mercoledì 6 luglio 2011

Bavaglio alla rete

Lo so. Ci sarebbero molte cose di cui parlare. L'attualità e le attività di governo sono generose nel generare dibattiti, paure, riflessioni. Non temo la censura o il "bavaglio alla rete", sempre ammesso che questi provvedimenti si realizzino esattamente così come sono stati percepiti dalla comunità e presentati dai media. 
Non la temo per un motivo semplice. Internet è uno strumento capace di andare ben oltre un governo.


Poniamo il caso che il vostro sito, il vostro articolo, il vostro blog venga chiuso arbitrariamente perché contiene "accuse al governo/presidente". Poniamo il caso che vi venga tolto l'accesso ai social net. Poniamo il caso che il server su cui fate affidamento venga chiuso. 

Siete sicuri, stante la vostra innocenza rispetto quanto contestato, che non avrete alcuno strumento per far fronte a questa ingiustizia, a parte l'importante aspetto legale? Esistono molti modi per far circolare la notizia (dai giornali cartacei, a quelli online, ai forum, all'aprire nuovi siti e blog appoggiandosi a reti estere). Non siete boe solitarie lanciate in un mare senza pesci. Siete persone integrate nella comunità virtuale (oltre che reale). 
Ciò significa che se un blog è colpito da censura, tutti i lettori lo sapranno e potranno immediatamente avviare campagne di protesta nei loro, oppure denunciare pubblicamente il fatto. Ne parleranno con i loro amici, che parleranno ancora con altre persone, che parleranno con altre persone. Fra di voi vi siete scambiati gli indirizzi e-mail e quindi la possibilità di far conoscere la vostra storia è molto alta. Ci sentiamo, vi sentite regolarmente. Ogni minimo cambiamento viene notato, registrato e percepito dai "fedelissimi", dagli amici e dai parenti. 

"Sul romanzo", blog letterario, visse un momento di questo tipo quando un suo articolo venne oscurato. In questo articolo si parlava di una tesi plagiata e venivano fatti dei nomi, indicando delle presunte responsabilità riguardo i diritti d'autore, l'uso improprio dell'opera e varie altre cose. Il fatto stesso che l'autorità avesse chiesto - e ottenuto -  la rimozione dell'articolo, l'avviamento di pratiche giudiziarie contro il blogger, ha fatto sì che si scatenasse un vortice di protesta in ogni canale web
L'autore del blog, che ha denunciato l'accaduto sul suo sito, ha ricevuto moltissimo sostegno dai suoi lettori e collaboratori, i quali hanno creato campagne di denuncia sui loro social net, sui loro blog e ovunque fosse possibile. Non so come sia andata a finire la parte giudiziaria di questa vicenda, non so se sia stata definita la diffamazione online , non so se il post è stato "reintegrato" nell'archivio online del sito. In questo caso si è gridato alla censura e tutto il mondo intorno a questo blog ha dato manforte all'autore, permettendo a moltissime persone di conoscere l'accaduto. Ci sono stati "i buoni" e "i cattivi". Ci sono state "le vittime" e "i carnefici". 
La comunità ne ha parlato. Se anche fosse stata censura (e non legittima richiesta di una eventuale persona che si è trovata diffamata pubblicamente) questa vicenda è sfuggite ai "tentacoli" dell'oscurità. 
Ricordate che non siete soli e che Google e Twitter hanno trovato dei modi per proteggere l'informazione degli utenti durante la rivoluzione africana (ancora in corso), in cui la censura web è stata praticata in maniera forte.

Rimane da considerare un altro elemento, oltre le strumentalizzazioni di partito, di governo, di massa o di qualsivoglia entità capace di generare ottundimento mentale. Internet è il luogo della libertà. 
Le persone, erroneamente, credono di potersi permettere qualsiasi tipo di azioni perché il Web è un territorio sconfinato. Non è così. La libertà di parola è un diritto fondamentale, un diritto umano, imprescindibile. Tuttavia, ha i suoi limiti. Esistono dei reati online estremamente simili a quelli accaduti nella vita reale. 
Reati contro la persona, di frode, di persecuzione, di diffamazione. Riguardo quest'ultima ho scritto il post "Diffamazione online", che vi invito a leggere. 
La mia conoscenza delle materie giuridiche è assolutamente inadeguata per poterne parlare con maggiore puntigliosità e chiarezza. Il diritto, comunque, si interroga molto su come poter intervenire online. 
Non per instaurare una dittatura o un regime del terrore. Ma per tutelare le persone e gli interessi. 
Per capire come regolamentare certe attività che normalmente realizziamo (commercio, scambio dati, transizioni bancarie, immagine e dignità della persona, diritto d'autore, sicurezza nazionale etc.). 
Questo è un bene. Le regole sono un bene e non significano dittatura o deprivazione, svilimento o depersonalizzazione, ad ogni costo. Internet è libertà quando c'è tutela. Non possiamo dire e fare quel che ci pare e piace senza incorrere in alcuna responsabilità, solo perché ci troviamo online. Siamo responsabili tanto quanto lo siamo quando viviamo, ci comportiamo, parliamo nel mondo reale. Siamo tracciabili anche quando ci dichiariamo anonimi. Bisogna stare attenti a come si parla, non perché viviamo in dittatura, ma perché non siamo isole, viviamo in una comunità e questo esige il rispetto degli altri, oltre che di sé stessi. 
Non sono esenti da questo nemmeno i giornali contrari, di azione/lotta/opposizione. 
Ho la sensazione che il monopolio di questo strumento interessi a molte persone, non solo all'Agicom. 

