martedì 4 ottobre 2011

Amanda Knox e Raffaele Sollecito assolti. Le mie domande


Amanda Know e Raffaele Sollecito sono stati assolti con formula piena per non aver commesso il fatto, ovvero l'omicidio di Meredith Kercher. Ho ascoltato tre diverse trasmissioni televisive, fra ieri sera e stamattina. Mi pervade una tristezza di fondo e mi sento attonita.
Non voglio dire nulla vicenda giudiziaria, non ne ho le capacità, gli strumenti e le conoscenze. Quel che mi colpisce è lo spaccato di incompetenza tragicomica italiana. Ho molte domande e nessuna risposta. 

Queste domande si riferiscono all'apparato scientifico che ha lavorato sul caso, ai giornalisti, che con le loro penne magiche hanno saputo "opinionare" e tessere trame e sotto trame dimenticandosi, di tanto in tanto, quel vago sentore di oggettività e trasparenza suggerito dalla deontologia professionale. 

Ma mi riferisco anche a quelle persone in cerca di dieci secondi di notorietà, che ieri notte si sono accalcati davanti alle telecamere, telefonino in mano, a salutare parenti e amici perché in televisione. Ridevano, giocavano e non pensavano. La sensazione, che è quasi una certezza, che gli editori (alcuni, ovvio) beneficeranno in termini economici di questa tragedia, mi genera una sensazione di profondo ribrezzo. E' tutto "sensazionale"? E' solo "business"? E' una macelleria? Non siamo in grado di approcciarci a tutto questo in nessun altro modo?

Conosco almeno due sciacalli in cerca di guadagno facile, che stanno sicuramente pensando a come cavalcare l'onda attraverso la creazione simultanea di un nuovo libro con cui tappezzare le librerie a Natale, cercando ricchezza sulla pelle (e sul dolore!) altrui. Lo dico per certo, visto che ho ricevuto, tempo addietro, una proposta riguardo il caso Scazzi: volevano la creazione di un libro in 30 giorni per... partecipare al circo mediatico dello sbranamento di un cadavere in mondo visione. Mi sono rifiutata, non c'è bisogno di dirlo. Come queste persone, ce ne sono tante in Italia. Davvero tante.

Nel silenzio della mia nuova casa mi chiedo come vengano scelti e formati i componenti delle squadre scientifiche, quanto profondamente influiscono le logiche di mafia nella scelta dei candidati. Perché, poi, in Italia, non esiste un database digitale comune alle forze dell'ordine, diciamo in stile "Criminal Minds" per capirci? Quanto sarebbe scientificamente più utile e valido poter accedere a un sistema informatico avanzato, capace di collegare tutti i rapporti di tutte le forze dell'ordine, le prove scientifiche, gli articoli di giornale, gli atti e ogni altra cosa utile? Viene pensata e garantita una formazione "superiore" a quei reparti il cui ruolo può influire pesantemente nella storia dei fatti che verranno? 

Perché i giornalisti che scrivono i brani dei servizi da mandare in onda si ostinano a propinare baggianate e banalità del tipo: "Non dimenticheremo mai Meredith"? L'avete già fatto, sin dall'inizio e finita "la moda della notizia del momento". Di Meredith, della sua famiglia o di due persone deputate innocenti, ma che hanno vissuto il carcere e le calunnie/illazioni/diffamazioni per 4 anni... non direte più nulla. A parte nei "casi straordinari", a un anno di distanza, nelle feste natalizie o pasquali, nel compleanno o nella laurea, forse, degli imputati. Mi chiedo ancora: perché, per parlare di un caso di omicidio, vengono chiamate a rapporto persone che nulla conoscono della giurisprudenza, del comportamento umano, delle dinamiche, ma si occupano di gossip e romanzi "rosa"?

Perché noi, italiani, non siamo mai capaci di affrontare una qualsiasi occasione di vita senza dividerci in fazioni, cori da stadio, tifoserie avversarie, guelfi e ghibellini, partigiani e militanti? Perché dobbiamo trovare sempre un complotto, denigrando le scelte di persone competenti per il semplice fatto che "la nostra squadra" non ha vinto e la sete di sangue non è stata appagata? Perché il nostro senso di giustizia, di pietà, si basa unicamente su quanto scritto nelle riviste o nei giornali? 

