martedì 21 giugno 2011

Intervista ad Andrea Cisi, autore di "Meterra"

Da qualche giorno mi è giunta l'intervista ad Andrea Cisi, autore di "Meterra", romanzo fantasy a cui ho dedicato un give away con 3 vincitori. Non sto più nella pelle! Ve la devo proprio postare.
Sono curiosissima di conoscere il vostro parere sul libro, se lo avete letto. Mi piacerebbe tantissimo ascoltare le emozioni delle vincitrici del romanzo. Ho una sorpresa per voi! Durante la lettura vi sono venute in mente delle curiosità? Questa è l'occasione giusta per tirarle fuori. Andrea Cisi sarà connesso e risponderà in prima persona alle vostre domande



Ciao Andrea, grazie per aver accettato di essere intervistato per “Sotto i fiori di lillà”. Raccontaci qualcosa di te e come sei arrivato alla scrittura.

Grazie a voi per l’opportunità, scherzi? Sono nato a Cremona 39 anni fa e non mi ci sono praticamente mai spostato. Dopo vicende scolastiche alquanto trascurabili mi è venuta voglia di ampliare la mia possibilità di raggiungere il mondo, dove non andavo io fisicamente ho cercato di arrivare con un nuovo canale espressivo che non fosse solo vedersi il weekend con gli amici di sempre nei soliti luoghi di sempre, a fare sempre le stesse cose e le stesse due chiacchiere. Ho cercato il mondo e ho iniziato un percorso, mosso da una lontananza sentimentale che non mi dava pace. Sono entrato in una libreria che oggi non esiste più, avevo 4 cartacei in mano, le bozze di ‘Così, come viene’, il mio primo romanzo, era il ’98. Raccontavo di me che restavo nella melma padana mentre la mia ragazza se ne andava a studiare a Parigi per 9 mesi, raccontavo di come ci si sente a essere ‘provinciali’. Non avrei potuto nemmeno fare un plico in più di fotocopie, non avevo una lira sputata da spendere. Però il lavoro piacque e iniziai l’avventura con Transeuropa… da allora ne son passate di vicende editoriali sotto i ponti!

Meterra” non è il tuo primo romanzo. Che cosa rappresenta, per te, questa nuova esperienza letteraria e che ruolo ha la scrittura nella tua vita?

Meterra per me è tornare piccolo, riprendere nella testa i sogni di quando non c’era tutta la vita vera con le sue responsabilità a farti crescere in modo duro e frenetico, un tempo in cui passare i pomeriggi in cortile a giocare con gli amici era l’attesa della giornata. Un periodo che ho mantenuto per tutta la vita quando ho cominciato a giocare ai giochi di ruolo, passione che ho portato avanti fino a quando è nato Sebastiano, il mio nano personale di due anni e mezzo. Ho sbattuto dentro Meterra la mia voglia di avventura, la mia voglia di creare qualcosa. Mentre nei romanzi precedenti raccontavo di me e della mia vita, qui ho disseminato dettagli delle mie passioni su una struttura più complessa, costruito un canovaccio, sviluppato personaggi… è stato divertente e impegnativo, ma entusiasmante. Finalmente ho vissuto la scrittura non più come uno sfogo per sfuggire alla noia delle 4 pareti del capannone dove lavoro ogni giorno le mie 8 ore timbrate, ma come un gioco vero. La scrittura (come la lettura) è medicina per la testa, con Meterra, poi, è stato anche un bel curarsi.

Sono certa che moltissimi di noi ti invidieranno: sei riuscito a pubblicare con Mondadori, un gruppo editoriale molto contestato ma anche molto rinomato. Com’è la tua esperienza come autore Mondadori? Quali differenze puoi riscontrare fra il pubblicare un libro, dei racconti o delle poesie con editori “minori” e sbarcare nelle librerie sostenuto da questo gruppo editoriale?

Ci sono i pro e i contro. I pro sono che quando ‘tocca a te’ (nel loro programma editoriale) allora sei davvero seguito nei minimi dettagli, sono ovviamente molto professionali e ben strutturati, ti coccolano e il tuo lavoro viene distribuito ovunque. Essere scelti da un editore così è una grande gratificazione personale. I contro sono che in gruppi così grossi c’è il rischio di perdersi nei meandri delle pubblicazioni, gli autori da seguire sono davvero molti e non tutti possono avere la stessa attenzione. Con un editore ‘minore’ tecnicamente la situazione dovrebbe essere più famigliare ma nelle mie precedenti esperienze ho riscontrato anche problemi di tipo diverso, sul piano della serietà dei rapporti interpersonali intendo, e onestamente anche queste cose possono fare la differenza. Certo il mio percorso è andato sempre in crescendo, ma a me interessa soprattutto riuscire a buttare le mie storie nel mare delle librerie, per ora ci sto riuscendo, anche se c’è da penare sempre, si aspetta, si aspetta… è un continuo aspettare.


