sabato 4 giugno 2011

Neolaureati esclusi per regolamento

La disoccupazione giovanile è quasi al 30%, secondo fonti ISTAT. I neolaureati disoccupati sono stimati intorno al 47%. Sempre l'ISTAT ha realizzato diverse ricerche sull'Italia, patrimonio culturale dell'umanità.

Oggi, mentre camminavo nei corridoi dell'Università di Tor Vergata, mi sono imbattuta in una lettera coraggiosa, che fa piangere e sperare. Scritta dai laureati e dagli studenti del corso di laurea in scienze del turismo, era indirizzata ai Ministri dell'Istruzione, della Pubblica Amministrazione, Del Turismo e dei Beni Culturali. Uno degli argomenti più sconvolgenti è l'esclusione dei neolaureati (D.M.509/99 e D.M. 270/04) dai concorsi pubblici riguardanti il turismo. Per regolamento
La riporto quasi integralmente.


OGGETTO: Riconoscimento dei corsi di laurea in Scienze del Turismo L15 e LM49 nei concorsi pubblici e nel mondo del lavoro.

"In questo momento di grande difficoltà economica nel nostro paese noi studenti e laureati del corso di laurea in Scienze del Turismo classe triennale L15 e magistrale LM 49 poniamo l'attenzione all'opinione pubblica tutta, e in particolare agli illustri Ministri dell'Istruzione, della Pubblica Amministrazione, del Turismo e dei Beni Culturali le problematiche che incombono sul futuro dell'Italia e sul futuro di noi laureati.

La nostra generazione si è trovata a decidere se intraprendere dei percorsi formativi tradizionali o se scommettere il proprio futuro su innovativi percorsi di formazione, più al passo con i tempi moderni, messi a disposizione dal sistema universitario italiano già nella prima riforma del 1999. Siamo stati coraggiosi. Abbiamo scelto la modernità, consapevoli che il mondo di oggi è globalizzato e con nuove industrie dedicate al leisure e all'intrattenimento. 

Ad oggi, molti coraggiosi ragazzi si sono laureati e hanno intrapreso carriere inerenti al loro percorsi di studi, altri hanno preferito non seguire la preparazione universitaria e hanno intrapreso carriere negli ambiti più vari. Lo hanno fatto soprattutto per le difficoltà incontrate nell'inserimento delle nostre figure professionali in un contesto lavorativo che non è ancora pronto ad accoglierle e che propone troppo spesso offerte di lavoro limitate alle professioni di "receptionist" e "animatore turistico", per le quali, oltre a sminuirci, non è necessaria una preparazione universitaria. Oltre a ciò viene posto un ostacolo formale a noi laureati che (...) vogliamo intraprendere carriere in enti pubblici o in organismi il cui accesso è regolato da bandi di concorso pubblico.

In particolare si rivelano delle grosse anomalie nella stesura dei bandi di concorso ancorati a vecchie formule in cui si enunciano i titoli di studio in vigore dodici anni fa. Negli articoli dei bandi in cui si enunciano i titoli di studio riconosciuti sono presenti corsi di laurea di un orientamento superato pienamente da almeno due importanti riforme universitarie (D.M.509/99, D.M.270/04) . Questo metodo comporta l'esclusione dei laureati dei nuovi ordinamenti (...). Le classi in soggetto a questa lettera fanno parte di quegli ordinamenti esclusi in modo pressoché totale dai bandi, anche quando si ricercano figure professionali strettamente attinenti alle competenze dei laureati.

In questi ultimi tempi assistiamo inermi a scelte che ci lasciano perplessi nell'ambito strategico turistico. 
Ci avviliscono gli annunci di rilanci turistici straordinari ad opera di strutture che del turismo conoscono soltanto i lati più ovvi e scontati. Riteniamo che non sia necessario l'arrivo di 6000 migranti su un'isola per promettere un piano straordinario di rilancio turistico. Sarebbe invece auspicabile una pianificazione ordinaria, condotta da esperti capaci di preparare il territorio ad affrontare con serenità le urgenze straordinarie.

