venerdì 8 luglio 2011

La donna delle rose, di Charlotte Link

"La donna delle rose", di Charlotte Link, è un tuffo nella storia della Seconda Guerra Mondiale. Ambientato a Guernesy, una delle isole normanne del Canale della Manica, racconta e confronta le storie di tre donne diverse, unite e intrecciate da segreti, intimità, scelte personali molto difficili da sostenere. 
Dopo il fantasy, la fantascienza e i saggi di psicologia sono tornata nel caldo ovile delle mie letture preferite: i romanzi d'amore ambientati in periodi storici, i romanzi di formazione, di viaggio e di scelte coraggiose, i cammei delle biografie di personaggi storici controversi.

"La donna delle rose" è stata una piacevole scoperta. Lo comprai poco prima di mettere a riposo il progetto del mio romanzo. Alcuni critici letterari lo definiscono un thriller, ma sono profondamente contraria a questa definizione. Mi ha affascinata sin dalle prima pagine. Mi ha fatta sognare, risvegliando quelle parti di me spiccatamente sognatrici e femminili.

« A volte non poteva neanche vedere le rose. Non credeva di poter sopportare a lungo la loro bellezza, la vista dei fiori variopinti e vellutati, l'alterigia con la quale si protendevano verso il sole, come se i suoi raggi fossero destinati soltanto a loro e a nessun altro. (...) Aveva dedicato quarant'anni della sua vita alla coltivazione delle rose (...). A volte (...) si chiedeva che cosa veramente le stesse a cuore. Di tanto in tanto doveva accertarsi che ci fosse ancora qualche cosa, perché a volte la consapevolezza di aver dedicato la propria vita a un'attività e a un'oggetto che suscitavano in lei così poca simpatia, la rattristava, spingendola ad almanaccare alla ricerca di un significato.»

"La donna delle rose" non è affatto un surrogato harmony. Beatrice è una donna anziana, madre, laureata in filologia, proprietaria di una grande casa tramutata in pensione familiare per i turisti dell'isola. Sulle sue spalle grava Helene, un'altra donna ormai non più giovane. Sono legate da decenni, non sono parenti ma sono diventate un strano connubio di famiglia, a partire dall'occupazione tedesca delle isole normanne nel 1940
Erich Feldmann, ufficiale delle SS e marito di Helene, aveva occupato la casa di Beatrice quando lei aveva solo 11 anni. All'epoca, la bambina aveva già perso i genitori. Da allora i destini del gerarca nazista, della moglie e dalla giovinetta sono rimasti uniti per tutti gli anni a venire. 

La storia di queste persone viene alla luce grazie alla comparsa di Franca, moderna donna tedesca, nella loro casa. Franca è stata un'insegnante, ma i suoi problemi personali l'hanno portata a perdere il lavoro, ad avere fortissimi attacchi di panico, a essere farmacodipendente e in crisi coniugale. Sbarca a Guernsey due volte, la seconda delle quali per allontanarsi da un marito felice di avere una relazione extra coniugale, non più capace di provare rispetto e stima di lei. La donna si allontana dal marito, in cerca di sé stessa e di un nuovo modo di vivere. In particolare, gli attacchi di panico e le compresse saranno fonte di conoscenza della sua forza e di quanto riesce a fare in maniera indipendente, in barba al marito, alle critiche, ai giudizi e a quanto aveva sempre creduto di essere. L'amicizia fra Franca e Beatrice nasce per corrispondenza, ma sarà dal vivo che i racconti si faranno più vividi e il passato di queste donne verrà a galla. L'odio sincero e profondo covato per anni avrà voce, sin nelle più piccole sfumature. 

Non ci saranno solo sentimenti tinti di fosco e d'acceso furore, comunque. Un amore antico, un omicidio, le avventure di una ninfomane, la ricerca di guarigione di un alcolista ossessionato: questi sono solo alcuni degli elementi che caratterizzano una vicenda particolarmente ricca di intrighi, nodi e snodi a cavallo fra il nazismo, il romanticismo e quel leggero tocco di giallo, abbastanza intenso da rendere interessante il romanzo sino alle fine.

