martedì 17 maggio 2011

Intervista a Marco Chemello, amministratore Wikipedia

Marco Chemello collabora dal 2004 con Wikipedia. Dal 2005 è amministratore dell'edizione italiana.
E' membro dell'associazione Wikimedia Italia, per la quale svolge da anni attività di divulgazione, promozione e comunicazione sul territorio, coordinando il primo Festival delle Libertà Digitali in Italia nel 2009. Architetto, ha collaborato con l'università IUAV di Venezia nel campo dei sistemi informativi territoriali, ha svolto attività di web designer freelance e fondato alcune wiki
Come libero professionista fa soprattutto il consulente in ambito ICT.
Ho avuto il piacere di incontrarlo alla Deepcon XII e questa intervista nasce proprio in seguito a questo evento. Dopo Silvio Sosio (Delos Books), Robin Curtis (attrice in Star Trek), a voi l'intervento di Marco Chemello.


Durante la Deepcon hai illustrato il progetto Wikipedia e Wikimedia. Puoi fare un sunto del tuo intervento anche per i lettori di “Sotto i fiori di lillà”?

Partecipare alla Deepcon mi ha dato una opportunità veramente rara: quella di unire l'amore per la fantascienza alla passione per Wikipedia. Ecco perché abbiamo voluto presentare alla convention uno “spericolato” ma felice parallelo tra due celebri enciclopedie immaginarie - l'Enciclopedia Galattica dei romanzi di Asimov e la Guida Galattica per gli autostoppisti (quel capolavoro di umorismo di Douglas Adams) – e una enciclopedia reale, appunto Wikipedia, l'enciclopedia libera e più consultata del web. Effettivamente Wikipedia sta alle enciclopedie tradizionali, su carta, come la scanzonata “Guida Galattica” di Adams sta alla seriosa e autorevole “Enciclopedia Galattica” di Asimov. 
Proprio come la “Guida galattica per autostoppisti”, Wikipedia ha un primo, grosso vantaggio: “costa un po' meno”, anzi è gratis! Poi riporta anche informazioni che nelle altre enciclopedie non si trovano proprio. 

Wikipedia, insomma, è partita dall'idea di enciclopedia per diventare nel corso del tempo qualcosa di più. Merito senza dubbio della licenza libera che la contraddistingue e del sistema peculiare con cui è scritta: non esiste una redazione, tutti possono contribuire (anche gli utenti non registrati), il controllo dei contenuti avviene solo dopo la pubblicazione, non prima. Questo ha portato in pochi anni (dieci per la precisione) a costruire la più grande enciclopedia mai scritta, uno dei progetti collaborativi più grandi della storia e uno dei dieci siti più consultati del web (l'unico non profit). Non è cosa da poco!

Wikibooks è, forse, uno dei progetti più esaltanti realizzati nel mondo Wikipedia. Qual è il tuo pensiero riguardo la libera diffusione gratuita di materiale librario? Secondo te l’accesso gratuito alla cultura, ai testi scolastici, ai romanzi in genere, sarà fonte di cambiamento, in prospettiva, nel nostro approccio al sapere? La gratuità può vincere la pigrizia?

Ah, io mi considero molto pigro, quindi se Wikipedia ha vinto la mia pigrizia ci sono sicuramente speranze per tutti! (ride) Wikibooks è un progetto molto interessante, anche se in realtà è solo uno dei progetti “librari” derivati dal successo di Wikipedia, assieme a Wikisource e Biblioteca di Wikimedia

"Wikisource" è una biblioteca digitale di testi già pubblicati, soprattutto quelli che per età sono diventati di pubblico dominio. È quindi un sito dove possiamo attingere ai classici della letteratura in tutte le lingue e che nell'edizione italiana sta per raggiungere, proprio in questi giorni, le 50mila pagine. 
“Biblioteca di Wikimedia” è invece un progetto più piccolo, tutto italiano, nato di recente grazie all'associazione Wikimedia Italia per raccogliere i testi che secondo la legge italiana sono già nel pubblico dominio, mentre per le leggi internazionali no e che quindi non possono essere pubblicate su Wikisource. 
È evidente l'importanza potenziale di queste vere e proprie “biblioteche digitali” gratuite, specie per il mondo della scuola italiana, che tuttavia, a parte alcuni insegnanti particolarmente intraprendenti e di eccellenza, dimostra un assoluto bisogno di imparare ad usare questi strumenti, che peraltro sarebbero di facile accesso e a “costo zero”. 
Personalmente non credo che per iniziare dobbiamo attendere le indicazioni del ministero (che forse mai arriveranno, o comunque arriveranno in ritardo), ma piuttosto che dobbiamo costruire “dal basso” progetti di insegnati e per gli insegnanti. Progetti basati su comunità “wiki”, naturalmente.