E mi chiedo ancora: e ora? Una ragazza è morta. Una famiglia attende risposte. Due ragazzi innocenti hanno subito il trauma del carcere per 4 anni. Uno (?) dei (?) colpevoli è in carcere con una condanna minima e parziale. Noi (lo Stato) dovremmo (dovrà) ripagare dei danni per ingiusta detenzione. Non mi basta pensare che la vita continua. Trovo ridicole le illazioni commiste a calunnie che spopolano su Facebook nei confronti degli avvocati che hanno seguito il caso e che hanno chiesto la famigerata (banale?) super perizia. Chi siamo noi, semplici utenti del web che abbiamo conosciuto la vicenda solo dagli articoli altrui, per dire che il tal avvocato è... tutta quella lunga serie di insulti giustificati dalla "tifoseria da stadio"? 

Non so se voi avete qualche risposta. Mi piacerebbe parlarne, perché è scioccante quanto è avvenuto.
Da un'ergastolo all'assoluzione piena, da colpevoli a innocenti, da grandissima manipolatrice e complice sottomesso a due ragazzi a cui sono stati tolti 4 anni di giovinezza. In Italia è sempre nessuna verità. Non so se per voi è la stessa cosa, ma questo stato di cose psicotico è devastante.

28 messages:

  1. AdrianaOct 4, 2011 02:52 AM
    Dunque. Avendo scritto la mia tesi (di procedura penale) sui cosiddetti "processi mediatici", avrei fin troppe cose da dire per mettermi a sintetizzarle in un commento. Se ti interessa l'argomento, però, ti consiglio di leggere "Il circo mediatico-giudiziario" di Daniel Soulez Lariviere.
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  2. Carolina VenturiniOct 4, 2011 02:54 AM
    Credo però che qualcosa, anche in sintesi, la potresti dire. O per sommi capi. Mi interessa la tua opinione, soprattutto partendo dal presupposto ce conosci l'argomento molto, molto bene.
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  3. AdrianaOct 4, 2011 02:56 AM
    Ok, torno nel pomeriggio :-)
    A dopo
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  4. Carolina VenturiniOct 4, 2011 02:56 AM
    Ci tengo, ti aspetto con piacere.
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  5. AlchemillaOct 4, 2011 03:05 AM
    Io non ho parole e non ho conoscenze in merito.
    Non seguo nemmeno la cronaca nera quindi di questi fatti leggo sprazzi di titoli e commenti qua e là.
    Il delitto perfetto non esiste, dicono, ma io continuo a vedere delitti impuniti, soprattutto di giovani donne...
    Il discorso che fai sul circolo mediatico invece è condivisibile. Ma mi chiedo: se la stampa e la tv e l'editoria ci propinano tutto questo significa che hanno utenza...altrimenti cambierebbero genere!
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  6. Carolina VenturiniOct 4, 2011 03:08 AM
    Ciao Alchemilla,
    lieta di incontrarti di nuovo in queste pagine. Guarda: non c'è alcun dubbio.
    La cronaca nera è la "suprema". Tira di più. Così come il gossip macabro, la voglia di scavare, sviscerare e diventare tuttologi.
    Grazie per essere passata!
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  7. LenaOct 4, 2011 03:45 AM
    Il tuo post è davvero interessante...io non ho parole per questa vicenda...

    Ti invito al mio 1° anno di Blog, se ti va

    http://lamagiadelvento.blogspot.com/2011/10/il-1-compliblogsha-da-festeggiare.html
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  8. DarjoOct 4, 2011 03:46 AM
    Non entro nel merito della sentenza, prima di tutto perché non ho una sufficiente conoscenza dei fatti, inoltre tra 90 giorni usciranno le motivazioni della stessa quindi tutti ne sapranno di più (l'unica vera notizia).

