lunedì 3 ottobre 2011

Master in Comunicazione digitale e comunicazione in rete - II edizione

Il Master in comunicazione digitale e comunicazione in rete, realizzato all'Università degli Studi di Tor Vergata (RM) in collaborazione con il CReSEC (Centro di ricerca e sviluppo sull'e-content) è giunto alla sua seconda edizione. Domani, martedì 4 ottobre, dalle 12:00 alle 14:00, nella sede della facoltà di Lettere, si terrà una tavola rotonda in cui verrà presentato il nuovo corso e i docenti che terranno le lezioni durante l'anno. La presentazione avrà luogo in Aula Sabatino Moscati (Edificio B, I° piano). In quest'occasione si parlerà di e-government e servizi digitali nelle istituzioni e nelle imprese. 

Come sapete, ho seguito questo master per un totale di 1500 ore e a breve inizierò uno stage formativo all'interno di un ente governativo italiano. Per presentarvi questo master posso fare solo una cosa: raccontarvi la mia esperienza diretta, i punti di forza e i limiti che ho incontrato, le occasioni e l'iter professionalizzante nato nei tanti laboratori a cui partecipo ogni week end, da un anno circa. Mi conoscete bene, ormai. Sapete che non vi mento.


Il master in comunicazione digitale e comunicazione in rete è stata la scelta più azzeccata che potessi fare a laurea quasi ultimata. 

Mi sono iscritta nonostante non avessi ancora sostenuto la tesi. Si è trattato di pochi giorni di distanza fra i due avvenimenti. Ho scelto questo corso rincasata dal viaggio di lavoro in Puglia. Si è trattato solo di 7 giorni, ma mi hanno cambiato la vita e le prospettive. Compresi, come vi ho raccontato in "trovare lavoro con il blog e guadagnare online", la necessità di studiare e specializzarmi perché il web era davvero il luogo adatto per sviluppare le mie capacità. Compresi, anche se solo a livello filosofico inizialmente, le opportunità di sviluppo e di lavoro che avrei potuto ottenere da internet. Volevo migliorare le mie competenze online, sul blog, nei social media, nella scrittura online, nella creazione di un progetto editoriale e nella gestione dei contenuti, anche attraverso l'utilizzo di tecnologie all'avanguardia come le applicazioni per smartphone.

Il master è suddiviso in quattro assi, al termine dei quali è previsto un esame. Ogni asse, composto da due giorni di lezione, quattro ore al giorno per tre mesi circa ognuno, è incentrato su una branca di studi specifica (diritto, informatica, editoria, ingegneria informatica). Questi sono sviscerati affrontando le tematiche più significative per ognuno. Nel primo asse, per esempio, abbiamo trattato la legge sul diritto d'autore e sulla concorrenza, studiando casi specifici come Vivi Down, Google e i libri e Telecom. 
Nel secondo asse l'accessibilità, l'usabilità, l'interfaccia utente, lo studio cognitivo dell'utilizzo del pc sono stati il fulcro del progetto. Nel terzo abbiamo spaziato dalla filologia alla leggibilità, dal giornalismo ai social media, dalle tecniche di scrittura controllata ai dati sull'editoria italiana comprensiva di e-book, al lavoro del web content design. Nel quarto stiamo affrontando le applicazioni, le banche dati, la crittografia. Ampio spazio è stato dato alla comunicazione digitale nelle pubbliche amministrazioni, alla scrittura dei comunicati stampa del Ministero. Abbiamo a disposizione due aule informatiche e altre due in caso di necessità. La biblioteca universitaria fornisce molti dei testi indicati nelle bibliografie e il materiale didattico è distribuito tramite Google Doc, ovviamente in formato elettronico leggibile su e-reader. 

Il punto di forza e il limite del master è proprio nella vastissima gamma di argomenti trattati. I docenti erano equamente suddivisi fra professori universitari, tecnici informatici, giornalisti ed editori. Questa scelta ci ha permesso di sperimentare diversi approcci agli argomenti e alle lezioni in aula. Per me è stato molto formativo osservare come venivano tenute le lezioni e presentate le slide. Fare formazione è sicuramente un'ipotesi di lavoro che mi potrebbe interessare molto, nel futuro. 