Uno degli aspetti più controversi legati a Wikipedia è l’affidabilità dei contenuti. Molti insegnanti sconsigliano agli studenti di utilizzare questo strumento come base per lo studio, adducendo ad errori contenutistici. Puoi dirci come viene realizzato il controllo sui contenuti delle voci enciclopediche? Quali sono gli strumenti che utilizzate per garantire l’affidabilità del vostro prodotto?

Come detto, il controllo dei contenuti c'è, solo che avviene “dopo” la pubblicazione e non “prima”. Ed è affidato interamente alla comunità degli utenti. Insomma tutti sono “controllori” (potenzialmente), in quanto se trovo un errore lo posso correggere subito: basta cliccare su “modifica”. 
Nella pratica c'è una certa quantità di utenti volontari che si occupa spontaneamente di controllare tutte le “Ultime modifiche” di Wikipedia, riportando le voci modificate in modo improprio alla revisione precedente. Questo vero e proprio “setaccio” in tempo reale, grazie all'azione di centinaia di utenti, permette di “selezionare” piuttosto bene le modifiche “positive” da quelle “distruttive”, che non sono necessariamente vandaliche, ma più spesso frutto di semplice ingenuità o inesperienza. 
Questa “prima linea” permette di eliminare in pochi minuti (talvolta secondi) le modifiche più evidentemente “sbagliate”. 
La “seconda linea” - quella che permette di eliminare gli errori più insidiosi e meno evidenti - è costituita invece da tutti quegli utenti che leggono le voci in un momento successivo, per semplice consultazione, oppure perché una voce modificata è nella lista dei loro “osservati speciali”. 

In pratica il sistema funziona perché:
1) tutte le modifiche sono “in piazza”, visibili a tutti 
2) ci sono molti utenti che leggono e correggono. 

Questo sistema non è perfetto, nel senso che è sempre possibile che sfugga qualche errore in una voce, ma dal punto di vista statistico è abbastanza affidabile, tanto che l'attendibilità delle voci di Wikipedia (secondo un celebre studio di “Nature” del 2005 su voci scientifiche in inglese) è stata giudicata pari o di poco inferiore a quella delle altre enciclopedie. Ad ogni modo, proprio a causa del sistema “wiki” con cui ogni cosa viene scritta, nelle “avvertenze” linkate in fondo ad ogni pagina è specificato che Wikipedia non offre alcuna garanzia sui contenuti. Questo non dovrebbe tuttavia scoraggiare gli insegnanti intelligenti, che aiuteranno piuttosto i loro studenti ad apprendere un metodo di ricerca, basato sul confronto di più fonti, che vada al di là dal copiare la prima cosa trovata sul web (o anche su un solo libro!).

Libera, gratuita, aperta a tutti, senza distinzioni di classe, sesso, razza, preferenze, politica o religione: Wikipedia è una community rivoluzionaria. I grandi accessi quotidiani, il numero di iscritti, l’elevato traffico di informazioni sono tutti indici di successo. Qual è, secondo te, l’elemento più importante legato a questo progetto? Wikipedia smentisce chi sostiene che la cultura non serve o non è più praticata oppure che il sapere è demodé? 

Certamente Wikipedia (come Wikibooks) è preziosa perché offre un approccio alternativo al sapere: quello dell' “imparare facendo” (“learning by doing” in inglese), che, pur con tutti i  limiti, permette di fissare nella mente assai meglio le conoscenze rispetto al tradizionale (e passivo) metodo di apprendimento nozionistico. Se infatti non mi limito a leggere, ma anche mi metto a scrivere (ricercando, riassumendo), difficilmente quella cosa la dimenticherò. E soprattutto... è molto più divertente!

