lunedì 1 agosto 2011

Friuli digitale: dalle aziende in crisi alla mamma 2.0

Immagine da: www.google.it
Sono in Friuli Venezia Giulia da 4 giorni e mi sono già accorta che manca qualcosa e che qualcosa è in movimento.

Dove si trova il Friuli Digitale, 2.0. addicted? 
Dove sono le aziende consapevoli della rivoluzione tecnologica e internettiana? Dove sono i siti web user oriented, accessibili, usabili, pratici e con tutte le informazioni offerte nel giusto carattere e nell'ordine confacente alla comprensione e assimilazione? 

Se da una parte ho scovato mamme "4.0" e uffici pubblici fortemente interattivi, dall'altra mi sono imbattuta in centri commerciali o negozi - disseminati nei piccoli centri della zona - quasi allo sfascio, pronti al licenziamento di consistenti numeri di dipendenti, inneggianti alla crisi e all'assenza di lavoro e clientela, senza nemmeno un vago, lontanissimo sentore della necessità di aprire un loro sito web, blog o qualsivoglia diavoleria "webbica". 
Non. Si. Può.


La disoccupazione in Friuli Venezia Giulia era attestata al 5,9%, l'ultima volta in cui mi sono imbattuta in statistiche del genere. Il triangolo della sedia (distretto industriale in provincia di Udine, composto dai comuni di Manzano, San Giovanni al Natisone e Corno di Rosazzo) è stato decimato, in questi ultimi anni, nel numero di aziende chiuse, fallite o nemmeno lanciate sul mercato, morte a mezz'aria nelle idee. 
Quelle sopravvissute hanno dalla loro parte dei siti web accattivanti, ben posizionati e con potenzialità, come mostra l'elenco delle aziende indicato da SedieItaliane.it. In Friuli Venezia Giulia esistono ancora modem a 56 kbit/sec. Non siamo gli unici: in troppe zone italiane la situazione è identica o peggiore. Nel mentre il mondo è andato avanti. 

Frasi di disprezzo nei confronti dello studio fioriscono nelle bocche di adulti e ragazzi. Perdita di tempo, viene definita.  I giovani che scelgono di intraprendere lunghi percorsi universitari o post universitari sono bollati come "scansafatiche e mantenuti". Inutile dire che le persone che dedicano questi giudizi taglienti a ciò che potrebbe risollevare le sorti economiche della regione, hanno - forse - il diploma di scuola superiore e, molto probabilmente, molti di costoro si sono fermati alla terza media. Nulla da dire riguardo i titoli di studio acquisiti, ma visto le sorti in cui verte un territorio poco sfruttato, in difficoltà occupazionale, con risorse turistiche non valorizzate, direi che sarebbe il caso di dare una opportunità in più anche all'altra parte della luna. Lo studio è un'occasione d'oro per l'uscita dalla crisi. Le nuove tecnologie sono strumenti con molte potenzialità, possono aprire commerci e mercati, conoscenze, strade, idee per innovazioni.

Dall'altro canto, se il numero di aziende approdate nelle moderne tecnologie digitali, nel web 2.0 sono ancora troppo poche (basta dare un'occhiata alle pagine gialle online, oppure effettuare ricerche semplici con tag legate ai prodotti o servizi), la cultura informatica sta prendendo piede fra le persone comuni, anche quelle più impensabili. Corsi di alfabetizzazione informatica vengono realizzati nelle scuole, nei negozi di informatica e in alcune strutture della regione. L'ECDL è ancora la forma base più utilizzata per imparare ad usare il computer nelle sue fondamenta più semplici. Mamme, nonne, zie approdano sul web e scoprono il mondo con un click. Persone che nella realtà non si sarebbero mai rivolte la parola, ora scoprono che il vicino o la vicina di casa disprezzata è una persona con un mondo ricco all'interno, con gusti ed emozioni, vissuti simili. Paradossalmente si intrecciano fili e legami con potenzialità di fioritura. Se questo avverrà, il web avrà contribuito a creare un nuovo senso di comunità, solidarietà, a smorzare diffidenza e facile propensione al pregiudizio.
Fratelli e cugini, infine, introducono conoscenti e parenti più anziani nel mondo del download selvaggio.

