mercoledì 20 luglio 2011

La mia ricerca della felicità

Nello scorso post  - "Parto verso i cambiamenti" - qualcuno di voi mi ha chiesto di parlare di me, di raccontare qualche esperienza, di condividere le mie emozioni per confrontarci insieme. Questo blog è nato con l'intenzione di racchiudere riflessioni su libri e aspetti della cultura, tenendo fuori le parti di me e della mia vita più private e più intime perché non desideravo sottoporle a giudizio o critica.  Non ho ancora trovato un libro estivo decente, fatto salvo per "La donna delle rose" di Charlotte Link, quindi, non avendo molto su cui impostare un articolo, ho deciso di coinvolgervi nelle novità estive della mia vita. Questo mio periodo di vita si potrebbe chiamare "la mia ricerca della felicità".
La mia estate si è aperta con la conferma dell'accettazione della proposta d'affitto che io e il mio compagno abbiamo fatto. Abbiamo firmato il contratto e abbiamo iniziato a racimolare tutti gli scatoloni possibili per il trasporto dei nostri libri, cd e riviste di settore (in particolare a tema storico e di arredo casa). Per la prima volta avremmo molto più tempo nel progettare e realizzare il trasloco. Cambieremo casa nei primi di settembre.
Ci lasceremo indietro un appartamento colmo di muffa, un quartiere abusivo e soffocante, la mancanza di intimità in tutti i sensi. Il nuovo quartiere è meglio servito e collegato, ci sono molti negozi sotto casa, ma è distante quanto basta dalle arterie più trafficate e polverose. Il condominio di fronte è lontano cento metri. 
Ci sono giardini e possibilità di soddisfare bisogni e necessità stringenti nell'arco di pochi passi. Non saremo obbligati all'uso dell'auto per la spesa. Con il tempo ci iscriveremo alle liste civili dei conviventi. Un piccolo passo verso il sogno rimandato del matrimonio. Una tutela in più per entrambi e per me, così distante da tutto il mio vecchio mondo. Fino ad allora ci divideremo fra pacchi, vacanze e studio per gli esami.

Non sono ancora riuscita a realizzare il fatto che non è un sogno. Mi sembra incredibile, ancora il mio sguardo cade sulle vetrine delle agenzie immobiliari per rendersi conto solo dopo che ormai non serve più. La ricerca è finita. Nella mia mente il concetto di "traballante, incerto, insicuro" è fissato con l'Attak.
So che nessuno ci può togliere questo nuovo inizio, ma metto in conto contrattempi, ripensamenti, inganni, incidenti, brutalità improvvise. Lo faccio per cercare di non farmi cogliere impreparata nel caso in cui la situazione cambiasse e fossi costretta a cercare rimedi all'ultimo.
Lo so, qualcuno mi vorrebbe sempre sorridente e spensierata. Non lo sono da molto tempo. O meglio: lo sono a fasi alterne, a momenti, a sprazzi. Lo sono soprattutto quando sento di avere potere sulla mia vita, di riuscire a cambiare le cose, senza subire gli eventi passiva. Confido in questa novità e spero mi possa aiutare a respirare e a trovare nuova linfa per affrontare l'altro grande problema, ovvero la ricerca di un lavoro retribuito.
Il pensiero al forte investimento che abbiamo fatto mi mette molta ansia, anche perché per me la situazione è difficile: non ho uno stipendio fisso, nemmeno un'entrata una tantum nata da lavori occasionali. Vorrei poter contribuire di più. Sono fortunata perché ho accanto un uomo che non mi fa pesare l'aiuto economico che mi da, lo definisce "un gesto d'amore". Questa situazione, comunque, mi porta ad avere momenti di ansia davvero forti. Il mio obbiettivo è l'indipendenza, il non dover dare i resti a nessuno, il non rovinare l'amore per questioni economiche. Alcune donne ritengono i loro uomini dei bancomat.
Per me non è affatto così. 

