giovedì 24 novembre 2011

Splinder chiude e con lui il mio "Spirito di donna"

Logo Splinder. Immagine da: Google.it
Splinder chiude. L'ho appreso da poco e al panico si è sovrapposta la rassegnazione. 
La procedura per salvare o esportare il blog su Blogger è - quantomeno - articolata. Si tratta di scaricare dei programmi, copiare codici, aprire account, generare file xml, realizzare passaggi fra piattaforme.   Non  lo farò. 
Perderò parte del mio "Spirito di donna",  blog diario che mi accompagna dal 2006, pubblico fino al 2009 e privato ancora oggi. Ho ancora del tempo per copiare i post in un file word. 
Lavoro lungo e laborioso, forse, ma che mi permetterà di sfoltire e selezionare i capitoli importanti della mia vita, le riflessioni significative, i momenti di cambiamento. 
Tutto materiale adatto per il romanzo che ho in testa.


E' un blog importante. Aprii "Spirito di donna" dopo una delusione d'amore. Avevo bisogno di parlare, di sfogarmi, di raccontare il mio momento in forma anonima, senza rischiare nulla. Non mi importava la grammatica, le visite, il numero dei commenti, l'andamento dei "follower", il rank, la reputazione. Volevo solo parlare, anche a costo di dire e ridire le stesse cose ogni giorno, con post identici a sé stessi, capaci di rispondere solo e soltanto al  mio bisogno comunicativo, indipendentemente dal gradimento esterno o dalle pretese dei lettori. 

Nella comunità blogger con cui interagivo c'erano persone speciali, alcune delle quali mi sono ancora vicine mentre altre le ho perse per strada. C'erano delle amicizie nate sul forum di Alfemminile e non c'era nessuna persona che mi conoscesse nel mondo reale. I consigli preziosi e la condivisione sono stati balsamo per un cuore ferito. Fra gli avatar ce n'era uno che mi colpì. Uno speciale. La nostra storia d'amore nacque così. Leggendo le rispettive anime, scorgendo i nostri occhi reali nei profili che ci eravamo creati. Meno di un mese e la virtualità si è concretizzata in realtà, in un meraviglioso capodanno organizzato nell'urgenza di vederci, di conoscerci, di capire se quella magia che scoccava ogni volta che aprivamo i nostri blog, la chat o la mail si sarebbe manifestata anche nella realtà. Fra mazzi di rose e tour in libreria, cene a lume di candela il rapporto più importante della mia vita iniziò a plasmarsi. Mai dimenticherò quei momenti. "Spirito di donna" era lì, con me. Mi attese al rientro e insieme scoprimmo un nuovo mondo e dei significati diversi della parola "amore".

Ma poi arrivarono le tribolazioni. O meglio, ripresero perché lo stalking non era ancora concluso, era, anzi, in una delle sue ondate più acute ed io ero talmente fragile da impazzire ogni volta che certe dinamiche si ripetevano. E il mio blog era lì. Era lì quando vomitavo la mia angoscia, la mia impotenza e la mia rabbia, quando mi scervellavo per capire come fare ad avere una vita normale, quando cercavo risposte e sensi, collegamenti, una visione più ampia, dei perché a tante vicende che avevo passato prima, negli anni che non riuscivo a cancellare dalla mia mente, all'interno di quelle ferite che pulsavano ancora. "Spirito di donna" diventò il centro d'accoglienza dei sogni, ricordi e riflessioni, il punto informativo dei pensieri immigrati o rifugiati, l'altoparlante grazie al quale urlare contro il cielo e contro il mondo. Per poi tramutarsi ancora: ogni post era un aculeo del riccio diffidente, cinico, scettico che ero diventata. Quel riccio incapace di credere, di fidarsi e affidarsi, in grado solo di mettere in dubbio, chiedere prove tangibili, comprensione e forza. E ancora lo stalking. E ancora l'amore nuovo che rischiarava e mi obbligava a confrontarmi con quanto era stato prima e con l'ipotesi di una realtà diversa da costruire or ora. E ancora lo stalking e ancora l'amore. 