I protagonisti sono molti, la maggior parte dei quali con storie umane molto difficili. Tutti sono alla ricerca di un senso ai loro passi e di un nuovo inizio. Hanno i loro segreti e le loro difficoltà. La storia è semplice, tutto sommato. Le vicende sono prevedibili, soprattutto se si ha un base di conoscenze storiche del periodo affrontato, ma non sono banali. Anzi, in alcuni casi si impara anche qualche cosa di nuovo!
L'aspetto umano, la caratterizzazione dei personaggi, la resa delle debolezze e delle virtù è, a mio avviso, la miglior dote di questo libro. La penna di Charlotte Link è capace di rendere paesaggi, emozioni e situazioni con tocco delicato, eppur tagliente. E' la prima scrittrice che incontro capace di rendere perfettamente il peso degli adulti sulle spalle dei bambini. 

«Helene poteva anche essere una donna adulta, ma aveva l'aspetto di un uccellino implume caduto dal nido. La sua capacità di consolare si limitava al tentativo impotente di trovare le parole giuste, ma nel momento stesso in cui le cercava i suoi occhi assumevano un'espressione implorante, chiedendo a loro volta conforto. Helene riprese a piangere (...). Beatrice attese un momento, poi si sedette con cautela accanto a lei, sul bordo muschioso della vasca per gli uccelli, e infine le passo un braccio sulle spalle. Quel movimento bastò a privare Helene degli ultimi residui di autocontrollo. (...) "Andrà tutto bene", disse Beatrice, senza credere lei stessa alla verità di quella frase (...)La donna continuò a piangere, ma a poco a poco divenne più tranquilla (...). Aveva trovato nell'undicenne Beatrice il sostegno che cercava »


L'autrice descrive perfettamente Helene. Abile nelle manipolazione, nei giochi di potere, nell'instillare sensi di colpa e nell'obbligare le persone a fare esattamente ciò che lei pretendeva, utilizza ogni strumento a sua disposizione: dagli occhi languidi, alle lamentele, alle bugie, ai tentativi di suicidio, alle malattie, alle accuse di abbandono. 
Nel romanzo possiamo leggere lettere, immaginare il tingersi di rosso delle foglie, riconosciamo l'arrivo del Natale dal furore del marito di Helene, Erich, nato anch'esso il 24 dicembre e fortemente arrabbiato con il mondo perché, proprio quel giorno, a parità di compleanni, Gesù gli rubava costantemente la scena.
I dialoghi fra Franca e il marito, a proposito dei suoi attacchi di panico, delle limitazioni alla loro vita, delle responsabilità riguardo il tradimento mi sono state molto utili nello studio delle tecniche di scrittura.

Questo romanzo andrebbe sezionato e studiato, sia per le proprietà di linguaggio dell'autrice, sia per i meccanismi che muovono la storia, per l'impostazione dei dialoghi e l'utilizzo di tutti gli strumenti disponibili a uno scrittore per muovere i tempi e le vicende. L'aggiunta nella storia delle reali vicende accadute durante gli anni '40 nella Manica arricchiscono un ritratto davvero interessante. In generale, le isolette occupate dai Terzo Reich, rimangono sempre oscurate, nei racconti di quel periodo e nei film di guerra. Si parla della Polonia, della Francia, degli ebrei. 
Alcune di queste storie oscurate trovano spazi per emergere in questo racconto e il risultato è affascinante. 
Come in ogni romanzo d'amore che si rispetti il lieto fine è assicurato, quasi per tutti. 
Molto apprezzabile il fatto che la conclusione non sia uno smaccato connubio di smancerie. Scompaginate le carte, i futuri sono da creare, così come i nuovi amori hanno bisogno di tempo, di spazio e di impegno per nascere su binari migliori dei precedenti.