Nell'ultimo periodo sono riuscita a gestire meglio questi momenti grazie a medicine contro nausee e malesseri e tecniche di rilassamento. All'inizio è stato molto più duro perché il mio stomaco e la mia testa, il mio cuore e la mia pressione ne hanno risentito moltissimo. Non ne ho parlato quasi con nessuno perché la sola idea di sentirmi dire le solite banalità, frasi fatte, filosofie del buon vivere mi faceva venire la nausea ancora prima di ascoltare la reale opinione delle persone. Ho sempre pensato che fosse facile parlare quando la propria situazione è pacatamente tranquilla, quando si ha una fede al dito e uno stipendio, quando mamma e papà ti regalano casa e ti vestono, spesano e coccolano in lungo e in largo, quando non si ha mai provato a mettere il naso fuori casa o a diventare adulti. 
Conosco i dati sulla disoccupazione, so che il mio problema è comune a molti, ma in diversi momenti di questo anno e mezzo ho semplicemente pensato che non me ne importava (e non me ne importa) nulla degli altri o dell'ISTAT. 

Quello che mi importa è riuscire ad uscire da questo stato di "sopravvivenza" e di dipendenza economica, di non perdere la mia dignità e la mia libertà di donna e di persona. 
Quello che mi importa è dare un senso agli anni di studio, alle esperienze all'estero che ho fatto certa che mi sarebbero state riconosciute un giorno, nel momento della ricerca di lavoro
Quello che mi importa è non perdere definitivamente la speranza nel futuro, in me e nelle persone. 
Non spegnermi, non morire intimamente davanti al crollo di tutti i sogni e ideali che non sono evoluti in maniera matura, ma sono semplicemente stati blindati e bollati con la frase "non si può" o "non esiste", "non è permesso", "non a te". Ci sono stati giorni in cui ho faticato ad alzarmi dal letto, a trovare un senso alle mie giornate, a trovare la fiducia e lo slancio adatto per continuare ad inviare curriculum, ad inventarmi idee per questo blog, a credere che questo blog mi avrebbe aiutato ad inserirmi nel mondo del lavoro, a studiare aggrappandomi al detto "se studi hai più possibilità", a prendermi cura di me, a badare alla casa, a fare la spesa, ad essere amica e compagna in tutti i sensi di queste parole.

Per  strada ho perso la scrittura. Mi chiedo quale sia stato il meccanismo che ha agito su di me, bloccando la mia penna. Sono state le tantissime critiche pesanti al mio scrivere? I tanti appunti, piovuti dal nulla per la maggior parte, sulla grammatica? La sensazione costante di essere "sotto osservazione"? La difficoltà nel credere nell'onestà del mondo editoriale, i tanti contatti con editori a pagamento, più o meno camuffati? Il caos costante che gravita intorno alla casa in cui vivo (per quel poco che manca)? Capire questo mi permetterà di fare dei passi per riappropriarmi di qualcosa che è mio. Mi sono trasferita per scrivere, per dare una chance a questa parte di me. Fa male sentirsi aridi, senza nulla da dire. Senza un vero perché. 

30 messages:

  1. Marta TraversoJul 20, 2011 02:16 AM
    Aver trovato una nuova casa è sicuramente un passo importantissimo, e vivere in un ambiente sereno renderà più sereno tutto il resto. Non perdere mai di vista la scrittura, è il motore che ti rende quella che sei! Un abbraccione!
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  2. Carolina VenturiniJul 20, 2011 02:22 AM
    Aver trovato casa è stato come togliere un macigno che mi gravava sulla testa. I mesi volavano e l'idea di passare un nuovo inverno inzuppati nelle allergie varie proprio non mi andava!
    Spero che anche per te la nuova avventura con la casa si riveli il più felice e positiva possibile.
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  3. Sei tenace e volenterosa e positiva e spero tanto che questa nuova avventura ti dia lo slancio necessario per ritrovare nuove energie.
    Capisco bene cosa vuol dire rialzarsi ogni mattina e ritrovare lo slancio e la speranza
    e so che dentro di te la coltivi e la curi..

