mercoledì 2 novembre 2011

Intervista alla Scuola Internazionale di Comics


La Scuola Internazionale di Comics, Accademia delle Arti Figurative e Digitali, è un'opportunità per molti creativi. La sua storia annovera 30 anni di innovazione e formazione, fra ricerca tecnologica e spazi alla fantasia. Le sedi si trovano a Roma, Firenze, Torino, Jesi, Pescara, Padova, Reggio Emilia e Brescia. 
Ho realizzato quest'intervista nella speranza di dare alcune risposte a tutti i giovani creativi ce cercano spazi nel mondo del lavoro, disposti anche ad investire molto nella formazione personale per cementare la propria professionalità. 

  • Dino Caterini, direttore generale, è anche uno dei fumettisti più importanti del panorama italiano. Il suo talento e i suoi valori in che cosa hanno influenzato la Scuola, quali sono le specificità introdotte nel vostro metodo di studio, che possono essere ascrivibili alla formazione artistica del vostro artista d’eccellenza?

Nel 1978 ero un disegnatore e avevo uno studio, il lavoro era troppo e mi serviva qualcuno per alleggerire il carico, fu così che presi del personale, ma era più il tempo che impiegavo a spiegare cosa fare che quello che serviva per lavorare. Questa esperienza mi spinse a fondare una scuola nel 1979 che chiamai “Scuola Italiana del fumetto”, che visto il successo diventò in pochi anni una s.r.l. e prese il titolo di “Scuola Internazionale di Comics”. L’aggettivo internazionale servì per dare un respiro più ampio alla scuola; già allora molti studenti venivano dall’estero per studiare da noi e oggi sono sempre di più. La scuola fu pensata come uno studio e quando fu il momento di crearla cominciai a ragionare come un giovane disegnatore che aveva bisogno di tutti gli strumenti necessari per diventare un professionista. Questa è la formula magica della Scuola Internazionale di Comics e il motivo del suo grande successo.


  • La Scuola Internazionale di Comics propone dieci corsi, due dei quali coniugano la creatività con le nuove tecnologie web. Potete raccontarci le peculiarità e quali sono, secondo voi, le prospettive e gli sbocchi più immediati offerti da questo tipo di formazione?

Il corso di web design è un corso creato per chi vuole imparare a creare un sito tutto da solo, quella del web designer, infatti, è una qualifica che negli ultimi anni sta dando lavoro a molte persone: oggi tutti hanno bisogno di un sito e il web designer è in grado anche lavorando da casa e senza il bisogno di uno studio apposito, di far fronte a tutte le esigenze del cliente.
3D maya invece è fatto per chi vuole lavorare in settori artistici ad ampio raggio, ad esempio nello sviluppo cinematografico: numerose scene di un film come una macchina che esplode o un vetro che si rompe possono essere riprodotte al computer risparmiando soldi e materiali.

  •  La scrittura creativa, la sceneggiatura e il fumetto sono parte integrante della formazione che proponete. Rispetto all'insegnamento della scrittura creativa e alle scuole blasonate come la Holden, in che cosa si differenzia il vostro metodo e quali speranze lavorative strettamente connesse con il mestiere dello scrittore hanno i vostri partecipanti? 

Entrambe le scuole hanno peculiarità simili, anche se la scuola Holden fa solo corsi di scrittura, mentre la Scuola Internazionale di Comics offre una possibilità di scelta maggiore. Il corso di scrittura della Scuola prevede una frequenza bisettimanale e il corso è tenuto dalla scrittrice horror Alda Teodorani, ma spesso intervengono editori professionisti ed editori pronti ad arricchire le conoscenze dei ragazzi con le loro personali esperienze professionali. La differenza è nel prezzo e nella posizione geografica. Per maggiori informazioni si può visitare il sito www.scuolacomics.it           

  •  Le vostre borse di studio sono occasioni ghiotte per viaggiare, studiare e conoscere mondi, tecniche e arti. Come sono state pensate queste esperienze e quali sono stati i maggiori successi ottenuti dai vincitori in seguito alla realizzazione dell’ambito premio?

