venerdì 11 novembre 2011

No Free Jobs: il movimento, la rivoluzione, la speranza

Dopo aver parlato degli stage gratuiti illegali mi è impossibile tacere questa nuova, esaltante iniziativa.
La rivoluzione e la speranza nel mondo della comunicazione, del web 2.0 e di tutte quelle professioni creative e autonome si chiama No Free Jobs, movimento nato a cavallo dei social network più importanti.
La cronologia esatta delle attività la potete  cogliere scorrendo l'immagine qui a fianco.
Il fulcro di questa iniziativa è questo: smascherare davanti a tutto il mondo le aziende che propongono lavori specialistici senza alcune retribuzione


Per lavoro specialistico intendo il lavoro di social media marketing, di content design, di scrittura di contenuti in chiave SEO. Se le aziende considerano questi aspetti irrilevanti, è un problema delle aziende e del loro fatturato a fine anno. La realtà delle cose è che al giorno d'oggi non è più possibile non curare la comunicazione e i contenuti sul web. La pianificazione degli argomenti da trattare, la gestione di foto, video, interviste, eventi, la creazione di sinergie fra enti oltreoceano, la gestione dei contatti, l'apertura di nuovi canali, il potenziamento dell'immagine, del mercato e degli effettivi clienti grazie al web riguardano tutte le imprese, di tutti i settori, siano esse pubbliche, private o clericali. 

Se è vero che la creatività, il talento, la competenza, le nuove tecnologie sono valori aggiunti in un'azienda è anche vero che queste specializzazioni hanno un costo, gli va riconosciuta dignità e rispetto. Se le aziende non sanno come gestire i talenti, se il timore della troppa cultura è più forte della necessità di abbracciare il nuovo ebbene, questo è il momento perfetto per iniziare a porsi delle domande sul come fare, cosa far nascere, cosa lasciare morire e cosa sfruttare del potenziale che già si possiede.  

Chiedere contenuti di qualità, che portino visite, guadagni attraverso la pubblicità, il rank e gli accessi è chiedere un lavoro di alta competenza. I "furbetti" che prospettano retribuzioni lorde inferiori ai 100,00€ mensili, a fronte di oltre 40 articoli pubblicati di 30 giorni in 30 giorni, sono truffatori. Non li si può chiamare in nessun altro modo.  Vanno denunciati, vanno pubblicamente messi alla gogna, se non è possibile farlo attraverso la normale Guardia di Finanza. Non c'è nessun altro modo per combattere la speculazione sul lavoratore, lo sfruttamento, l'indigesta tendenza al non riconoscimento economico del lavoro.

Scorrete le pagine di Lavoricreativi.com, dato un'occhiata a Kijiji.it oppure digitate "lavoro freelance" su Google: davanti a voi, fiumi e fiumi di inchiostro digitale mettono nero su bianco le richieste più improbabili. La più improbabile di tutte è quella della fiducia incondizionata e dell'investimento a tempo indeterminato su progetti senza nomi, indirizzi web, collocazione nel mondo online.

Qualche giorno fa avevo inviato un curriculum a una testata giornalistica che cercava blogger esperti per curare i contenuti multimediali. Mi è stato detto che avrebbero potuto pagarmi al massimo 1,50€ ad articolo (con ritenuta d'acconto al 20%). 

Qualche mese fa feci un colloquio in un'azienda che si occupava di impiantistica e manutenzione in Roma. La prima proposta che mi fecero fu questa: 50 articoli al mese, di 1000 battute minimo l'uno, per 2,00€ ad articolo. Al mi rifiuto mi chiamarono per una "nuova proposta", che non avevano. 
Davanti al mio: "Non lavoro per meno di 500,00€  al mese e, sia chiaro, 500,00€ è il limite massimo che posso accettare come stipendio minimo,  la loro successiva proposta è stata di 500,00€ al mese per scrittura di contenuti, gestione dei profili social, riadattamento di tutti i loro 800 siti web sparsi nella rete, non collegati fra loro e con gravi problemi di accessibilità e usabilità. Oh, dimenticavo. Questi  500,00€ mi sarebbero stati dati in un secondo momento. Quando, non si sa. E, logicamente, senza contratto, senza partita I.V.A, senza malattie, ferie, rimborsi o altro. Avrei dovuto lavorare solo sui loro computer. Ridicolo. 