    Questo cambiamento è una splendida iniezione di energia, vedrai.
    ti abbraccio e ti auguro una bella estate di relax e di tempo per te stessa, almeno due settimane di pensieri positivi e dedicati a te stessa, piu leggeri, ne hai bisogno e te li meriti!
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  4. Francescast.84Jul 20, 2011 02:33 AM
    mi dispiace leggerti così, ma non ti commisero perchè non lo faccio per natura, perchè non credo che tu ti voglia sentir dire mi dispiace e altri bla bla bla inutili. Penso cmq che tu debba reagire, perchè vivere e vivere di gusto è importante, me lo ricorda ogni giorno la mia fede, di non fermarsi mai agli ostacoli. Forse il mio Dio è fasullo, però mi aiuta ad andare avanti. Il mercato del lavoro è frustrante, si va avanti per conoscenze e raccomandazioni e forse non tutti riusciranno a realizzare i propri sogni, ma in ogni caso bisogna crederci, perchè con la speranza si fa tanti piccoli passi avanti che poi ti portano dritto dritto alla meta. sii felice sempre ... e vedrai che la questa arriva, perchè è lo scopo della nostra esistenza e perchè è il fondamento che ci fa andare avanti.
    baci
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  5. Carolina VenturiniJul 20, 2011 02:37 AM
    @Francesca: Non credo che il tuo Dio sia fasullo. Credo nell'entità chiamata Dio, indipendentemente dalla religione e dalla chiesa di riferimento, dall'ideologia ad esso attaccata.
    Infatti, hai ragione, non voglio commiserazione. Vorrei solo ascolto, condivisione, idee. Condivido quel che dici sulla necessità di lottare a dare spazio alla speranza granello dopo granello.
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  6. azz scusa le ripetizioni :S
    i tuoi boschi e l'aria legger ati doneranno magari nuova ispirazione.
    Goditi questo tuo obiettivo centrato intanto ;)
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  7. Carolina VenturiniJul 20, 2011 02:39 AM
    @Ely: NOn vedo l'ora di quelle due settimane di cui parli. Ho proprio gola, desiderio, bisogno, di ricaricare le energie in un luogo positivo e "mio". Perché poi voglio tornare in questa mia nuova terra d'adozione e portare nuovo slancio nel fare quotidiano, un nuovo slancio che mi porti a rimettere in moto il meccanismo incriccato dalla tristezza e dalla sfiducia. Ho voglia di vivere e di vivere bene e meglio rispetto ad ora.
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  8. Io ti vedo seduta sotto un Albero...la schiena ben appoggiata per sentire il contatto con la corteccia per ritrovare nel senso tattile il contatto con Madre Terra.
    " Non spegnermi, non morire intimamente davanti al crollo di tutti i sogni e ideali che non sono evoluti in maniera matura, ma sono semplicemente stati blindati e bollati con la frase "non si può" o "non esiste", "non è permesso", "non a te".