Penso che questa sia un'occasione importante per noi. 
Lasciate stare l'ansia e le diatribe politiche. Iniziamo a interrogarci sul come viviamo e utilizziamo questo potente strumento, per migliorarlo, per individuare delle migliorie nei nostri comportamenti. 
Chiediamoci quanti modi esistono per dire la stessa cosa, per condannare una persona o un'azione, per argomentare un dissenso, per esprimere disprezzo o per sottolineare le proprie idee. 
Chiediamoci se sia possibile andare oltre il nome "Berlusconi" e se sia possibile smetterla con le campagne urlate contro costui, per il semplice fatto che è lui. 
Il mondo, la vita, la realtà non è solo Berlusconi (o le sue vicende giudiziarie o le sue speranze sul web)!
Andiamo oltre a lui. Iniziamo a farlo, altrimenti ci troveremo impreparati quando sarà il momento.

15 messages:

Lara ha detto...

Ciao Carolina, intanto il discorso AgCom e censura è slittato a settembre (o così si dice)
Secondo me comunque a Google interessa poco se l'AgCom chiude 5000 blog all'anno. E i blog più colpiti non saranno quelli che parlano di cucito ed uncinetti. Piuttosto quelli che a modo loro parlano di politica. Tra l'altro, oscureranno quei blog che hanno usato qualche immagine o qualche piccolo brano musicale, coperto anche dal copyright, ma che non intaccano affatto nella sostanza il diritto d'autore. I grandi blog non verranno colpiti: saremo colpiti noi,piccoli che irritiamo il potere mediatico. E guarda caso, tutto questo sta succedendo dopo la vittoria della rete con i Referendum. E se ho letto bene, chiuderanno i blog, senza possibilità di CONTRADDITTORIO.
No, il tentativo è sporco, amica mia ...
Un abbraccio,
Lara

Carolina Venturini ha detto...

Secondo me c'è un grande minestrone di cose tutte insieme. Un conto è la tutela del diritto d'autore, un conto è la politica. Un conto sono le paure e la disinformazione. E' slittato a settembre ed è un bene. Non credo si potrà realizzare una cosa del genere, nei temi foschi presentati. Comunque sia.. quanto ci vuole ad aprire un altro blog, con un nuovo account, da postazione differente, in cui denunciare tutto?
Non credo sia possibile impedire il contraddittorio.

Veronica Mondelli ha detto...

La rete è sfuggente. Me lo chiedo anche io: come si può imbavagliarla? Possono oscurare un sito o un blog, ma non ci vuole nulla a riaprirlo e a continuare a parlare. La rete è fluida e questo è davvero un bene. Dall'altro lato, noi blogger dobbiamo dimostrare di essere sempre corretti, onesti, informati. Solo così la libertà della rete è garantita.
Ovvio, comunque, che è bene riflettere su qualunque azione la politica voglia intraprendere contro il web. Sono d'accordo con Lara: la politica si è spaventata dopo il referendum. Ha intenzione di agire sulla rete come agirebbe contro un giornale cartaceo o qualunque altro medium tangibile e controllabile. Ma la rete è incontrollabile.

Carolina Venturini ha detto...

La rete non è un giornale cartaceo. Non ha direttori o redattori da licenziare o imbavagliare o pungolare con minacce e richieste di dimissioni se non dici o se non scrivi. Fanno bene a spaventarsi. La gente chiede un cambiamento e loro sanno perfettamente che stanno volgendo al termine i tempi. Trovo ridicolo pensare di imbavagliare la rete. Non c'è riuscito l'Iran, la Libia e tutti gli altri! Nemmeno la Cina! Figuriamoci l'Italia!

