Intervista a Laura Capone Editore

25 marzo 2011

Laura Capone Editore è una casa editrice romana. L'ho incontrata sulla mia strada grazie a una recensione riguardo l'e-book "Tu prostituta" di Maria Cristina Giongo. Nelle prossime settimane conosceremo sia il libro, sia l'autrice. 
Quest'oggi vi propongo la casa editrice che ha pubblicato l'opera.
In questa intervista parliamo delle iniziative della casa editrice, del mondo e-book, delle responsabilità tra editori e scrittori, delle possibilità positive riguardo il futuro del mercato librario italiano, l'editoria a pagamento, l'informata al servizio dell'editoria. Buona lettura!
La storia di un azienda inizia dalle basi: com’è nata l’idea alla base della casa editrice e come si diventa editori in Italia, al giorno d’oggi?

Non so risponderle come si diventa editori in Italia ma so dire come è nata l’idea della nostra casa editrice. Nasce dal “sogno”, dal desiderio di una bambina che quando le amichette venivano a chiamarla per giocare a pattinare nel parco, declinava, perché preferiva giocare a fare l’editore, riunendo in se i personaggi dello scrittore, della segretaria, del direttore e del postino e scriveva mini racconti che poi spediva ad amiche per la penna. Quel sogno di bambina è rimasto nel cuore di un’adulta che poi con l’inestimabile supporto del marito ha deciso di concretizzare.

Laura Capone Editore si rivolge agli scrittori sconosciuti in cerca di una casa editrice. La vostra politica editoriale si basa sul numero o sulla qualità delle opere pubblicate? Ci può raccontare qualcosa riguardo i vostri criteri di selezione e scelta?

L’obiettivo finale della Laura Capone Editore è la promozione del prodotto letterario italiano contemporaneo all’estero, per cui non punta esclusivamente su autori sconosciuti, ma ad autori di talento (valutandone i lavori indistintamente dalla notorietà) che meritano il supporto di una casa editrice che investa su di loro. Ovviamente, gli autori italiani già di successo hanno alle spalle accordi con case editrici rinomate, con risorse già sviluppate rispetto una agli esordi come la nostra, con tanti buoni propositi ma con tanta strada ancora da fare.

Laura Capone Editore e gli e-book. Qual è la vostra esperienza al riguardo? Quale spazio occuperanno nel mercato editoriale futuro questa nuova forma di libro?

Come dicevo poc'anzi, il nostro obiettivo è far conoscere i nostri autori all’estero, per cui gli e-book hanno un ruolo fondamentale per questo scopo, in quanto internet può dare una visibilità mondiale, rapidissima, che “la carta” non ha. Infatti, nell’iter della nostra produzione abbiamo la traduzione in lingua inglese delle opere in formato e-book, così da realizzare realmente la possibilità di acquisire lettori stranieri, fruitori di internet. 
In Italia le “nuove” tecnologie sono sempre state accolte in punta di piedi, diciamo pure cinquant’anni dopo rispetto i paesi mentalmente giovani, basta pensare all’introduzione in Italia della televisione, del cellulare, del computer, ecc. Oggi, in Italia si incomincia appena a pubblicizzare gli iPhone, gli e-reader, ecc. Crediamo che tra qualche anno, quando la domanda/offerta  di mercato abbia abbattuto i costi, la diffusione dei supporti informatici per i libri elettronici sarà un dato di fatto.

Qual è la vostra opinione riguardo l’editoria a pagamento? Se chiedete contributi spese agli scrittori, questi sono volti a coprire quali costi?

Più che opinione, siamo coerenti alla Legge sul Diritto d'Autore n. 633/1941 e succ. mod. ed int. su cui si fonda l’attività editoriale che prevede che l'autore ceda il diritto di pubblicazione per le stampe per conto e a spese dell'editore. Solo in questo caso si ha di fronte ad un vero e proprio contratto di edizione, quando cioè l'editore si assume l'iniziativa, il rischio ed il costo della pubblicazione.

Quali sono le politiche intraprese dalla LCE per promuovere le opere pubblicate? La pubblicità a carico di un editore costa davvero? Quali sono le voci più ingenti che dovete sostenere?