    Prendo spunto da questo tuo stralcio per dirti che questa sensazione l'ho vissuta anch'io. Ne sono uscita da sola , senza medici e pastigli (ho il terrore di dipendere da un farmaco).
    Quando sono arrivata al bivio..e come te sentivo che stavo morendo dentro...nessuno attorno a me che si accorgesse del mio stato d'animo. Sono uscita di casa di primo mattino e mi sono avviata in collina...ho trovato rifugio sotto un Albero che è divenuto amico, silenzioso confidente,osservatore discreto...da quel giorno è divenuto rito...una ricarica di serenità quotidiana, alla quale si è aggiunto un Amico di penna che ancor oggi , dopo 14 mesi mi scrive tutti i giorni. egli si è fatto ancora per me. per questo io sono convinta che la scrittura sia il veicolo più indicato per buttare fuori ciò che dentro ci soffoca. Ti abbraccio forte e spero questa mia testimonianza ti sia di aiuto. i miei problemi non sono risolti, ma la serenità pian piano arriva. a presto Carolina..ti invio un raggio di Sole..
    Dandelìon
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  9. Carolina VenturiniJul 20, 2011 02:47 AM
    @Dandelion: Non prendo psicofarmaci, ma solo medicinali per le nausee, i mal di testa forti, i mal di stomaco esagerati. Mi divido fra plasil, oki e analgesici vari. Ultimamente il mio consumo di questi medicinali è molto diminuito.
    Sai Dandelion, in Friuli ho una collina in cui andavo a rigenerare il cuore e lo spirito. Mi manca tanto. Qui a Roma non riesco ad andare nei parchi da sola, temo sempre qualche aggressione o pericolo, visti i ceffi che girano in certi contesti. Non vedo l'ora di tornare a casa proprio per fare ESATTAMENTE quello che descrivi tu. La trovo la miglior cura per le ferite e il miglior "caricabatterie", diciamo.
    La tua testimonianza mi è d'aiuto e ti ringrazio.
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  10. E cara qui ci sarebbe da scrivere un romanzo sulle difficoltà che ogni giorno dobbiamo sopportare.. basta farsi un giretto ogni tanto su qualche Blog per capire che siamo tutti sulla stessa barca che ahimè sta affondando! Io ai miei sogni non ho rinunciato, ma per pagarmi la libertà ho dapprima lavorato in un call center e poi ho accettato un lavoro da segretaria in un posto in cui mi trattano da deficiente dalla mattina alla sera.. e sai che ti dico che non me ne importa niente perchè alla fine del mese io Deficiente gli spillo un assegno, che se pur modesto mi fa vivere dignitosamente!
    P.S. ma il progetto Oriana Fallaci?
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  11. Carolina VenturiniJul 20, 2011 02:54 AM
    Sono contenta per te. Il Progetto Oriana Fallaci sta aspettando un carico di libri sulla Resistenza, nel mentre bolle in pentola, come si suol dire.
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  12. Hai fatto dei gran passi in avanti, cara Carolina.
    Per il resto che dirti? Che siamo tutti nella stessa barca, come ha già scritto Marianna.
    Ti abbraccio, la solidarietà oltre alla stima che provo per te, ci tiene in qualche modo legate.
    Ciao,
    Lara
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  13. Carolina VenturiniJul 20, 2011 03:27 AM
    Stima reciproca, tra l'altro. :-)
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  14. Veronica MondelliJul 20, 2011 03:53 AM
    Carolina ti capisco benissimo. La mia situazione è identica alla tua.
    Io cerco di dividere la mia vita: tra quello che faccio con passione e speranza (che a volte perdo), cioè lo scrivere e sfruttare ciò che ho studiato (gratis, ovvio) e quello che faccio per guadagnare (poco, pochissimo, ma è qualcosina, anche se non ha nulla a che vedere con la mia passione principale).
    In bocca al lupo. E pensa che molti sono come te e come me. Dobbiamo farci forza.
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  15. bocchigliero oltre......Jul 20, 2011 04:33 AM
    In momenti come questi che stai vivendo, si potrebbe trarne il meglio; la sofferenza,l'inutilità,l'apatia e chi più ne ha più ne metta, sono momenti in cui si forgia l'animo umano, portandolo verso quella felicità che ti auguro, da tutti agognata. Srivere,per svelarsi è la miglore terapia per rafforzare l'autostima, indispensabile per credere in se stessi... un sincero e sentito augurio che passi la tormenta, per orizzonti sereni
    Piero
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  16. Carolina VenturiniJul 20, 2011 07:29 AM
    @Bocchigliero: La terapia della scrittura è un'attività che mi "concedo" da quando ho 19 anni (in maniera così fitta, intendo dire). Ho sempre avuto un diario segreto su cui riversare le mie turbolenze d'anima o i periodi difficili da passare, per giungere al "prossimo livello".
    Grazie per l'augurio!
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  17. Carolina VenturiniJul 20, 2011 07:31 AM
    @Veronica: è vero, le nostre situazioni sono simili, come simile è la volontà di dividere in settori i sogni e le necessità, per poter sopravvivere e realizzarsi.
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  18. Avevo scritto un messaggio che mi pareva intelligente, ma non sono riuscita a postarlo: forse non era così intelligente e sono stata punita;-)
    Al di là dei miei problemi con la tecnologia, vorrei mandarti un abbraccio perché capisco tutto quello che hai scritto e dagli altri commenti a questo post sembra proprio che tu sia riuscita a toccare le corde dei problemi di tanti di noi. Alla faccia di chi critica la tua scrittura!
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  19. Il fatto è che hai già dato una svolta alla tua vita. Il trasloco ne è una prova. Per la scrittura non c'è problema, girami i testi e ti correggerò gli errori grammaticali. Senza alcun problema.
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  20. PolvereDiStelleJul 20, 2011 12:45 PM
    Hai un blog carinissimo e ti seguo volentieri!
    Se ti va di dare un'occhiata al mio piccolo mondo,sei la benvenuta!Lo troviqui!
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  21. Sono davvero felice di leggere del tuo imminente trasferimento - ricordo quando scrivevi della casa in cui hai dovuto abitare e quanto ti impedisse di goderti la vita o, almeno, approcciarla con più tranquillità. Si capisce che per te è un grande passo e spero che sia l'inizio di un cammino, anzi di una bella corsa, verso un futuro pieno di luce :)
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  22. Venendoti a trovare e leggendoti mi viene solo da correggere questa tua affermazione: "Per strada ho perso la scrittura". Non direi proprio!!!
    Sarà cambiato il genere, negli anni cambiamo anche noi e quindi muta il nostro modo di esprimere, raccontare, immaginare, descirvere, sentire la vita e rppresentarla, cogliere aspetti e saperli porgere. Qualcosa l'avrai persa per strada, se ti manca la gioia piena, sarà sicuramente così. Il problema è sapere cosa ti manca, perchè non è l'amore, non è la casa, non è la famiglia e men che meno penso possa essere il lavoro la chiave della felicità.
    Questa è una ricerca che ti appartiene, io posso solo dirti che la scrittura non l'hai persa per niente!!!!!