I due viaggi premio annuali vengono dati ai migliori studenti selezionati tra tutte le sedi. Oltre a permettere ai ragazzi di avere un confronto con un’altra cultura, un paese diverso e un modo di lavorare diverso, la borsa di studio Japan comprende uno stage di due settimane al Gaukin, Tokyo Animator College e la borsa Cuba due settimane all’ICAIC (Istituto Cubano di Cinema e Animazione). 
Inizialmente gli allievi erano solo osservatori, adesso in entrambi i casi, e in particolare a Cuba, prendono parte alla lavorazione dei corti d’animazione e i loro nomi compaiono nei titoli del prodotto finale. 

  •  I vostri corsi hanno un costo che potrebbe risultare molto elevato per molte famiglie. Avete previsto delle strategie di rateizzazione oppure stratagemmi per facilitare (sotto l’aspetto puramente economico) l’accesso ?

La modalità di pagamento dei corsi prevede già una rateizzazione dei corsi in nove rate mensili più una quota d’iscrizione iniziale o una soluzione di pagamento unica scontata, ma è in corso una trattativa con la Banca delle Marche per agevolare gli allievi e rendere possibile la rateizzazione a dodici mesi invece che a nove.

23 messages:

  1. strilloNov 2, 2011 02:34 AM
    non posso che congratularmi per l'intervista e, soprattutto, per lo scopo di questo post: brava!
    voglio solo aggiungere che la scuola è garanzia di professionalità: ho frequentato il corso di sceneggiatura alla sede di Torino e l'ho dunque potuta constatare
    così come ho potuto constatare che avere in tasca un loro diploma ti apre le porte un pochino più facilmente!
    investite ragazzi, investite!

    strillo, al secolo fabio bogliotti
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  2. Carolina VenturiniNov 2, 2011 02:38 AM
    Raccontaci la tua esperienza, Fabio. POtrebbe essere utile a molti. Al di là della promozione pubblicitaria all'azienda. Che corso ai seguito? Cos'hai studiato? Quali sono state le risposte ai curriculum inviati?
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  3. Carolina VenturiniNov 2, 2011 02:39 AM
    Scusa Fabio..errore madornale.. che corso Hai seguito?... Ogni tanto la tastiera mi si inceppa.
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  4. Francescast.84Nov 2, 2011 03:26 AM
    interessante ... mi ero già informata su come iscrivermi a questa scuola dopo la laurea ... :)
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  5. strilloNov 2, 2011 03:33 AM
    piano, piano: una domanda alla volta
    ho frequentato il corso di SCENEGGIATURA con Manfredi Toraldo e Claudio Chiaverotti; l'esame finale prevede, oltre ai tuoi prof, il membro esterno che è stato Pasquale Ruiu (a conferma della serietà)
    ho inviato un solo curriculum e subito sono stato preso (nel dicembre dello stesso anno!), ma tenete conto che si tratta di una rivista a distribuzione gratuita nella capitale (Zeto) e che, dato che il lavoro ce l'ho e che sono un po' in là con l'età, non mi sto certo scapicollando a cercare di sfondare in questo campo
    lo scorso anno è anche uscito un album a fumetti (DIARIO DI UN VIAGGIO IN SUDAN) scritto e disegnato a più mani da allievi ed ex allievi (come il sottoscritto) della Scuola; è stato lo stesso Manfredi Toraldo a chiedermi di partecipare
    sono anche stato contattato da una scrittrice (ammetto che è un'amica) che mi ha commissionato un racconto breve per un progetto che dovrebbe a breve essere visibile su facebook (se interessa, posso comunicare l'indirizzo appena disponibile)
    ho anche mantenuto i contatti con il mio prof Manfredi Toraldo, che ha da poco fondato una casa editrice per i-pad e a cui sottopongo costantemente idee (alcune le ho anche già sceneggiate)... chissà un domani... per il momento "mi rimbalza" :(
    insomma: sgomitare si deve, ma il titolo della Scuola Internazionale di Comics è sicuramente un bel biglietto da visita, tenendo conto che il tutto mi è capitato DOPO averlo conseguito!

    strillo

    ... ops, quasi dimenticavo; anche se con loro non ho fatto in tenmpo a pubblicare, ho collaborato come autore per OLTRECOMIC, che ha da poco chiuso i battenti (pubblicava solo ed esclusivamente on-line, senza scopo di lucro e a contando esclusivamente sulla disponibilità - in termini di tempo - degli iscritti)
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  6. strilloNov 2, 2011 03:58 AM
    Chiedo scusa se scrivo a pezzi, ma dall’ufficio... si fa quel che si può.