Vi chiedete se mi è stato utile questo master, quanto mi ha realmente insegnato, se sono stata in grado di mettere a frutto gli insegnamenti? Giudicate voi. 
Questo blog è stato ed è il mio banco di prova per tutte le novità che ho acquisito durante il corso. Molti degli articoli scritti, per esempio "La leggibilità dei testi web e le tecniche di scrittura controllata", "Il mondo dei booktrailer", "La caffettiera del masochista e la web usability", sono nati grazie alle lezioni, alle slide, alle riflessioni e ai laboratori vissuti nel corso del master. 

Posso dire di aver preso molto e di aver cercato di "spremere" il più possibile: la consiglio per la qualità e perché il fai da te non basta. La professionalità e le competenze si costruiscono anche grazie a corsi di specializzazione ad alto livello. I mondi che vengono proposti difficilmente sono raggiungibili nella vita quotidiana. 

Questo master è stato un viaggio. Non tanto in aula, quanto fuori. A contatto con argomenti, libri e potenzialità. Io e le lezioni universitarie, in genere abbiamo "una relazione complicata", come si usa dire su Facebook. Ma le tematiche mi hanno appassionato molto. Probabilmente il più bel percorso di studi che ho vissuto sino ad ora. I 4000,00€ spesi per parteciparvi sono stati i meglio spesi fra tutti i corsi di formazione a cui ho partecipato. Questo master mi ha dato ricchezza. Non ancora economica, ma di vita. E gioia, tanta gioia. Magari non tanto durante le ore di lezioni, quanto piuttosto nel momento esatto in cui ho cercato di tramutare una nozione in realtà concreta e spendibile a livello di curriculum e di impiego.

Cosa farò una volta concluso il master? 
Un'idea ce l'ho... ma per ora è più che segreta! Anche perché è mezza folle ;-)

14 messages:

