giovedì 21 luglio 2011

La mia ricerca della felicità - parte II

Immagine da: www.google.it
Sull'onda della condivisione voglio parlarvi ancora di me e di ciò che mi piace. E' stato bello chiacchierare con voi. Siete donne molto sensibili e capaci e ho molto da imparare da voi. Parlare insieme mi ha fatto sentire bene. Oggi vi racconterò l'aspetto positivo del mio pensare al lavoro, al di là della mera sopravvivenza. Voglio dare spazio alle cose che mi fanno stare bene e mi fanno sentire viva

Ci sono due elementi fondamentali e indivisibili nella mia vita: la scrittura e la psicologia. Il web è il canale d'espressione che preferisco. Attraverso internet e i suoi strumenti mi sento più vicina al mondo e alle occasioni di conoscenza. Il mio sogno si può riassumere nel desiderio di diventare imprenditrice di me stessa, libera professionista, donna in carriera.

Scrivere online, nel mondo della comunicazione digitale e delle nuove tecnologie web, è il mio mestiere.
Non sono giornalista, ma web content. E la cosa mi piace, anche se cerco di trovare un modo per ottenere il patentino da pubblicista perché lo ritengo una chance in più. Mi occupo di contenuti ed emozioni, riflessioni, opinioni e, talvolta, eventi. Mi piace l'indipendenza e l'autonomia.
Lavorare come free lance in modalità di telelavoro è esattamente ciò che anelo, per la libertà estrema che mi permette questa forma di impiego. Mi piace essere responsabile del percorso, della gestione dei tempi, dei risultati; mi stimola lavorare sugli strumenti, sugli obbiettivi e sulle strategie.  Provo una sensazione di "respiro" senza orari fissi e cartellini da timbrare. Creare dal nulla un progetto, individuare criticità, soluzioni, impiegare tante ore della mia giornata "dietro" a una percezione che si concretizza, mi stimola molto: è un percorso creativo, vibrante di vita, ottimo per la crescita personale.
Il rovescio della medaglia è che il lavoro da libera professionista nella scrittura e nella gestione dei contenuti web prevede una fase di lancio complicata e difficoltosa. Questo mondo è ancora da esplorare e l'editoria online, in Italia, è solo alle prime armi, così come la cultura e la conoscenza in rete sono strade vergini.

Nel mentre ogni tanto riesco a pubblicare qualche articolo. Ieri mi è stata comunicata la pubblicazione dell'articolo "Immigrazione: un sondaggio via blog" nella rivista online che si intitola Comunicazione Digitale.
L'articolo è nato dal post che pubblicai qualche tempo fa: "Immigrati in Italia".
Sempre ieri ho inviato la mia richiesta di collaborazione free lance con Wikio: sto aspettando la revisione del primo articolo. Ho scelto di inviare la richiesta riflettendo sull'esperienza di una mia amica.
Lei scrive per un sito "al femminile" (ma non Alfemminile!) e trimestralmente le viene dato un compenso in base al numero degli articoli scritti. Non sono cifre enormi, ma riesce comunque a togliersi qualche sfizio e ad essere indipendente. Con il tempo e con l'esperienza i suoi guadagni sono aumentati, ricevendo anche qualche regalo dalle case di cosmetici e moda di cui si occupa. Le nostre situazioni sono diverse, certo. Lei vive ancora con i suoi genitori, io convivo con il mio ragazzo, però entrambe condividiamo la necessità di indipendenza.
Ricominciare a lavorare nell'editoria con articoli pagati da un minimo di 2,00€ fino a 20,00€ non è il massimo, ma è pur sempre qualcosa.  Lo so, non troppo tempo fa lo ritenevo sfruttamento. Lo so, gli articoli che ho scritto sulle spose e che sono in edicola per tutto il 2911 mi sono stati pagati molto di più e so anche che non rimpiango di aver lasciato quell'azienda, per molti motivi. Però a fine mese "zero" e "qualcosa" fanno la differenza.
Soprattutto divento matta se non trovo un modo per guadagnare qualcosa. Tutt'al più che si tratta di pezzi lunghi al massimo 400 parole e i pagamenti inizieranno a partire dal raggiungimento di 50,00€. C'è la possibilità di crescita all'interno della redazione online, libertà negli argomenti da trattare e pagamento tramite paypal.
Se dovessi riprendere l'università con una seconda laurea, impegnandomi a fondo potrei sostenere in maniera totalmente autonoma le spese delle tasse universitarie e dei libri grazie ai pagamenti online.
Non vi nascondo che l'idea di scrivere in qualche rivista specializzata nel settore della psicologia mi piace un sacco, così come mi piacerebbe tantissimo lavorare per la Bollati Boringhieri, la casa editrice che cura tutta l'opera di Jung (e non solo).