    Quando parlo di porte che si aprono più facilmente, mi riferisco in particolare ai corsi di disegno tenuti presso la Scuola; sono tanti gli allievi che si sistemano presso case editrici, blasonate e non, prima come disegnatori di copertine e poi come disegnatori di un album, fino a diventare il disegnatore principale di una serie!
    Non voglio mancare di rispetto agli altri corsi, sia chiaro, ma questo è quello più indicato per chi vuole farne la propria professionalità.
    Non ho avuto il coraggio di riprendere disegno alla Scuola Int. di Comic solo ed esclusivamente perché sono ormai cinquantenne (altro sigh!!!), ma ci tengo a spronare chiunque legga il tuo post e i miei commenti a seguire: investite e credeteci, perché l’opportunità è veramente dietro l’angolo!!!
    Se poi non vi accoglierà il mondo delle nuvole parlanti ma quello, per esempio, dell’animazione poco importa: in tasca avrete un pezzo di carta cha varrà oro.

    strillo
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  7. Carolina VenturiniNov 2, 2011 09:54 AM
    @Strillo: La tua esperienza e quanto dici è molto interessante. Hai frequentato questa scuola prima della crisi economica, immagino. Ad oggi, vista la congiuntura europea e la grande disoccupazione giovanile esistente (1 donna su 2 è disoccupata, i giovani senza lavoro gravitano intorno al 30%), credi sia ancora così facile trovare lavoro, anche con un solo curriculum inviato, avendo il loro diploma alla mano?
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  8. Carolina VenturiniNov 2, 2011 10:47 AM
    @Francesca: ci sto pensando anche io, anche se, per ora, non ho a disposizione e non ho la possibilità economica per iniziare questo percorso. Devo ancora rientrare nell'investimento del master. Però mi piacerebbe molto seguire un corso serio di scrittura creativa.
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  9. giuliaNov 3, 2011 12:38 AM
    Davvero molto interessate. Grazie e un abbraccio
    Giulia
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  10. PriNov 3, 2011 05:46 AM
    Quanto mi sarebbe piaciuto frequentarla... un rimpianto che dura a distanza di 7 anni. :)

    p.s. cambiato indirizzo! Per ricevere i miei aggiornamenti del blog mi sa che ti tocca aggiungere questo: http://megliochenonringraziopiu.blogspot.com
    :)
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  11. IsabelNov 3, 2011 07:53 AM
    blog molto interessante! :)
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  12. JanasNov 3, 2011 04:09 PM
    Ciao! Interessantissimo.
    Io ho studiato all'Accademia di Belle Arti e sono assolutamente felice quando leggo articoli, post e interviste belle come questa che invitano letteralmente ad approfondire la conoscenza dei percorsi di studio che ruotano attorno all'arte.
    Mi sarebbe piaciuto moltissimo specializzarmi, dopo la tesi, ma ragioni economiche me lo hanno impedito. Purtroppo... c'è un purtroppo: il costo molto elevato che questi corsi spesso hanno. Il costo ovviamente è dovuto al livello qualitativo altissimo, questo lo sottolineo. Purtroppo anche prima della crisi non era semplicissimo per tutti potersi specializzare in un corso di studi di tale livello. Però per chi ha una predisposizione è importante coltivare il proprio talento. E' un'eresia affermare che "con la cultura non si mangia"... un Paese che permette queste affermazioni è un Paese che vuol restare fermo e non crescere, anche e soprattutto dal punto di vista economico. Perchè da sempre la Cultura porta sviluppo economico. E iniziare dalla formazione e tutela dei propri futuri talenti, è un primo passo verso il decollo. Accantonarli o meglio ignorarli è il primo passo verso il declino. Un talento non si crea, ma va coltivato. Accudirlo è un investimento sicuro per il futuro.
    Ciao Carolina, grazie per aver commentato il mio pensiero nel mio blog. Il tuo è molto interessante, verrò a farti visita spesso.
    Un saluto!
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  13. Carolina VenturiniNov 4, 2011 03:09 AM
    @Janas: E' proprio vero. I costi proibitivi limitano la formazione delle persone. Il talento va curato, senza mai dare per scontato la sua vitalità. Condivido: la Cultura potrebbe dare molto, economicamente, al nostro Paese. Se solo non fossimo così tanto ignoranti da sputarvici sopra senza ritegno ogni volta che si può!
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  14. Carolina VenturiniNov 4, 2011 03:10 AM
    @Isabel: Grazie e benvenuta!
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  15. Carolina VenturiniNov 4, 2011 03:11 AM
    @Giulia e Pri: vi ringrazio per essere passate. :-)
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  16. strilloNov 4, 2011 05:52 AM
    Chiedo scusa per il ritardo...