I costi sono altissimi e non assicurano i risultati sperati, per cui un planning commerciale accurato è il primo passo da fare prima di intraprendere quest’attività, una volta stabilito il percorso da fare è importante seguirlo senza mai farsi influenzare dalle pressioni degli autori, agenti, distributori, ecc che spingono a scelte azzardate. La LCE ha elaborato nel “periodo di gestazione” un planning commerciale step by step sulla base di collaborazioni di settore che mirano alla crescita reciproca per una rinascita dell’editoria libraia italiana.

Secondo voi qual è il motivo principale alla base della crisi editoriale esistente nel nostro Paese? Per crisi editoriale intendo la crisi esistente negli introiti, nei lettori, nei contenuti, nelle prospettive. Davvero tutta la “colpa” può essere imputata esclusivamente alle case editrici giganti? 

Questa è una bellissima domanda, e la ringrazio tantissimo per averla porta, in quanto la risposta è ciò che mi da carica ogni giorno nel mio lavoro.
Se entro in una libreria o in un autogrill, se in televisione guardo un programma o la pubblicità di un libro, noto subito che l’autore mi è noto perché è un VIP italiano: un conduttore televisivo, un politico, un attore, un calciatore, un cantante, o ha avuto una relazione con il personaggio, ecc. 
Mi chiedo: dove sono gli scrittori italiani? Cerco ancora tra gli scaffali e trovo una serie di autori stranieri, in maggioranza americani. Allora cerco ancora, e finalmente un nome italiano che non conosco, uno, due, poche copie, la casa editrice non la conosco, oppure una casa editrice che era piccola agli esordi e che ora, grazie ad un autore in cui ha creduto è una casa editrice di tutto rispetto.
Quindi non si tratta di crisi, ma di scelte, scelte editoriali, motivate da politiche che cambiano da casa editrice a casa editrice, che ben conosco ma che non spetta a me render noto.
I lettori esistono ed esisteranno sempre, basta salire su una metropolitana

Scrittori di lunga data, aspiranti ed emergenti: quali sono, secondo voi, le responsabilità di queste figure riguardo il degrado culturale italiano?

Io non parlerei di degrado culturale in una nazione che pullula di università (statali, parificate e addirittura ora anche private) universitari e laureati, dove i piccoli mestieri artigiani spariscono (calzolai, falegnami, ecc) e dove la manodopera è sempre più straniera (muratori, ecc). Quarant’anni fa si poteva parlare di degrado culturale italiano, non oggi.

Quali sono, a vostro avviso, i limiti più negativi della mentalità imperante nelle case editrici di piccole dimensioni? 

Il limite è il rimanere ancorate alla mentalità editoriale tradizionale in un’Era Informatica. Hanno gli strumenti ma non sanno usarli: come avere una pistola e usarla come una spada. 

13 commenti:

  1. Grazie per l'intervista.
    Laura Capone

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  2. Interessante :)
    Io in questo momento sn impegnata a creare una sorta di libro fotografico su Tallinn, dove mi trovo per lavoro :) e questo progetto mi elettrizza :)

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  3. Grazie Carolina, come sempre un'intervista davvero interessante...
    Buon weekend

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  4. Molto lucide le risposte di Laura. Inoltre mi è sembrata una persona gentile e semplice, qualità difficili da trovare in certi editori.

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  5. @Laura: Grazie per aver accettato di partecipare. :-)

    @Dreamy: Sono certa che potresti trovare in questa casa editrice persone disponibili ad ascoltare il tuo progetto, valutarlo e magari anche pubblicarlo. :-) Provaci!

    Chiara: Grazie a te!

    @VEle Ivy: E' bello quando le persone parlano con il cuore e non solo con la volontà di auto promuoversi.