Questo diversivo con Wikio mi permetterà di esercitarmi con pezzi dallo stile più "giornalistico" rispetto a quelli scritti su questo blog e dallo spazio limitato. Potrà essere una via verso la scrittura nell'attesa che l'altra azienda a cui ho inviato un pezzo da oltre 6000 battute, con interviste a specialisti del settore e vari altri box di approfondimento mi risponda riguardo la collaborazione con la rivista cartacea e in edicola.
Se questa ipotesi andasse bene i pagamenti sarebbero molto diversi, anche se non potrò farvi affidamento stabilmente, ma solo su chiamata. Attendo di cambiare casa e residenza per iscrivermi alle liste di collocamento e alle agenzie del lavoro della nuova zona e attendo settembre con la speranza che i mille e più curriculum inviati in questi mesi trovino una risposta in qualche colloquio oppure offerta di lavoro.

Ho smesso di scrivere il saggio sulla Fallaci perché sto raccogliendo materiale: se volete potete aiutarmi in questa avventura siete le benvenute! Sto cercando tutti i numeri de "L'Europeo" in cui compaiono gli articoli della giornalista. Se avete a casa qualche approfondimento e vi farebbe piacere darmi una mano e comparire con il vostro nome nei ringraziamenti finali, non esitate a contattarmi!
Ho intervistato la storica di cui vi parlavo e mi ha dato molte indicazioni utili sui testi che trattano i valori della Resistenza e del movimento Giustizia e Libertà. Se fra di voi c'è qualche appassionata di fotografie che potrebbe essere interessata a comparire nel libro con qualche scatto inerente agli argomenti che tratterò, mi contatti senza paura! Le foto saranno indicate con il nome dell'autrice/autore, non con il mio.

Insomma: ho ben chiari i miei obbiettivi.
Ho ben chiaro che non ho intenzione di soccombere e che non sono una vittima (né voglio esserlo, in nessun caso). Ho ben chiaro che mi devo attivare in prima persona per plasmare la mia strada. Cerco di fare il possibile, anche accogliendo i momenti di sconforto e sfiducia o depressione che ciclicamente vivo.
Non li nego perché sono linfa per la mia crescita.
Ogni momento d'ombra mi dice qualcosa in più su di me, sono la mia bussola. 

19 messages:

  1. Veronica MondelliJul 21, 2011 07:23 AM
    A volte sfiducia e depressione sono indispensabili per rafforzare la ricerca della felicità. Quando passano, si è ancora più determinate nel volerla ottenere.
    Speranzose o disperate, mai perdere di vista l'obiettivo. Anche se è lontano, è sempre lotta e divertimento raggiungerlo ed è questo ciò che ci rende vive.
    Grazie per i tuoi post.
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  2. Carolina VenturiniJul 21, 2011 07:30 AM
    Grazie a te per esserci... condivido il tuo pensiero.
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  3. dandelion67Jul 21, 2011 09:06 AM
    ...un ottimo punto di partenza...hai ben chiaro cosa devi fare per realizzarti professionalmente...ora la palla passa alle agenzie...alle case editrici...a chi ha necessità di una professionista con esperienza e dedizione.

    Un sorriso e un abbraccio..
    Dandelìon
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  4. Marta TraversoJul 21, 2011 09:43 AM
    La ruota gira sempre per il verso giusto.. solo che a volte ci mette un po' più di quello che vorremmo.. avere chiare quali sono le tue passioni e i tuoi obiettivi è comunque un ottimo passo per iniziare!
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  5. Carolina VenturiniJul 21, 2011 10:30 AM
    @ Marta: PIù che iniziare... riprendere, visto che non sono proprio "di primo pelo", come si suol dire. :-)

    @Dandelion: Grazie per l'incoraggiamento!
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  6. BlueJul 21, 2011 02:32 PM
    io credo che la felicità sia l'amore... non sta nelle cose, negli oggetti nelle case, nei vestiti..ma nella speranza che un giorno la felicità si presenterà alla tua porta sorridendo ... e allora si che sarai felice.

    l'amore è l'unica cosa che cambia la vita ... credimi.