I laureati in Scienze del Turismo e in Progettazione e Gestione dei sistemi turistici possiedono le capacità e le conoscenze per pianificare le strategie turistiche di una destinazione. Sanno gestire l'integrazione delle aziende ricettive con i servizi culturali e ambientali e conoscono tecniche di promozione, commercializzazione e gestione dei prodotti turistici anche con l'ausilio delle nuove tecnologie informatiche. hanno competenze tecniche necessarie per la programmazione dei progetti di intervento culturale delineati da amministrazioni pubbliche. Tra le nostre capacità vorremmo evidenziare, soprattutto ai Ministri del Turismo e dei Beni Culturali, la nostra: "avanzata competenza nel progettare e attuare interventi intersettoriali e infrastrutturali necessari alla qualificazione dell'offerta turistica, in particolare nelle località impegnate nella valorizzazione dei beni culturali e ambientali con la costituzione e promozione di nuovi prodotti turistici" (Obiettivi formatici qualificanti, decreto 270/04 LM 49).
Portiamo dunque a conoscenza dei Ministri che non è necessario inventare figure professionali prese in prestito dalla Protezione Civile Nazionale per valorizzare scavi archeologici, come è successo a Pompei. Esistono figure altamente formate dal sistema universitario nazionale pubblico, pronte a mettere in gioco le proprie competenze per il bene dell'Italia, dei nostri beni culturali e della nostra economia, che sempre più si basa sull'industria, sottolineiamo sull'industria turistica.

Questa lettera vuole essere un'esortazione a che le strutture ministeriali si attivino per divulgare l'importanza delle nuove classi di laurea vigenti nell'ordinamento legislativo nazionale. Allo stesso tempo vuole essere una richiesta per tutti gli organi si competenza, in primo luogo il CUN, per una equiparazione delle classi di laurea L15 e LM49 a classi di laurea normalmente usate nei bandi di concorso che richiedono competenze simili a quelle elencate. Si rende necessaria l'equiparazione per dare l'opportunità ai partecipanti ai bandi già emanati e non ancora scaduti di poter partecipare senza richiedere l'emanazione di nuovi bandi corretti.

(...) Vorremmo partecipare attivamente a scelte strategiche del turismo in maniera sistematica e non essere relegati ad "animatori turistici laureati". Con tutto il rispetto per la figura professionale in questione non riteniamo ci sia bisogno di cinque anni di università per esercitarla.
Esortiamo dunque sia le aziende, sia le Pubbliche Amministrazioni a usufruire delle nostre competenze, con coraggio. (...) Se le aziende ritengono non sufficiente la nostra preparazione o se le pubbliche amministrazioni non ritengono necessaria la nostra presenza crediamo (...) sia necessario un passo indietro. Preferiamo sia cancellata definitivamente la nostra classe triennale e magistrale piuttosto che vivere nell'incertezza e nella proibizione

Noi non abbiamo più tempo e non vogliamo pensare che quello speso sino ad oggi sia stato sprecato. Non vogliamo pensare che le nostre tasse siano servite solo per evitare la chiusura delle nostre facoltà o per arricchire professori che altrimenti non avevano nulla da insegnare. Non vogliamo pensare che l'unica via di scampo sia quella di chiedere il rimborso delle tasse e delle nostre spese universitarie per degli studi che, qualcuno dice, non valgono molto.

25 messages:

Vele Ivy ha detto...

Pazzesco! Mi unisco anch'io alla protesta.
La vita dei neolaureati è una doppia beffa: se da un lato è difficilissimo trovare un lavoro in linea con gli studi, dall'altro è quasi impossibile trovare qualcosa di diverso. Se vedono che hai la laurea sul CV ti escludono per altri lavori che potresti fare per "tamponare" le spese (commessa, reception ecc) perché hai una qualifica troppo alta. Morale: il titolo di studio ostacola la ricerca di un lavoro, invece che aiutare.

Lara ha detto...

Brava Carolina, hai pubblicato una lettera che dovrebbero scrivere tutti i laureati, ma anche tutti i giovani che non trovano lavoro e i precari.
Basta con questa vergogna, sono cosi indignata che non ho neppure più parole.
Ti abbraccio,
Lara

Lorenzo ha detto...

Secondo me qui c'è un equivoco di fondo.

Un conto è dire che in Italia è difficile trovare lavoro.

