lunedì 16 maggio 2011

Referendum sul nucleare - I° parte

L'Italia al referendum. Immagine tratta da Google.it
Il 12 e 13 giugno 2011 l'Italia voterà attraverso il referendum. Uno dei temi più controversi è il nucleare nel nostro Paese.

Sono fortemente contraria alle campagne via mail, social net, community che hanno come fondamento la pretesa di imporre un voto specifico. Non credo al potere persuasivo e di influenza delle catene-mail o del messaggio su Facebook. Trovo molto blando il sottile, infingardo sottotitolo a queste comunicazioni: "Voti/pensi diverso? Non sarai più mio amico/ sei una persona brutta/non vali niente etc.".Ritengo importante il pubblicizzare questo evento, ma per ciò che è. 
Sono convinta che non c'è peggior consigliere dell'ignoranza e della voglia di non conoscere, per aderire a una presa di posizione "di massa", dettata da mille motivazioni lontane continenti dal di cui si parla realmente. 

In questo post non vi dirò che cosa votare. 


La mia cultura in materia di chimica e scienze affini è pari a zero. Mi affascina, ma non ho mai studiato nulla al riguardo. Non mi piace l'idea di andare a votare alla cieca. Sento una forte spinta civile riguardo l'esercizio del diritto di voto, per quanto è costato alla mia "categoria", perché lo ritengo espressione di libertà e democrazia. Per questo motivo ho deciso di informarmi per poter votare in modo più consapevole.
Ho deciso che realizzerò una serie di articoli sui temi legati al referendum: nucleare e acqua in primis.
Mi sono chiesta: cos'è il nucleare? 
Le informazioni che di seguito condividerò sono state tratte da diverse fonti: Wikipedia, Forum Nucleare italiano, Zona Nucleare, Associazione Italiana Nucleare e European Atomic Forum.

L'energia nucleare è un'energia alternativa, primaria, presente in natura, non derivata dalla trasformazione di altra energia ed è considerata non rinnovabile dalle recenti decisioni della Commissione Europea.  L'energia viene prodotta dalla trasformazione degli atomi e le reazioni che coinvolgono questo processo sono tre: fissione nucleare, fusione nucleare e radioattività. Questo processo crea scorie radioattive, che dovranno essere successivamente stoccate per lungo periodo affinché perdano il loro grado di radioattività elevata. L'energia nucleare è stata proposta per la riduzione di gas serra.

La materia prima utilizzata per la produzione dell'energia nucleare è l'uranio, elemento chimico di colore bianco-argenteo, tossico, radioattivo. La qualità del minerale è uno degli elementi capace di incidere sull'emissione dei gas serra. L'uranio viene utilizzato nelle centrali nucleari e nell'industria bellica.
L'uranio, grazie al suo elevato peso specifico, viene utilizzato come materiale di equilibratura negli aerei, elicotteri e alcune barche a vela. E' utilizzato anche per costruire schermature di sorgenti altamente radioattive. Viene impiegato in alcune ceramiche (per colorarle), nel vetro (per dargli una colorazione verde o gialla). Nel mondo della geologia l'uranio serve per la datazione delle rocce ignee. 
Lo troviamo anche nel mondo della fotografia, chimica e nei fertilizzanti. Infine, le bussole. 
L'uranio impoverito è utilizzato in campo medico.

Le centrali nucleari sono centrali elettriche che producono elettricità attraverso i reattori nuclearisfruttando il calore generato dalle fusioni nucleari. La sicurezza delle centrali nucleari dipende dalla loro tipologia: la vicinanza o lontananza dei reattori d'acqua con il reattore nucleare è una discriminante sul tipo di centrale in questione. Esistono reattori a fusione e fissione nucleare. Quest'ultimi sono di 1°,2°,3° e 4° generazione. Ognuna di queste tipologie introduce migliorie alle precedenti. 

Esistono otto livelli di gravità di eventi possibili che riguardano la sicurezza della centrale nucleare, secondo l'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica. C'è da aggiungere il rischio in caso di sisma la cui potenza è estrema. Gli incidenti più tristemente noti sono: Three Mile Island (USA - 1979), Chernobyl (Ucraina  - 1986)e Fukuscima (Giappone, 2011). L'impatto ambientale è stato notevole, così come i rischi si rivelano molto alti anche durante il normale funzionamento della centrale, a causa dei processi realizzati.
Lo stoccaggio delle scorie radioattive e i lunghi anni che queste necessitano per perdere l'elevato grado di radioattività rappresentano due punti critici. Tuttavia, alcuni problemi temporali legati alle scorie e ai reattori nucleari potrebbero essere ridotti. Una delle scorie prodotte è l'elio, gas inerte e non radioattivo, presente nell'atmosfera in piccole tracce, non incentiva l'effetto serra. Non inquina.