    Blue
    www.aspassoconblue.com
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  7. Carolina VenturiniJul 21, 2011 03:12 PM
    Non credo nei colpi di fortuna che bussano alla porta. Benché l'amore sia importante nella mia vita, lì mia felicità ha a che fare con la mia realizzazione, non con persone esterne. Non sono più in grado di credere che la felicità risieda in un altro essere umano che mi cammina a fianco w un periodo limitato. I soldi non fanno la felicità. Nemmeno la povertà. Nemmeno la sopravvivenza o il negarsi tutto per dovere.
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  8. wiskaJul 21, 2011 03:57 PM
    Scusa la domanda, perchè questo post si rivolge solo alle femminucce? Sai come la penso sul "genere", per me esistono solo persone, non maschi e femmine. Mi ha sorpreso sta cosa Carolina, magari non era voluta, perchè viceversa, scusa la mia franchezza, ne sarei davvero deluso.
    Non commento ciò che scrivi in attesa di una tua risposta.
    Sempre con affetto
    wiska
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  9. gds75Jul 21, 2011 11:54 PM
    leggo che in sostanza ti rivolgi solo alle donne, ma comunque lascio un messaggio, più di incoraggiamento che di commento. La tua scelta di vita è meravigliosa anche se complessa, lavori in un ambito nel quale, purtroppo, si necessita di tanto in tanto dell'appovrazione di quel che si è prodotto, e immagino che quando non si riesce a soddisfare le proprie aspettative debba essere dura, comunque resta il fatto che se hai trovato la tua strada in questa strada fai bene a fare di testa tua senza se e senza ma.
    sulle foto, da appassionato di fotografia ti dico che di fotografe brave in giro ce ne sono veramente tante e veramente brave, magari se ti metti a fare qualche giro sui forum di fotografia trovi facilmente qualche artista che riesce ad interpretare bene il tuo punto di vista.
    Per tutto il resto in bocca alla lupa :-)
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  10. Carolina VenturiniJul 22, 2011 01:43 AM
    @Wiska: Ammetto che mi sarei evitata volentieri una polemica inutile. Rispondo al tuo commento, sperando di risultare il più chiara ed esauriente possibile. Partiamo da un paio di presupposti semplici e banali: non discrimino nessuno se ogni tanto scrivo dei post rivolti principalmente alle donne.
    Ritengo di essere libera di farlo e siccome non c'è malizia o ideologia bacata dietro questa scelta trovo ancor più fuori luogo quanto dici.
    Se poi qualcuno si sente offeso o piccato o infastidito dal fatto che un post su 137 ha come "pubblico" (quasi) esclusivo le donne... beh questo non è un mio problema, ma lo è della persona che prova queste emozioni. A me può dispiacere per lui e basta.
    Ritengo inutile e superfluo fare i distinguo "maschi/femmine". Lo ritengo così inutile che nemmeno ci penso, perché per me non ha alcun valore. In alcuni casi posso desiderare il confronto femminile e su questo nessuno può dire "a" perché è un mio diritto, una cosa normalissima che accade ogni santo giorno ad ogni donna. Senza per questo sottendere chissà quale disprezzo verso gli uomini, disprezzo che non provo e che non ha fondamento in me.
    Detto ciò: nel post precedente molte donne sono intervenute raccontandomi la loro storia e ho scritto il post pensando a loro, partendo dal momento positivo vissuto poche ore prima proprio con queste persone.
    Non vi è discriminazione razziale o di genere in questo.
    Se poi tu, Wiska, non vuoi commentare, amen.. ci si rivede nel prossimo post che riterrai abbastanza adatto per dare la tua opinione. Non mi offendo e non lo trovo chissà quanto penalizzante. Se vuoi dire quello che pensi sei libero e lo rispetto. Se non vuoi dirlo perché ti senti offeso perché ho dedicato questo post alle donne... mi può dispiacere per te, lo accetto e lo rispetto ma pazienza. Scriverai i tuoi pensieri in un altro momento.
    Non ritengo di dover giustificare la scelta dei destinatari di un post che decido di scrivere sul mio blog. In questo caso l'ho fatto ben sapendo che in caso contrario (e probabilmente comunque) la polemica (sterile) non sarebbe finita.
    Penso anche una cosa. Per una donna entrare nel mondo del lavoro è un'esperienza diversa rispetto quella vissuta dall'uomo. E' un dato di fatto, non è una discriminazione.
    Proprio l'altro giorno una mia amica si è sentita chiedere a un colloquio se oltre al lavoro da segretaria era capace di stirare le camice e se era disposta ad altri favori di tutt'altro genere... per arrotondare.
    Una donna deve fare i conti con tanti problemi e anche con la gelosia maschile, del marito che si sente poco accudito se lei è in carriera, nonché dei pregiudizi che esistono. Quindi, se una volta tanto voglio sapere come le donne affrontano questa cosa, come realizzano i loro sogni, ne ho pieno diritto e non c'è nulla di male. Anzi.
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  11. Carolina VenturiniJul 22, 2011 01:46 AM
    @gds75: Ti ringrazio molto per l'incoraggiamento e per i suggerimenti sulle fotografe. Ne terrò molto conto! Benvenuto, tra l'altro e piacere di conoscerti.
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  12. bocchigliero oltre......Jul 22, 2011 05:12 AM
    Complimenti a questo modo di esprimerti... libera, senza pensare troppo a cosa dire, ma mossa dall'emotività, che è adrenalina e positività insieme... io ho imparato molto dalle donne, imparando anche a conoscerle meglio, conoscendo meglio si rispetterebbero un pò di più le persone, senza inutili pregiudizi
    un caro saluto Piero
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  13. Carolina VenturiniJul 22, 2011 05:14 AM
    IN realtà penso sempre a cosa dico. Le diversità esistono e sono importanti. Permettono di conoscere le persone.
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  14. KylieJul 22, 2011 11:09 PM
    Il telelavoro in tutte le sue forme non è ancora al top in Italia.
    Un bacio e buon sabato!
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  15. ExodusJul 23, 2011 03:01 AM
    Sai, neanche nei miei giorni più "creativi" (ahemm ;-)) ho avuto tanti progetti quanti ne hai tu adesso. Ti auguro davvero tanta fortuna. E' un periodo infernale e diverrà sempre peggio, ma le opportunità non mancano, anche nei momenti di crisi, perchè, come diceva un manager che conosco: "Il mercato c'è sempre". C'è sempre qualcuno che vuole qualcosa e qualcun altro disposto a procurarglielo dietro compenso, anche nell'Africa nera.


