venerdì 28 ottobre 2011

James Hillmann ci ha lasciato

Jamen Hillmann ci ha lasciato. Tumore alle ossa.
Psicanalista e filosofo battagliero, allievo di Carl Gustav Jung, Hillmann scrisse libri fondamentali per la psicologia analitica. Mise in discussione molto dei cardini della moderna psicologia e non ebbe paura di esprimere i suoi pensieri scomodi, affrontando le conseguenze professionali e umane delle sue scelte con responsabilità. “Essere me stesso significa essere incapace di eludere la responsabilità”, scriveva. 
Ho letto molti suoi libri in cerca di risposte. L'ultimo, "Un terribile amore per la guerra", mi ispirò molto quando iniziati a tracciare un profilo del Progetto Oriana Fallaci. Ricordo con affetto profondo anche il suo più grande successo, "Il codice dell'anima", che pure entrerà nella bibliografia del progetto. Ma ho cari anche "Puer Eaternus", "Il suicidio", "Revisione della psicologia": non li ho ancora letti perché questi libri richiedono il giusto momento e la giusta apertura d'anima. I suoi contributi alla psicologia analitica sono e rimarranno pietre miliari all'interno di questo mondo del profondo.

Lo voglio ricordare con alcune citazioni dal libro "Un terribile amore per la guerra". Addio Hillmann. 
Grazie per il dando che mi hai dato e che mi darai ancora con i tuoi libri e il tuo percorso.

(…) Il figlio di Laerte è colui che ha molto viaggiato, piegando per rotte e cammini diversi, ma è, allo stesso tempo, l’uomo multiforme e ingegnoso, che sa volgersi ad un variegato arsenale di espedienti. (…) Odisseo è il signore dalla (…) mente astuta, che, duttile e pronta, sa trovare la giusta risorsa, la mediazione insperata, il passaggio indispensabile per attraversare il pelago (…). Il divino figlio di Laerte rimane, tuttavia, per tutto il suo errare, tenacemente fedele alla sua identità, al suo Sé eroico, alla memoria della casa e degli affetti; all'immagine di una gloria personale che deve risuonare ancora a lungo, trovare la via della piena reintegrazione e del ritorno, e non essere inghiottita dall'anonima superficie dei flutti. (…) Con l’esperienza dell’Ade, con il dialogo e la visione dei morti, Odisseo ritrova il percorso e la sicurezza di no’stos, di un ritorno, secondo le profetiche e indispensabili parole del defunto vate Tiresia. 

(...) Sapientiae cupidus, avido di sapere e di conoscere, Ulisse si configura, (…) come il prototipo dell’uomo curioso, di colui che, come spiega Cicerone (…) è disposto a mettere a repentaglio ogni suo bene e ogni sua tranquillità per il piacere che deriva dal conoscere (…) e per il perseguimento della ricca scientia di cui le Sirene sarebbero depositarie simboliche. (…) La conoscenza incarnata dal protagonista omerica resta, in ogni caso, fondazione di soggettività e libertà nella proiezione di un universo interiore e psichico. (…) Il desiderio del viaggio: la tensione a scoprire un mondo ancora più nuovo, il miraggio che spinge sempre avanti, nel mare dell’esperienza, verso un territorio non percorso il cui margine svanisce per sempre ogniqualvolta ci si approssima ad esso. 

Citazioni tratte dal libro:"Un terribile amore per la guerra", di James Hillman.


6 messages:

  1. Senti una Cosina...Oct 28, 2011 10:50 AM
    Non ho letto nulla di questo uomo, grande uomo. Seppur non condivido appieno le teorie di Jung...cosa mi consigli di leggere?
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  2. Carolina VenturiniOct 28, 2011 11:37 AM
    Che cosa non condividi della prospettiva psicologica del profondo studiata, percorsa e approfondita da Jung? Cosa posso consigliarti? Di Hillmann "Il codice dell'anima", per iniziare. Di Jung "Sogni, ricordi e riflessioni".
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  3. melograndeOct 29, 2011 01:40 AM
    Ho avuto occasione di assistere, a questa conferenza di Hillman a Modena, così come ad altre conferenze che ha tenuto in Italia.

    Hillman credeva nella vita PRIMA della morte, alla stessa maniera degli antichi Greci, praticava una “teologia dell’ immanenza”, vedeva il divino nel mondo, nella bellezza di un bosco, o di un palazzo, vedeva la sacralità nella natura, vedeva il destino di ciascuno nella formazione del proprio carattare individuale, vedeva gli anichi déi ed i miti classici operare qui e adesso, fra di noi e dentro di noi, nelle nostre affezioni, nei nostri conflitti, nelle nostre contraddizioni quotidiane.

    Aveva la capacità di affrontare qualsiasi argomento, dal terrorismo islamico ai giardini pubblici, in modo originale e mai banale, facendoti vedere persino il soffitto di casa tua da una prospettiva a cui non avevi mai pensato. Potevi non essere d’ accordo con lui, e talvolta mi capitava, ma mai rimanere indifferente alle sue parole.

    Hillman ha usato le parole della grande tradizione filosofica e spirituale, termini come anima, cuore, destino, angelo, daimon, disincrostandole dalla retorica e facendone risuonare come nuove, mai vuote e mai scontate.

    E, cosa non da poco, ha insegnato a fidarsi del proprio cuore.

    “Le risposte estetiche sono risposte morali. (…) il riflesso estetico non è mero estetismo disinteressato: è la nostra stessa sopravvivenza. Sicché, quando siamo ottusi, annoiati, an-estetizzati, tali emozioni di desolazione sono le reazioni del cuore alla vita anestetica della nostra civiltà, fatta di eventi senza un sussulto di meraviglia, pura banalità.”

    A "salvare il mondo" non sono necessariamente la grazia o la fede o le teorie olistiche e neppure l’oggettività scientifica o la soggettività trascendentale. I fenomeni sono salvati dall’anima mundi, dalla loro stessa anima e dal nostro ingenuo trattenere il fiato di fronte a tanta bellezza immaginale

    Il mondo è un’ esperienza estetica, anche se non tutti gli esseri umani ne sono coscienti.”

    A Senti una Cosina mi permetto di suggerire, prima ancora del Codice dell' Anima, di iniziare con una scintillante intervista di Silvia Ronchey intitolata "L' anima del Mondo" in cui H. parla a ruota libera di molti argomenti diversi, che potrà poi approfondire, se lo ritiene, attraverso i numerosi saggi, alcuni divulgativi, altri più "tecnici" ma sempre stimolanti.

    A me mancherà molto.

    Ciao
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  4. wiskaOct 29, 2011 10:42 AM
    Un grande uomo, oltre che un grande filosofo, ha lottato per difendere le sue idee con dignità e coraggio, grazie per averlo ricordato Carolina.
    Un caro saluto
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  5. ascuolaconmatilde.comOct 30, 2011 03:48 AM
    Ho letto "Il codice dell'anima" tutto d'un fiato, come se si trattasse di romanzo appassionante. Un lettura tecnica eppure romantica, introspettiva eppure concreta. Un libro che mi ha cambiato la vita; che ha cambiato il rapporto con mia figlia; un libro che rileggerò ancora e ancora e ancora.
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  6. Carolina VenturiniOct 30, 2011 05:23 AM
    Quanto sono belli i vostri contributi e pensieri! Difficile aggiungere qualcosa alle vostre parole.
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