    Condivido il ribrezzo per la macelleria e lo schierarsi a tutti i costi (con relativa esasperazione), purtroppo i mass-media in Italia hanno creato una "realtà alternativa", veramente c'è chi basa la propria vita su ciò che sente in tv o legge sui giornali, chiunque può diventare così giudice o avvocato (o come dici te "tuttologo").

    Personalmente odio i "salotti di cronaca nera", per me non hanno alcun valore giornalistico. I processi veri li manda in onda "un giorno in pretura" (senza assurdi commenti).
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  9. AdrianaOct 4, 2011 04:37 AM
    Eccomi, prontamente. Allora, ti segnalo che a brevissimo posterò sul mio blog l'intervista che ho fatto venerdì allo psichiatra Alessandro Meluzzi, con qui ho parlato proprio di questi temi, comunque magari vengo poi a metterti il link. Parto da lui, perché, pur avendo opinioni opposte su vari aspetti della faccenda e in particolare sulla vicenda Meredith, partiamo da un presupposto simile nei nostri ragionamenti, cioè che il vero, grande pericolo è che lo "zeitgeist", il clima che si instaura intorno a un processo, influisca direttamente sulla decisione. E' proprio quello che si è verificato ieri, a mio parere: fatico a considerare pura casualità il fatto che il povero negro sia stato condannato, mentre la bionda americanina che si è potuta permettere l'avvocatessa Bongiorno e per la quale si è mossa praticamente tutta l'America sia stata giudicata non colpevole (gli avvocati stanno arrivando a perfezionare l'arte di attrarre la "vox populi" dalla loro, ben consci del valore che ha). Ma il peggio deve ancora venire, perché, come iniziano a dire alcuni giornali, Amanda sarà ricca, anzi, ricchissima. Perché l'ultimo corollario è che queste figure diventano "star".
    Infine, ma questa è una considerazione personalissima, sono convinta che tutta l'attenzione riversata su certe notizie solleticando l'attenzione morbosa del pubblico sia volta a mettere in ombra notizie ben peggiori (in ambito politico, soprattutto). Detto questo, viviamo in un mondo mediatizzato, ma non si può generalizzare: ci sono tanti addetti della giustizia che lavorano serenamente e nell'ombra, e sono la maggioranza. Tanta stima per loro...
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  10. Carolina VenturiniOct 4, 2011 04:54 AM
    @Adriana: Sono molto curiosa di leggere quest'intervista! E' molto interessante quello che dici e, assolutamente, ci sono tanti professionisti meritevoli che lavorano con giudizio e capacità. Su questo non vi è alcun dubbio.
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  11. AdrianaOct 4, 2011 05:16 AM
    Ecco finalmente anche il link alla mia intervista a Meluzzi: http://presanellarete.blogspot.com/2011/10/alessandro-meluzzi-profetico-sul.html
    (scusa, oggi arrivo... a pezzi)
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  12. Veronica MondelliOct 4, 2011 09:05 AM
    Trovo molto interessante quanto detto da te, Carolina e quanto detto da Adriana. Durante l'università seguii un corso del Dams sul "processo televisivo", cioè su come e perché i processi divengono mediatici e quanto questo influenzi la giustizia. Studiai un libro fatto molto bene in quell'occasione.