Il blog emanava pus e spiragli di luce. Scrivevo due, tre, quattro post al giorno, lunghi non meno di tre pagine Word. Scavavo, andando a cercare le ossa. Riportavo sogni, li analizzavo chiedendomi che cosa significasse per me il tal simbolo, il tal evento. Ogni tanto lampi di consapevolezza, lumi di idee, squarci in visioni che cambiavano le carte in tavola e facevano andare a gambe all'aria rapporti esistiti fino a quel momento perché, d'un tratto, nulla più era, non v'era speranza, le biforcazioni che aspettavano le nostre strade erano imminenti quanto le piaghe sotto quei piedi che già percorrevano sentieri irti nel deserto di montagne da scalare in solitudine, ringhiando ad ogni mano tesa, sputando su ogni fiducia ricevuta.

Quindi, la chiusura. Non volevo più vergognarmi, non volevo consigli non richiesti, giudizi affrettati, non volevo rendere conto alle persone che mi conoscevano nel mondo reale, quel mondo che mi trapassava senza pietà, dei sentimenti che provavo, di quel che pensavo e che invece feriva o indispettiva chi leggeva. Chiusura a tutti, quindi. E silenzio. Distacco. Pagine senza immagini, senza titoli, flash senza ispirazioni, sfilacciate ridondanze. Spirito di donna si impoverì, accogliendo ondate di ansia, rabbia, ricerca. Mi posi domande sull'amore, sull'amicizia, sul senso, su di me, sul tipo di donna che avrei voluto essere, sul cosa significasse davvero la scrittura. Mi chiesi quanto e se ero in grado di amare, mi chiesi come difendermi, come proteggermi dagli altri e dalle delusioni, dal male gratuito, dalla violenza autistica e gratuita. Mi chiesi cosa significava essere donna, perché non riuscivo a dimagrire, che cosa fare per dare una svolta alla mia vita, dove trovare la forza per perseguire i miei obbiettivi, una volta individuati. Mi trivellai la mente nel cercare la mappa e la bussola indicanti la strada verso uno sviluppo biologico e sessuale che mi rispecchiasse. Mi chiesi se fosse possibile. Bestemmiai contro i fantasmi che mi torturavano nel momento preciso in cui mi azzardavo ad uscire dal guscio, cercando di vivere una vita normale, come tutte le persone normali. Mi sentii misera, meschina, esaltata, speranzosa, crudele, determinata, fiduciosa. Fui lucida, proiettiva. Graffiavo i vetri su cui io stessa mi arrampicavo e mi copiavo le briciole di pane che mi indicavano la via, briciole che erano citazioni di libri a tema psicologico.

E Spirito di donna era lì. Era lì nelle notti in cui mi rigiravo nel letto senza pace, in preda ad ossessivi pensieri. Era lì quando mi domandavo che razza di persona ero, se potevo (e dovevo) trovare strade per andare via, per farcela. Inondai il blog con le mie riflessioni sull'amore e sui rapporti umani. Smisi di farmi cruccio delle amicizie, accettando la realtà dei rapporti adulti e del diverso costrutto che viene inteso come "amicizia" anche se non ne presenta sempre i canoni. Raccontai i lutti improvvisi e quelli che ci si aspetta perché è giunto il tempo e mi confrontai con la morte delle credenze. Persi molte pelli, cambiai il manto, vidi ricrescere le unghie.

Ci sono poesie in Spirito di donna. Ci sono incipit di racconti. Ci sono parti del romanzo che scriverò, un giorno. Quello di Eva, Giulia e Lia. Quello che si intitola "Debito d'amore" e che inizia nel bel mezzo d'un temporale. Un mondo in un blog, una terapia in 1434 articoli, un percorso di crescita e cambiamento impressionate, un insieme di lettere mai spedite. Questo è stato il mio primo, vero blog.
Non è la prima volta che perdo un blog. Ma questa volta è diverso. E' giunto il tempo perché un tempo si è chiuso. Tutto quello che è stato, tutte le parole scritte sono impresse nelle mie cicatrici, nei miei occhi, nelle mie rughe, nelle mie ossa, in questo corpo che cambia, in questa mia anima che muta. Per sempre.

27 messages:

  1. il mio primo blog è stato sulla piattaforma splinder! peccato!

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  2. Mi dispiace davvero per il tuo blog e per tutte le emozioni che ci avevi messo dentro...mi sembra incredibile che una piattaforma con tanto materiale possa chiudere, pensa quanti blog andranno perduti!