Quali consigli puoi dare agli appassionati della scrittura o autori emergenti che desiderano iniziare a scrivere, pubblicare il loro primo romanzo, confrontarsi con il mondo dell’editoria?

Leggere molto, capire di cosa si vuole raccontare e come farlo, non fidarsi di chi ti chiede soldi per fare questo o quello millantando possibilità incredibili. Affrontare il mondo editoriale è ansia, pazienza, nervosismi da testate contro il muro, delusione il 90 per cento delle volte… e fortuna, una gran fortuna alla fine. Poi però se trovi la tua strada è una soddisfazione senza precedenti, trovi ogni confronto utile e interessante, cresci, maturi… fare concorsi, sfruttare il web, non perdersi d’animo mai fino in fondo, avere molta molta pazienza e fidarsi del giudizio di chi ha più esperienza… almeno all'inizio, nella consapevolezza però che ognuno ha un suo stile espressivo e verrà il momento in cui dovrà lottare per difenderlo.



10 messages:

dandelion67 ha detto...

"La scrittura (come la lettura) è medicina per la testa, con Meterra, poi, è stato anche un bel curarsi."

Le parole più belle di tutta l'intervista...se parti da questo presupposto..farlo per Te, sarà un successo sopratutto personale..le parle scritte con il cuore son sempre le prime ad essere raccolte.
Complimenti per l'intervista Carolina e congratulazioni ad Andrea...sereno vissuto ad entrambi..
Dandelìon

federica.dequino ha detto...

Io non sono ancora riuscita ad inserirlo tra le mie letture, c'è sempre qualcosa che "passa avanti" a questo libro (soprattutto le catene di lettura) ma farò prima che posso

Sonia ha detto...

Sto leggendo il libro.Spono arrivata oltre la metà.Mi piacerebbe molto parlare con Andrea Cisi...spero possa farlo quando avrò finito il libro.

Girasonia76 ha detto...

Ciao Carolina!
sono una delle vincitrici del libro ma non ho ancora avuto modo di leggerlo, presa dalle scadenze del blog...
mi riservo le letture più desiderate per questa estate :)

Carolina Venturini ha detto...

@Girasonia: Direi che siamo in tanti ad avere pile di libri sul comodino, in attesa di lettura!

@Sonia: Penso che questa opportunità potrai averla senza problemi. Andrea Cisi è una persona molto cordiale e disponibile.

@Federica: Ti capisco!

@Dandelion: E' una delle frasi più belle che ho letto nelle interviste, sino ad ora.

iulia lampone ha detto...

Cara Carolina, trovo che questa intervista sia davvero molto bella. Apprezzo molto l'onestà dell'autore. Io non leggo fantasy, ma quest'intervista mi è talmente piaciuta che penso farò un'eccezione e metterò Materra nella (lunga) lista dei libri da leggere!

un caro saluto

Elisa ha detto...

Ciao! Io ho letto Meterra...o meglio, l'ho divorato in poco più di una settimana, e mi è piaciuto tantissimo nonostante non sia un'esperta del genere fantasy.
Anche a me piacerebbe scambiare due parole con l'autore: avrei tantissime cose da chiedergli!!!!
Comunque è un libro che consiglio...soprattutto per le atmosfere e le avventure che ti dà l'opportunità di vivere!
ciao ciao!!!!!

Carolina Venturini ha detto...

Andrea Cisi mi ha chiesto di rispondervi questo:

"'Ehi, grazie a tutti per la curiosità che manifestate intorno al romanzo!! Sono qui apposta per essere tempestato di domande e massacrato di critiche, ma siate buoni, già su Anoobi una lettrice parla di 'stile pessimo senza mezzi termini' ! :-) Volevo risponderle ma in effetti è giusto che ognuno la veda a modo suo... un abbraccio, son qui per rispondere quando voltete.

Ciso'"

Carmine Volpe ha detto...

compliemnti una bella intervista che ci ha permesso di conoscere meglio un autore

wiska ha detto...

scusa per il ritardo, comunque eccomi qui. Una bella intervista, sincera, che poi è la cosa più importante. Dico la verità, non ho letto il libro, almeno per ora, ma fidandomi di te Carolina, che ne hai scritto, immagino sia bello. Anche a me piace scrivere lo sai e mi piace anche partecipare ai concorsi, soprattutto di poesia, quanto alla pubblicazione di qualcosa di mio, ho sempre pensato che se ciò che scrivo vale qualcosa, prima o poi qualcuno mi chiederà di pubblicarlo. Non so se ciò sia snobismo o umiltà, ma Ippolito Nievo ha detto che tutti fino a 18 anni scrivono poesie, chi continua a scriverle anche dopo o è un idiota o è un poeta. Io compongo ancora poesie senza forse essere nè l'uno nè l'altro.
Grazie Carolina, un affettuoso saluto

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