    In ogni caso, sono del parere che tale notizia sia irrilevante socialmente. Non può finire come prima pagina sui giornali o come servizio d'apertura sui tg. Il giornalismo nasce come informazione su politica e questioni di rilevanza sociale e civile. Si sa che, specialmente in Italia, il giornalismo non funziona più. Meglio parlare di "storie" che di fatti importanti per la società civile. Sì, perché queste diventano proprio storie, come criminal minds: la gente pretende di sapere tutto nel giro di 40 minuti e non capisce che la realtà è diversa dalla fantasia. Sinceramente ho trovato indegno oggi vedere i giornali aprire con questo caso e trattare solo poi del crollo della palazzina a Trani (che rimette in luce enormi problemi sull'edilizia italiana) o la legge sulle intercettazioni. L'unico momento in cui tale caso meritava di arrivare ai tg è stato quando, nell'occasione della precedente sentenza, i vertici politici americani si scagliarono contro la giustizia italiana: queste ingerenze non vanno bene e le reputo problema sociale, specialmente dopo che negli USA ci sono stati Sacco e Vanzetti (e non solo loro).
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  13. Carolina VenturiniOct 4, 2011 09:32 AM
    Secondo me la vicenda non è irrilevante socialmente perché mette in luce alcune problematiche molto serie legate alla Giustizia italiana. Non è accettabile che la scientifica compia, sistematicamente, tutti quegli errori sulle scene del crimine. E' successo con Garlasco, con il caso Scazzi e in molte altre cose.
    La rilevanza sociale, secondo me, sta nel fatto che esistono delle comprovate fallacità nei processi, nella repertazione di prove, nelle tutele. Se è vero che Amanda, straniera in Italia, ha subito un primo interrogatorio senza avvocato e subendo violenze di vario genere.. la cosa è grave, soprattutto in un Paese che si reputa civile e altamente moralista.
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  14. Veronica MondelliOct 4, 2011 09:50 AM
    Il problema è che ciò che tu evidenzi ci è sempre riportato dai giornali. E sui giornali si trova il sensazionalismo dei giornalisti e le voci degli avvocati che oggi, sempre più, utilizzano i mezzi di informazione per piegare l'opinione pubblica. Ecco, ciò che ho descritto in queste mie righe ora, così come le tue domande nel tuo post, sono rilevanti socialmente: quanto i mezzi di comunicazione impoveriscono e modificano il sistema giustizia? Ma sui dettagli tecnici possiamo stare qui a discutere per ore, io non mi sento di valutare e giudicare il lavoro di avvocati, giudici e periti della scientifica in base a ciò che ho letto sui giornali. In sé, un omicidio non è rilevante per la società. Lo sarebbe se l'assassino fosse seriale o se l'assassino uccidesse per motivi politici, razzisti e via dicendo. La rilevanza sociale di questo caso sta solo nei media, è quasi un "metacaso": da studiosa di media e tecniche di comunicazione posso parlare, ma sul resto non so e non posso esprimermi.
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  15. Carolina VenturiniOct 4, 2011 09:54 AM
    Guarda, nemmeno io voglio esprimermi però non posso non sentirmi spaesata davanti ad errori evidenti di tale portata. E il mio sentimento nasce dalla paura (personale, chiaro, ma probabilmente condivisibile) di un'assenza di tutele e di figure capaci, al di sopra di interessi e desiderose sinceramente di dare risposte. Il ruolo, il potere dei media è enorme.
    Ma il giornalismo sta collassando. Forse si potrebbe trovare delle strade diverse, anche attraverso le nuove tecnologie, per affrontare i problemi, alcuni. Come il fare informazione corretta, deontologicamente accettabile.
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  16. E.Oct 4, 2011 01:29 PM
    Grazie mille per aver lasciato un commento nel mio blog, l'ho apprezzato veramente molto! Ti seguo :)
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  17. KylieOct 4, 2011 10:39 PM
    La questione è spinosa. Il fatto è che qualcuno di quel gruppo l'ha sicuramente uccisa.