  1. Vince SymoOct 3, 2011 04:26 AM
    Innanzitutto, complimenti per il tuo percorso. :)
    Il master che hai frequentato l'avevo adocchiato anch'io un po' di tempo fa e m'aveva dato da subito l'idea di essere molto interessante e ben strutturato.
    Tu mi confermi ciò, e nonostante io abbia avuto già la possibilità di acquisire alcune delle nozioni fondamentali di cui parli sia durante il mio percorso universitario (sto ultimando la magistrale in "teorie della comunicazione", orientata proprio soprattutto ai nuovi media digitali) che con corsi di specializzazione (l'ultimo in web design il marzo scorso), non è detto che finita la magistrale non ci faccia anch'io un pensierino. :)
    Grazie per condividere con noi tutto questo; soprattutto con chi come me ne è fortemente appassionato e spera di poterne fare una professione un domani, futura collega. ;)
    RispondiElimina
  2. Carolina VenturiniOct 3, 2011 06:29 AM
    Sai, Vince, sto pensando che potremmo trovare n modo per collaborare, almeno con i nostri blog. Potremmo inventarci qualcosa di ci trattare, partendo dalle reciproche esperienze e conoscenze sulla comunicazione digitale e sul web design. Che ne dici? Per condividere, ma anche per far conoscere le nostre competenze.
    RispondiElimina
  3. Vince SymoOct 3, 2011 07:16 AM
    Non è una cattiva idea.
    Se ti viene in mente qualcosa, scrivimi pure qui e appena posso ti rispondo.
    Nel frattempo, anche se nei prossimi giorni sarò un po' più impegnato, ci penso anch'io e ti farò sapere.
    A presto, allora. ;)
    RispondiElimina
  4. Carolina VenturiniOct 3, 2011 07:18 AM
    Perfetto. Tra l'altro.. se domani farai un salto in facoltà a sentire la presentazione del master... fammelo sapere! Magari ci beviamo un caffè insieme! ;-)
    RispondiElimina
  5. Veronica MondelliOct 3, 2011 07:25 AM
    Quello che leggo mi fa sperare per la futura generazione di lavoratori dell'editoria. Mi è capitato di stare per un po' in una casa editrice in cui spesso si è provato l'esperimento del booktrailer e degli ebook... con risultati che non sono stati particolarmente buoni. Spero davvero che la formazione possa portare sul mercato prodotti editoriali elettronici di altissimo livello.
    RispondiElimina
  6. Carolina VenturiniOct 3, 2011 07:29 AM
    Siamo ancora a livello pionieristico in tanti campi. Ultimamente, cercando lavoro, sono entrata in contatto con diverse aziende interessate all'aspetto social media. Il grandissimo problema di queste aziende era la proliferazione indemoniata di siti per ogni mezza idea avuta "in pausa caffè", nessuno dei quali collegato agli altri o presentato secondo rigore logico, contenutistico e cognitivo. Ecco... penso che la formazione e l'umiltà possa aiutare le aziende e i lavoratori a creare un nuovo prodotto e un nuovo commercio. Bisogna affidarsi a persone capaci, secondo me. I booktrailer, per esempio, sono strumenti potenzialmente adattissimi e calzanti alla nuova editoria. Di certo bisogna conoscere come farli, come amalgamarli, come diffonderli...
    Eppure anche io nutro speranza.
    RispondiElimina
  7. Vince SymoOct 3, 2011 07:38 AM
    Ehm... Caro, lo farei con tutto il piacere, ma la vedo un po' duretta, così su due piedi :P: forse mi sono spiegato male, ma io vivo vicino Napoli (parlavo del master pensando al futuro). ;)
    RispondiElimina
  8. Carolina VenturiniOct 3, 2011 07:39 AM
    Ahhhhhhhhhhhh..ehmmmmm... :D :D no, in effetti, no. Sarebbe complicato. Facciamo finta che ci beviamo un caffè virtuale e che rimaniamo in contatto per le iniziative blog. Chissà perché ti ho sempre immaginato di Roma!!!!
    RispondiElimina
  9. Vince SymoOct 3, 2011 07:43 AM
    Eheheh... bah, forse c'ho la faccia (che tu non hai ancora mai visto) da romano... :P
    Ok, per ora ce lo beviamo virtuale (e rigorosamente napoletano, offro io :D); poi, chissà, non è detto che in futuro non ce lo prenderemo davvero dal vivo, anche. "Mai dire mai!" ;)
    RispondiElimina
  10. Carolina VenturiniOct 3, 2011 07:44 AM
    se offri tu... ;-P piglio pure una pastarella... :D Ok, torniamo seri. Mai dire mai, giustissimo!
    RispondiElimina
  11. Vince SymoOct 3, 2011 07:46 AM
    ;)
    RispondiElimina
  12. Veronica MondelliOct 3, 2011 08:12 AM
    E' vero, Carolina! Mi è capitato di stare a strettissimo contatto con una casa editrice che ha sei siti diversi, su ognuno dei quali cerca di far viaggiare la propria idea dell'ultimo momento (per non parlare dei blog ad essi correlati!), ma senza collegamento logico, sia grafico che di contenuto. Il booktrailer in moltissimi casi riesce poco perché non tutti gli editori si rendono conto che, per realizzarlo, devono avvalersi di maestranze cinematografiche, non basta una semplice power point, né una serie di foto montate con macchine titolatrici ridicole. Ne ho visto uno una volta, fatto da alcuni grafici di professione, ed era veramente molto buono.
    RispondiElimina
  13. Carolina VenturiniOct 3, 2011 09:16 AM
    Non riesco ancora a capire se questo tipo di atteggiamento e "tattica" derivi da una precisa scelta commerciale o da ignoranza (nel senso: ignorare alcune regole o principi o utilità). Un booktrailer, secondo me, può anche essere fatto con software open source e può anche venire molto, molto bello. Però non ci si può improvvisare. Un minimo di sceneggiatura, coordinamento fra musiche, immagini, storia da raccontare, pathos, informazioni... ci deve essere. Secondo me questa crisi è benefica nelle realtà degli improvvisati: alla lunga, secondo me, saranno costretti a rivedere molte scelte e cambiare rotta. Anche nel web.
    RispondiElimina
  14. KylieOct 3, 2011 10:17 PM
    Il Master che ho frequentato due anni fa è stato un po' deludente. Per fortuna non mi serviva per trovare lavoro.

    Un abbraccio
    RispondiElimina