Sul sito di Wikipedia è possibile elargire delle donazioni. Come vengono utilizzati i fondi raccolti? E’ possibile, per i donatori, essere messi a conoscenza di come saranno o sono stati utilizzati i loro contributi? Qual è il più grande risultato ottenuto anche grazie alla generosità dei contribuenti?

Attualmente (parlo dell'ultima raccolta fondi di fine 2010 - inizio 2011) la metà delle donazioni raccolte in Italia viene inviata alla Wikimedia Foundation statunitense, l'organizzazione non profit che mantiene tutti i server di Wikipedia e sostiene lo sviluppo di nuovi progetti internazionali. L'altra metà dei fondi rimane in Italia e viene gestita da Wikimedia Italia, che come associazione di promozione sociale (APS) sviluppa svariate iniziative a favore del sapere libero nel nostro paese. 
Tutti i bilanci naturalmente sono pubblici e sempre visibili sul web, per trasparenza nei confronti di tutti quelli che hanno contribuito con questa sorprendente generosità. Rimangono aperte al pubblico anche tutte le assemblee di Wikimedia Italia. 

Uno dei più apprezzati progetti che ultimamente abbiamo realizzato (e che continueremo a sostenere) come associazione, ad esempio, è la produzione delle “Wikiguide”, una serie di video in italiano su Wikipedia e sugli altri progetti Wikimedia. Questi video sono realizzati con elevata professionalità da Christian Biasco e si possono vedere anche su YouTube.

Wikipedia in Italia: quali sono le opportunità di crescita nel nostro Paese e quali i progetti futuri?

Non sappiamo ancora dove riusciremo ad arrivare, ma è evidente che ci sono notevoli margini di crescita, sia per i progetti online basati su wiki che per l'azione di associazioni come Wikimedia Italia. Un altro rilevante progetto in cui ci stiamo cimentando (e per il quale sto spendendo una parte consistente del mio tempo libero) è il Festival delle Libertà Digitali (www.libertadigitali.org) , un “crocevia” di iniziative sull'importanza dei diritti digitali nella vita di tutti noi. Giunti alla terza edizione, stiamo lavorando per ingrandire il festival anno dopo anno. La prossima edizione si svolgerà dal 1 al 9 ottobre 2011 in vari capoluoghi del Veneto, con punte extra-regione come Milano. Inoltre sto contribuendo al progetto “Share Your Knowledge” sostenuto dalla Fondazione Lettera27 nell'ambito del progetto WikiAfrica, un progetto di “liberazione” e diffusione dei contenuti che provengono da vari enti culturali.

Che cosa significa essere un “wikipediano italiano”? Lavorare in Wikipedia ti ha accresciuto umanamente? Quali sono i “doni interiori” che hai attinto da quest’esperienza importante?

Credo che ogni lingua sia portatrice di concetti e significati peculiari e di una cultura distintiva, e questo va preservato, anche in un progetto come Wikipedia che ha tra i suoi pilastri il “punto di vista neutrale”. Ogni edizione di Wikipedia è di fatto una comunità linguistica indipendente. Dal punto di vista umano nel corso di questi anni mi sono sentito molto arricchito dal contatto con gli altri wikipediani, prima lavorando assieme a loro online e poi anche incontrandoli dal vivo, con i primi “wikiraduni” a cui ho partecipato. I wikipediani non sono “semplici utenti”, ma persone vere, curiose, appassionate. Dal semplice contributo online alle voci dell'enciclopedia, sono passato anche a partecipare e quindi organizzare eventi “dal vivo”. 
La mia consapevolezza è cresciuta e in pratica sto diventando una specie di attivista dei diritti digitali (in inglese si dice “hacktivist”). Chi l'avrebbe mai detto?

12 messages:

  1. LorenzoMay 17, 2011 03:22 AM
    Mi piacerebbe tanto che fossero eseguiti controlli a campione sugli insegnanti di tutte le scuole d'Italia. Cosi vediamo chi è più attendibile tra loro e Wikipedia.
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  2. Vince SymoMay 17, 2011 04:57 AM
    Molto interessante, complimenti!
    A presto!
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  3. Carolina VenturiniMay 17, 2011 05:18 AM
    @ Lorenzo: sulla preparazione degli insegnanti, quello che mi lascia più perplesso è l'insieme della materie studiate nel corso di laurea scienza della formazione o simil diciture.
    Non so se sia logico mettere in relazione Wikipedia con il livello contenutistico e qualitativo degli insegnanti.