    Baci
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  18. Carolina VenturiniOct 5, 2011 01:15 AM
    @Kylie: Questa è l'unica (banale?) verità.
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  19. Carolina VenturiniOct 5, 2011 01:18 AM
    @E.: Lieta di averti incrociato in queste vie del web.

    @ lena e Darjo: Condivido il vostro pensiero!
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  20. ClaraOct 5, 2011 03:55 AM
    è semplicemente agghiacciante, anche tutta questa messa in scena mediatica. La verità, chissà dov'è sepolta. Buona giornata
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  21. AdrianaOct 5, 2011 06:23 AM
    @Veronica e Carolina: il problema è che noi ci lamentiamo della mediaticità di certi processi, però poi saltano fuori personaggi come il membro della Commissione giustizia che è andato ad accogliere Amanda. Ecco, quello mi lascia attonita, quello è veramente da aborrire. Cosa non si fa per avere per un secondo puntato addosso un riflettore? Ci si accosta perfino ad una storia torbida come questa...
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  22. Carolina VenturiniOct 5, 2011 06:25 AM
    @Clara: condivido. Chissà dov'è la verità. Oggi ho ascoltato un tg. Il giudice che li a assolti ha detto che non ne ha idea dove possa essere la verità.
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  23. Carolina VenturiniOct 5, 2011 06:29 AM
    @Adriana: Questa mi mancava... COmunque si, per 5 minuti di riflettori le persone sono disposte a vendere l'anima al diavolo. Se vendono le figlie e le fanno prostituire per potersi permettere il bauletto di Vuitton... figurati
    (p.s.: si scrive così?? non sono pratica di moda.. ;-P)
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  24. AdrianaOct 5, 2011 06:32 AM
    Dimenticavo, ne ho ancora per i pm che subito dopo l'emissione della sentenza hanno detto che faranno ricorso per Cassazione. Viene da domandarsi come sia possibile annunciare un ricorso per Cassazione un minuto dopo la lettura del dispositivo: la Corte di Cassazione infatti giudica solo sul diritto, non più sul fatto. Per fare un ricorso per Cassazione bisogna dunque conoscere approfonditamente la sentenza (non solo il dispositivo) e aver scovato in quella qualche errore di diritto. Sorge il dubbio che anche quel magistrato si sia lasciato andare a una dichiarazione rivolta alla gente...
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  25. Carolina VenturiniOct 5, 2011 06:35 AM
    Posso dirti una cosa, in tutta sincerità? Oggi ho seguito i servizi dei tg sull'arrivo in America di Amanda. Sai cos'ho provato? La sensazione di "essere presa per il naso", di essere stata ingannata, la sensazione che "l'avesse fatta franca". Mi sono sentita.. come una stupida.
    Poi ho sentito il servizio sulla scarcerazione di Erica e... mi sono sentita cos' "strana". Ecco, ho pensato, ha ucciso la madre, ha 27 anni, e ora inizia una vita sognando l'abito bianco e figli. Figli...
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  26. AdrianaOct 5, 2011 06:37 AM
    Già, la sensazione che chi ha commesso delitti orribili sia libero è davvero sconcertante...
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  27. AnonimoOct 6, 2011 06:37 AM
    Non sono mai stato un esterofilo, cara, credo che anche cose come queste non siano ad esclusivo appannaggio del solo sistema italiano, figuriamoci quello americano poi! Tuttavia, quando si puo' migliorare, è giusto farlo a prescindere dagli altri, e certamente noi abbiamo tanto da fare in questo senso. Per iniziare, ognuno di noi dovrebbe chiedersi perché certi programmi TV lo attraggono tanto. Perché è inutile criticare il "sistema" quando poi, nel nostro piccolo, lo seguiamo supinamente.
    Un caro saluto :-)
    Wolfghost (www.wolfghost.it)
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  28. MARIA GRAZIAOct 9, 2011 12:50 AM
    Anch'io sono senza parole. Seguo poco, o per meglio dire affatto, la cronaca italiana. Sono avvilita e spesso ferita da quel poco che comunque raggiunge il mio orecchio sfuggente. Non guardo più la TV italiana - ascolto un unico notiziario al giorno possibilmente al mattino per avere il tempo di smaltire la rabbia - e continuo a credere nella pessimistica ma bellissima filosofia di Calvino... dal momento che non credo più - mentre un tempo mi illudevo che sì, qualcosa si poteva anche fare - che si possa cambiare questo mondo infernale:
    " L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio". (da Le città invisibili")
    Dal momento che non riesco porprio a farne parte - yuck!!! - continuo ad amare la mia famiglia e le poche persone di cui mi fido, a scrivere i miei blogs in inglese, a leggere e studiare letteratura classica in quella lingua, a insegnare cose "belle" e "buone" ai miei alunni e a ignorare / cercare di dimenticare di vivere in Italia e in questi anni orribili. Escapism? SI!
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