    Sì, hai ragione; manca l’anno che è 2007/8, quindi prima della crisi.
    Vorrei sottolineare ancora una volta che io mi sono fermato al primo invio curriculum solo ed esclusivamente perché mi hanno preso subito; ero pronto a inviare curriculum e idee a tutte le case editrici di fumetto italiane (sono poche...) con la consapevolezza che mi avrebbero rimbalzato.
    Poi, mi è venuta l’idea di cercare qualcuno che pubblicasse on-line e/o un free press... il resto è la storia che ho già descritto.

    Per darti una risposta, in questo preciso momento sono più propenso a pensare negativo piuttosto che positivo e tendenzialmente ti dico che non è facile trovare al primo colpo, soprattutto se il posto di lavoro cercato deve portare a casa la pagnotta!
    Vorrei comunque spendere un po’ di righe per non lasciare nella totale disperazione chi ci legge.
    Ci sono tante professionalità dietro la tavola di un fumetto che, oltre a portare a casa la suddetta pagnotta, permettono di incrementare la propria esperienza; sto parlando della figura del letterista, ovvero colui che inserisce i testi nei balloon da lui stesso creati; il letterista, oltre a imparare un vero e proprio mestiere in grado di farti trovare lavoro quasi in continuazione (attenzione: corrisponde a verità anche se si tratta di paghe un po’ bassine), può visionare le sceneggiature altrui fino a diventare un vero e proprio esperto di sceneggiatura: come fanno le inquadrature gli altri, come si divincolano dai dialoghi più tosti, come riescono a descrivere in poche parole. (personalmente sto puntando su questa professionalità)
    Per i disegnatori ci sono meno opportunità; possono iniziare come inchiostratori o coloristi (altre figure professionali di notevole importanza nella “catena di montaggio”) piuttosto che dedicarsi – anche loro – al lettering.
    Fino qui mi sento, come detto, un pochino pessimista, ma non del tutto; per la legge dei grandi numeri, più curriculum si inviano più opportunità di risposta creiamo!!! Attenzione a una cosa importante: il curriculum deve essere corredato da almeno un paio di lavori, perché saranno proprio questi lavori ad attirare l’attenzione, dal come sono stati eseguiti a come sono stati “confezionati” e qui torna in ballo la professionalità della Scuola che viene trasmessa all’allievo!

    Vorrei anche spezzare una lancia in favore di chi ha buone conoscenze di lingue straniere e ha una naturale propensione a impararle: buttatevi sul giapponese! In Italia servono traduttori di manga... e per lo stesso motivo servono letteristi in grado di riadattare i balloon di ogni singola vignetta. Il lavoro è quasi garantito, anche se si tratta di professionalità diverse da quelle della Scuola.

    Perché tutto questo sproloquio?!
    Perché non sempre si può arrivare a destinazione seguendo la via più breve; ma si può arrivare – e sempre! – se si conoscono tutte le strade percorribili. A piccoli passi e con tanta umiltà, la nona arte qualche buona opportunità te la concede!
    Questo è un insegnamento di Manfredi Toraldo, un professore... ed è anche per questo che il pezzo di carta che la Scuola ci lascia in mano ha un valore!!!