Nella mia ricerca del lavoro ho incontrato mille volte annunci standard del tipo: "Giovane sito cerca appassionati di (segue materia) per scrittura di contributi. Il candidato ideale sarà in possesso di laurea, master, esperienze, tesserino, iscrizione all'Ordine o almeno ottime capacità di scrittura. Non è prevista alcuna retribuzione. Non c'è rimborso spese."
Questa vergogna non riguarda solo l'Italia, chiaro. Ma noi siamo in Italia ed è qui che dobbiamo agire per cambiare le cose. 

Questo blog, io stessa come persona prima ancora che come content design e autrice, mi unisco alla rivolta sottolineando a chiare lettere il mio più sincero e sentito NO al lavoro specialistico non retribuito, NO al furto di talento, NO all'assenza di rispetto nei confronti di lavoratori che passano tutta la loro esistenza a conoscere, formare e informarsi, sperimentare, agire, studiare e praticare. 

Se condividete questa protesta vi invito a renderlo pubblico nel vostri blog. Più siamo, più c'è la speranza che il nostro urlo di dolore venga ascoltato, più possiamo iniziare a mettere in mattoni per cambiare le cose. Possiamo iniziare ad aprire dei dibattiti su come impostare le nuove regole della professione. Possiamo discutere sui termini contrattuali, sulla giusta ed equa retribuzione. Sui diritti di noi lavoratori creativi, free lance o no. Fatelo. Agite anche voi.

11 commenti:

  1. Stefano Petroni11 novembre 2011 18:41

    Nella mia lunga carriera di informatico mi è capitato di imbattermi spesso in annunci di lavoro... chiamiamoli creativi và...

    Il top è stato agli inizi degli anni 2000 in pieno boom della cosidetta "new economy" che sarebbe presto sfociata nella cosidetta "bolla delle dot com".

    In un annuncio cercavano neo laureati max 20 anni (!) con almeno 5 anni di esperienza (!!) su una tecnologia che era uscita nemmeno 6 mesi prima (!!!). Ovviamente contratto a progetto... :-)

    Un altro venne a propormi di lavorare per lui (sempre a progetto) su un nuovo mirabolante progetto. Lui si è stupito che io non ho mollato il mio posto fisso per lavorare quasi gratis per lui. Io non mi sono per niente stupito quando ho visto andare zampe all'aria lui, il suo progetto, la sua società e tre quarti della palazzina sua (come diciamo a Roma) :-D

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  2. Carolina Venturini11 novembre 2011 18:51

    @Stefano: Mi chiedo una cosa. ma a questi signori è stato chiesto altrettanto oppure hanno fuso i fusibili del cervello avanzando nella vita lavorativa?

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  3. Stefano Petroni11 novembre 2011 19:06

    Il problema spesso è che la gente non sa nemmeno di cosa sta parlando. Non so se hai avuto contatti con agenzie di lavoro interinale (che in se per se non è sbagliato).

    Il problema è quando a fare un colloquio di lavoro non è il datore di lavoro ma una squinzietta neolaureata in (inserire quì materia a caso che nulla centra con le tue capacità), con 10 anni meno di te e che ti fa domande assurde su cose che non capisce. E' ovvio che nulla di buono ne potrà mai uscire.

