venerdì 7 ottobre 2011

A.S. Roma: stay hungry, stay foolish

Immagine da: www.google.it
La morte di Steve Jobs e le sue fatidiche parole, "Stay hungry, stay foolish" (Siate affamati, siate folli), mi hanno portato in mente l'As Roma, il nuovo progetto, il nuovo mister Luis Enrique. Romanista d'adozione, legata intimamente al Barcellona, Udinese di primo taglio, mi scopro a guardare con passione e interesse la nuova squadra della Roma. 
Vedo speranza per i giovani. Vedo qualcuno che li considera e si interessa e mi chiedo se dal calcio non arrivi il primo granello che farà partire la valanga e il cambiamento.
In Italia, al momento, quello del AS ROMA è l'unico progetto in cui i giovani sono colonne portanti di fiducia e cambiamento. Contestati e bistrattati, i nuovi giocatori romanisti hanno vent'anni su per giù. Hanno talento, debolezze, coraggio, paure. Sono uniti. Come una banda di fratelli.

Steve Jovs parlava ai giovani ed esortava ad avere fame di vita, di sogni, di intraprendenza, ad essere pazzi nel voler seguire l'intuito, l'istinto e ad andare controcorrente avendo il coraggio di deludere le aspettative delle antiche dominanze per portare avanti progetti innovativi e il proprio io più vero. 

Le sue parole suonano così vicine a quelle di Luis Enrique quando dice che vuole giocatori affamati, giovani pieni di voglia di fare, a cui dare insegnamenti, fiducia e libertà. La testa del nuovo mister è stata chiesta in tutte le lingue biforcute uscite dalle bocche più svariate, eppure lui è l'unico che è stato in grado di dire: "La responsabilità degli insuccessi è mia, i miei giocatori sono tutti bravi e tutti si impegnano. Bisogna dargli tempi e credere in loro per davvero, fargli sentire affetto, vicinanza e calore". 
Quanti dirigenti, direttori, capi area difendono i loro sottoposti o si assumono le responsabilità di un fallimento? Non succede nemmeno a scuola. Se una classe prende voti bassi su uno specifico argomento, l'insegnante non dice, in genere, "Mi assumo la responsabilità di questi fallimenti e mi impegnerò di più perché ho fiducia nei miei alunni", dice "avete sbagliato voi". Sono tifosa con il cuore da poco tempo e conosco pochissimo il calcio. Quello che mi affascina, che mi fa vibrare d'emozione è che vedo nella nuova Roma il seme del cambiamento anche per il nostro Paese, nella mentalità, nelle prospettive.

Il calcio è l'unico strumento in grado di unire l'Italia, è l'unico luogo intorno al quale ci si "raccoglie" vibranti. Guardo crescere il progetto, studio in silenzio le strategie di marketing utilizzate nei loro canali social (talmente potenti che in poco più di 72 ore dall'apertura della pagina ufficiale su Facebook gli iscritti hanno superato ampiamente i 50.000), leggo le dichiarazioni dei calciatori e trovo bellissimo sentire dei ragazzi pieni di gioia perché qualcuno ha dato loro una possibilità e perché qualcuno a voluto dare fiducia alle loro capacità. Leggo e ascolto le cattiverie gratuite che sbucano da ogni bocca interessata al fallimento dell'idea commerciale e sportiva e penso che questo Paese è uno stato uranico, il cui cibo preferito è la carne, i sogni e i talenti di noi giovani
Per questo sono felice che sia arrivato Di Benedetto, Luis Enrique e tutti gli altri. So perfettamente che lo scopo di tanto impegno è il guadagno, ma la cosa non mi sconvolge, la trovo giusta. La trovo quasi "medicinale" per le nostre coscienze. Ci porta a interrogarci, porta a chiederci: ma è proprio vero che i giovani non valgono nulla? E' proprio vero che l'unico utilizzo possibile e pensabile è lo sfruttamento? 
L'Italia ha tanto bisogno delle nostre qualità. 

In un'Italia in cui i giovani non hanno futuro roseo, spazio, contratti, salari, occasioni di lavoro, possibilità di indipendenza reale, possibilità di acquisto di una casa, speranza di previdenza sociale, rispetto e incentivi da parte dello Stato e delle aziende, questa Roma fa sognare e fa sperare, oltre il Deby, oltre l'Europa, oltre la Champions. Noi giovani dobbiamo avere fame e dobbiamo essere abbastanza pazzi da rimboccarci le maniche e fare tutto il possibile per trovare una via, un canale per rivoluzionare il nostro presente e il nostro futuro. 

Stay hungry, stay foolish. Let's do it.

6 messages:

  1. Guarda spero anche io in questo "sogno" - e lo dico anche da romanista-.

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  2. AS ROMA da circa dieci anni nel mio cuore, io credo tantissimo in questo progetto, spero si abbia la pazienza di aspettare (e nel calcio non è facile) perché credo che wuesta società con Luis Enrique e i giovani talenti (con l'aiuto della bellissima tifoseria) porteranno la capitale ai vertici del calcio europeo.

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  3. Carolina VenturiniOct 7, 2011 04:06 AM

    Ci spero anche io e sono sicura che un atteggiamento maturo aiuterà tutti. Sono i bambini piccoli che vogliono tutto e subito. Gli adulti sanno che ci vuole tempo.

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  4. Aldilà della Roma e del calcio credo sia importante valorizzare i giovani e dare a tutti una possibilità. Quanti talenti son stati sprecati per salvaguardare il posto dei senatori e delle vecchie cariatidi... e questo, appunto, accade nel calcio e nel lavoro. Un salutone, Fabio

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  5. Carolina VenturiniOct 9, 2011 04:52 AM

    Condivido proprio!

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  6. L'apprendistaOct 10, 2011 02:11 PM

    Con Luis Enrique e Bojan vi auguro tanto successo. La Champions, però... spero che sia il Barça a vincerla!! Un caro abbraccio.

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