giovedì 16 giugno 2011

Il lavoro rende liberi

Il precariato e le problematiche contrattuali nella Pubblica Amministrazione hanno origini non imputabili ai giovani disoccupati o precari di oggi, dentro e fuori le P.A..

A me non interessano le smentite, i miglioramenti concettuali di offese pesanti. Non importa se questo Ministro è docente di discipline del lavoro o se si definisce sinceramente preoccupato per le nostre sorti, visto e considerato quello che realmente bolle in pentola per le pubbliche amministrazioni e il blocco dei rinnovi dei contratti. 

A me importa il fatto stesso che un rappresentante dello Stato, responsabile come gli altri delle questioni relative al lavoro, dica quel che ha detto. Non me ne dimenticherò quando sarò chiamata nuovamente alle urne. Non me ne dimenticherò quando sarà chiesta la mia fiducia e il mio rispetto, di nuovo. Come me, in molti non se ne dimenticheranno. Lo sanno anche loro. Forse per questo sono più arditi nelle stupidaggini offensive che sparano senza riflettere. Non c'è due senza tre, evidentemente.

Il caso vuole, tra l'altro, che stia studiando la storia del Novecento italiano, per implementare i contenuti storici del saggio che sto scrivendo. Mi è balzato all'occhio un paragrafo. Che casualità... !
Fatte le dovute differenze e contestualizzazioni, è interessante leggere quanto scrive l'autrice, Simona Colarizzi, nella sua "Storia del Novecento italiano", BUR - Rizzoli Edizioni, 2010,  pag. 206 - 207.

"(...) Il lavoro nelle paludi, per quanto lavoro, fa paura a tutti: non si sopravvive facilmente alla fatica e alle febbri malariche; bisogna essere molto disperati per accettare l'ingaggio del Commissariato per le Migrazioni, un nuovo organo, creato nel 1931, che provvede al collocamento dei disoccupati.

(...) La vera sconfitta del regime è su un altro piano, quello della ruralizzazione di cui ovviamente le bonifiche sono parte integrante. Il progetto è un fallimento da tutti i punti di vista. (...) E non potrebbe essere altrimenti dal momento che proprio nelle campagne già sature da dove i contadini fuggono, si cerca di scaricare anche la massa di disoccupati industriali delle città. Contro chi ha perduto il lavoro il regime dichiara guerra: a Milano il rastrellamento dei disoccupati diventa l'attività quotidiana di interi reparti di polizia che di notte setacciano le vie cittadine, frugano negli androni, irrompono nei rifugi improvvisati. Il 6 febbraio 1931, in una sola nottata, nella rete finiscono 600 persone (...). Non è un episodio isolato. Per la dittatura disoccupato è divenuto sinonimo di criminale. Il fascismo non può permettersi lo spettacolo disdicevole di questi uomini affamati e questuanti in giro per le città che smentiscono l'immagine dell'Italia, serena e laboriosa nel pieno della crisi, così rassicurante agli occhi del pubblico e così ammirata all'estero". 

15 messages:

  1. Veronica MondelliJun 16, 2011 09:06 AM

    La tua similitudine è azzeccata e fa riflettere.
    Il concetto di "precariato" fa paura ai politici: guardare in faccia i precari vuol dire guardarsi allo specchio e capire di aver fallito il proprio mandato di governo. Per questo, come ha fatto il ministro, spesso si rigira la questione, dando la colpa del precariato ai precari e non a chi amministra la vita del Paese.

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  2. Carolina VenturiniJun 16, 2011 09:26 AM

    Loro hanno fallito. Come politici e come generazione. Non hanno fatto le rivoluzioni blaterate, non hanno fatto le riforme vendute con il marketing e la retorica. Hanno fallito nei confronti dei giovani e non solo. Se si vergognano, fanno solo bene. Ma dubito.

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  3. le parole di Veronica sono precise, azzeccate e le sottoscrivo in pieno...
    anche se a volte ho l'impressione che questi personaggi le sparano grosse per dimostrare a se stessi di essere onnipotenti... un po' come quella foto evoca... la storia ci dirà.

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  4. Carolina VenturiniJun 17, 2011 12:44 AM

    Mi auguro non si debba arrivare a tanto.