Sara... ha detto...

Sono pienamente d'accordo con te!
on ho partecipato col mio blog a questa baraonda semplicemente perché c'è tanta confusione e io se non capisco le dinamiche.. non appoggio nulla.
Trovo comunque giusto una regolamentazione. Io posso scrivere che son di destra/centro/sinistra e fin qua penso che non ci siano problemi di oscuramento, ma qualora io diffami qualcuno o inneggi a qualcosa di pericoloso.. è giusto che si faccia. Io stesse se vedessi scritto che sono una ladra assassina chiederei la rimozione!
Oggi la rete è un bellissimo strumento ma come tutte le cose, se se ne abusa diventa un pericoloso veicolo...
Ovviamente questa è una mia opinabilissima opinione...
Ciao!

Pri ha detto...

In due parole, io trovo ridicola ed assurda questa smania di controllo. Ma dove siamo, dentro un romanzo di George Orwell?? :(

Carolina Venturini ha detto...

@Pri: Brava: hai detto giusto. Smania di controllo. Da una parte e dall'altra. Non so rispondere alla tua domanda, però sono convinta che questo non sia il modo migliore per garantire un futuro di crescita e civiltà al nostro paese e a noi.

Carolina Venturini ha detto...

@Sara: Mi trovi pienamente d'accordo. Esistono delle responsabilità, ma questo non significa vivere in uno stato dittatoriale. E i vari componenti del governo sono comunque persone, come me e te e gli altri. Se io sono diffamata online ho il diritto di chiedere conto di questo a chi lo fa. Perché loro no? Chiaro. POi dipende dai metodi utilizzati, dal come e dai fini. Però la rete è uno strumento importante!
Teniamo conto che i matusalemme che sono al potere non hanno una conoscenza tecnologica all'avanguardia. E' ovvio che fanno rimostranze al nuovo e al cambiamento. la rete è cambiamento.

Adriano Maini ha detto...

Un intervento, il tuo, impegnato e intelligente. Si tratta del mio modesto pensiero, invero.

Francesco Zaffuto ha detto...

A parte ogni nota di pessimismo o di ottimismo. Tutelare i diritti d'autore è buona cosa ma non può essere fatto eliminando altri diritti. Siamo di fronte a una normativa in evoluzione e necessita la massima sorveglianza. La stessa autorità AGICOM è uno strumento amministrativo a cui non va delegato un potere di legiferare. In materia di libertà a legiferare deve essere il Parlamento e le sanzioni le debbono comminare i magistrati. Non vorrei che degli ottusi regolamenti possano decollare con forza di legge. Certo si possono fare le campagne contro e magari il web vince; ma se possiamo evitare il danno prima tanto meglio.
Saluti

Carolina Venturini ha detto...

Perché tutto deve essere sempre trasformato in una guerra? Ogni cosa. Ogni dibattito. È sempre una guerra.

Vele Ivy ha detto...

E meno male che c'è questa forza nella rete! Meno male che ci si può opporre facendo circolare le notizie, sostenendosi con il supporto della comunità on-line, aprendo nuovi spazi liberi. E' proprio per questo che ho così tanta fiducia nella circolazione delle idee in internet.

Carolina Venturini ha detto...

Anche io ho molta fiducia nella rete e nelle persone che formano questa rete. :-)

Rita Baccaro ha detto...

Internet è una rete, un mare magnum in cui navigare. Come in qualsiasi altro mare ci si sente liberi, l'orizzonte si allarga, ma bisogna rispettare le regole comuni di navigazione, essre preparati ad affrontare le tempeste e stare attenti ai pirati!!
Penso che una legislazione con scopo vigilante non opprimente e limitante che tuteli gli utilizzatori del web sia necessaria perchè della liberà se ne faccia un uso non lesivo dei diritti altrui, non la temo perchè credo nella forza di questa rete e dei contatti che genera. Credo nella libertà che non può mai essere messa a tacere.
Però essendo io un pesce piccolo un po' di timore ce l'ho ... non lo nascondo!

Carolina Venturini ha detto...

E' importante riconoscere questo timore. Ma è altrettanto importante chiedersi da dove venga. se è davvero collegato alle informazioni date riguardo "il bavaglio alla rete", oppure se ha altre origini, anche più antiche.
Esistono le proiezioni, esiste il rimanere toccati da una vicenda perché ne ricorda altre.
Credo sia molto difficile chiudere blog e siti così. Tra l'altro, tutto quello che ho letto sull'AGICOM non parla di questo, ma di tutela del diritto d'autore, che è ben diverso dalla censura dittatoriale.

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