Un altro è dire che è difficile trovare lavoro per qualsiasi corso di laurea.

Un altro ancora è dire che e' difficile trovare lavoro per i laureati in Scienze del Turismo.

Il primo problema dipende dal fatto che l'economia mondiale è cambiata e l'Italia si è trovata nella posizione peggiore per gestire il cambiamento. Leggevo oggi che le economie dei "paesi emergenti" ormai hanno superato quelle dei "paesi industrializzati" e che questo fatto in futuro dovrà essere regolato a livello delle istituzioni internazionali. Se non produciamo niente in Italia, non ci sarà lavoro. Di contro, per produrre in Italia dovremmo competere con gli stabilimenti cinesi e indiani.

Il secondo problema dipende dalla dimensione delle aziende italiane, che sono troppo piccole.
Il 95% ha meno di 10 dipendenti. Aziende piccole non investono in niente che non sia direttamente collegato alle immediate necessità e contingenze. Per dirne una, niente ricerca e sviluppo. Non a caso praticamente non esiste un software italiano. Aziende piccole cercano factotum e qualche venditore, non quadri intermedi.

Il terzo problema riguarda l'organizzazione delle università, è risaputo che a partire da un certo punto in poi c'è stata la fioritura dei corsi di laurea più improbabili e delle sedi distaccate. Sempre perché l'università come la scuola ha lo scopo di distribuire posti di lavoro e non di formare studenti. Alla fine della lettera gli estensori hanno già tirato le conclusioni, basta togliere i "se" e i "non vogliamo pensare".

Lorenzo ha detto...

A proposito del sondaggio sulla eliminazione delle "facoltà umanistiche".

Ci sono due modi di affrontare la questione:

1. ognuno studia quello che gli pare, poi si arrangia, se trova un lavoro coerente con gli studi bene, altrimenti fa qualcos'altro. Il che non sarebbe un problema secondo me se fossimo la Milano degli anni '60 dove arrivavi e il giorno dopo avevi trovato un lavoro. Nella situazione attuale sono abbastanza cavoli.

2. un ente statale preposto calcola quanti laureati per ogni corso di studi sono richiesti dal "mercato" e regola il flusso agendo sul numero chiuso. Ci sono dei problemi accessori, tipo che tra ingresso e uscita passano degli anni e che un laureato di Reggio Calabria può trasferirsi ad Aosta. Per esempio pare che a causa del numero chiuso troppo restrittivo le facoltà di medicina lombarde sfornino meno medici di quelli che servono per cui li importiamo da altre regioni. C'è anche il sottile problema della diversa severità negli esami e nei concorsi, eccetera.

Comunque, in assoluto la eliminazione delle facoltà umanistiche ovviamente non ha senso. Si tratta di vedere come gestirle nel quadro più generale della Istruzione e della Università. Problema annoso in una non-Nazione come la nostra.

Il calesse ha detto...

E' sempre una bellissima sorpresa quando vieni a trovarmi.Grazie per essre passata e per il pensiero che hai lasciato... Buona domenica!
Lucia

Lily ha detto...

Inamissibile.
Inacettabile.
Davvero senza parole.
Solo indignazione e rabbia.

Franci ha detto...

Ciao Carolina hai già estratto il vincitore di Lost Girls? :)
Buona giornata

Carolina Venturini ha detto...

@Fanci: si è già stato estratto. Non so perché il post non compare. Prossimamente lo riscrivo. Ha vinto Micia, comunque.

Carolina Venturini ha detto...

@Lily: Condivido. La cosa più assurda è che noi giovani ABBIAMO VOGLIA DI LAVORARE, abbiamo IDEE e COMPETENZE e vi viene negato anche solo di provare. Addirittura dall'alto. Un suicidio di Stato, praticamente. O un omicidio consapevole.

Carolina Venturini ha detto...

@Il calesse: Piacere condiviso. :-)

@Lara: Mi chiedo in quanti secondi è stata cestinata. Mi chiedo se ha ricevuto risposta. E che tipo di risposta.

@Vele: è drammatico, ma è così.

sulsecondobinario ha detto...