    Poi un capitolo a parte andrebbe dedicato alle società "tritacarne" dove magari ottieni anche un lavoro a tempo indeterminato ma pagato il minimo sindacale. Queste vendono il tuo lavoro che a loro costa X (comprese tasse e spese varie) a un'altra società per 3X, questo rimbalzando di società in società arrivando al committente finale che paga anche 20X. Il bello è che al contrario di quello che la logica vorrebbe al committente conviene pagare il tuo lavoro 20X invece che assumerti e pagarti magari 2X perché in quel caso si scaricano tutta la spesa cosa che assumendoti non potrebbero fare.

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  4. Carolina Venturini11 novembre 2011 19:11

    Le agenzie interinali non le ho ancora sperimentate, per via dei noti problemi residenziali. Credo che non solo manchi la conoscenza del di cui si parla ma... anche la volontà di conoscere e capire.
    Mi chiedo poi: chi scrive gli annunci di lavoro? Come li scrivono' Con quale criterio? Se non cercando personale per davvero..perché li pubblicano?

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  5. Stefano Petroni11 novembre 2011 19:16

    Aggiungo solo un ultima considerazione che mi è venuta ora:
    Il problema con i siti web ed il cosidetto nano publishing è che questi campano sopratutto sulla pubblicità. Qualche anno fa, diciamo dall'introduzione di Adsense in poi, alzare qualche soldo era un po' più facile per tutti. Ora la concorrenza si è fatta spietata, i soldi in ballo sono sempre più o meno gli stessi da dividersi in più persone. Anzi forse sono anche di meno visto che c'è la tendenza della gente a fare sempre meno clic sui banner e le pubblicità.
    Quindi diciamo che se un sito nuovo riesce ad alzare (ipotizzo) 100€ al mese (e sarebbe grasso che cola) e poi deve pagare le tasse e (si spera) pure chi scrive gli articoli qualche problemino c'è...
    L'ideale sarebbe metter su una specie di cooperativa di blogger, disposti a condividere le spese ed i guadagni...

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  6. Stefano Petroni11 novembre 2011 19:20

    Rispondo al tuo "chi scrive gli annunci di lavoro? Come li scrivono' Con quale criterio? Se non cercando personale per davvero..perché li pubblicano?"

    Il personale lo cercano davvero, la sensazione è quella che la buttano "in caciara" per avere tanto a poco.

    Spesso sono le agenzie interinali che scrivono gli annunci usando i dadi del paroliamo e lanciando anche un paio di dadi D20...

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  7. questa situazione è veramente insostenibile. E poi i nostri geni politici dicono che siamo noi giovani ad essere dei bamboccioni. Non è che siamo noi a non volerci creare un futuro, è che ci viene proprio tolta la possibilità di camminare con le nostre gambe

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  8. Oltre al no ai contratti non retribuiti, aggiungo un no a tutte le altre forme contrattuali che ritengo illegali, anche se nei fatti sono permessi dalla legge.
    Esempio: il contratto a progetto. Viene usato dalle aziende con tutti i vincoli di un contratto da dipendente (altro che orario flessibile!), ma non ha ferie, permessi e malattie e non prevede un salario minimo!! E' uno sfruttamento e un ricatto ("o così o resti a spasso") usatissimo contro i giovani.

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  9. Alessandro De Vecchi12 novembre 2011 16:26

    io purtoppo ho auto una "lunga esperienza con le agenzie interinali" .. una delle più scellerate invenzioni degli ultimi 20 anni!

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  10. Andiamo proprio bene. Odio questi sfruttatori.

    Un abbraccio e buona serata!

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  11. Carolina Venturini14 novembre 2011 10:35

    @Vele ivy: Aggiungo anche un NO a quella condizione che porta i giovani a prostituirsi (sessualmente e moralmente) sperando di poter ottenere qualche porta aperta dal partito, dal docente, dal vescovo o dal magnate di turno. Dico NO a quei raccomandati che vanno avanti non per meriti ma per compromessi onerosi sul piano umano, morale e lavorativo. Il prezzo che tutti noi paghiamo per questo tipo di sfruttamento del lavoro è molto alto. Anche se queste persone vanno avanti molto di più di chi realmente ha le competenze.

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