mercoledì 23 novembre 2011

Il mio Servizio Civile

A settembre ho inviato la mia domanda per partecipare al Servizio Civile Nazionale. Ho scelto il Progetto Informacancro, dell'associazione FAVO - AIMAC. Ieri mi è stato comunicato - con quasi due mesi d'anticipo rispetto quanto prospettato durante il colloquio - che sono risultata idonea e, quindi, presa.
Ho scelto proprio quest'associazione e questo progetto perché molto attinente al mio percorso di studi e agli sbocchi lavorativi che sto cercando di costruire all'interno del mondo dei social media. Sono riuscita ad aggiudicarmi il posto del Servizio Civile e, per una volta, non mi sono sentita "mancante". Anzi, uscita dal colloquio ho provato l'esaltante (quanto rara) sensazione di "essere in gara", di poterci riuscire, di avere una chance per davvero.

Quando mi è stato comunicato il risultato positivo del concorso, mi è crollato il mondo addossoIl mondo di cui parlo è il mondo fatto di stress a livelli elevatissimi, ansia e angoscia asfittica che asfaltava le mie tante strade per la ricerca di un impegno stabile, contrattualizzato, remunerato. A volte mi sentivo una trottola che bussava ad ogni porta, quasi senza un perché, semplicemente sperando in un lavoro. Dopo due anni di proposte allucinanti, mille e mille curriculum inviati, risposte inesistenti, collaborazioni occasionali gratuite oppure con compensi minimi, poco formative o non sempre valide per il patentino da pubblicista, dopo l'agonia e il dolore provato, le tante rinunce e i tanti sacrifici, il mantra sulla fiducia in me stessa e nel futuro (ripetuto centinaia di volte al giorno, anche bagnato di lacrime amare e furenti) è giunto un raggio di sole. Prima la gavetta con la testata Donna in Affari e poi il Servizio Civile. Un doppio lavoro per un anno, retribuito, con alcune garanzie (malattia, ferie, permessi) e, in molti casi, preludio per un'assunzione diversa. 

Il Progetto Informacancro è un'iniziativa della Federazione Italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia. Gli obbiettivi si concretizzano nella conoscenza degli aspetti sanitari, sociali e familiari del cancro. Fra gli scopi principali, il superamento dell'isolamento oppure dei pregiudizi riguardanti questa malattia e chi ne è affetto. L'attività che andrò a svolgere, insieme agli altri volontari, riguarda l'accoglienza, l'ascolto e il fornire informazioni inerenti i trattamenti, gli effetti collaterali, le strutture, i diritti. I social media saranno parte integrante di questo flusso informativo e di contatto, così come la preparazione della Giornata Nazionale del Malato Oncologico. Mentre attendevo l'inizio del colloquio, qualche settimana fa, ho scorto diverse pubblicazioni realizzate dall'associazione: mi chiedo se sarà possibile avere un ruolo attivo nella realizzazione dei testi o nella correzione delle bozze, impaginatura e diffusione della pubblicazione, una volta realizzata. Tutti questi aspetti mi hanno dato subito l'immediata sensazione di poter spendere molto bene le mie competenze nel settore social media, editoria così come la mia passione per la psicologia potrebbe trovare uno sbocco per manifestarsi e concretizzarsi.

Forse vi chiederete: perché proprio il cancro? Perché proprio questo progetto? Il cancro è una malattia che fa paura, in molti casi è sinonimo di perdita (più o meno imminente). L'ho conosciuto attraverso l'esperienza di persone care, amici, conoscenti e, infine, della stessa Oriana Fallaci. Solo una donna è ancora in vita, la maggior parte delle altre persone a cui ero legata (in un modo o nell'altro) non ci sono più. Se ne sono andate via dopo mesi d'agonia oppure in un lampo anzi, in una saetta. Riecheggiano nella mia mente le parole di David Johnes in Pirati dei Caraibi: "Temi tu la morte?" Si, la temo. Molto. Ma credo anche che sia una grande maestra di vita e di autenticità. Ti insegna a non sprecare il tempo, a dare valore a quello che fai, a curare i rapporti importanti senza darli per scontati, a vivere quello che realmente senti prima che sia troppo tardi. Può essere un'occasione per conoscere, migliorare. Lasciare una traccia, una mollica di gentilezza che può contribuire a cambiare il mondo anche attraverso la sua semplicità. 

Ho dato la mia disponibilità nell'utilizzare anche questo blog durante eventi, incontri o particolari necessità editoriali, informative o di altro genere. Non stupitevi, quindi, se gli argomenti di cui parlo si amplieranno, includendo anche le attività di questo nuovo impiego. Spero, anzi, vi farà piacere partecipare e condividere con me questo anno di esperienza.

9 messages:

  1. Marta TraversoNov 23, 2011 03:30 AM
    Complimentissimi!!!!
    RispondiElimina
  2. Francescast.84Nov 23, 2011 04:16 AM
    Bè complimentoniiiiii ... anche io ho fatto l'anno scorso i vari test e colloqui per il servizio civile, per lavorare in biblioteca, ahimè, non son passata per poco. Ci riproverò ... sperando che la prossima volta mi vada meglio :P
    RispondiElimina
  3. Carolina VenturiniNov 23, 2011 04:18 AM
    @Francesca: In bocca al lupo per il tuo futuro!

    @Marta: Grazie :-)
    RispondiElimina
  4. StefaniaNov 23, 2011 04:58 AM
    Che bello! Ti faccio i miei complimenti e ti auguro buon lavoro!
    RispondiElimina
  5. IsabelNov 23, 2011 05:25 AM
    che bello! sono veramente felice per te! tienici aggiornati! :*
    RispondiElimina
  6. Carolina VenturiniNov 23, 2011 05:39 AM
    Vi ringrazio!
    RispondiElimina
  7. DeniseNov 23, 2011 06:25 AM
    Tanti complimenti! Buona fortuna e buon lavoro per questo impegno importante!
    RispondiElimina
  8. Vince SymoNov 23, 2011 09:24 AM
    Tanti auguri ed in bocca al lupo per tutto, collega! ;)
    RispondiElimina
  9. Carolina VenturiniNov 23, 2011 09:29 AM
    Grazie e anche a te in bocca al lupo per tutto.
    RispondiElimina