    #Vince: ggrazie!
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  4. LorenzoMay 17, 2011 05:21 AM
    Secondo me e' logico. Hai molte più probabilità di imparare la caduta dei gravi di Galileo da Wikipedia che dall'insegnante di scienze medio.
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  5. Carolina VenturiniMay 17, 2011 05:23 AM
    Rispetto la tua visione, ma non riesco proprio a condividere il tuo costante pessimismo su qualsiasi categoria di persona o professione.
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  6. LorenzoMay 17, 2011 06:08 AM
    Carolina, ho passato metà della vita a scuola. Ti è mai capitato di vedere un professore di fisica che fa cadere due bottiglie una piena e una vuota dal V piano per dimostrare che cadono con la stessa velocità? A me si. Sforzo encomiabile, peccato per il piccolo dettaglio che questo esperimento funziona solo nel vuoto.

    Dell'università abbiamo parlato in altra sede.

    Quindi ribadisco, secondo me sarebbe molto interessante avere dei dati sperimentali per misurare la quantità di cretinate scritte su Wikipedia contro quelle dette dagli insegnanti.
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  7. enricaMay 18, 2011 12:46 AM
    Molto interessante!
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  8. Carolina VenturiniMay 18, 2011 05:16 AM
    @Enrica: che piacere ritrovarti! Si, la trovo anche io molto interessante.
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  9. Carolina VenturiniMay 18, 2011 05:18 AM
    @Lorenzo: Non so.. non mi convince molto questo ragionamento. Non so se sia possibile mettere queste due entità sullo stesso piano. Hanno la medesima finalità del condividere il sapere, del generare sapere, del superare l'ignoranza.
    Ma la scuola, secondo me, ha delle responsabilità in più nella formazione di una persona.
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  10. LorenzoMay 18, 2011 06:16 AM
    Hai ragione che le due "entità" non stanno sullo stesso piano, infatti Wikipedia e' GRATIS e funziona, la Scuola costa uno sproposito e fa schifo.

    Ma non devi prendere le mie affermazioni come oro colato, puoi leggere per esempio cosa ne dice lo OCSE (fonte Sole24ore):
    http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2009/06/scuola-ocse-rapporto-bocciati.shtml
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  11. Carolina VenturiniMay 18, 2011 06:19 AM
    Qualcuno potrebbe obiettare che esiste la scuola pubblica, il cui accesso gratuito permette accesso a un potenziale di informazioni altrettanto gratuito (se non consideriamo il costo dei libri in bibliografia, quando i genitori si trovano costretti a comprarli).
    NO, non prendo le tue parole per oro colato.
    Penso anche che Wiki, nella sua gratuità, ha finalità diverse rispetto la scuola.
    Sarebbe bello sentire il parere anche di altre persone o insegnanti, se leggono.
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  12. LorenzoMay 18, 2011 10:43 AM
    Ah si?
    La scuola pubblica è gratuita?

    Strano perchè a me risulta che nello stesso periodo del rapporto OCSE di cui sopra (2009):
    - "...tra formazione scolastica e universitaria se ne vanno 44,5 miliardi di euro, un'enorme fetta del budget pubblico, pari al 48,75% del totale..."
    Per la precisione:
    - "...per l'istruzione scolastica si spendono in Italia 44,3 miliardi (pari al 48,73% dei costi totale), mentre a quella universitaria vanno circa 16,9 milioni di euro (0,02% del totale)."

    Ah poi andiamo a chiedere agli insegnanti, visto che:
    - "A pesare come un macigno sui conti di scuola e università sono i costi per il personale: le retribuzioni pesano per il 97,47% sul totale dei costi propri del ministero dell'Istruzione, dell'università e della ricerca. Si tratta dell'incidenza più alta in assoluto tra tutte le amministrazioni centrali..."

    L'ultima volta che ho controllato Wikipedia invece sopravviveva con donazioni volontarie.
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