    E' tutto vero quello che scrivi, mi stupisce la tua maturità (per me 26 anni sono davvero pochi), ma prosaicamente ti dico: perchè non invii qualche lettera anche per i concorsi statali? Alcuni vendutissimi autori scrivevano mentre lavoravano per lo Stato e la loro vena creativa non si è affatto estinta. Fallo adesso, tra qualche anno sarà tardi. I sogni non muoiono perchè c'è poco tempo, muoiono perchè non ci si crede più. Affronta il mercato editoriale da una posizione "io non ho bisogno". E' tutta un'altra cosa. Scusa il "consiglio" è che io sono notoriamente cinico.


    Ciao, continuo a seguirti.
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  16. Carolina VenturiniJul 23, 2011 03:09 AM
    @Exodus: Intanto ti dico GRAZIE. Come seconda cosa mi piacerebbe continuare a parlarne insieme perché le tue idee ed opinioni mi sono estremamente utili, oltre ad essere interessanti.
    Sai, i concorsi nazionali non li ho mai affrontati. Perché? Non mi sento "abbastanza". Sbaglio? Si, con questo tipo di mentalità sicuramente non avrò alcuna soddisfazione. Devo cambiare e quel che dici sul "io non ho bisogno" è giusto. Voglio arrivare lì. Ho tante idee e tanti progetti perché sono consapevole di non avere tempo e di averne perso tanto, per niente, in alcuni casi.
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  17. ExodusJul 23, 2011 01:12 PM
    Guarda, Wilbur Smith lavorava al catasto e altri autori avevano pari impiego statale. Come ho letto, il consiglio degli autori Tracy Hickman e margaret weis è: "non lasciare il lavoro che ti procura da vivere", la strada della scrittura è tanto, troppo lunga. Certo, prima di lasciare un lavoro che procura da vivere sarebbe meglio trovarlo! E' solo per dire che è sempre stato difficile essere un artista senza mecenate, anche Galileo dovette ingoiare molti rospi, fino all'umiliazione finale. Se avessi 26 anni farei concorsi statali. Ammazzano la vena creativa, ma tanto la vita l'ammazzerebbe comunque. Ma se è troppo forte poi resuscita.

    Ciao.
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  18. Carolina VenturiniJul 23, 2011 02:37 PM
    Ah! Concorsi statali, non letterari. Non ci penso nemmeno. E non vedo perché io debba fare qualcosa che, per usare le tue parole, mi ucciderebbe. Direi di no.
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  19. Vele IvyJul 24, 2011 01:54 AM
    Sono molto contenta di leggere questo post, perché vedo tanta carica nelle tue parole. Brava Carolina. L'importante, come hai detto, è avere degli obiettivi ben chiari! Tu hai tante idee e sono convinta che saprai condividerle attraverso articoli curati e appassionati. Un abbraccio.
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