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  3. Carolina VenturiniNov 24, 2011 11:49 AM

    Tutti, cara Gellis. Tutti quelli che non seguiranno la difficile e lunga trafila per esportare il blog in altre piattaforme. Le persone meno esperte non so come potranno fare. Aspetto la mail di Splinder con le novità per salvare il blog, come hanno scritto sulla home page (ho letto oggi). Vediamo cosa ci sarà permesso.
    Questo apre molto il discorso sulla precarietà di alcune strutture web e sulla grande perdita di contenuti che si sta per realizzare. Dovrebbe essere garantita una procedura più semplice per salvare il proprio blog o per mutarlo in una piattaforma diversa. Forse una collaborazione fra piattaforme potrebbe garantire un miglior servizio all'utente, per un guadagno e un beneficio comune.

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  4. Che perdita incredibile. Immagino il tuo dispiacere!!!
    Io ho dei diari cartacei (vedi, la cosa bella è che nessuna piattaforma me li potrà mai portare via) e ogni tanto penso a come mi sentirei se improvvisamente non dovessi trovarli più.
    Una buona fetta della mia vita è li, in quelle pagine di quaderno. Mi sentirei depredata, scippata nell'anima.
    Non sono qui con me in questo periodo. Sono ancora a Udine chiusi in uno scatolone con su scritto "Importante". Presto li andrò a prendere per sistemarli in camera da letto, in un capiente comodino. Solo dopo potrò dire di essere davvero a casa!
    Un bacio
    Francesca

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  5. hai a esportare su iobloggo.com, alcuni utenti splinder lo hanno segnalato, ma non hanno specificato se la procedura è più semplice rispetto a blogspot.

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  6. Chiara/gioiecoloriNov 24, 2011 01:14 PM

    Mi dispiace molto. Non lo sapevo e mi rattrista. nei blog lasciamo la nostra vita e se qualcuno ce la blocca è quasi un trauma. Ora sto pensando se succedesse a me...
    Ti auguro di recuperare tutto, a costo di ore ed ore di lavoro, perchè anni e anni di parole, immagini ed emozioni non possono finire così! Certo, con tutti i passi avanti che abbiamo fatto nel mondo tecnologico è impossibile che non c'era una soluzione migliore che evitasse questo problema...e non voglio credere che questo mondo, il web, così libero e democratico, possa essere così cattivo ed insensibile! Un abbraccio!

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  7. Stefano PetroniNov 24, 2011 01:41 PM

    x Carolina e gli altri Splinderiani, oramai ho acquisito una certa pratica nel trasferire blog da Splinder a WordPress se vi serve aiuto contattatemi.

    Prezzi modici... :-D

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  8. Conoscevo la piattaforma Splinder, ma non l'ho mai utilizzata, sono sempre stato un "blogspot", mi spiace per il tuo vecchio blog.

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  9. Yuki aka PrismaNov 24, 2011 03:25 PM

    Questa notizia ha colpito molto anche me... chissà perché internet ci dà spesso l'impressione di essere un contenitore perpetuo. Non ci penso mai, ma eventi imprevisti come questo mi ricordano che anche i nostri pezzetti di anima sparsi per il web sono appesi a un filo e potrebbero un giorno venir risucchiati nel nulla. Mi fa strano pensarlo, specialmente per chi, come noi, nel blog ha trovato in tempi bui uno strumento di catarsi, un'ancora - a volte rassicurante, a volte dolorosa - a cui aggrapparsi per non andare a fondo.

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  10. Peccato che vengo a sapere che avevi un blog su Splinder solo nel momento del tuo annuncio circa la chiusura della piattaforma.
    Ho anch'io un blog là, anche se è solo un'estratto di quello su blogspot.
    Peccato davvero, ma la chiusura di Splinder come di molti servizi di Google (friendconnect-bookmark etc) fa parte di un'abile manovra di eliminazione dei rami secchi, che ovviamente non tiene assolutamente in considerazione le esigenze di coloro che in questi contenitori virtuali hanno invece creduto, riversandovi tutto il loro impegno.
    Mi dispiace davvero Carolina, un caro saluto

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  11. Leggo che molti blogger stanno traslocando. Che peccato, ci si affeziona anche ai vecchi blog.

    Un abbraccio e un sorriso

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  12. Carolina VenturiniNov 25, 2011 12:05 AM

    @Kylie: Io realizzerò un documento da stampare e rilegare. Rimarrà esente dalla dinamiche web e lo potrò consultare più agevolmente.