    io oggi tra i blog ho perso il sonno :-)
    buonanotte
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  23. Carolina VenturiniJul 21, 2011 02:11 AM
    @ Rita: Condivido: il problema è capire cos'è che manca. Il lavoro forse non è la chiave della felicità, ma la possibilità di spesarmi completamente è una cosa che mi darebbe molta, molta serenità.
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  24. Carolina VenturiniJul 21, 2011 02:12 AM
    @Camilla P. : Bentrovata, mi fa piacere incontrarti di nuovo da queste parti. Cambiare casa è veramente importante per me e per noi. Quest'inverno non saremo ammalati (spero) a causa della muffa e la sola idea di non riempirci di cortisone mi esalta di gioia. :-)Come procedono i tuoi studi?
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  25. Carolina VenturiniJul 21, 2011 02:13 AM
    @Polvere di stelle: benvenuta nel mio blog :-)

    @Kylie: Ti ringrazio, lo terrò a mente!
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  26. Carolina VenturiniJul 21, 2011 02:15 AM
    @Let: Vorrei tanto capire come sistemare i problemi tecnologici di questo blog, ma temo di poter fare poco quando si tratta dei commenti che "saltano" quando li scrivi...
    Grazie per l'abbraccio, che ricambio con affetto.
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  27. Carolina, sono davvero contenta per te :) Gli studi procedono bene, alla fine ho finito il liceo con un 86 che mi dà soddisfazioni e a ottobre comincerò a studiare all'università (facoltà di Lettere, indirizzo Moderno / critico-editoriale ^_^)
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  28. Carolina VenturiniJul 21, 2011 08:18 AM
    Bravissima!!! Ti faccio tanti auguri anche se sono certa che andrai alla grande!
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  29. Grazie, sei davvero gentile :D Lo spero anche io, non vedo l'ora di cominciare :)
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  30. Carolina VenturiniJul 23, 2011 03:30 AM
    Sei una ragazza in gamba, molto sensibile e animata dalla forte passione per le Lettere. Sono certa che avrai una carriera universitaria di tutto rispetto e che questo percorso, umanamente parlando, ti arricchirà tantissimo.
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