venerdì 21 ottobre 2011

Internet sicuro per vittime di stalking

Fonte: Woodstock75.wordpress.com
Accedere ad internet in modo sicuro per le vittime di stalking è una necessità. Lo stalking è un reato e internet è una necessità dei nostri giorni. Ogni persona ha diritto alla propria libertà di connessione, azione e movimento nella vita reale e online. Quando si ha a che fare con un persecutore ossessionato, l'accesso a internet non è mai privo di timori, soprattutto quando l'incessante osservazione, richiesta, ricerca di contatto dura anni e si tinge di pericolo e di minacce. 

Vivo ciclicamente momenti di stalking da ormai otto anni, l'ultimo episodio solo questa mattina a pranzo. Internet e il web occupano la mia vita per una fetta consistente di ore ogni giorno. La necessità di protezione e la volontà di vivere libera sono costanti nella mia esistenza. E' possibile vivere il web in sicurezza: questa è la mia esperienza e spero possa essere d'aiuto.


Poter utilizzare internet in maniera sicura pur essendo vittime di stalking è una necessità che va ben oltre la tutela personale. Ha a che fare con la libertà della persona. Questa libertà include la possibilità di creare account sui social network, non utilizzare nickname, fare impresa online, creare una rete di relazione e di lavoro senza il timore costante di contraccolpi sulla propria reputazione, utilizzare e sfruttare tutti gli strumenti web 2.0 e 3.0 in piena autonomia. I social media pongono il problema del rispetto dei propri confini (intesi come privacy): Facebook, per esempio, risulta ancora un problema nel suo modificare e gestire i dati e gli accessi ai profili. 

Una donna vittima di stalking vive la costante tensione fra paura di vivere e voglia di riscatto. Il web è problema che pretende risposte concrete perché è un territorio dalle potenzialità sconfinate. Lo stesso recupero dei danni procurati da questo genere di esperienze traumatiche può passare attraverso le sinergie create online. Pensate soltanto al potere benefico che una persona può trarre dall'incontrare coetanee o "compagne di sventura" attive nella lotta per la tutela della loro persona e dei loro diritti di esseri umani! Pensate a quante soluzioni si possono trovare insieme per arginare la violenza di una volontà che non accenna a rispettare un "no". 

Periodicamente ho a che fare con lo stalking. 

Lo stalker è molto più grande di me, era armato quando mi ha fatto del male e ha ricevuto, in passato, carriole e carriole di rifiuti ai quali non ha mai dato ascolto, convinto, nella sue mente ammalata, che prima o poi io avrei cambiato idea sulla possibilità di stare insieme. 
Sono passati otto anni, ne ho passati due in un centro anti violenza, mi sono trasferita, mi sono innamorata di un'altra persona, sto pensando di sposarmi, ho iniziato a seguire i miei sogni, ho realizzato tante cose e ancora mi trovo a dover affrontare account fake creati ad hoc per interferire o spiare la mia vita, indirizzi mail nuovi per cercare di parlarmi e varie ed eventuali. La mia reazione è sempre costante: blocco. 
Le mie amiche hanno avuto timore quando ho scelto di presentarmi al web con il mio nome e cognome, ma ho sempre risposto: voglio essere libera e voglio poter essere una persona normale che utilizza il web, sfruttando le sue potenzialità, mettendoci la faccia, come tantissime altre utenti donne.

Ho imparato a non rispondere, a non reagire grazie all'esperienza nel centro antiviolenza. Ho imparato a non perdere tempo, cercando di spiegare via mail concetti che non vogliono essere compresi e che mai saranno compresi. Ho accettato questo dato di fatto, come si impara ad accettare una lesione o un piccolo handicap. Ho imparato a non sentirmi travolta, piena di panico, isterica o impotente o impaurita. Ora affronto questi momenti come una seccatura che si può liquidare con pochi click nell'ennesimo profilo "impostazioni" dell'ennesimo sito ce visito o su cui mi registro.