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  13. Carolina VenturiniNov 25, 2011 12:07 AM

    @Wiska: Non so se si possa definire "abile manovra". Credo che il calo di utenti sia un dato oggettivo. Splinder non ha mai innovato, non ha mai migliorato i suoi servizi e la sua piattaforma. E' rimasta con gli stessi problemi nel corso degli anni. (Le piccole innovazioni grafiche nulla sono in confronto a un rimodernamento complessivo al passo con i tempi). Dispiace ma nel web accade.

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  14. Carolina VenturiniNov 25, 2011 12:08 AM

    @Yuki: internet dà l'illusoria sensazione di essere eterno, ma non lo è. Anche Google potrebbe chiudere un giorno, Microsoft fallire, una compagnia telefonica che offre i servizi di adsl essere neutralizzata da politiche e concorrenza ed essere costretta a chiudere. Internet, nel suo potenziale e nella sua libertà,è fatta di uomini. A suo modo, fragile come tali.

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  15. Carolina VenturiniNov 25, 2011 12:09 AM

    @Darjo: Non hai tutti i torti!

    @Stefano: Pubblicità di sottobanco, eh? :-)

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  16. Carolina VenturiniNov 25, 2011 12:11 AM

    @Chiara: Credo che recuperò gran parte del materiale e che sarà una bella faticaccia ma... merita! E' una parte della mia vita.

    @Cicabuma: Anche io ho usato i cartacei per molto tempo. Poi sono passata al blog perchè lo trovavo più comodo sotto molti aspetti... tra cui il fatto che fosse protetto da password e inaccessibile.

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  17. iobloggo ha un semplicissimo ed ottimo sistema di importazione dei post. Oppure
    ci si iscrive a Logga.me, neonata piattaforma praticamente clone di WP (con cui condivide i codici), si crea un blog e dal pannello di controllo si attiva il plugin per importare da Splinder. Dopo di che, attraverso un percorso guidato e istruzioni chiare e semplici (comprendenti un codice da inserire al posto di quello del template Splinder – previo salvataggio di quest'ultimo, dovesse andar male) si importano rapidamente post e commenti che, a procedura terminata, vengono convertiti in un file xml che WP riconosce ed è pronto a importare in pochi minuti .
    Dicono che anche questo qui funzioni : http://www.andreabeggi.net/2010/09/12/splinder-importer-2010/.
    Sono informazioni che ho letto in altri blog di Splinder che seguo e che hanno gli stessi problemi.
    Ciao
    Lilla

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  18. che ricordi con splinder..
    da una parte è un peccato che chiude, dall'altra è vero che come piattaforma era un disastro...

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  19. Carolina VenturiniNov 25, 2011 04:52 AM

    @Lilla: Grazie per le indicazioni. saranno molto utili anche agli altri.

    @elwe: Piattaforma disastrata ma piena di storie.

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  20. Hai provato a fare l' esportazione in XML attraverso logga.me ?
    So che adesso è un po' in sovraccarico, ma con un po' di pazienza dovrebbe funzionare.

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  21. Io vengo come al solito giù dal pero, ho appena traslocato come sai e ancora ci ho capito poco però mi spiace perdere queste pagine e sicuramente le mie capacità informatiche non mi permetteranno di salvare i vecchi post, peccato.

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  22. Stefano PetroniNov 25, 2011 10:18 AM

    Che sottobanco? :-) Chiara e lampante...

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  23. Carolina VenturiniNov 25, 2011 10:19 AM

    Magari la prossima volta ci organizziamo meglio. Quantomeno una percentuale sugli invii ;-)

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  24. principessafeliceNov 27, 2011 03:08 AM

    scusate se chiedo info qui... io vorrei copiare i miei blog su word, non mi interessa proseguire su un altro blog, ma non riesco... se faccio copia e incolla mi dice che è in attesa del server. dite che è una cosa momentanea? Grazie

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  25. Carolina VenturiniNov 27, 2011 03:10 AM

    Da dove copi i tuoi articoli? Dal sito o dalle bozze?

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  26. Io ho già importato (abbastanza bene) contenuti, commenti e grafica del mio peergynt splinderiano con iobloggo; ma ho preferito poi ricominciare un nuovo percorso su wordpress, su cui ho già alcuni amici. Splinder propone adesso un'esportazione che sinceramente non so quali caratteristiche abbia.

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  27. Bellissimo post, letto d'un fiato.

    Ciao.

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