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  6. PARTE I
    Ho letto l'intervista che hanno fatto all'editore LAURA CAPONE e sono rimasto colpito dalle sue risposte spontanee ed estremamente intelligenti. E' chiaro che Laura Capone è un'editrice coraggiosa,colta,tenace e lungimirante. Che non si lascia oscurare la mente dagli pseudoscrittori improvvisati che ogni giorno le tv ci propinano: più che scrittori BELVE a caccia di FACILI PREDE EROTICHE per apparire e cercare di fare colpo sulla gente . Ma la gente oggi non è più scema come solo qualche decennio addietro e a forza di annusare tutta la spazzatura che ogni giorno ora minuto ci sputa addosso la pubblicità, finirà presto per vomitare e cioè finirà col non comprare più i libri dei cosiddetti FAMOUS....perciò W Laura Capone che con nell'anima il suo antico ma sempre nuovo sogno di bambina, sta cercando di fare l'EDITORE SERIO a caccia di nuovi talenti, scrittori non ancora definiti tali perchè non hanno sangue blu! Perchè non si sono mai scopati quelle che io chiamo le FACILI PREDE EROTICHE: attricette da mercatini hard, pseudo showgirls eccetera, che a loro volta sono a caccia di chi le può fare apparire ancora di più. Brava Laura Capone, continua così(nonostante le fatiche e le difficoltà economiche e burocratiche pilotate da speculatori con l'american express al posto del cuore: mercanti da due soldi che cercheranno in tutti i modi di tarparti le ali, ma le tue sono ALI LUCENTI e il vento che le sospinge è il vento dell'innocenza e della purezza del tuo piccolo grande sogno)perchè in Italia gli artisti bravi, anzi GENIALI, ci sono eccome...solo che.....

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  7. PARTE II
    Ma se esiste una qualche forma di giustizia, prima o poi un'editrice come te SPACCHERA', anche se la giustizia è spesso taroccata dai RICCHI E POTENTI GIGANTI coi lori immensi imperi economici che pensano di poter vendere romanzi come fossero formaggini.....e fino ad ora ce l'hanno fatta! Vedremo in seguito......Io sono uno degli autori di Laura Capone(forse l'autore più matto che lei ha scelto, matto per le tematiche bizzarre-assurde-scabrose-scomode e controtendenza dei miei romanzi e per il mio modo sbrindellato di scrivere: una scrittura assolutamente emozionale e priva di tecnica)...ma non parlo così perchè sono un adulatore, non elogio il mio editore perchè così facendo magari le divento simpatico e lei decide di spingere il mio romanzo piuttosto che quello di un altro suo autore e mio collega! Io parlo così perchè ho vissuto sulla mia pelle decine di anni trascorsi tra gli squali delle case discografiche che giorno dopo giorno, morso dopo morso, hanno tentato di sbranarmi.

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  8. PARTE III
    Io non ho sangue blu, tutt'altro! Ma sono riuscito ugualmente a scrivere per molti cantanti famosi, anche se devo dire con amarezza che la maggior parte degli autori di canzoni bravi, se non hanno dietro un padrino o qualche altro santo in paradiso, o se non sono parenti e/o amici di politici-trafficanti di quella che loro pensano ARTE, spesso non ce la fanno a sfondare.
    Come avrete capito, io sono un autore di canzoni, chiaramente sconosciuto alla gente perchè quando si parla di autori di canzoni in tv e sui giornali, si fanno solo e sempre i nomi dei soliti e pochi superbravi superbelli superfighi e sopratutto superr...........!
    Io nel mio piccolo sono riuscito a campare per tutta la vita con la mia scrittura alla faccia di chi mi ha ostacolato in ogni modo: legale e non, mafioso e non....e adesso anche io come la mia editrice sto per iniziare il mio vecchio ma sempre giovane e magico sogno, nel mio caso DEL CERCARE DI DIVENTARE UNO SCRITTORE CONOSCIUTO. Non sta a me dire se come scrittore sono un grande o una mezza tacca perchè tanto alla fine della fiera, con un'editrice come Laura Capone, sarà il pubblico a stabilirlo. Saranno i lettori a decidere se io ho i numeri per diventare uno scrittore degno di tale nome. Comunque per me è già un enorme traguardo aver trovato un editore che non ti chiede soldi per pubblicarti i romanzi, che se ne fotte se l'autore ha dei padrini o dei potenti che lo proteggono, se l'autore va a letto con la ragazza della porta accanto piuttosto che con il personaggio "FAMOSO".
    Se in Italia ci fossero più persone come Laura Capone, sicuramente saremmo un paese più evoluto, più serio e sopratutto più pulito!
    Il mio nome è Ermanno Capelli.