Tutti i social network, tutti i servizi mail, tutte le chat, tutte le piattaforme blog hanno strumenti specifici per proteggere la propria privacy, per bloccare i contatti indesiderati. La violenza può germogliare se si è soli. Io, in questo momento, sto dicendo agli oltre diecimila visitatori mensili che vivo e affronto lo stalking. Lo dico a viso aperto, e non sono sola. Voi sapete quel che mi succede e questo lo devono fare anche tutte le altre donne, perché la propria rete di contatti, amicizie e risorse è la principale fonte di protezione e sostegno. Quando ero più piccola ero molto più sola, ora non più. Questo mi ha dato molto e il web può potenziare molto questo aspetto, se lo si sa/impara a gestire bene.

Internet può essere sicuro anche per le vittime di stalking. Sapete perchè? Perché siamo noi a determinare la nostra sicurezza e il grado di tutele o pericoli a cui ci esponiamo e noi possiamo agire, nei limiti del possibile e per quanto riguarda la nostra sfera limitata d'azione. E' possibile fare qualcosa di pratico per tutelare il nostro spazio vitale, senza perdere nemmeno un minuto in spiegazioni inutili ce non saranno accolte o rispettate. Se non è sufficiente bloccare il contatto, se non basta impostare le liste nere con tutti i possibili nick o indirizzi mail del molestatore in tutti i social network e siti a cui ci si iscrive, se non è sufficiente oscurare i propri contenuti permettendone la lettura solo a persone fidate, se non è sufficiente cestinare o creare filtri nella casella mail, esiste la possibilità della denuncia, tanto per stalking quanto per eventuali calunnie o diffamazioni. Il blog può essere uno strumento fenomenale per denunciare la propria esperienza, senza dare risalto alla follia altrui, garantendo, piuttosto, spazio ai propri sentimenti, al bisogno di confronto e soluzioni pratiche, realiste e valide. 

Vi ho parlato di questo perché credo nel diritto alla libertà e sono sicura che il semplice sapere di poter fare delle azioni pratiche per garantirsi una navigazione sui siti e sui social network tranquilla, può essere molto importante per tante persone.

8 commenti:

  1. Ciao!
    Bellissimo blog..scoperto per caso..letto alcuni articoli/post..e già messo tra i preferiti con l’intento di leggere tutti gli articoli quanto prima!!!
    Se posso e senza essere prolisso (mi riesce difficile..poi oggi che sono in vena di sentire il clic dei tasti..figurati se sarò breve..see al limite non pubblichi il mio post!) volevo commentare i vari articoli su “ work in rete”
    Dunque..tutto verissimo! Gli articoli vengono pagati NULLA! Se invece sei un blogger che gestisce il proprio spazio, perché tu colga l’interesse di editori più o meno importanti devi avere almeno 1.000/3.000 utenti unici mensili!! Per quello che riguarda le pubblicità AdWords (google) pay per clic ecc..sono veramente pochi soldi..è più redditizio avere uno sponsor locale tipo “carrozzeria da Gianni” che ovviamente è limitrofa a te o alla città di cui fai parte e segui con pubblicazioni varie..non parliamo poi del cercare di arrotondare con la battitura di testi o traduzioni!! Una fame..pochi centesimi a parola..tutto questo lo dico perché sono anni che cerco invano di trovare anche io uno sbocco sulla rete e mi sono imbattuto su TROPPE delusioni..
    Non ho la tua capacità di scrittura quindi figurati..ma ho comunque cercato di capire se c’era posto anche per chi fosse molto volenteroso più che capace..;)
    Quindi concordo e sottoscrivo i tuoi post!
    Tornando al tuo lavoro..come dicevo ho letto le tue interviste e…brava!
    Certo detto da chi non è del settore..magari vale poco ma..ci tenevo a dirtelo..
    Del resto come quando trovo il cretino di turno che mi frega il posto macchina al supermercato e gli urlo di tutto è anche giusto che quando trovo qualcosa/qualcuno che mi piace gli faccia i complimenti…
    Bene detto questo continuo a leggere le altre interviste che hai fatto..
    Ciao e buon fine sett…
    Luca

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  2. Carolina Venturini21 ottobre 2011 19:54

    Ciao Luca,
    benvenuto e piacere di poterti incontrare ancora. Il web è un mondo esplorato da pionieri. Come al tempo della caccia all'oro, ance internet è un eldorado pieno zeppo di trappole e rischi e delusioni. Noi stiamo sondando il terreno e stiamo cercando strade, forse per questo ci sono ancora tanti furbi. Le professioni non anno tutele sindacali o riconoscimenti nei contratti nazionali, non c'è una sorta di griglia per uno stipendio minimo, i nomi stessi delle professioni e le mansioni cambiano da chi le usa a chi le usa.
    Ci vorrà tempo e lavoro sodo.
    A presto!