Il sito ZonaNucleare fornisce un interessante excursus sulla gestione dei rifiuti radioattivi. 
Questo avviene attraverso diversi gradi di attività, dalla manipolazione, alla raccolta, allo smaltimento definitivo dei rifiuti, seguendo linee guida universalmente riconosciute, il cui scopo è la sicurezza generale.
Due sono gli approcci per la gestione dei rifiuti radioattivi proposti nel sito:
1) Diluisci e disperdi (usato solo in casi limitati)
2) Concentra e confina.

Fin dal 1977, nel mondo, sono stati realizzati, studiati e potenziati progetti alternativi per lo smaltimento di questi rifiuti: è stato preso in considerazione lo smaltimento sotto i fondali oceanici, la zona di gravitazione del Sole. Nel 2003 anche un batterio in grado di metabolizzare i metalli radioattivi ha acceso la speranza: il Geobacter Sulfuredducers.

Gli effetti sulla salute pubblica nati dalla presenza di centrali nucleari nei vari paesi sono oggetto di studio, discussione, ricerca e polemica da molti anni. 
Indagini in territorio tedesco, statistiche e correlazioni di dati hanno evidenziato alcune coincidenze considerevoli per quanto riguarda la leucemia e i tumori
La commissione tedesca per la protezione radiologica ha comunque affermato che:  

«tutte le circostanze radioecologiche e di rischio base riscontrate dall'SSK indicano che l'esposizione alle radiazioni ionizzanti causate dagli impianti nucleari non possono spiegare i risultati dello studio KiKK. L'esposizione addizionale dovuta a questi impianti è inferiore di un fattore superiore a 1000, rispetto all'esposizione di radiazioni che spiegherebbe l'incidenza di rischio riportato nel KiKK, e le fonti naturali sono diversi ordini di grandezza superiori rispetto all'esposizione addizionale dovuta agli impianti». Prosegue affermando che: «Si riscontra un aumento di rischio di leucemia per bambini inferiori ai 5 anni, con una distanza inferiore ai 5 km dagli impianti nucleari tedeschi, rispetto a zone al di fuori di questo raggio. Studi condotti in altre nazioni hanno prodotto risultati discordanti. Quindi non è possibile concludere che ci sia alcuna evidenza [statistica] per l'aumento dei casi leucemici, in generale, nelle vicinanze di un impianto nucleare. Le prove per l'aumentato rischio di cancro è limitata ad una area non superiore ai 5 km, non c'è quindi alcuna giustificazione per attribuire un fattore di rischio e calcolare gli ipotetici casi extra di cancro per distanze maggiori». Conclude dicendo: «Il motivo per cui si è riscontrato l'aumento della leucemia osservato dallo studio KiKK osservati nei bambini non è chiaro. Dal momento che la leucemia è causato da molteplici fattori, numerosi fattori contingenti avrebbe potuto essere responsabile dei risultati osservati. Sono quindi da compiere più esaustivi studi per cercare di dirimere le discordanze fra i vari studi» (Fonte: Wikipedia).


Per il momento abbiamo elementi sufficienti per interrogarci, non credete? Prossimamente cercherò di realizzare ulteriori articoli informativi sui vantaggi e svantaggi del nucleare, sulla situazione energetica italiana, sulle proposte relative all'energia alternativa. Vi invito a farmi conoscere tutti i siti che normalmente utilizzate per informarvi sull'argomento, indicazioni bibliografiche d'approfondimento in modo da condividere insieme.
Ultima chicca. Se avete voglia di scoprire dove si trovano i reattori nucleari nel mondo, date un'occhiata a questo Link. Penso sia importante. Può aiutare nella formazione dell'idea.

Mappa dei reattori nucleari attivi nel mondo

15 messages:

dandelion67 ha detto...

Interessante approfondimento Carolina...grazie per la condivisione..sereno giorno a Te..
Dandelìon

mark ha detto...

L'importante è esserci...però le centrali a fusioni nucleare sono solo teoriche, imbrigliare l'energia di una stella in un contenitore al momento potrebbe esser un grosso problema...:-)
Io ci sarò...il nuovo spot!!!

Lorenzo ha detto...

Una cosa che non hai approfondito e che invece è fondamentale: tutte le cose che hai detto non sono leggi fisiche, sono pratiche ingegneristiche che si fondano sul calcolo dei costi e dei benefici.