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  9. Ciao Ermanno,
    grazie per aver lasciato il tuo pensiero e la tua esperienza. Se in futuro avrai ancora piacere a partecipare, commentare e condividere con noi il tuo pensiero o i miei scritti o altre interviste, ti chiedo la cortesia di usare modi e toni differenti.
    Capisco la tua frustrazione e rabbia ed hai ragione: in giro c'è veramente "di tutto".
    Tuttavia ti esorto, per il futuro, a una moderazione.

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  10. Caro Ermanno,
    vorrei reagire alla tua email di rabbia e sfiducia contro certi editori.Ti assicuro che non sono tutti così. E ti parlo per esperienza professionale in quanto ho pubblicato 4 libri ( 3 in Italia e 1 in Olanda). Il primo per un editore che allora era molto importante, Rusconi, ( poi diventato Hachette), il quale mi chiese di scrivere un libro dopo aver letto una mia novella pubblicata da un giornale femminile. Quindi, niente padrini o santi in paradiso; e ti assicuro che non ho dovuto andare a letto con nessuno. Neanche pagare io stessa la pubblicazione del mio libro. Al limite lo puoi fare via i vari siti che però ti danno la possibilità di scegliere tu stesso la copertina, il formato, i caratteri, l'impostazione. Io non pagherei mai per un mio libro. Sono convinta che se hai talento, prima o poi ce la fai. Quindi non scoraggiarti; scrivi bene, anche se in modo un po'...caotico e a volte "aggressivo". Hai fiducia nel tuo editore quindi devi conservare questo tuo entusiasmo. Io stessa ho affidato a Laura Capone il mio libro Tu prostituta, perchè mi aveva detto che voleva pubblicare anche libri di persone che non riescono a far sentire la loro voce: e questo mi pareva un nobile intento. Le grandi casi editrici ti danno un anticipo e di solito hai un'immediata vendita di almeno 1000 copie, grazie alla loro rete di distribuzione, vendita e pubblicità. Poi però escono nuovi libri per cui passi in secondo piano. I piccoli editori, se il libro è valido e hanno una buona rete commerciale, possono venderlo per più tempo.Naturalmente dipende anche da come si presenta l'opera; come sai la gente sceglie un libro prima di tutto per la copertina; ci sono dei libri che sembrano dei gioielli, per cui desideri subito averli nella tua biblioteca. Poi per il titolo, la storia dell'autore e a volte...persino la foto dell'autore posta sul retro. Se l'autore è conosciuto, tanto meglio; se non lo è, lo può diventare in seguito.Quando pubblicai per Giovanni De Vecchi lui offriva la possibilità di una cifra unica in cambio della vendita dei diritti d'autore. Io accettai perchè in quel momento ero molto giovane e avevo bisogno di denaro; ma dal lato commerciale fu un errore. Infatti..il libro continua a uscire ( sempre a mio nome) ma non prendo nulla extra. Ne sono state fatte 4 ristampe ( una in spagnolo). tuttavia come tu sai noi scriviamo per amore dello scrivere, per noi stessi e per comunicare le nostre emozioni o speciali esperienze di vita. Quindi il denaro non è il primo scopo; anche perchè chi ci guadagna di più, se sa pubblicizzarlo bene, è l'editore. Complimenti a Carolina, per la bella intervista a Laura Capone. E tu, Ermanno,abbi fiducia. Il mondo dell'editoria è anche fatto di persone oneste, sincere, gentili, preparate. Cari saluti, Maria Cristina Giongo

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  11. Sicuramente per adesso ho solo speso, pardon: investito, ma credendo talento di tutti i miei autori spero di essere un giorno compensata di tutti i miei sacrifici.
    Ermanno è un autore contemporaneo di grande talento e non è secondo a nessuno.

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  12. Credo sia riuscito ad ottenere una recensione con l'altro blog con cui collaboro: "Critica letteraria". :-)

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  13. Ottimo, grazie Carolina. :)

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