui dobbiamo diventare consapevoli, o ciò di cui dobbiamo diventare padrone. 
Ogni volta che, ripercorrendo il sentiero a spirale, ritorniamo sul luogo della difficoltà, com'è sperabile, impariamo a conoscerci meglio e diventiamo capaci di reagire. "

6 messages:

  1. uhmm questo libro mi è sembrato di averlo già visto da qualche parte sai?
    ;)

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  2. Si, immagino di si! :D

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  3. Ogni donna deve essere dea. Gli stati depressivi sono notti buie dell'anima, iniziazioni che portano a livelli di consapevolezza sempre maggiori.
    Mi è piaciuto molto il tuo post

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  4. No, io non credo. Una donna dea è una donna che non ha la possibilità d'avere relazioni. Gli dei non hanno contatti o relazioni durevoli con gli essere umani. Ma riconoscere gli archetipi che agiscono in determinati momenti, aiuta a trovare la strada.

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  5. Chissà perchè alla fine sono sempre le difficoltà che fanno trovare i modi, le strade e i percorsi, che rendono migliore la nostra strada.

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  6. Alcuni sono in effetti spunti interessanti. Bel post.

    Bacio

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