    strillo
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  17. Carolina VenturiniNov 4, 2011 06:15 AM
    Ti stavo giusto per chiedere se potevo pubblicare la tua mail ma, visto che hai pubblicato autonomamente il contenuto.... meglio così! :-)
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  18. strilloNov 4, 2011 07:24 AM
    Ragazzi, sono d’accordo con voi quando parlate di costi, anzi mi arrabbio ancor di più se penso (o forse è meglio dire immagino) a cosa siano legati.
    In questo caso sono legati alle prospettive di mercato, non tanto per la facilità di impiego quanto alla possibilità di essere pagati molto bene sia come sceneggiatori che disegnatori, tanto – ve lo garantisco! – da potersi permettere di essere autori di un album di 96 tavole ogni due mesi!!!
    Se i signori editori pagassero di meno (ipotizzo fino alla metà in taluni casi) non si vivrebbe questa situazione paradossale di quasi monopolio, ma si creerebbe un automatismo tale da portarci a una concorrenza maggiore, ovvero a una maggiore possibilità per tutti di poter partecipare alla spartizione della torta.
    Nel frattempo, un qualsiasi giovanotto che abbia la vena artistica e che volesse intraprendere questa strada si trova a pagar caro un corso professionale, sia per pagare i prof che per sentirsi dire “Sì, ma poi ti riprendi tutti i tuoi soldoni con tanto di interessi!”... monopolio permettendo...

    Tutto ciò, in ogni caso, non va contro quanto ho detto fino ad ora, anzi mi sembra possa in qualche modo avvalorare la mia certezza di come sia possibile e facile trovare lavoro in questo campo... se non si pensa ai guadagni facili (e a volte – sigh – non pensarci proprio!).

    Strillo

    @carolina
    Il commento l’ho inserito perché ho visto che non ci sono divieti sulla lunghezza ;)
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  19. Carolina VenturiniNov 4, 2011 07:30 AM
    Non condivudo il tuo pensiero. La realtà che viviamo noi giovani è molto diversa da quella che descrivi e non penso siano così tanti i giovani che vogliono "guadagni facili". Penso, piuttosto, che ci siano eserciti di giovani che vorrebbero un futuro, un lavoro minimamente stabile o con prospettive minime. Mi spiace per la tua rabbia ma noi facciamo i conti della serva. Banali, magari. Ma reali. Se non abbiamo lavoro o prospettive non possiamo permetterci corsi di formazione costosi. Se le nostre famiglie hanno difficoltà economiche di certo non possiamo pretendere o imporre il finanziamento di percorsi di studi lunghi e dispendiosi di risorse economiche.
    Lo studio è fondamentale. L'aggiornamento, la ricerca. Per carità. Però credo sia errato impostare il discorso come l'hai impostato tu.
    Mi ricorda tanto il ragazzo del mercato da cui vado a prendere la verdura. Questo ragazzo dice: "Beh se i giovani laureati avessero realmente voglia di lavorare dovrebbero andare a smontar cassette ai Mercati Generali".
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  20. strilloNov 4, 2011 08:10 AM
    Rileggendo il mio commento capisco di non aver detto esattamente quanto avevo in mente: la penso come te!
    La mia rabbia è nei confronti di chi ha messo i giovani in questa situazione, in questo caso specifico certi editori che - grazie ai loro lauti compensi - hanno creato anomalie di mercato.

    ... e non penso assolutamente - mai fatto in vita mia - che i giovani laureati se vogliono veramente lavorare... etc etc...

    Guarda, ti aggiungo una cosa.
    Dovrebbe essere inserito un articolo in tutte le Costituzioni del mondo che sancisca il diritto al futuro... un po' come quello sul diritto alla felicità della Costituzione americana... non so se sono riuscito a far capire come la penso...

    :)

    strillo
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  21. Carolina VenturiniNov 4, 2011 08:12 AM
    Credo che la disoccupazione giovanile, l'assenza di futuro e le difficoltà lavorative nel campo dell'editoria, della creatività e del talento siano una ferita profonda nella nostra Italia. Credimi, a me non fa solo rabbia. Mi ferisce ogni giorno questa realtà. Condivido il tuo pensiero.
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  22. EmotionallyNov 7, 2011 09:25 AM
    Bellissimo post e stupenda intervista...
    Avevo avuto anch'io l'idea di fare un'intervista del genere... Lo trovo davvero un mondo fantastico.
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  23. Carolina VenturiniNov 7, 2011 09:27 AM
    Condivido!
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