Mi spiego:

Lo scopo di una centrale nucleare è quello di produrre corrente elettrica ad un costo pari o inferiore ad una centrale alimentata in un'altra maniera.

Dato che le centrali nucleari costano tantissimo nel momento della costruzione, si raggiunge lo scopo solo dopo molti anni di funzionamento ininterrotto e questo è una delle ragioni per cui centrali di 30 o 40 anni fa sono ancora attive. Oltre il fatto che costa tantissimo anche disattivarle.

Problema: il calcolo economico, oltre a definire il momento in cui si va in pari coi costi, definisce anche i margini di sicurezza "accettabili", in altre parole i rischi che si accettano in funzione del costo dell'impianto.

Esempio: la probabilità che un meteorite colpisca la centrale è stimata nell'ordine di uno su trenta milioni, quindi non si prende in considerazione l'evento. La probabilità che un terremoto di livello 10 investa la centrale nei prossimi 50 anni è stimata nell'ordine di uno su cinquecento, la probabilità che sia un terremoto di livello 8 è una su duencentocinquanta. Alla fine si costruisce la centrale partendo da una serie di specifiche tecniche che considerano solo gli eventi più probabili, al fine di otternere un rapporto tra costo di costruzione e gestione contro rendimento che sia (il più possibile) positivo. Non solo, anche nel caso dei soli eventi probabili, si calcolano i possibili guasti e i costi conseguenti, tipo contaminazione di livello X nel raggio Y intorno alla centrale, si prevendono duemila morti in dieci anni, costo accettabile.

Piaccia o no, questo tipo di calcoli vengono effettuati ogni momento, per esempio nel campo della medicina. Fai una TAC, ti bombardano di radiazioni. La probabilità di contrarre una malattia in conseguenza della TAC è di una su duecento in dieci anni. Ne fai due di TAC, la probabilità diventa una su cinquanta. Oppure ti operano per correggere la miopia, un intervento su duemila ha delle conseguenze negative. Eccetera.

Quindi, il discorso non è teorico, cioè se sia possibile costruire una centrale nucleare completamente sicura e che non produca scorie.

Il discorso è pratico, cioè se sia economicamente fattibile. E la risposta è no.

Si tratta di calcolare il livello di rischio che siamo disposti a correre rispetto al guadagno.

Quindi diventa "è economicamente fattible costruire una centrale nucleare che resista a terremoti fino a X, inondazioni fino a Y e che non rilasci in caso di guasto piu' di K nel raggio di W km?" E la risposta è si.

Del resto, anche bruciare la pattumiera negli inceneritori produce scorie e contaminazione tutto intorno l'inceneritore. Anche in quel caso è un compromesso accettabile considerata la necessità di smaltire i rifiuti e le alternative, tipo buttare tutto in mare. Un tot di persone intorno all'inceneritore verrà intossicata. Quelli che mangeranno la verdura portata al mercato verranno intossicati. Costo accettabile.

Personalmente io ritengo che l'Italia non sia il paese giusto per gestire tutto il sistema del nucleare, sia per motivi pratici legati alla orografia, rischi sismici e geologici di varia natura, sia per l'inettitudine media degli Italiani quando si tratta della "cosa pubblica".

Le centrali nucleari sono macchine che non perdonano, meglio non metterle in mano a dei cialtroni.

Ma bisogna considerare un altro aspetto: il nostro sistema economico attuale si basa sulla crescita costante della produzione e del consumo. E' ovvio che non può continuare all'infinito. Anche qui però parliamo di fenomeni che sono molto ad disopra delle capacità degli Italiani.

Carolina Venturini ha detto...

@Lorenzo: a me non interessava, in questo post generale, spingermi all'interno delle leggi fisiche. Non sono competente in fisica e non credo si possa iniziare un discorso sul nucleare partendo da questo.
Non sono convinta che tutti sappiano esattamente che cosa voglia dire reattore o centrale nucleare.
Infine, non credo che siano tutti dei cialtroni, come li chiami tu.

Carolina Venturini ha detto...

@Mark: NOn mi piacciono gli slogan quando si tratta di decisioni che condizioneranno il nostro futuro.

Carolina Venturini ha detto...

@Dandelion: ti ringrazio. :-)

Lorenzo ha detto...

Infatti io non ho parlato di leggi fisiche.
Ho detto che tutto il discorso non c'entra con la fisica, c'entra col calcolo dei COSTI.

Il mondo funziona cosi: se una certa operazione fa 10 morti l'anno a fronte di un guadagno di X, si valuta il rendimento positivo.