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  3. Scusa..altra considerazione..prima era preso dall’entusiasmo nel farti i complimenti..e ho dimenticato il finale del post!!
    Riprendo da qui…

    Ma devo dire che a volte è anche colpa nostra..
    Spesso incontro persone che lasciano trapelare una grande voglia di “essere partecipi” nella rete e purtroppo i disgraziati ne approfittano..
    Annunci con “cerchiamo blogger” o..altro e tu sei quasi felice se ti pagano 5/10/15 euro ad articolo..
    E li che noi commettiamo il nostro errore..se siamo arrivati a questi compromessi è anche una conseguenza di chi accetta di lavorare a questi prezzi..se nessuno lo facesse dovrebbero ridimensionare gli oneri..e invece succederà che da 5 passeranno a 2.5 a pezzo perché tanto c’è qualcuno che accettèrà…
    Ecco ho finito…ahhahahah
    Ciao di nuovo..

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  4. Carolina Venturini21 ottobre 2011 20:18

    Non so se sia giusto parlare di "colpa". Per quanto mi riguarda ho accettato di lavorare per pochi euro perché pochi sono meglio di nulla e io ho bisogno di indipendenza economica come dell'aria che respiro.
    Guarda.. per quel ce ne so essere pagati 10-15 euro ad articolo sui content marketplace è pura utopia. Infine ti invito a commentare sui post che trattano l'argomento, per non andare "fuori tema", come in questo caso. Mi ha fatto piacere chiacchierare con te.

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  5. La tua esperienza, così personale e forte, mi ha colpito molto, a maggior ragione dal momento che hai deciso di condividerla, denunciando in tal modo quello che stai vivendo. Quello dello stalking è un fenomeno diffuso e solo ultimamente gli si sta attribuendo la giusta importanza. Non bisogna dimenticare, poi, che spesso prelude ad altri reati, purtroppo ancora più gravi e lesivi dei diritti dell'individuo. Ammiro il tuo desiderio di libertà e indipendenza, e la lotta che fai per poterle mantenere, costi quel che costi. Cercando e trovando soluzioni concrete a problemi altrettanto reali, anzichè limitarsi -casomai- al lamento privato e ad una passiva attesa degli eventi, o di un'improbabile colpo di fortuna. Sono ancora troppo poche, a mio avviso, le donne fatte della tua pasta!

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  6. Carolina Venturini23 ottobre 2011 11:27

    Ciao Letizia,
    grazie per essere passata da queste parti e grazie per avermi lasciato il tuo pensiero.
    In realtà ho "combattuto" per anni e anni e anni con un sentimento passivo/impotente di "vittima". Mi ci sono voluti anni per trasformare questo senso di incapacità di agire in "altro" di utile. Non ho ancora finito. E' un percorso che mi ha dato tanto.
    La possibilità di una vita libera e "normale" è una necessità e un diritto che chi subisce stalking per anni (con gradi di minacce più o meno pesanti) fatica a vivere per davvero fino in fondo. I social network dovrebbero tenere ancora più in considerazione l'aspetto della tutela dei propri utenti. Su questo blog, per esempio, non toglierò mai e poi mai la moderazione dei commenti anche per questo motivo. Ci sono tante strategie. Si possono usare per ritagliare i propri spazi di libertà.

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  7. la stanza in fondo agli occhi23 ottobre 2011 23:10

    Che brutta situazione che hai vissuto, apprezzo molto però la forza con cui la hai affrontata senza lasciarti ingabbiare!

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  8. Ciao, è un piacere conoscerti.Grazie per essere passata da me.Ci "rivedremo" presto.

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