A questo punto vi chiederete se è un libro "pesante" o "leggero". Non sono la persona adatta per darvi questa risposta. Per me è stato intenso, un'esperienza che mi ha lasciato dentro moltissimi quesiti "da scrittore". 
E' possibile raccontare molte concetti astratti, delineando scene concrete in cui questi meccanismi invisibili agiscono sulle persone e nei rapporti. Ma questo è un altro discorso!

"La donna delle rose" è una buona lettura, che vi consiglio proprio!
In un certo senso, il messaggio conclusivo permette speranza: affrontando il proprio passato è possibile trovare pace, forza e fiducia nel presente e nuovi sbocchi per il futuro.

16 messages:

sqwerez ha detto...

mi sfruculia...

Carolina Venturini ha detto...

:-) Che in Italiano sarebbe?... :D

Emanuele Secco ha detto...

Sembra davvero interessante :-)

E.

Giulio GMDB© ha detto...

Non credo sia molto il mio genere... Al momento devo scegliere solo se cominciare le vacanze con Douglas Adams, Terzani o Neil Gaiman ;-)

Carolina Venturini ha detto...

Questa è una lettura più adatta a un pubblico femminile, in effetti. :-) Ma ci vuole, ogni tanto! Buon viaggio!

Blogaventura ha detto...

E' bello che ci sia questo passa parola fra i blogger. Che libri significativi come questo vengano diffusi. Un salutone, Fabio.

bocchigliero oltre...... ha detto...

Penso che deve essere intricante, interessante e non solo femminile, anche se le protagoniste sono donne, l'uomo può conoscere le donne solo studiandole nei minimi dettagli
Grazie del suggerimento

Soffio ha detto...

Indicazioni sempre valide, anche se, come sai, oltre al libro occorrerebbe comprare anche il tempo per leggere tutto

Carolina Venturini ha detto...

@Soffio: Tutto sommato, non dovrebbe essere così complicato trovare il tempo per la lettura in estate :-)

@Bocchigliero: Benvenuto nel blog! Condivido il tuo pensiero. Sono pochi gli uomini che conosco, che sarebbero disposti a leggere letteratura rosa per capire qualche cosa delle donne o per conoscerle...

@Blogventura: bentrovato!Si, è bello condividere le letture. In un certo senso ci si sente "meno soli". NOn è scontato avere accanto persone che condividono i tuoi gusti, nella "vita reale".

versus ha detto...

Quel mouvement sur ce blog depuis ma dernière visite!
Vive les vacances littéraires !

Vele Ivy ha detto...

Che bello quando le pagine di un libro fanno sognare...
...ma non è che questi personaggi alla ricerca di un nuovo inizio ti hanno fatto pensare alla tua Lia? :-)

Carolina Venturini ha detto...

Lia, ma anche GIulia ed Eva.. in realtà sono ferme perché io stessa sono "ferma". sono molto delusa da quel che ho visto in quest'ultimo anno e mi pongo molte domande sul mio scrivere. E' difficile lasciar andare la fantasia, quando il pensiero principale è un lavoro che non arriva.

TuristadiMestiere ha detto...

ottima recensione. E poi io e Beatrice abbiamo una cosa in comune: la laurea in filologia!!! ;)

Carolina Venturini ha detto...

:-) anche io e beatrice abbiamo svariate cose in comune. È bello trovare sintonia con i libri

iulia lampone ha detto...

Cara Carolina, questo libro mi è stato da poco consigliato, trovo che la tua recensione sia bellissima! A breve lo comprerò anch'io. :)

un caro saluto

Carolina Venturini ha detto...

Te lo consiglio caldamente! La narrazione è scorrevole, la storia non banale, i personaggi sono credibili e hanno molto da dire a tutti noi! se lo leggi, sarei felice di sapere la tua opinione al riguardo!

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