Riguardo essere cialtroni non fa differenza se tutti sono cialtroni o solo la maggior parte.

Carolina Venturini ha detto...

Secondo me è comunque troppo riduttivo pensare solo in termini di "costi".
Ed è riduttivo anche considerare gli italiani in termini di "cialtroni tutti o in parte non importa".
Chi lavorerà in una centrale non avrà passato tutta la sua vita a raccogliere pomodori e creare cappelli di paglia, fumando una pipa.
Secondo me è deleterio anche questo modo di pensare agli italiani. Non può essere che sono tutti ignoranti o sfaticati o manipolati o incapaci di pensare o fare qualsiasi cosa.
Concordo con te sul fatto che il nostro Paese manchi in molti ambiti. Ma, penso, se togliamo anche il potenziale di cambiamento nelle persone, che cosa rimane? Nulla. Solo la deriva senza speranza.

Lorenzo ha detto...

Carolina, non è "riduttivo" pensare solo in termini di costi, è come funziona l'ingegneria. Ogni volta che viene progettata una macchina si lavora il più possibile per ottenere un certo risultato al costo più basso possibile. Quindi il costo dipende dalle specifiche del progetto.

Nel caso delle centrali nucleari si definisce per esempio che la centrale deve resistere ad un terremoto di 8. Se arriva un terremoto di 10 la centrale magari non va in briciole ma succede come in Giapppone.

Perchè non è stata costruita la centrale che resiste al terremoto 10? Perchè costava di più.
E l'evento era giudicato abbastanza improbabile da non essere considerato nelle specifiche.

Riguardo la "deriva senza speranza", mettiamola in altri termini: prima di pensare di costruire e gestire macchine che se sbagli ad avvitare un bullone rendono inabitabile mezza Europa, converrebbe vedere se si riesce a portare via la pattumiera, asfaltare le strade, fare arrivare la posta e i treni, eccetera.

wiska ha detto...

fai bene Carolina a cercare di approfondire l'argomento, anch'io sono contrario alle campagne sui social networks che hanno la pretesa di imporre un voto unico riguardo a scelte così importanti. Diverso è invece cercare di dare visibilità ai referendum, opera necessaria visto l'atteggiamento dei media tradizionali. Per il resto sai come la penso riguardo i quesiti referendari.
Grazie e a presto

Carolina Venturini ha detto...

@wiska:Secondo me non si può ridurre tutto a campagna elettorale e a fazioni. Ci sono casi in cui è necessario fare un passo oltre e permettere alle persone di agire in maniera matura, attraverso informazioni non manipolate e non politiche. Saremmo sempre pecore altrimenti.
Il fan del tal gruppo dice votare "canarino"?
E stica... no?
Social net e company sono strumenti pubblicitari interessanti. Però, quando si tratta di futuro, di salute, di economia.. forse varrebbe la pena fare un passo in più.

Carolina Venturini ha detto...

@Lorenzo: volevo farti notare una cosa. IN Giappone, dove il rischio sismico è più che elevato e frequente, ci sono 55 centrali nucleari.
Così come in altre zone del mondo.
Se volessimo aprire un discorso sul perché, in Italia, le case si sbriciolano anche con scosse 3, penso che sarebbe interessante e corposo come argomento.

Condivido con te su quanto dici riguardo le strade, la zozzura, i termovalorizzatori e tutto il resto. Nel mentre, eprò, il nostro Paese scarseggia d'energia.
Di fronte a questa necessità ci sono tanti no:
no ai pannelli solari (deturpano il paesaggio)
no all'eolico (vedi sopra)
no agli impianti che sfruttano il vento e il mare e via dicendo.
Non è possibile andare avanti sempre a "no".
Il nucleare non è la scelta migliore?
Per me va bene, però mi piacerebbe sentire che abbiamo un'alternativa al carbone e che possiamo sperare di progredire attraverso scelte energetiche importanti.
Che cosa ne pensi?

Lorenzo ha detto...

Penso che abbiamo in generale un sacco di confusione in testa.

1. Il nostro Paese non scarseggia di nulla, abbiamo TROPPO. Le nostre "necessità" derivano da un modello economico che si fonda sulla crescita continua dei consumi. Più consumiamo, più dobbiamo consumare, o meglio, siamo spinti a consumare. E' sempre il discorso della differenza tra la cacca e la cioccolata. Il fatto che ti convincano di una cosa non significa che sia vera.
Per esempio, leggi questo mio post di 7 anni fa:
http://eldalie.blogspot.com/2004/10/il-popolo-pi-motorizzato-del-mondo.html

2. Le case italiane si sbriciolano sopratutto perché sono vecchie. Tieni conto che un edificio andrebbe demolito e ricostruito almeno ogni 50 anni. Poi molte sono anche costruite male e questo rientra nel discorso del calcolo dei costi. Chi costruisce si assume il rischio che la casa crolli a fronte del guadagno.