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  5. Io penso che se non si farà qualcosa di serio, di radicale, l'Italia non potrà fare altro che andare a rotoli :(

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  6. Carolina VenturiniJun 17, 2011 02:46 AM

    Lo penso anche io. Anche perché, continuando così, temo che la guerra civile reale non sarà poi così tanto lontana.

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  7. Sottoscrivo. Non me ne dimenticherò nemmeno io: questo ehm ministro dimostra veramente poco rispetto per gli altri.
    Dovrò mettermi a ripassare anche io la storia del Novecento italiano.
    Ah, grazie per essere passata sul mio blog: vorrei leggere il tuo post sul nucleare, ora lo cerco.
    Ciao ;)

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  8. Ciao Carolina, grazie per essere passata sul mio blog.
    Provo di nuovo a commentare.
    Sottoscrivo questo tuo post: anche io mi ricorderò del comportamento di questo ministro che dimostra di non rispettare nessuno.
    E temo anche io che si continua così la guerra civile sia molto molto vicina.
    Saluti ;)

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  9. Chiedo scusa per il doppio commento, non avevo capito che ci fosse la moderazione;)

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  10. Carolina VenturiniJun 17, 2011 04:52 AM

    Ciao Silvietta,
    non ti preoccupare e grazie per essere passata. temo ci ricorderemo in tanti delle tante idiozie dette da questo ministro e dagli altri.

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  11. Come insegnante vivo le storie di precariato dei miei colleghi quotidianamente e la loro angoscia e la loro rabbia è anche la mia. "Di ruolo", con contratto a tempo indeterminato, ma offesa nella dignità e messa in condizione di non lavorare. Vuoi sapere i numeri di alunni per classe che si prevedono nel mio imminente futuro? (da cui perdita di posto per altri colleghi e annullamento di ogni speranza per i precari)Annullata la doppia sezione (un lusso!) Primo: 36 (ridotti a 30 d'ufficio), Secondo: 33 Quarto: 35 e così via. Evviva la qualità dell'istruzione! Sì, la lotta deve farsi più dura, spero non diventi una guerra. Sono assolutamente contraria alla violenza.

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  12. @Carolina= Prego;). Ah ti ho risposto poi al tuo commento sul mio blog. Quando ehm puoi mi segnali dove trovo il tuo post sul nucleare? Non lo trovo: me imbranata -_-'''
    @Maria Grazia= ti capisco benissimo, avendo fatto per diverso tempo l'insegnante precaria in situazioni disastrose, con 30-40 bambini per classe, abbandonati a loro stessi non certo per colpa degli insegnanti, ma perché questi ultimi non possono avere duemila occhi. Una mia amica che fa l'insegnante di sostegno si è spesso trovata a fare la seconda insegnante, trascurando il bambino che dovrebbe vigilare sempre. E il ministro dell'istruzione che fa? Taglia, taglia e ancora taglia. Poi abbiamo questo GENIO del ministro dell'innovazione che si permette di vomitare insulti sulla gente che vive una situazione di disagio: mi sembra di essere tornata al Medio-Evo dove il nobile sputava sui servi della gleba che gli facevano tutto e dovevano pure ringraziarlo per gli avanzi che dava loro!!!

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  13. Ad oggi se si commenta questo o quel personaggio sono subito pronti ad inserirti nel contenitore di riferimento...non si riesce più a valutare con obbiettività e coscienza anche le boiate più macroscopiche...anche nel mio ultimo post a lui riferito non sono riuscito a far cogliere i contenuto...forse sono troppo criptico.
    Saluti

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  14. Carolina VenturiniJun 20, 2011 05:53 AM

    @Maria Grazia: da quando sono nata non ho mai conosciuto un anno in cui la scuola non fosse severamente toccata da decreti, cambiamenti, tagli, indifferenza o stanchezza. E i risultati si vedono... Mi spiace per quello che state vivendo.
    Condivido anche il pensiero di Silvietta al riguardo.

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  15. Carolina VenturiniJun 20, 2011 05:54 AM

    @Mark: E' una cosa che succede da tempo. A seconda di come parli sei catalogato in un partito. La cosa è molto limitante e cieca, secondo me. Ora vengo a leggerti.

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