Ciao...ho letto anche io quella lettera all'università! io ho le stesse difficoltà legate ai problemi occupazionali del mio corso di laurea e in primis a come funzionano le cose in Italia ma ahimè sono fiera di ciò che ho fatto...non mi resta di sperare che le cose cambino!

Carolina Venturini ha detto...

@Sulsecondobinario: Non mi dire che sei anche tu a Tor Vergata! Continua a sperare e a impegnarti..come facciamo tutti, infondo.

sulsecondobinario ha detto...

eh già...per 5 anni la facoltà di lettere la mia casa e il 20 le mie gambe!!!

Carolina Venturini ha detto...

Senti, se conosci qualcuno degli studenti che hanno scritto questa lettera, se hanno voglia di dare ulteriore risonanza alle loro richieste.. digli pure che io sono disponibilissima! Poi ci organizziamo in facoltà!

giulia ha detto...

Sono davvero esterefatta... E' da questi problemi che bisogna ricominciare a lottare.
Buon fine domenica
Giulia

sulsecondobinario ha detto...

Ok senz'altro!!!

Soffio ha detto...

Molte sono le lauree accattivanti ed oggi si dice facilmente tra i giovani e nelle famiglie che occorre studiare ciò che piace. Molto bello, ma non sempre realistico (questo é un discorso da vecchio pragmatico) Vero anche che nell'Italia televisionaia occorre che cambi la cultura devastata in modo particolare in questi anni di berlusconismo, il quale, non dimentichiamolo, da quasi vent'anni (tanti durò ad esempio il fascismo) racconta favole e fa sognare salvo svegliarsi di colpo

Costantino ha detto...

Mi sembra che i giovani siano trascurati un po da tutti.Soprattutto nel campo dei beni culturali e del turismo,che potrebbero essere
vincenti per il rilancio dell'occupazione,la
loro attività ed i loro studi dovrebbero essere preziosi.
Credo sia questo il vero problema da affrontare e risolvere.

Chiaretta ha detto...

In effetti è una lettera che dovrebbero scrivere tutti i laureati.. è allucinante che si arrivi a questi livelli! Hai fatto benissimo a pubblicare questa lettera!

Carolina Venturini ha detto...

@Chiaretta: La cosa allucinante è che è lo Stato stesso ad avallare la disoccupazione e a bloccare le possibilità di inserimento dei neolaureati.Un cane che si morde la coda.
Da dove nasce tutta questa tronfia sicurezza dell'impunità?

Carolina Venturini ha detto...

@Costantino: Noi giovani, al pari dei gay e degli altri "reietti", siamo considerati soprattutto in campagna elettorale, indifferente il patito che gareggia. Ottenuta la poltrona, i buoni propositi e le bugie per abbindolare vengono liquidati nei propri lucri.

Carolina Venturini ha detto...

@Soffio: se il problema fosse solo limitato agli ultimi 20 anni di Berlusconi al governo!
E' evidente che le radici sono molto più in là di costui. Lui ha ripetuto meccanismi già imparati e accettati e noi abbiamo permesso che ciò avvenisse grazie agli stessi meccanismi di comodo che abbiamo utilizzato quando al potere c'erano altri e hanno fatto danni identici o maggiori di costui.

Flavia ha detto...

Concordo pienamente con il tuo giudizio Carolina.
Purtroppo sia da una parte politica che dall'altra sono state applicati criteri allucinanti e quando penso che Marco con una laurea in ingegneria areospaziale guadagna come me quando facevo la commessa mi viene da piangere.
Per fortuna fa almeno 40 ore di straordinari al mese così può alzare lo stipendio e dovrebbe essere un posto sicuro, ma nulla c'entra con il suo studio e poteva farlo anche con il suo diploma.
Capisco la frustrazione di questi ragazzi.

Carolina Venturini ha detto...

Marco è il tuo ragazzo/compagno/marito? Che situazione complicata. E' così difficile avere fiducia, davanti a questi avvenimenti..
Ti abbraccio

Flavia ha detto...

Si scusa do per scontato che tutti conoscano tutti e se uno non ha la pazienza di seguire tutti i post giustamente ci si perde.
E' il mio fidanzato, è vero la fiducia va spesso a farsi benedire, ma poi bisogna tenere duro non c'è alternativa.

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