3. Le energie alternative non sono alternative perché costano troppo. L'unica alternativa vera è invertire il trend e puntare a ridurre i consumi. Questo però implica una rivoluzione copernicana in tutto il sistema economico che è basato il meccanismo opposto. Esempio banale, invece di andare in vacanza alle Maldive, si va in vacanza nelle Marche. Si risparmia l'energia necessaria a fabbricare l'aereo e a spostarlo da qui a la due volte. A quel punto però dobbiamo trovare una alternativa all'industria areonautica, alle compagnie aeree, alle agenzie viaggi, all'industra petrolifera, ecc.

4. Dire se una certa opzione è migliore o peggiore dipende ancora dal calcolo dei costi. L'energia nucleare costa poco se non includiamo nel calcolo dei costi le vite umane e dei territori resi più o meno inabitabili a seconda della severità del guasto che inevitabilmente si verificherà. Si potrebbe obbiettare che anche una centrale a carbone ha questi costi dovuti all'inquinamento. Esattamente, bisognerebbe confrontare i costi occulti delle due opzioni. Con la differenza che se in una centrale a carbone si fermano le pompe al massimo brucia tutto e si fa un sacco di fumo, nella centrale nucleare si gioca con l'apocalisse, cioè con la contaminazione irreversibile di aree geografiche.
Un fatto da tenere presente è che non esiste in nessun caso un sistema "sicuro" in assoluto, esistono sistemi "sicuri" all'interno delle specifiche. Esempio, gli aerei sono sicuri fintanto che viaggiano con un certo angolo ad una certa velocità. Se per un motivo qualsiasi l'angolo o la velocità escono dai limiti previsti, l'aereo o va in pezzi o cade come un sasso. E non ci vuole tanto, basta un gabbiano che finisce nella presa d'aria del motore.

5. riguardo l'Italia in particolare il problema fondamentale è la capacità di gestire fenomeni complessi che non abbiamo. Il fatto è che se le case non sono antisismiche e viene il terremoto, muoiono qualche centinaio o migliaio di persone ma chi muore giace e chi vive si da pace e sostanzialmente non succede niente. Se invece salta per aria una centrale nucleare magari non muoiono subito migliaia di persone ma il problema non finisce li, diventa una rogna dai costi incalcolabili e che in sostanza non si risolve MAI. Metti il caso che una centrale in Lombardia obblighi l'evacuazione della popolazione in un raggio di 100km. Sai quanti milioni di persone (con tutti i costi aggiunti) sono? Ci costebbe meno colonizzare Marte.

Riassumendo, la nostra migliore opzione è di NON progredire, anzi di regredire. Questo tipo di progresso non siamo in grado di sostenerlo.

Lorenzo ha detto...

Ah per la cronaca, le case migliori per le zone sismiche sono fatte di legno e non sono più alte di tre piani. Costano anche meno di quelle "convenzionali".

Silvietta ha detto...

Interessante post e interessante dibattito, non ho la vostra conoscenza per quanto riguarda certe tematiche, tuttavia capisco un po' il punto di vista tanto di Lorenzo che di Carolina.
Mi spiego, che quando si decide di costruire una cosa si pensi soprattutto al fattore economico è un dato di fatto, la scienza vera e pura non esiste più o quasi, esistono degli scienziati che lavorano per le multinazionali o per gli stati nazionali, purtroppo nel secondo caso quando lavorano per l'Italia vengono sistematicamente cacciati ( Rubbia, premio nobel, cacciato da una commissione ).
Anche io credo che un giorno la fusione nucleare potrà essere possibile, ma ora come ora temo che sia difficile
Sulle energie alternative, ho seguito diversi dibattiti e convegni e non sono così costose come vogliono farci credere o meglio le hanno rese costose, levando gli incentivi per l'energia solare e per l'eolico e creando delle assurde battaglie estetiche contro le pale -_-'''...
Concordo sul discorso delle case migliori per le zone sismiche: quelle di legno sono le migliori.
Stavo anche pensando, a proposito di case, negli stati uniti, ogni anno, ci sono migliaia di morti per i cicloni perché hanno delle casette di legno, vorrei capire perché continuano a farle visto che da loro, di terremoti ce ne sono pochi, invece di alluvioni e cicloni ce ne sono ogni anno almeno un centinaio...

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