Mi è capitato di ascoltare mia madre in questi giorni, mentre mi parlava delle sue attività tipiche online. 
Ne sono rimasta piacevolmente sorpresa perché è la sintesi vivente del potenziale (o parte del potenziale) del web. L'home bancking è di casa, così come la prenotazione di servizi sanitari online, grazie al cip nella tessera sanitaria regionale e agli strumenti appositi. Le bollette e qualsiasi altra tassa vengono pagate attraverso gli strumenti postali online, così come il monitoraggio dei viaggi dei pacchi che mi vengono spediti regolarmente a Roma. La cultura viene vissuta attraverso le webcam dei musei disseminati nel mondo: mia madre ha visitato gli Uffizi stando comodamente seduta nel suo salotto. La nuova lavastoviglie della nonna è stata scelta comparando prezzi e recensioni degli utenti web. I preventivi vengono richiesti online attraverso i form appositi. I biglietti del treno vengono acquistati tramite il sito di Trenitalia. L'archiviazione di immagini e video realizzati con la digitale non sono più un problema, così come non lo è la bolletta telefonica da quando c'è Skype
Le comunicazioni a distanza si materializzano in chat, tramite Facebook o blog. Il dizionario non viene più aperto: meglio l'home page di Google. Più informazioni, più variegate e più occasione d'apprendere qualcosa di nuovo.
Pochi ingredienti in casa e nessuna fantasia in cucina? I siti di ricette, i forum di cucina, le food blogger sono la sua ispirazione principale, prima ancora del ricettario delle suore comprato a rate anni fa. Infine, la passione per gli UFO di mio padre può esistere grazie ai tour nell'area 51, seduto comodamente di fronte al pc. 
Le uniche due cose che tengono ancora banco nel mondo "reale" sono l'acquisto di libri in libreria ( non hanno ancora scoperto l'ebook) e lo shopping nei negozi di abbigliamento reali (i vestiti vanno provati, così come le scarpe). 

Voi conoscete la mia grande fiducia in questo mezzo di comunicazione e interconnessione. Sono convinta che il Friuli potrebbe uscire molto più facilmente dalla crisi dando spazio a questa nuova cultura digitale, alle occasioni nate dal web. 

8 messages:

  1. KylieAug 1, 2011 09:53 PM
    In Friuli come da noi in Veneto si è sempre pensato solo a lavorare. L'origine è la mentalità contadina. Pure mio papà che è imprenditore si è rifiutato di utilizzare il computer fino a quando l'attività non l'ha presa in mano anche mio fratello laureato in Economia e Commercio. Da lì la svolta.
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  2. Stefano PetroniAug 2, 2011 12:01 PM
    Analisi precisa e puntuale purtroppo valida per la maggior parte dell'Italia.
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  3. Carolina VenturiniAug 2, 2011 12:13 PM
    Ci vorrebbe una sorta di programma TV su Real Time specializzato in modernizzazione aziendale della mente e delle tecnologie, che ne dite? :D
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  4. Stefano PetroniAug 2, 2011 01:04 PM
    Ne dico che servirebbe una trasmissione in prima serata su un canale maggiore, una specie di "Non è mai troppo tardi" che alfabetizzi informaticamente l'Italia
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  5. Carolina VenturiniAug 3, 2011 03:16 AM
    Sai che mi hai dato un'idea? Rischio per rischio..provo a buttar giù qualche idea da inviare con il curriculum.. sia mai che la follia e le idee buone portino lavoro!
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  6. Giulio GMDB©Aug 3, 2011 05:50 AM
    Io penso che probabilmente è anche un fattore età della popolazione. Qui in FVG (ed a TS in particolare) l'età media è molto alta e gli anziani non capiscono il web.
    Già a 40 anni molti non riescono a capire le potenzialità di internet. Un mio amico ad esempio ha una gioielleria. Più volte gli ho suggerito di farsi un sito (glielo farei pure io gratis), di fare delle promozioni su Foursquare e su Facebook (spende nulla per una visibilità che può diventare anche notevole) ma alla fine non fa nulla...
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  7. Carolina VenturiniAug 3, 2011 06:31 AM
    E' un fattore da considerare, in effetti. Però è anche vero che non riguarda tutti. Mi spiego: la voglia di conoscere e di scoprire ha aperto molte porte a molti nonni...
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  8. rosimiciaSep 5, 2011 02:25 PM
    peccato che ci sono molte donne e uomini che le porte le aprono solo a meta'Dovrebbero avere più fiducia ed entusiasmo e provare a sfondarle.
    Una che non ci capiva niente di pc e che ora non può farne a meno.
    Parola di ultra cinquantenne
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